Il problema dell'obesità e del sovrappeso in età infantile ha assunto particolare rilevanza in Sanità Pubblica, rappresentando una condizione patologica caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo. In Italia, circa un milione di bambini è in eccesso ponderale, una condizione causata nella maggior parte dei casi da errati stili di vita quali alimentazione scorretta, dieta ipercalorica e inattività fisica. I fattori determinanti l'aumento dell'obesità sono molteplici.
Nella società contemporanea, molte famiglie vedono entrambi i genitori impegnati lavorativamente e, spesso, i nonni si prendono cura dei nipoti, occupandosi anche della loro alimentazione. Questo li rende figure di accudimento particolarmente desiderabili laddove si rendono disponibili. In tutte le culture, la famiglia costituisce un'istituzione sociale e un supporto fondamentale per le donne e i bambini. Negli ultimi anni, la letteratura internazionale ha evidenziato il ruolo di altri "caretakers", ovvero figure di accudimento aggiuntive alle madri, tra cui spicca il ruolo delle nonne. A tale proposito, l'antropologo Van Esterik (1995) sostiene che l'acquisizione di atteggiamenti di accudimento culturalmente accettati e le pratiche delle giovani madri dipendono in gran parte dall'educazione che esse ricevono da parte di donne più esperte, in particolare dalle nonne.
Metodologia dello Studio
Obiettivo e Approccio
Lo scopo di questo studio è stato comprendere la percezione delle mamme rispetto al ruolo delle nonne sull'alimentazione dei figli. L'indagine è stata di tipo qualitativo, condotta con metodologia fenomenologica secondo Cohen, incentrata sull'intervista di dieci donne con almeno un figlio/a in età prescolare (4-6 anni) che hanno dichiarato di ricevere aiuto dalle nonne. Il campionamento è stato di convenienza.

Fasi del Metodo Cohen
Il metodo Cohen prevede una serie di passi successivi:
- Bracketing: Questa tecnica di riflessione critica consiste nella descrizione scritta, da parte dei ricercatori, del proprio punto di vista e percezione circa il fenomeno oggetto di indagine. L'obiettivo è ridurre la possibilità che i temi estratti dall'analisi riflettano i pregiudizi dei ricercatori anziché l'esperienza dei partecipanti.
- Conduzione delle Interviste: Le interviste sono state condotte nell'ambiente naturale dei partecipanti, mantenendo un atteggiamento di accoglienza da parte degli intervistatori per facilitare la descrizione delle loro esperienze. Sono state utilizzate domande aperte per dare completa libertà ai partecipanti di descrivere ciò che è più importante per loro. Tutte le interviste sono state audio-registrate. Durante e subito dopo le interviste, i ricercatori hanno trascritto note sull'ambiente, il linguaggio non verbale e le proprie riflessioni. Il reclutamento dei soggetti è terminato con il raggiungimento della "saturazione dei dati", riferito alla ridondanza dei temi estrapolati.
- Analisi delle Interviste: Dopo aver effettuato le interviste, i ricercatori si sono occupati dell'ascolto e trascrizione delle stesse, arricchendole delle note raccolte sul campo per l'estrapolazione dei temi dalle varie esperienze. Le interviste sono state trascritte meticolosamente, parola per parola, e analizzate dai ricercatori prima singolarmente e poi in gruppo per favorire il confronto e la discussione critica. Nell'estrapolazione dei temi non ci sono state discrepanze di pensiero tra i vari ricercatori.
Processo di Raccolta Dati
L'autorizzazione alla conduzione dell'indagine è stata inoltrata alla Presidente dell'Associazione di Promozione Sociale di Monopoli (BA), e lo studio ha visto la collaborazione dell'ostetrica referente dell'APS "Neomamme". È stato raccolto il consenso informato e, alle donne che hanno deciso di partecipare, è stato spiegato lo scopo dell'indagine. Successivamente, previo appuntamento telefonico, le donne sono state contattate dalle ricercatrici e le interviste sono state condotte presso le loro abitazioni. Per le interviste sono state utilizzate tre domande a risposta aperta, una scelta giustificata dal fatto che questa tipologia di domanda permette ampia possibilità al soggetto intervistato di descrivere realmente le proprie esperienze. Le interviste audio registrate hanno avuto una durata media di circa 10 minuti.
