L'Ispirazione Divina dei Testi Sacri
Le verità divinamente rilevate, che nei libri della Sacra Scrittura sono contenute ed espresse, furono scritte per ispirazione dello Spirito Santo. La Santa Madre Chiesa, per fede apostolica, ritiene sacri e canonici tutti interi i libri sia dell'Antico che del Nuovo Testamento, con tutte le loro parti, perché scritti per ispirazione dello Spirito Santo, hanno Dio per autore e come tali sono stati consegnati alla Chiesa.
Per la composizione dei Libri Sacri, Dio scelse e si servì di uomini nel possesso delle loro facoltà e capacità, affinché, agendo Egli in essi e per loro mezzo, scrivessero, come veri autori, tutte e soltanto quelle cose che Egli voleva fossero scritte. Poiché dunque tutto ciò che gli autori ispirati o agiografi asseriscono è da ritenersi asserito dallo Spirito Santo, è da ritenersi anche, per conseguenza, che i libri della Scrittura insegnano con certezza, fedelmente e senza errore la verità, che Dio per la nostra salvezza volle fosse consegnata nelle Sacre Lettere (Testo CEI74).

Il Pentateuco e il Libro della Genesi
La Natura del Pentateuco
I primi "cinque libri" - in greco: Pentateuco - della Bibbia sono globalmente denominati dagli Ebrei "la legge", perché costituiscono la base storica, religiosa e giuridica del popolo della salvezza. Quasi tutta la quintuplice opera è dedicata al personaggio e all’opera di Mosè, per mezzo del quale Dio fondò il suo popolo. A lui viene anche attribuito dalla tradizione ebraica e cristiana il Pentateuco, detto perciò "i libri di Mosè".
Composizione e Origine
In realtà, nell’opera letteraria convergono fonti assai antiche e aggiunte e modifiche anche di molto posteriori al tempo di Mosè, ma compiute nel suo spirito e sotto la sua autorità come legittimi e necessari adattamenti a condizioni storiche e religiose successive. Questa crescita si avverte anche nel materiale storico. È fuori di dubbio che Mosè vi abbia avuto la gran parte e una profonda influenza come autore e legislatore; più complicato è stabilire per quali vie e in quanto tempo si sia giunti all’attuale redazione dei libri.
È opinione diffusa che nell’opera confluiscano tradizioni e documenti variamente intersecantisi, che si possono scaglionare su un lasso di tempo che va dall’epoca di Mosè (secolo XIII a.C.) all’epoca della restaurazione del popolo d’Israele dopo l’esilio in Babilonia (secolo V a.C.).
3. Il Pentateuco - Conosciamo la Bibbia
Il Nome e la Struttura della Genesi
Il nome Genesi è greco e significa "origini"; infatti, il libro contiene in due parti il racconto delle origini dell’universo e dell’uomo, la preistoria biblica (capitoli 1-11) e la storia dei patriarchi d’Israele (capitoli 12-50).
Iddio, intendendo e preparando nel suo grande amore la salvezza del genere umano, si scelse con singolare disegno un popolo, al quale affidare le promesse. Infatti, mediante l'alleanza stretta con Abramo e col popolo d'Israele per mezzo di Mosè, Egli si rivelò al popolo che così s'era acquistato, come l'unico Dio vivo e vero, in modo tale che Israele sperimentasse quale fosse il piano di Dio con gli uomini e, parlando Iddio per bocca dei Profeti, lo comprendesse con sempre maggiore profondità e chiarezza e lo facesse conoscere con maggiore ampiezza alle genti.

Il Racconto della Creazione in Genesi 1 (CEI 1974)
Premessa al Racconto
Questo racconto della creazione (Gen 1,1-2,4a), attribuito alla fonte sacerdotale, è più astratto e teologico del seguente (Gen 2,4b-25). Esso vuole dare una classificazione logica ed esauriente degli esseri, creati secondo un piano riflesso nel quadro di una settimana che si conclude con il riposo sabbatico. Gli esseri vengono all'esistenza per l'appello di Dio, secondo un ordine crescente di dignità, fino all'uomo, immagine di Dio e re della creazione. Il testo utilizza una scienza ancora in fasce.
Il Primo Giorno: La Luce
In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.
Il Secondo Giorno: Il Firmamento
Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
Il Terzo Giorno: Terra Asciutta e Vegetazione
Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto». E così avvenne. Dio chiamò l'asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona. E Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne: la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno.
Il Quarto Giorno: Luci Celesti
Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne: Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: quarto giorno.
Il Quinto Giorno: Esseri Viventi Acquei e Volatili
Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». E fu sera e fu mattina: quinto giorno.
Il Sesto Giorno: Animali Terrestri e Uomo
Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra». Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

