Il Museo del Duomo di San Giorgio
Il **Museo del Duomo di San Giorgio** offre l'opportunità di avere una visione completa della storia religiosa e storica della città di Ragusa degli ultimi mille anni. Il percorso si snoda all'interno di una serie di ambienti suggestivi, situati nei locali contigui all’edificio sacro e nell’antica canonica, che un tempo ospitavano le stanze dei canonici.Il museo è organizzato su più piani e custodisce un patrimonio di inestimabile valore:
- Al primo piano, dislocata in tre sale, si trova una campionatura del “Tesoro di San Giorgio”.
- Tra i pezzi unici spiccano l’encolpion bizantino con le reliquie dei S.S. Pietro e Paolo e l’argentea croce processionale di Lucio Arizzi, risalente al XVI secolo.
- La Sala della Collegiata presenta i ritratti dei più importanti parroci cantori dell’Insigne Collegiata di San Giorgio, un’esposizione di mazze e paramenti raffiguranti nei dipinti.
Alla creazione della Insigne Collegiata nel 1727 è dedicata l’ultima stanza, realizzata grazie all’abate Antonino Giampiccolo, divenuto poi il primo parroco-cantore della Collegiata. Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura contattando direttamente la struttura.

La Cona del Gagini e il Tesoro
La visita del Museo si completa con uno dei capolavori del XVI secolo miracolosamente giunto sino a noi: la **Cona del Gagini**. Questa opera rappresenta un vertice dell'arte sacra conservata a Ragusa Ibla, rendendo la visita un'esperienza imprescindibile per chi desidera comprendere a fondo il legame tra fede e arte locale.
Il culto del Santo Cavaliere e la tradizione locale
La festa di San Giorgio, il martire cavaliere legato alla famosa leggenda del drago, rappresenta per i ragusani un momento di profonda identità. Nell’immaginario collettivo, la storia di San Giorgio incarna la vittoria del bene sul male e della luce sulle tenebre.
Il simulacro di San Giorgio
Unico nel suo genere è il rito della “Scinnuta” del simulacro, che raffigura il San Cavaliere nell'atto di trafiggere il dragone. Il simulacro è conservato in una cappella della navata sinistra del Duomo di Ibla. La statua del Santo, opera dello scultore palermitano Giuseppe Bagnasco del 1842, è interamente in legno, con la corazza, l’elmo piumato e tutte le finiture del cavallo realizzate in argento geminato d’oro.

Storia e rivalità cittadine
L’importanza di San Giorgio in Sicilia è testimoniata da diverse chiese, ma a Ragusa il culto è stato storicamente segnato da rivalità. All’epoca, infatti, risalivano numerosi contrasti tra i *sangiovannari*, fedeli alla parrocchia di San Giovanni Battista, e i *sangiorgiari* della parrocchia di San Giorgio.Come scrive il Pitrè nel libro "Feste patronali", i due santi per molto tempo furono considerati avversari, dividendo gli animi dei Ragusani per secoli. La situazione si inasprì in seguito al terremoto del 1693, quando la città ricostruita fu divisa amministrativamente in Ragusa Ibla e Ragusa Superiore, per poi essere riunita in un unico comune nel 1926. Nonostante ciò, è rimasta la distinzione tra i due patroni: San Giorgio per Ragusa Ibla e San Giovanni Battista per Ragusa Superiore.
La processione e le leggende
Il culto di San Giorgio, nato dalle Crociate, viene interpretato dai fedeli come il combattimento quotidiano di ogni cristiano contro il male. Numerose sono le leggende popolari che intrecciano il sacro con il folklore, spesso narrando di sfide tra il Santo e le tentazioni del demonio.Durante la sera della festa patronale, la celebrazione raggiunge il suo apice:
- Dopo la messa solenne, la processione parte tra la folla di cittadini e visitatori.
- L'uscita di San Giorgio viene salutata dal lancio di palloncini e dal fragore dei fuochi d’artificio.
- Dopo la caratteristica “ballata”, la statua viene posta sul carro insieme all’Arca Sacra e trasportata lungo le viuzze di Ibla.
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