Il Santuario di Materdomini: storia, arte e devozione da Nocera Superiore

La Basilica Pontificia di Materdomini, situata a Nocera Superiore, gode di una crescente visibilità, culminata con la diretta della Santa Messa su Raiuno il 10 agosto. Questa trasmissione, parte di un programma domenicale della Rai che visita diverse chiese italiane, assume un significato particolare in quanto si svolge nel cuore del novenario in preparazione alla Solennità della Mater Domini e alla Festa dell'Assunta del 15 agosto.

I frati custodi del Santuario mariano hanno sottolineato come questo evento rappresenti un'opportunità unica per mostrare all'Italia e al mondo, attraverso Rai Italia, la profonda devozione del popolo alla "Mamma Materdomini" e la bellezza del territorio circostante. In preparazione alla messa, la troupe di Rai sarà presente a Nocera Superiore il 1° e 2 luglio per effettuare riprese che catturino la serenità e lo splendore del Santuario.

Per facilitare queste riprese, il sindaco Gennaro D’Acunzi ha disposto la liberazione del piazzale antistante la Basilica dalle autovetture tra le 10:00 e le 16:00 nei giorni indicati, garantendo così la sicurezza degli operatori video.

Vista panoramica del Santuario di Materdomini con il piazzale antistante

Origini storiche e geografiche

Materdomini è una frazione di Nocera Superiore, urbanisticamente contigua a Roccapiemonte e situata nell'agro nocerino. Geograficamente, si trova a breve distanza da Nocera Superiore stessa e dalla frazione Pecorari, nonché a pochi chilometri da Nocera Inferiore e Cava de' Tirreni. In passato, l'area di Materdomini era un'ampia zona boschiva appartenente all'Actus Apudmontis, il cui centro di potere era il castello di Apudmontem, situato sul monte Solaro e dominante la sottostante platea.

La formazione di un piccolo villaggio iniziò a partire dal 1060, in seguito al ritrovamento della sacra figura di Santa Maria Materdomini e alla nascita di una piccola chiesetta. Quest'area divenne oggetto di contesa tra Nuceria e Apudmontem. Dal 1851, Materdomini divenne parte integrante del comune di Nocera Superiore.

La fondazione del Santuario e il ritrovamento dell'icona

La storia del Santuario è strettamente legata al ritrovamento di un quadro raffigurante la Madonna con il Bambino, avvenuto nell'anno 1060. La tradizione narra che nel 1041 una contadina, nota come Caramari, ebbe una visione della Madonna. La Vergine le indicò di scavare sotto una quercia, dove la giovane era solita riposare, per ritrovare un'icona.

Questa icona, inizialmente senza nome, fu chiamata "Mater Domini", ovvero Madre del Signore. La devozione per questa sacra immagine, conosciuta anche come "la Cona", crebbe grazie ai numerosi miracoli attribuiti dai fedeli. La costruzione di una prima piccola chiesa nel luogo del ritrovamento, databile intorno al 1041 o, secondo altre fonti, al 1060, segnò l'inizio della storia del Santuario.

Il 1° maggio 1061, Papa Niccolò II consacrò la cappella, concedendo un'indulgenza plenaria. Successivamente, dal 1075 circa, i Preti Bianchi, guidati da Pietro Regina e poi dai fratelli Stefano e Nicola Pagano (dal 1091), iniziarono a prendersi cura dell'immagine e della cappella. Dal 1632, la custodia passò ai Padri Basiliani, che rimasero nel luogo fino al 1809, anno della soppressione dell'ordine a causa dell'occupazione militare francese. Da allora, i Frati Francescani sono i custodi del Santuario.

Dettaglio del quadro della Madonna di Materdomini

L'architettura e le opere d'arte del Santuario

Il Santuario, edificato tra il 1168 e il 1772 su una precedente chiesetta, è oggi un complesso che comprende la chiesa e l'annesso convento. L'edificio è di stile neoclassico e si presenta a navata unica. Al centro della navata si trova il Tempietto marmoreo, che custodisce l'icona originale della Madonna, racchiusa in una cornice d'argento. Il tempietto, a base quadrata, è sormontato da una cupoletta di marmo e termina con una lanterna. Molti fedeli lo chiamano "piccola Porziuncola" per la sua conformazione di "chiesa dentro la chiesa".

Le pareti interne del Santuario sono ricche di dipinti, stucchi dorati e marmi, opere realizzate da importanti artisti del '700 e dei secoli successivi, tra cui Francesco Solimena, Giacinto Diano, Francesco Guarini e Giovanni Francesco Grimaldi.

