Omelia: La Donna di Fede e il suo Significato Profondo

La celebrazione del primo gennaio è un momento carico di significati profondi per la Chiesa, che da più di cinquant’anni, per volere di Papa Paolo VI nel lontano 1968, dedica questo giorno a una grande causa: la pace. Tuttavia, al centro di questa solennità vi è anche la figura di Maria, celebrata come Madre di Dio, un titolo che rivela la verità profonda della sua esistenza e il suo ruolo fondamentale nel mistero dell'Incarnazione.

Maria, Madre di Dio: Il Mistero dell'Incarnazione

Il titolo di "Madre di Dio" attribuito a Maria è la base di tutto il suo mistero. È perché è Madre di Dio che Maria è stata concepita Immacolata, senza peccato, ed è stata assunta in Cielo in anima e corpo. Questo titolo si riferisce direttamente al Mistero dell'Incarnazione, che la parola "Natale" (nascita, natività) evoca, ma che la teologia approfondisce come "Incarnazione".

La fede cristiana invita a una riflessione profonda: "Il Verbo si è fatto carne". Il Figlio di Dio ha preso il corpo umano, si è fatto uomo. Il titolo di "Maria, Madre di Dio" si riferisce dunque all'Incarnazione, poiché Maria ha concepito Gesù, che è vero Dio e vero uomo. Per la fede della Chiesa, Gesù è una sola cosa, un'unica persona del Dio fatto uomo, del Verbo incarnato, in cui umanità e divinità sono fuse.

Icona di Maria Madre di Dio con il bambino Gesù

Il Riferimento Paolino e la Vera Umanità di Gesù

Nelle lettere di San Paolo, pilastro della teologia cristiana, l'unico riferimento a Maria, seppur senza nominarla, è "nato da donna". Questa espressione sottolinea che Gesù è veramente uomo e veramente Dio, l'Uomo-Dio. Il Concilio Vaticano II afferma: "Il Figlio di Dio si è fatto uomo Gesù, ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con intelligenza di uomo, ha agito con volontà di uomo, ha amato con cuore di uomo. Nascendo da una Vergine, Egli si è fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi, eccetto che nel peccato."

La festa di "Maria Madre di Dio" evidenzia il ruolo insostituibile di questa donna nell'Incarnazione. Se Gesù è nato "da donna", significa che questo Bambino è suo, è veramente uomo. Questa è la vertigine del mistero: Dio, l'Onnipotente, l'Immenso, l'Infinito, che si circoscrive nel limite della storia, nella carne umana. Cristo è stato un embrione, un feto per nove mesi nell'utero della Vergine. L'unione tra Dio e uomo è ben più di una fusione: è l'unica persona di Dio che si è incarnato. Se non avesse preso la nostra carne, non ci avrebbe salvato dai nostri peccati. Crediamo nella sua vera umanità: Dio non ha finto, ma ha avuto fame e sete, amici, ha sofferto ed è cresciuto in sapienza, età e grazia, come narrano i Vangeli dell'infanzia.

La Preghiera con Fede e la Provvidenza Divina

Per essere esauditi dal Signore, è necessaria la fede. Un esempio sono i due ciechi che, pur consapevoli della loro miseria, non credevano pienamente che Cristo potesse guarirli. Gesù, per provocare la fede, chiese loro: "Ma voi credete che io vi possa dare la vista?". Allo stesso modo, la Madonna, di fronte all'annuncio dell'Arcangelo, domandò: "Se sono vergine, come faccio a diventare mamma?". Il Signore le rispose che a Dio nulla è impossibile, rendendo possibile la maternità attraverso la verginità, un'unione di concetti che umanamente non possono coesistere, ma che per l'onnipotenza divina sì. La Madonna, vergine e madre, è l'esempio di questa onnipotenza divina.

Fiducia nel Futuro e il Senso della Vita

Nell'affidare il futuro a Dio, non possiamo conoscere ciò che ci aspetta. L'anno appena trascorso è stato difficile, ma è stato un tempo donato e non possiamo ignorarlo. In esso non c'è stato solo male, ma anche tanto bene. Il Qoelet ricorda che "c’è un tempo per nascere e un tempo per morire; un tempo per piangere e un tempo per ridere". Dobbiamo affidare il futuro alla Provvidenza del Padre, che non è un cieco fato, ma l'amore che veglia su di noi, per il quale "anche i capelli del nostro capo sono tutti contati". Il credente, fiducioso, si abbandona alla Provvidenza, sapendo che Dio è buono, anche se non sempre si comprende il suo disegno.

