Profili di Sacerdoti: L'Impegno Pastorale di Vari Don Lorenzo

Questo articolo esplora le diverse esperienze e l'impegno pastorale di alcuni sacerdoti di nome Don Lorenzo, mettendo in luce le loro sfide, le loro visioni e il loro servizio alla comunità in varie diocesi.

Don Lorenzo Broggian: Il Pastore delle Valli Beriche

Un ministero "on the road"

Da quattro anni, don Lorenzo Broggian è parroco dell'unità pastorale delle Valli Beriche. Questa unità comprende le comunità di Arcugnano, Fimon, Lapio, Perarolo, Pianezze, Torri e Villabalzana. A partire da settembre, a queste si è aggregata l’ottava parrocchia, ovvero S. Gottardo, situata tra Arcugnano e Zovencedo. Per assicurare la propria presenza in queste sette, e presto otto, parrocchie, don Lorenzo percorre trentamila chilometri all'anno in auto. Affronta questa sfida con pazienza, cercando di mantenere il più possibile il contatto con i fedeli, nonostante il poco tempo a disposizione.

La filosofia dell'ascolto e della comunione

Don Lorenzo Broggian crede che il prete oggi sia chiamato ad essere soprattutto un uomo di ascolto e di comunione. Sottolinea l'importanza di essere sempre accoglienti verso tutti, anche se a volte può risultare difficile. Questa è un'esperienza che ha maturato in questi anni in parrocchia: se si apre la porta della canonica o dell’oratorio nel modo giusto, la gente è poi disposta ad aprirti il cuore. È solo in questo modo, secondo don Lorenzo, che il Vangelo di Gesù può essere annunciato efficacemente, con la sua forza e la sua tenerezza. Ogni persona che si avvicina, ogni gruppo con cui si condivide un percorso, ha una storia che chiede di essere ascoltata e compresa. Oltre all’ascolto, il sacerdote è chiamato a costruire comunione, ovvero a creare rete, a facilitare le relazioni e a intessere legami e collaborazioni in un mondo complesso, segnato da cambiamenti rapidi e continui.

Mappa delle Valli Beriche con i punti delle parrocchie

L'attenzione per la pastorale giovanile

La Diocesi di Vicenza, in questo contesto dinamico, ha dimostrato di non essere rimasta indietro. La pastorale giovanile è una realtà viva e vivace, che ha fatto molta strada e possiede le risorse e l'entusiasmo necessari per affrontare le sfide attuali. Don Lorenzo riconosce il lavoro di chi lo ha preceduto, in particolare don Andrea Guglielmi, che ha saputo creare molti contatti e forme di collaborazione, sviluppando un laicato che si sente davvero corresponsabile. Ciò rende facile e proficuo condividere l'impegno per l'annuncio del Vangelo ai giovani. Secondo don Lorenzo, i giovani oggi chiedono fondamentalmente di essere ascoltati, con pazienza e rispetto. Per questo, è cruciale che la Chiesa sappia farsi loro vicina, senza giudicarli. Un'altra esperienza significativa che la Chiesa può offrire loro è quella del gruppo: un ambiente in cui vivere relazioni autentiche e gratuite, dove ci si possa sentire accolti e riconosciuti per quello che si è, senza paura. In fondo, è ciò che Gesù faceva con tutte le persone che incontrava.

Don Lorenzo Trevisan: L'Arciprete di Merlara e l'Udienza Papale

La memoria dei nonni e la vicinanza del Papa

Don Lorenzo Trevisan, arciprete di Merlara e Minotte, ha partecipato a un'udienza con Papa Francesco, un incontro organizzato dalla Santa Sede per i sacerdoti delle zone più colpite dalla pandemia. Questa udienza, preceduta dalla benedizione di Sant'Antonio e poi da quella del Pontefice, è stata interpretata da don Lorenzo quasi come un ringraziamento da parte dei nonni che sono stati ricordati. I volti che ha portato nel cuore all'udienza erano soprattutto quelli dei 34 nonni della casa di riposo Pietro e Santa Scarmignan deceduti dall'inizio dell'emergenza. Al momento dell'inizio dell'emergenza, la struttura contava ben 73 ospiti.