La decorazione interna

  • Navata centrale: Ospita il Tempietto con l'icona della Madonna. Dietro il Tempietto si trova l'altare maggiore, impreziosito da marmi policromi.
  • Soffitto: Originariamente con un cassettonato ligneo (1660 circa) contenente opere di Angelo Solimena, fu poi sostituito da stucchi nel 1775 con nuove tele di Giacinto Diano. A causa dei bombardamenti del 1943, il soffitto crollò e fu ricostruito nel 1947. L'attuale soffitto presenta tre dipinti di Giuseppe Canali e collaboratori, raffiguranti il ritrovamento dell'icona e la discesa dello Spirito Santo.
  • Parete sinistra: Presenta quattro altari dedicati al Sacro Cuore di Gesù, a Sant'Antonio di Padova, a San Giuseppe e a San Francesco d'Assisi, con tele di padre Aurelio Balzani.
  • Parete destra: Ospita l'altare della Deposizione, la cappella del Santo Rosario o della Riconciliazione (con tele del '700 e la pala d'altare "Madonna del Rosario" di Francesco Guarini), la cappella di San Basilio (con tele di Angelo Solimena che commemorano la visita di Papa Niccolò II e il miracolo dell'imperatore Enrico IV) e la sacrestia.
  • Sala Capitolare: Custodisce una pittura su tavola del '500 raffigurante la Pentecoste di Lorenzo Grimaldi e una statua vestita della Madonna del Rosario.
  • Presbiterio: L'attuale presbiterio con l'altare maggiore risale al '700 ed è realizzato in marmi policromi. Per la celebrazione verso il popolo sono stati aggiunti un altare moderno, una sede e un ambone. Ai lati dell'altare si trovano altorilievi in stucco di Sant'Agostino e San Giovanni Crisostomo.
  • Coro ligneo: Realizzato nel 1832 e finanziato da Ferdinando II di Borbone, è un'opera di notevole pregio.
Interno del Santuario con il Tempietto e l'altare maggiore

Opere d'arte significative

  • Tela dell'Assunzione di Maria al cielo: Dipinta da Angelo Solimena e successivamente rifatta da Giacinto Diano, oggi funge da pala d'altare nell'abside.
  • Tela del ritrovamento della sacra immagine: Presente nel soffitto, opera di Angelo Solimena e poi rifatta da Giacinto Diano.
  • Portone ligneo istoriato (1833): Realizzato in dodici formelle, raffiguranti il ritrovamento dell'icona e i primi miracoli registrati.
  • Altare della Deposizione: Con una pala d'altare raffigurante la Deposizione di Cristo.
  • Madonna del Rosario di Francesco Guarini (circa 1645): Pala d'altare nella cappella del Santo Rosario.

Eventi e tradizioni

Il Santuario di Materdomini è stato visitato nel corso dei secoli da numerose personalità storiche, tra cui Enrico IV, Papa Niccolò II, Ruggero I di Sicilia, Guglielmo il Malo e il Buono, Tancredi, Giovanna I e II di Napoli, Alfonso II e Ferdinando I di Napoli, Carlo V d'Asburgo, Dante Alighieri e Francesco d'Assisi.

Nel maggio 1923, Papa Pio XI elevò il Santuario al rango di basilica minore.

La festa del Santuario

La festa principale si svolge nel mese di agosto, culminando nella notte del 14. Durante questa notte, i pellegrini si raccolgono nella chiesa o sul piazzale antistante per la recita del rosario. La celebrazione è arricchita dalla presenza di carri che raffigurano l'icona della Madonna di Materdomini.

La "palatella con la mbupata"

Durante la festa religioso-popolare di Materdomini, si consuma un piatto tradizionale noto come "palatella con la mbupata". La "palatella" è un piccolo sfilatino di farina di frumento con estremità di pane, mentre la "mbupata" è una preparazione di melanzane sott'olio e aceto, solitamente accompagnata da acciughe sotto sale e un pizzico di peperoncino.

Carro allegorico con l'icona della Madonna di Materdomini durante la festa

Curiosità e reliquie

Nel Convento è custodita una preziosa reliquia: un'ampolla di vetro contenente una polverina bianca, conosciuta come il "latte della Madonna". A questa reliquia sono attribuiti numerosi eventi straordinari e miracolosi, tra cui guarigioni, piogge in periodi di siccità e liberazioni da calamità.

La basilica santuario è anche nota come Santuario dell'Assunta o Santuario di Materdomini. È una basilica pontificia minore, un santuario, un'ex abbazia benedettina e monumento nazionale, situata nella Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno.

Trasporti e accessibilità

Il Santuario di Materdomini è raggiungibile tramite mezzi pubblici. Le fermate bus più vicine includono "Indipendenza 111" (a circa 6 minuti a piedi), "Nazionale" (a circa 15 minuti) e "Via Nazionale" (a circa 16 minuti). Le stazioni ferroviarie più vicine sono "Nocera Inferiore Mercato" (a circa 20 minuti a piedi) e "Nocera Superiore" (a circa 64 minuti).

Diverse linee di autobus servono la zona, tra cui le linee 4, 9, E, A, 81, 84, SITA. Le linee ferroviarie che transitano nelle vicinanze sono L2 e R.

Museo Gerardino - Santuario di San Gerardo Maiella - Materdomini (AV) - Campania - @tuttitaly

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