L’illuminazione di emergenza rappresenta un elemento fondamentale per la sicurezza e la continuità operativa in qualsiasi edificio o struttura. Spesso i termini illuminazione “di sicurezza”, “di riserva” e “di emergenza” vengono confusi, ma è necessario distinguerne finalità e normative.
L’illuminazione di emergenza è concepita per supplire alla mancanza dell’illuminazione ordinaria. In particolare:
- Illuminazione di Sicurezza: ha come obiettivo primario la salvaguardia delle persone, facilitando l'evacuazione o operazioni essenziali in condizioni di scarsa visibilità.
- Illuminazione di Riserva: garantisce la continuità dell’attività in caso di interruzione, legandosi più alla funzionalità che alla sicurezza diretta delle persone.
Sebbene la norma CE EN IEC 60598-2-22 definisca genericamente gli apparecchi come “di emergenza”, la distinzione funzionale è cruciale poiché l’illuminazione di sicurezza è rigidamente regolamentata per proteggere la vita umana.

Aggiornamenti della norma CEI EN 50172 (2024)
La norma CEI EN 50172, nota anche con la classificazione CEI 34-111, nell’edizione 2024 introduce requisiti significativi per migliorare l'efficacia dei sistemi.
Illuminazione di area locale
Una novità di rilievo è il concetto di “illuminazione di area locale”. Pensato per strutture come ospedali o centri commerciali, dove l’evacuazione immediata potrebbe risultare pericolosa, questo sistema permette di garantire la sicurezza di chi è autorizzato a rimanere temporaneamente nell'area. I requisiti ricalcano quelli per l'esodo, con livelli di illuminamento definiti da un'analisi del rischio.
Sistemi di sicurezza adattivi (AEELS)
In linea con la UNI EN 1838 (2025), la norma definisce i sistemi di sicurezza adattivi (AEELS). Questi sistemi gestiscono dinamicamente le emergenze, indirizzando le persone verso vie di esodo sicure tramite segnali adattivi che cambiano in base a input esterni, evitando zone di pericolo o percorsi ostruiti.

Requisiti tecnici e installativi
La nuova normativa introduce prescrizioni stringenti per garantire l'affidabilità dell'impianto:
- Attivazione: L’illuminazione di sicurezza deve attivarsi anche in caso di guasto al sistema di controllo dell’illuminazione ordinaria (es. guasti in sistemi PALI).
- Autonomia: Si stabilisce un tempo di funzionamento minimo di 1 ora, con una raccomandazione di 3 ore per contesti specifici. Per attività ad alto rischio, l'autonomia deve coprire il tempo di persistenza del rischio.
- Tempo di attivazione: Per vie di esodo e antipanico, si raccomanda un tempo di attivazione t ≤ 2 secondi. Per le aree ad alto rischio, la UNI EN 1838 richiede un tempo di t ≤ 0,5 s.
- Identificazione: Ogni apparecchio deve essere identificato chiaramente entro 20 cm con il numero dell'apparecchio, del circuito e del quadro di appartenenza.
Cablaggio e Protezioni
La norma fornisce indicazioni specifiche sul cablaggio in accordo con la CEI 64-8. È necessario assicurare la protezione da cortocircuiti e guasti a terra. È importante notare che la nona edizione della CEI 64-8 non ammette più l’impiego di differenziali sui circuiti di sicurezza.
Verifiche, manutenzione e documentazione
La manutenzione diventa più rigorosa, richiedendo che anche la verifica iniziale sia riportata nel registro di impianto. La procedura prevede:
| Frequenza | Tipo di verifica |
|---|---|
| Giornaliera | Controllo a vista della sorgente di sicurezza. |
| Mensile | Verifica di funzionamento di tutti gli apparecchi. |
| Annuale | Verifica generale, di funzionamento e di autonomia. |
| Quinquennale | Verifica strumentale dei requisiti illuminotecnici. |
L’impiego di sistemi di verifica automatica (ATS), pur non essendo obbligatorio, è fortemente raccomandato per garantire efficienza e accuratezza nei controlli periodici.