Il dolore di Merlara e il messaggio di speranza

L'esperienza vissuta nel pensionato ha reso la presenza e la vicinanza del Papa una "carezza in questo momento di prova", come osservato dal parroco. Egli ha sottolineato come la Chiesa si faccia prossima a coloro che soffrono, e dalla sede di Pietro si sarebbe pregato per tutta la comunità e per i defunti cari. Merlara ha affrontato il dolore direttamente in tre mesi, scanditi dalle sirene delle ambulanze che trasportavano i contagiati dal pensionato all'ospedale Covid di Schiavonia. Il rintocco delle campane ha segnato i lutti, ma ha suonato anche a festa in occasioni come la messa celebrata dal vescovo Claudio Cipolla per ricordare i nonni e il sorvolo del Santo sul paese. Don Lorenzo Trevisan riflette sul fatto che "ci è voluto il sacrificio di 34 nonni per donarci, nell'esperienza del dolore, uno spiraglio di luce e di speranza". All'udienza, in rappresentanza della diocesi di Padova, hanno partecipato con lui altri quattro sacerdoti, tra cui, in attesa di ufficialità dalla Santa Sede e dalla diocesi, potrebbe esserci il parroco di Vo', la prima zona rossa d'Italia.

Papa Francesco incontra un gruppo di sacerdoti

Don Lorenzo Dell’Andrea: Il Sacerdote Giornalista di Belluno

Una carriera dedicata all'informazione

Don Lorenzo Dell’Andrea è stato un "grande amico, discreto e fidato" del Sindacato, noto per la sua attenzione alla comunicazione sociale nella Chiesa. Era un sacerdote-giornalista che ha saputo rimanere al passo con i tempi. Nato a Selva di Cadore nel dicembre 1930, dopo gli studi in seminario e il sacerdozio, si laureò in lettere classiche. Ha diretto per ben trent’anni, dal 1962 al 1992, L’Amico del Popolo, il settimanale diocesano di Belluno. La sua attività giornalistica non si è limitata alla stampa: non per niente, aveva "ri-fondato" l’emittente televisiva Telebelluno, dandole una forte spinta verso l’informazione.

Contributo al giornalismo cattolico

Il consiglio direttivo di Assostampa Belluno ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa di don Lorenzo Dell’Andrea, riconoscendolo come una delle figure di riferimento del giornalismo bellunese. Egli seppe leggere e interpretare in maniera puntuale le dinamiche e i cambiamenti del mondo dell’informazione. Oltre alla direzione de L’Amico del Popolo, don Lorenzo contribuì anche a fondare la Federazione Italiana Settimanali Cattolici, mentre nel 1995 ridiede slancio a Telebelluno. I suoi funerali sono stati celebrati in Cattedrale a Belluno l'11 marzo alle ore 10.30, e la salma è stata tumulata nel cimitero di Prade, nella cappella dei canonici.

Immagine di un giornale diocesano o una redazione d'epoca

Don Lorenzo Voltolin: Dalla Nascita di Montagnana al Sacerdozio

Il percorso di vita e la riscoperta della fede

Don Lorenzo Voltolin, 39 anni, è nato a Montagnana, dove ha trascorso l'infanzia e la giovinezza e dove tutt'ora vivono i suoi genitori e sua sorella con la sua famiglia. Ha ricevuto la fede e i sacramenti nella piccola parrocchia di Borgo San Zeno, un ambiente in cui, accompagnato da sacerdoti, catechisti, animatori e amici, ha potuto sperimentare la vita nella Chiesa. Durante l'adolescenza, tuttavia, si è allontanato dalla fede e ha intrapreso il lavoro di famiglia come parrucchiere, professione che ha svolto per undici anni. Trascorso questo periodo, maturando nell'età della giovinezza, si è accorto di aver perduto valori importanti che erano sempre stati parte del suo patrimonio di vita. È così ritornato nella comunità cristiana, che da anni non frequentava, riscoprendo la gioia di essere Chiesa, famiglia di Dio, e di vivere l'amicizia con il Signore attraverso la preghiera, i sacramenti e la vita tra fratelli cristiani.

Il servizio pastorale

Gli anni del seminario sono stati per don Lorenzo Voltolin ricchi e intensi, molto formativi e intraprendenti grazie alla varietà delle esperienze vissute. È stato ordinato sacerdote nel giugno del 2007. Il suo primo servizio pastorale è stato quello di cappellano presso la parrocchia del Duomo San Martino di Piove di Sacco, dove ha iniziato il suo ministero a tempo pieno.

Testimonianze di Fede. Don Pasqualino Di Dio. #fede #gesu #crescitapersonale #donpasqualinodidio

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