Il Passaggio di Consegne alla Parrocchia di Villa San Martino

Un cammino di fede che prosegue senza soluzione di continuità, anzi si rafforza nell’incontro delle nostre diversità, nella fedele obbedienza e nel rispetto. La comunità parrocchiale di Villa San Martino si è sempre dimostrata disponibile per la prosecuzione delle attività pastorali.

L'Insediamento di Don Matteo Merli nel 2013

Con la consapevolezza di un cammino che non si interrompe, la comunità di San Martino Vescovo ha accolto, domenica 29 settembre 2013, il passaggio di consegne alla guida della parrocchia da mons. Franco Tamburini a don Matteo Merli, già parroco di San Fabiano in Villa Ceccolini. Questo avvenimento segnava un momento significativo nella storia della parrocchia.

Le Prime Parole del Nuovo Parroco

Lo stesso don Matteo Merli, rispondendo al saluto dei fedeli, ha espresso il desiderio di “entrare nelle trame della comunità” e ha invitato i fedeli “a non aspettarsi in questi primi tempi chissà quali iniziative rivoluzionarie, perché occorre riservarsi del tempo per incontrarsi, conoscersi, ascoltarsi, confrontarsi e comprendere come il Signore desidera far crescere i frutti di grazia che ha già donato”. Sarebbe stato impossibile, del resto, non avvertire l’esigenza di partire da quanto nel tempo era stato costruito.

L'Eredità di Mons. Franco Tamburini: Cinquant'Anni di Servizio

“Don Franco” non solo ha avuto il merito di essere stato il fondatore di questa parrocchia, ma l’ha anche retta per ben 51 anni. La sua partenza, avvenuta il 30 settembre 2013 dopo oltre cinquant'anni di ministero parrocchiale, gli ha permesso di dedicarsi più agevolmente alla gestione del Ce.I.S. e di tutte le istituzioni di don Gianfranco Gaudiano.

Foto di Mons. Franco Tamburini durante il suo ministero

Il Ricordo dell'Arcivescovo Piero Coccia

L’Arcivescovo Piero Coccia ha ricordato come Mons. Tamburini abbia svolto il suo incarico “con entusiasmo, con sacrificio e con passione; collaborando in varie forme anche a livello diocesano, attraverso incarichi particolari ricevuti dai vescovi; e sempre con obbedienza, coerenza, chiarezza e anche tenerezza, stando vicino ai parrocchiani e indirizzandoli alla fede soprattutto nei momenti più difficili”.

Le Linee Guida per la Comunità e la Missione Pastorale

In questo “tessuto connettivo di relazioni già consolidate”, ha detto don Matteo Merli, “mi dovrò inserire, facendo i conti con la realtà particolare del quartiere di San Martino, perché il nostro Dio non è nell’alto dei cieli, ma incarnato tra noi”. In un preciso contesto il nuovo parroco è chiamato ad “arare la vigna di Dio”, “avvicinando i sofferenti, i malati, gli anziani; sostenendo le famiglie; proponendo ai giovani alti ideali; pronunciando parole di fede e di perdono che riconciliano e ritemprano, edificano e creano”.

L'Importanza della Preghiera e della Testimonianza

Sempre con la consapevolezza che “il cuore pulsante di ogni iniziativa è la preghiera”. Infatti - ha precisato l’Arcivescovo - più importante di quello che don Matteo farà è la testimonianza di fede che come parroco darà, perché al di fuori dell’esperienza della fede ogni costruzione risulta estremamente fragile.

Le Raccomandazioni Post-Visita Pastorale

Mons. Coccia ha poi raccomandato di riprendere i sentieri da lui già indicati dopo la Visita Pastorale: la formazione degli operatori pastorali, la cura delle famiglie, la vicinanza ai giovani, la collaborazione con i laici, chiamati sempre più ad una corresponsabilizzazione. Questa è una strada chiara per continuare ad edificare la “ecclesia” di San Martino, che, come ha affermato un rappresentante della parrocchia, “è fisicamente situata in Piazza Giovanni XXIII, ma soprattutto e prima di tutto nei cuori”.

La Storia della Parrocchia di San Martino Vescovo

La Nascita e lo Sviluppo della Comunità

La località Villa S. Martino fino ai primi anni ’60 mancava di un’assistenza religiosa diretta, benché la località fosse già abbastanza numerosa. Il territorio era sotto la giurisdizione della Parrocchia di S. Pietro in Calibano. Il Vescovo S. E. Mons. Luigi Carlo Borromeo pensò di istituire in quella zona una parrocchia da intitolare proprio al Vescovo S. Martino di Tours e così fu eretta questa parrocchia con decreto vescovile del 7 ottobre 1962, con vigore a partire dal 24 settembre 1962.

Il territorio fu stralciato dalla parrocchia di San Pietro in Calibano e la dote beneficiaria venne costituita con i titoli di Stato. Chiesa e beneficio parrocchiale ebbero personalità giuridicamente distinte. Alla chiesa parrocchiale venne assegnato un proprio patrimonio, costituito da un appezzamento di terreno donato dall’INA-CASA e altro terreno donato dall’Istituto Case Popolari di Pesaro.

La Costruzione e il Riconoscimento

Chiesa e casa parrocchiale sono state costruite con il contributo dello Stato, in base alla legge Aldisio del 1952, su terreno donato dal Conte Alberto di Castelbarco Albani. La parrocchia ottenne il riconoscimento civile con decreto del Presidente della Repubblica in data 11 maggio 1963; la chiesa fu benedetta il 10 settembre 1967 e consacrata il 31 ottobre 1982.

Dal 7 ottobre 1962 fu prima Vicario Economo e poi dal 14 maggio 1963 Parroco, Don Franco Tamburini, che ne aveva preso solenne possesso il 22 settembre 1963. Egli, oltre a corredare l’edificio sacro di mobilio, quadri e immagini sacre, costituite in particolare delle tele dipinte da S. E. Mons. Bonaventura Porta, Vescovo di Pesaro dal 1917 al 1952 e pittore, poté dotare la parrocchia di tutte le strutture necessarie, dall’oratorio alla sala per teatro e cinema, alle aule per le riunioni e il catechismo e ad ambienti spaziosi per l’abitazione del parroco. Dopo il suo servizio, Don Matteo Merli subentrò nel 2013, ma dopo soli quattro anni lasciò l’amministrazione a Don Giuseppe Fabbrini.

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