La vicenda che coinvolge la famiglia Bonanata e l'avvocatessa Rosalba Amato è al centro di un'approfondita indagine giudiziaria, con l'accusa di circonvenzione di incapace che rimane in piedi. La Procura di Castrovillari ha formalmente chiuso le indagini, con l'atto notificato nei giorni scorsi. L'ipotesi di reato principale riguarda l'acquisizione di un'abitazione di proprietà dei Bonanata attraverso un atto notarile stipulato a fine 2021, presumibilmente approfittando della fragilità mentale di uno dei componenti della famiglia.

La ricostruzione dell'accusa e il ruolo dei media
Secondo la ricostruzione dell'accusa, l'avvocatessa Amato avrebbe sfruttato la vulnerabilità di un membro della famiglia Bonanata per ottenere la disponibilità dell'abitazione. A sostegno di questa tesi, gli inquirenti hanno raccolto documentazione patrimoniale e testimonianze relative al trasferimento del bene e alla gestione della famiglia nel periodo in questione. La vicenda ha guadagnato notevole attenzione mediatica, in particolare dopo la trasmissione televisiva "Le Iene", che ha dato voce alla denuncia di Patrizia Bonanata, figlia della coppia coinvolta.
Secondo il racconto di Patrizia, dopo la morte del padre e la separazione dai genitori avvenuta nel dicembre 2021, lei stessa sarebbe stata ricoverata in una struttura per disabili, mentre i genitori venivano collocati in una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) in condizioni di disagio e isolamento. Ulteriori sviluppi emersi da un'altra puntata de "Le Iene" hanno rivelato che, alla morte dei genitori, Patrizia avrebbe scoperto che i conti correnti familiari risultavano svuotati per una somma vicina ai 120 mila euro.

La difesa dell'avvocatessa Amato e le attività investigative
La difesa dell'avvocatessa Rosalba Amato, affidata agli avvocati Riccardo Rosa e Roberto Le Pera, sta conducendo attività di indagine difensiva. I legali contestano le ricostruzioni mediatiche della vicenda e intendono presentare una memoria a sostegno della propria posizione prima dell'eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Nel frattempo, è stato annunciato un sit-in davanti al presidio di giustizia di Castrovillari da parte di cittadini, amici e conoscenti della famiglia Bonanata, che chiedono giustizia e trasparenza.
Un elemento che rende il quadro ancora più inquietante è l'esito dell'autopsia sui coniugi Bonanata, che sarebbero stati rinvenuti in stato di grave disidratazione e cachessia, segni di un progressivo e drammatico decadimento fisico. Nel servizio televisivo è stata intervistata anche Antonella Civale, avvocata e amica di Rosalba Amato, che avrebbe firmato sia la richiesta di interdizione di Patrizia sia il passaggio di proprietà della casa, atti oggi al centro dell'attenzione investigativa.
Il percorso giudiziario: dal rinvio a giudizio all'udienza preliminare
La vicenda ha avuto sviluppi significativi dopo il primo servizio televisivo. Patrizia Bonanata è riuscita a uscire dalla struttura psichiatrica, dimostrando piena lucidità e autosufficienza. Il ritorno delle telecamere di "Le Iene" ha permesso di approfondire ulteriormente la vicenda, facendo emergere incongruenze e zone d'ombra. A seguito del servizio televisivo, l'avvocato Rosalba Amato è stata rinviata a giudizio, con un'udienza fissata per il 26 febbraio.
Attualmente, si resta in attesa delle decisioni del giudice e dell'eventuale fissazione dell'udienza preliminare. Il giudice chiamato a decidere sulla vicenda Bonanata - Amato si è riservato la nomina di un perito psichiatrico. Sarà compito del perito accertare, attraverso l'analisi documentale, la capacità dei coniugi Giuseppe e Maria Bonanata di intendere e volere all'epoca dei fatti che li videro intessere relazioni e decisioni nei confronti dell'avvocatessa Rosalba Amato.
Caso Delmastro, l'autore dello scoop Nerazzini: "Manine e complotti? Linguaggio scomposto"
Il ruolo del giornalismo investigativo e le domande aperte
Questo caso evidenzia il valore del giornalismo investigativo nel portare alla luce storie che rischiano di rimanere nascoste e nel dare voce a chi non ne ha. La storia di Patrizia Bonanata è diventata un simbolo di una battaglia per i diritti civili e per la tutela delle persone più fragili. Rimane aperta una domanda fondamentale: come è stato possibile che una persona, senza una diagnosi certa, sia stata privata della propria libertà e dei propri beni? Chi ha realmente beneficiato di queste decisioni?
Il giudice Luca Fragolino ha disposto, al termine dell'udienza odierna, la prossima nomina di un perito psichiatrico, dando alle parti la possibilità di presentare una bozza di quesiti che si aggiungeranno a quelli del collegio giudicante. Questi quesiti saranno poi sottoposti al perito in sede di udienza. L'obiettivo è definire il quadro di lucidità dei coniugi Bonanata all'epoca delle decisioni assunte nei confronti dell'avvocatessa Amato, sulla base della documentazione in possesso del Tribunale, al fine di stabilire se ci fu o meno circonvenzione di incapace e ottenere gli elementi utili a definire la sentenza che chiuderà la fase processuale.