Una parte del futuro dipende anche dalle nostre scelte e responsabilità. È inutile affidarsi agli oroscopi o a coloro che attribuiscono tutto ai "geni", come se il destino fosse già scritto. La vera sfida è vivere nella sofferenza cercando risposte per andare avanti.

Il significato biblico della fede

La Donna di Fede: Un Esempio di Vita

La figura della donna di fede è un faro nella vita. Un esempio tangibile è la testimonianza della mamma del Padre, Chiara, una donna nel vero senso della parola, punto di riferimento, che ha vissuto la sua esistenza in Dio, pervasa da un amore che le ha dato la forza di affrontare le difficoltà della vita con serenità. La sua fede costante e la preghiera hanno accompagnato la scelta missionaria del figlio, dimostrando come una vita vissuta in pienezza possa essere un vero tesoro, anche senza lasciare il proprio paese.

Il "giusto vivrà per la sua fede", ci ricorda la prima lettura. È essenziale distinguere tra religione e fede. Essere religiosi significa essere nati in un contesto culturale con usanze e tradizioni religiose, ma non implica necessariamente una profonda conoscenza di Dio o un rapporto personale con Lui. La fede, invece, richiede il desiderio di conoscerlo, di orientarsi continuamente a Lui, ponendolo alla base della propria esistenza e delle scelte. Questo processo porta a una consapevolezza progressiva dell'amore di Dio, un amore specifico per ogni uomo e donna.

La Potenza della Fede e la Missione della Donna

La fede è potente, capace di "estirpare anche l'impossibile", come l'albero di gelso con le sue radici poderose. Nella nostra vita, la fede ci aiuta a liberarci da vizi o episodi spiacevoli che riteniamo irrealizzabili da superare.

La presenza della donna nella vita sociale e nella Chiesa è sempre più ampia. Non si deve contrapporre l'ambito famigliare a quello professionale, poiché entrambi sono importanti. La donna, con le sue caratteristiche peculiari, ha un ruolo preminente nel focolare e nella famiglia, che costituisce una grande funzione umana e cristiana. Ma ciò non esclude altre attività professionali, anche domestiche, che possono arricchire la società.

La donna non raggiunge la perfezione solo al di fuori della famiglia; anzi, il focolare è un ambito propizio per lo sviluppo della personalità. Il maggior motivo di dignità della donna risiede nelle cure prestate alla famiglia, nella sollecitudine verso il marito e i figli, creando un ambiente accogliente e formativo. Questo non si oppone alla sua partecipazione in altri ambiti sociali, inclusa la politica, dove può apportare un valido contributo con le sue doti femminili, come la delicata tenerezza, l'instancabile generosità, l'amore per la concretezza, l'estro, la capacità di intuizione e una pietà profonda e semplice.

Donna impegnata in attività di servizio e cura in ambito familiare o sociale

La Donna "Inquietante" e Maestra di Fede

L'Arcivescovo augura alle consacrate di essere "donne inquietanti", non nel senso comune, ma nel vero significato di essere immagine di una fede viva che scuote e sconvolge i "discepoli stolti e lenti di cuore", incapaci di riconoscere Gesù. Sono donne liete anche nelle difficoltà, che sanno avere coraggio e andare oltre le apparenze e lo scetticismo.

Le donne che hanno sconvolto sono quelle che sono rimaste vicino a Gesù fino alla fine, fino alla croce, le ultime a lasciarlo e le prime a cercarlo al sepolcro al mattino, mentre i discepoli dormivano. Questa fedeltà totale è il dono di sé di religiose e consacrate, che, avendo incontrato il Signore, sono state invase da una tale gioia che il dono della vita è sembrato loro una risposta adatta. Hanno dedicato la vita, con naturalezza e semplicità, vivendo di un solo amore, un amore che basta. La loro scelta di una libertà autentica è donata nella gioia. Queste donne seminano stupore e sconcerto, dicendo con la loro vita la verità della loro fede, scuotendoci dalla rassegnazione e dalla tristezza che paralizza.

