Le Omelie di Papa Francesco nel Giorno del 5 Maggio

Nelle sue omelie del 5 maggio, Papa Francesco ha offerto diverse riflessioni profonde sulla vita cristiana, toccando temi centrali come la sopportazione delle tribolazioni, l'affidamento a Dio e la gioia della fede. In particolare, si possono individuare due momenti significativi: una meditazione mattutina a Casa Santa Marta e un'importante celebrazione durante il suo viaggio apostolico a Sofia, in Bulgaria.

L'Omelia a Casa Santa Marta: Il Cammino Cristiano tra Tribolazioni, Affidamento e Pace

Alla messa celebrata nella cappella della Casa Santa Marta, Papa Francesco ha ricordato che le tribolazioni fanno parte dell’esistenza, ma che il cristiano ne porta il peso affidandosi al Signore. Tribolazioni, affidamento, pace sono le tre parole attorno alle quali il Pontefice ha sviluppato l’omelia nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Ha sottolineato che il cristiano non ha un “atteggiamento sadomasochista” di fronte alle difficoltà, ma si affida al Signore con fiducia e speranza. Prendendo spunto dal passo degli Atti degli Apostoli, nella Prima Lettura, Papa Francesco si è soffermato su questi tre punti.

Papa Francesco che celebra la Messa a Casa Santa Marta

Il Coraggio di Sopportare le Tribolazioni

Il cristiano sopporta le tribolazioni con coraggio. Tuttavia, ha avvertito il Papa, questo “non è un atteggiamento sadomasochista”, ma è “la lotta cristiana” contro il principe di questo mondo che cerca di staccarci “dalla Parola di Gesù, dalla fede, dalla speranza”. Il verbo “sopportare” è “più di avere pazienza, è portare sulle spalle, portare il peso delle tribolazioni”. La vita del cristiano ha momenti così, ma Gesù ci dice: “Abbiate coraggio in quel momento. Io ho vinto, anche voi sarete vincitori”. San Paolo, ad esempio, viene perseguitato, ma nonostante mille tribolazioni resta saldo nella fede e incoraggia i fratelli a sperare nel Signore.

L'Importanza dell'Affidamento al Signore

La seconda parola chiave è “affidamento”. “Un cristiano - ha detto il Papa - può portare avanti le tribolazioni e anche le persecuzioni affidandosi al Signore”. Affidare al Signore qualcosa, affidare a Lui un momento difficile, affidare se stessi, i fedeli, i sacerdoti, i vescovi, le famiglie e gli amici è una preghiera. “È una preghiera che non sempre noi la facciamo, la preghiera di affidamento: ‘Signore ti affido questo, portalo Tu avanti’, è una bella preghiera cristiana”. Quando una persona fa “questa preghiera” dal cuore, ha soggiunto, allora sente di essere affidata al Signore ed è sicura: “Lui non delude mai”.

La Pace di Cristo come Risposta Divina

Infine, la pace del Signore rafforza la fede e la speranza. Francesco ha rammentato quello che Gesù dice come “congedo” ai suoi discepoli: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”. Le tre parole - tribolazioni, affidamento e pace - indicano il percorso cristiano: “Nella vita dobbiamo andare su strade di tribolazione ma è la legge della vita. Ma in quei momenti affidarsi al Signore e Lui ci risponde con la pace. Questo Signore che è Padre ci ama tanto e mai delude”.

L'Omelia a Sofia (5 Maggio): Dio Chiama, Sorprende e Ama

Il 5 maggio, in occasione del suo viaggio apostolico in Bulgaria, Papa Francesco ha presieduto la Santa Messa nella piazza Knyaz Alexandar I a Sofia. Questa celebrazione è stata l’ultimo appuntamento del primo giorno del Pontefice nella capitale bulgara. Nell'omelia, il Santo Padre ha orientato e sviluppato la sua riflessione sulla vita di discepoli, segnata da “tre realtà stupende”: Dio chiama, Dio sorprende, Dio ama. Lo sfondo di queste parole è il lago di Tiberiade, e il Pontefice ha anche incoraggiato i fedeli a non avere paura di essere santi.