Note e Approfondimenti sulla Genesi CEI 1974
Gen 1,1-2,4a: La Fonte Sacerdotale
Il racconto della creazione in Gen 1,1-2,4a è attribuito alla fonte sacerdotale. Si presenta più astratto e teologico rispetto al racconto successivo (Gen 2,4b-25) e ha lo scopo di fornire una classificazione logica ed esauriente degli esseri, creati secondo un piano riflesso nel quadro di una settimana che si conclude con il riposo sabbatico. Gli esseri vengono all'esistenza per l'appello di Dio, seguendo un ordine crescente di dignità, fino all'uomo, che è immagine di Dio e re della creazione. Il testo utilizza una scienza ancora in fasce.
Gen 1,1: Il Principio e la Creazione
Gen 1,1 si può tradurre anche: «In principio, quando Dio creò il cielo e la terra, la terra era...». Le due versioni sono grammaticalmente possibili, ma quella adottata dalla CEI 1974, con tutte le antiche versioni, rispetta meglio la coerenza del testo. Il racconto comincia solo nel v 2; il v 1 è un titolo, al quale corrisponde la conclusione di Gen 2,4a. «Il cielo e la terra» indicano l'universo ordinato, il risultato della creazione. Questa è espressa dal verbo ebraico bara', che nella Bibbia è riservato all'azione creatrice di Dio, differente dall'azione produttrice dell'uomo. Tuttavia, non bisogna introdurvi la nozione metafisica di creazione ex nihilo, che non sarà formulata prima di 2Mac 7,28.
Gen 1,2: L'Informe e Deserto
Le espressioni "informe e deserta" corrispondono in ebraico a tohû e bohû, che significano «il deserto e il vuoto». Insieme al «vento» e alle «acque», queste sono immagini che, per il loro carattere negativo, preparano la nozione di creazione a partire dal nulla. La dicitura "spirito di Dio" viene talvolta tradotta come «vento di Dio» (BJ). Non si tratta qui dello Spirito Santo e della sua funzione nella creazione nel senso trinitario sviluppato successivamente.
Gen 1,4: La Creazione della Luce
La luce è una creazione diretta di Dio, mentre le tenebre non sono una creazione, bensì una sua negazione, un'assenza.
Gen 1,7: Creazione per Parola e per Atto
Alla creazione per mezzo della parola divina, espressa dalla formula «Dio disse», si aggiunge ora la creazione per mezzo dell'atto: «Dio fa» il firmamento, gli astri (v 16), gli animali terrestri (v 25) e l'uomo (v 26).
Gen 1,26: La Creazione dell'Uomo
L'uso del plurale nel comando divino «Facciamo l'uomo» può indicare una deliberazione di Dio con la sua corte celeste (gli angeli, cfr. Gen 3,5; Gen 3,22). La traduzione greca del Sal 8,6 (seguita dalla Vulgata e ripresa in Eb 2,7) ha interpretato così il testo. In alternativa, questo plurale può esprimere la maestà e la ricchezza interiore di Dio, il cui nome comune in ebraico, "Elohim", è di forma plurale. In questo modo si trova preparata l'interpretazione dei Padri della Chiesa, che hanno visto qui un'allusione alla Trinità.
Il termine «l'uomo» è un singolare collettivo, da cui deriva il plurale «dòminino». Il concetto di «somiglianza» sembra attenuare il senso di «immagine», escludendo la parità. Il termine concreto «immagine» implica una similitudine fisica, come quella tra Adamo e suo figlio (Gen 5,3). Questo rapporto con Dio separa l'uomo dagli animali e suppone una similitudine generale di natura, includendo intelligenza, volontà e potenza; l'uomo è persona. Questo prepara una rivelazione più alta, ovvero la partecipazione di natura per mezzo della grazia.
Gen 1,30: L'Età dell'Oro e l'Alimentazione
Gen 1,30 dipinge l'immagine di un'età dell'oro in cui uomini e animali vivono in pace, nutrendosi esclusivamente di piante. In questo senso, la benedizione dopo il diluvio (Gen 9,1) segnerà l'inizio di una nuova era, con un regime alimentare diverso.
