La comunità di Santo Stefano Quisquina si prepara ad accogliere un nuovo parroco, un evento che sempre porta con sé riflessioni sul ruolo della Chiesa e del suo ministero sul territorio. In questo contesto, è utile ripercorrere la storia e le dinamiche che legano la Chiesa cattolica alla lotta contro la mafia, un tema di grande attualità e di profonda importanza per la Sicilia.
Il Vicariato Foraneo N. 05 Santo Stefano Quisquina
L'area di Santo Stefano Quisquina rientra nel Vicariato Foraneo N.05 Santo Stefano Quisquina. Questo vicariato comprende diverse realtà parrocchiali e rettorie, tra cui:
- B.M.V. DEL CARMELO - Parrocchia a S. Stefano Quisquina
- B.M.V. DEL MONTE CARMELO - Parrocchia ad Alessandria Della Rocca
- DEI CAPPUCCINI - Rettoria a Bivona
- MADONNA DELLA ROCCA - Santuario Diocesano ad Alessandria Della Rocca
- MARIA SS. DEL CARMELO - Parrocchia a Cianciana
- MATER SALVATORIS - Parrocchia a Bivona
- S. ANGELO MARTIRE - Parrocchia a S. Angelo Muxaro
- S. ANTONIO - Parrocchia a Cianciana
- S. BARTOLOMEO - Rettoria a Bivona
- S. BIAGIO - Parrocchia a S. Biagio Platani
- S. GIACOMO - Rettoria a Bivona
- S. MARIA DEL PILERIO - Parrocchia ad Alessandria Della Rocca
- S. NICOLO’ DI BARI - Parrocchia a S. Stefano Quisquina
- S. ROSALIA - Rettoria a S. Stefano Quisquina
- S. ROSALIA - Parrocchia a Bivona
- SACRA FAMIGLIA - Parrocchia a S. Biagio Platani
- SS. TRINITA’

La Chiesa e la Lotta alla Mafia: Una Riflessione Storica
Il rapporto tra la Chiesa e la mafia è stato oggetto di dibattito e riflessione per molti anni. La storia recente è segnata da figure eroiche come don Pino Puglisi, parroco palermitano ucciso dalla mafia nel 1993 per il suo impegno a favore dei giovani. Papa Francesco ha più volte ribadito la totale inconciliabilità tra la criminalità organizzata e il Vangelo, affermando che i mafiosi "non sono in comunione con Dio: sono scomunicati".
Nel corso degli anni, sono stati numerosi gli appelli affinché la Chiesa siciliana assumesse una posizione chiara e univoca contro la mafia. Le parole di Agnese Borsellino, vedova del giudice assassinato Paolo Borsellino, rivolte a Papa Giovanni Paolo II, sottolineano l'importanza di una Chiesa "segno di speranza, specchio di giustizia, amore per chi soffre" e di pastori "disponibili anche a rischiare per non compromettere, con qualunque tipo di collusione, la genuinità dell’insegnamento di Cristo".
Le reazioni delle gerarchie ecclesiastiche siciliane sono state diverse nel tempo. Se da un lato sono state ricordate le scomuniche contro i boss mafiosi ribadite in passato, dall'altro sono emerse critiche riguardo a presunte collusioni o a una posizione talvolta ambigua. Figure come il cardinale Salvatore Pappalardo e il vescovo di Caltanissetta, monsignor Alfredo Garsia, hanno difeso l'impegno della Chiesa, mentre altri, come la vedova del procuratore Gaetano Costa, Rita Bartoli, hanno espresso delusione per una mancanza di schieramento aperto e deciso.
L'eredità di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI
Papa Giovanni Paolo II, durante la sua visita in Sicilia nel 1993, si rivolse con forza profetica contro la mafia, esortando alla conversione. Benedetto XVI, nel suo unico viaggio in Sicilia nel 2010, ha parlato ai giovani, indicando come esempi di fede e coraggio il "servo di Dio" Rosario Livatino e l' "eroico" don Pino Puglisi, sottolineando le difficoltà dei giovani e delle famiglie nel contesto sociale attuale.
Papa Francesco: sul Vangelo non si può negoziare
San Giacinto Giordano Ansalone: Un Martire di Santo Stefano Quisquina
La storia religiosa di Santo Stefano Quisquina è legata indissolubilmente alla figura di San Giacinto Giordano Ansalone, domenicano missionario martirizzato in Giappone nel 1634. La sua vocazione alla vita domenicana si affermò nel convento patrio di Santo Stefano Quisquina. Dopo aver intrapreso la missione in Oriente, affrontò persecuzioni e torture per la sua fede, rifiutandosi di rinunciare al Vangelo.
La sua testimonianza di fede incrollabile di fronte alla morte, descritta in modo vivido, lo ha reso un esempio di santità. L'arciprete di Santo Stefano, mons. Luigi Abella, fu tra i primi a diffondere la notizia del martirio del santo, ancora sconosciuto ai suoi concittadini. Successivamente, grazie a ricerche e scambi epistolari, la devozione per San Giordano Ansalone si è consolidata, portando all'inaugurazione di un monumento a lui dedicato nella piazza omonima nel 2013.
Papa Giovanni Paolo II elevò San Giacinto Giordano Ansalone agli onori degli altari il 18 ottobre 1987, insieme ad altri sedici martiri di Nagasaki. La festa liturgica del santo viene celebrata il 19 novembre.