Maria, Madre della Conversione: L'Ascolto e la Fede Crescente

La Beata Vergine del Miracolo viene invocata come "Madre della conversione", un titolo bellissimo che evoca non solo il "cambiare strada" dal peccato, ma anche il "rivolgersi" benevolmente verso qualcuno, come nella preghiera "illos tuos misericordes oculos ad nos converte". La storia di Alfonso Ratisbonne, convertito da una Madonna che non parlò, ma si fece capire, dimostra che la vera questione non è se Maria parli, ma se noi la capiamo. Maria, la Madonna del Vangelo, preferisce ascoltare, anzitutto il suo Figlio, Gesù. Sotto la Croce, "stava" ad ascoltare. Ratisbonne capì tutto: la sua conversione fu improvvisa e totale, non per argomenti o rimproveri, ma per una presenza che lo illuminava nel buio.

Nelle Nozze di Cana, Maria interviene quando il vino finisce, dicendo ai servi: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela". Questa frase rivela il suo cammino di fede impegnativo e la profonda conoscenza del cuore del Figlio. Il suo pellegrinaggio era iniziato con un "fiat" ("Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola") ed è giunto al "facite" ("fate ciò che Egli vi dirà"). Maria è passata da discepola a maestra della fede, non imparando nozioni, ma facendo esperienza, tanto che la sua fede è divenuta così forte da essere trasmessa agli altri.

Alla luce dell'esempio di Maria, sorgono domande: sappiamo percepire i bisogni del prossimo, o siamo chiusi nei nostri egoismi? Siamo disposti ad accrescere la gioia degli altri, o complicare i loro problemi? Valorizziamo la nostra fede nel servizio del prossimo, come la Santa Madre del Signore?

La Donna di Fede nella Vita Quotidiana

La donna della Chiesa che segue l'esempio di Cristo ogni giorno adempie il piano del Padre celeste per lei, diventando una grande influenza positiva nel mondo. Una vera cristiana confida in Dio, affronta le avversità con speranza, conosce l'interesse di Dio per lei, ama le Sue parole e si nutre profondamente di quell'acqua viva. È grata per il profeta degli ultimi giorni, confida nel suo consiglio e lo segue per trovare sicurezza e pace.

Nelle sue preghiere, cerca la guida e l'aiuto del Padre celeste, ascoltando in una comunicazione a due sensi. La donna di fede è fiduciosa perché comprende il piano divino e il suo ruolo di portare il bene nella vita degli altri. Sa che qualsiasi sacrificio faccia avrà valore per l'eternità. La sua fiducia cresce perché è virtuosa, piacevole e graziosa, motivata da pensieri puri, amabile, gentile e buona. Suo marito e i suoi figli confidano totalmente in lei, così come bambini, giovani o donne che istruisce, serve e ama, attratti dallo spirito particolare che irradia dalla sua persona. L'immagine di Dio sul suo volto è ciò che interessa ed è importante. È fiduciosa nel formare il proprio carattere e compiere opere che le permetteranno di stare in presenza del Padre celeste.

La donna di fede è intrepida. Non teme il male perché Dio è con lei, non vi è ambiguità né incertezza nella sua vita. Vive mettendo in pratica i principi, studiando la dottrina e gli insegnamenti del Maestro. È un esempio nobile, e sebbene umana e non perfetta, si tiene lontana dalle influenze malvagie, reagendo come una leonessa che protegge i suoi piccoli. Ha il coraggio di parlare ai suoi figli delle pratiche che potrebbero distruggerli, e il suo impegno si concretizza ogni giorno della sua vita: nel modo di vestire, in ciò che legge o guarda, in come trascorre il tempo libero, nelle cose che ama, nelle persone che attrae, nel suo modo di fare in ogni momento, in ogni cosa e in ogni luogo. Ha uno stile tutto suo, attraente, gioioso, solare e positivo. Le nostre bambine e giovani possono confidare nel suo esempio.

La donna di fede ama il Signore e lo dimostra con il modo in cui vive, le parole che dice, il servizio che rende ai Suoi figli e ogni sua azione. Sa che Egli la ama anche se imperfetta e che continua a migliorarsi. È benedetta dagli uomini fedeli della sua vita che detengono il sacerdozio di Dio, che la apprezzano, la sostengono, la incoraggiano e comprendono la sua grande missione come donna. La amano e la benedicono, e sono a loro volta benedetti da questa donna di fede nel cammino della vita che percorrono insieme.

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