Papa Francesco celebra la Messa in Piazza Knyaz Alexandar I a Sofia, Bulgaria

Papa a S. Marta: Dio ama per primo perché ha compassione e misericordia

La Tentazione di Tornare al Passato e il "Pragmatismo Grigio"

Il Santo Padre ha ricordato che Pietro, dopo aver visto morire il Signore, torna alla vita di pescatore, nonostante l’annuncio della Risurrezione, e altri discepoli lo seguono. “Il peso della sofferenza, della delusione, perfino del tradimento - ha spiegato Francesco - era diventato una pietra difficile da rimuovere nel cuore dei discepoli; erano ancora feriti sotto il peso del dolore e della colpa e la buona notizia della Risurrezione non aveva messo radici nel loro cuore”. Il Signore sa quanto sia forte per noi la tentazione di tornare alle cose di prima, una “psicologia del sepolcro che tinge tutto di rassegnazione, facendoci affezionare a una tristezza dolciastra che come una tarma corrode ogni speranza”. Sembra prevalere “la tentazione della nostalgia del passato” e un “grigio pragmatismo”.

La Chiamata e la Sorpresa di Dio

È proprio nel momento del fallimento, come in quello di Pietro, che arriva Gesù. Il Signore “non aspetta di incontrarsi con persone senza problemi, senza delusioni, peccati o limitazioni”. Papa Francesco ha sottolineato che “il Signore non si stanca di chiamare. È la forza dell’Amore che ha ribaltato ogni pronostico e sa ricominciare. In Gesù, Dio cerca di dare sempre una possibilità”. Egli ci chiama ogni giorno a rivivere la nostra storia d’amore con Lui, a rifondarci nella novità che è Lui, invitandoci “ad alzarci, a risorgere sulla sua Parola, a guardare in alto e credere che siamo fatti per il Cielo, non per la terra; per le altezze della vita, non per le bassezze della morte”, e a non cercare “tra i morti Colui che è vivo”.

Il Signore sorprende quando chiama e invita a gettare non solo le reti, ma noi stessi “al largo nella storia e a guardare la vita, a guardare gli altri e anche noi stessi con i suoi stessi occhi che «nel peccato, vede figli da rialzare; nella morte, fratelli da risuscitare; nella desolazione, cuori da consolare»”. Il Pontefice ha esortato: “Non temere, dunque: il Signore ama questa tua vita, anche quando hai paura di guardarla e prenderla in mano”.

L'Amore di Dio: Il Cuore della Fede Cristiana

Il trittico ambientato sul lago di Galilea si completa con la terza certezza: “Dio chiama, Dio sorprende perché Dio ama. Questa è la nostra forza che ogni giorno siamo invitati a rinnovare: il Signore ci ama”. Essere cristiano è una chiamata ad avere fiducia che l’Amore di Dio è più grande di ogni limite o peccato. Il Papa ha ricordato che “oggi siamo invitati a guardare e scoprire quello che il Signore ha fatto nel passato per lanciarci con Lui verso il futuro, sapendo che, nel successo e negli errori, tornerà sempre a chiamarci per invitarci a gettare le reti”.

Francesco ha descritto una “Chiesa giovane, una persona giovane, non per l’età ma per la forza dello Spirito”, che ci invita “a testimoniare l’amore di Cristo, un amore che incalza e ci porta ad essere pronti a lottare per il bene comune, servitori dei poveri, protagonisti della rivoluzione della carità e del servizio, capaci di resistere alle patologie dell’individualismo consumista e superficiale”. Al termine della Messa, mons. Christo Proykov, presidente della Conferenza episcopale bulgara, ha offerto a Papa Francesco, a nome della Chiesa Cattolica in Bulgaria, una copia dell’icona della Santa Madre di Dio, proveniente da Nesebar, “che mons. Roncalli ha sempre portato e tenuto con sé”. Il Pontefice ha concluso con un forte incoraggiamento: “Non abbiate paura di essere i santi di cui questa terra ha bisogno”.

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