Caratteristiche delle Partecipanti
L'età media delle partecipanti è stata di 31,6 anni (range 29-35). La maggior parte delle partecipanti ha dichiarato di avere due figli (media 1,8), tranne una che ne ha dichiarati tre.
Risultati dell'Analisi Fenomenologica
I temi ed i relativi sottotemi emersi dall'analisi fenomenologica hanno mostrato l'importanza della collaborazione dei nonni nel dare supporto sia nell'accudimento che nell'educazione alimentare dei propri nipoti.
Tempo con i Nonni: Vizi vs Virtù
Il primo tema emerso è stato il tempo cospicuo che i bambini trascorrono con i nonni durante l'arco della giornata. Durante il tempo trascorso con i nonni materni, vengono consumati dei pasti e, come riferito da gran parte delle intervistate, spesso si tratta di un pasto principale. Dalle interviste è emerso che questa è un'abitudine consolidata, come testimoniato da una partecipante: «Allora sì… capita purtroppo spesso che… che… lo lascia a mia madre e… (con tono rassegnato)… soprattutto durante l’ora di pranzo!».
Un altro elemento di notevole importanza è la qualità dell'alimentazione dei bambini, in particolare l'esistenza o meno di una "disciplina della corretta alimentazione". È stata riscontrata una tendenza ad un'eccessiva "indulgenza alimentare" da parte della totalità delle nonne paterne segnalate dalle intervistate, le quali cercano, attraverso delle concessioni appetibili, di conquistare l'affetto dei nipoti. In tutti i casi, questa condotta non viene quasi mai ostacolata dalle madri, poiché è associata ad un tempo molto esiguo che i bambini trascorrono con loro, come espresso da un'intervistata: «Quelle rare volte che resta con la nonna paterna… la si accontenta su tutto… e tipo anche se io non sono d’accordo… ma più di dirlo… alla fine che fai?». In questa categoria spicca anche il caso di una partecipante che sottolinea come a non essere esattamente virtuosi non siano tanto le nonne, quanto piuttosto i nonni: «quando c’è mio suocero e… mio padre… i nonni maschi… vedo che, se lui fa una richiesta… che, anche un gelato fuori orario… ad esempio… capito?».
Come confermato dalla letteratura, la figura prevalente nel supporto alimentare è la nonna materna. La nonna materna appare abbastanza sensibile e attenta alla "disciplina alimentare", ma allo stesso tempo non rinuncia ad "assecondare" i gusti del bambino. I nonni paterni appaiono oltremodo indulgenti, soprattutto a causa del limitato tempo che trascorrono con i nipoti. Questo tempo è percepito come limitato in quanto alcuni attimi della giornata sembrano essere scanditi da orari rigidi e regole genitoriali ferree. Il sottotema correlato al tempo trova fondamento in letteratura, dove si riscontra la tendenza, da parte dei nonni, a utilizzare il cibo come veicolo di emozioni positive, spesso aggirando la disapprovazione delle madri.
Il ruolo educativo dei nonni
Cibo e Senso di Colpa vs Gioco e Lettura
Dall'analisi delle interviste è stata individuata una scarsa tendenza delle madri a utilizzare il cibo per compensare la propria lontananza durante la giornata. Al contrario, è emersa una preferenza, da parte delle madri, a sopperire la mancanza con il gioco o altre attività. Come riportato da una partecipante: «no… comunque non uso il cibo per accontentare… no… e nemmeno per non sentire il senso di colpa, anche perché non amano molto mangiare e…. quindi… no!». L'analisi ha mostrato una scarsa propensione delle madri ad usare il cibo, in particolare il "cibo spazzatura", come strumento di compenso per l'assenza temporale.
La ricerca in letteratura ha riscontrato una tendenza da parte dei genitori all'utilizzo improprio del cibo come ricompensa o, in generale, l'associazione dell'uso del cibo a sentimenti positivi.
Percezione dell'Aspetto del Bambino e Attività Fisica
Un tema ricorrente nelle interviste consiste nella percezione, da parte delle madri, della fisicità dei loro bambini, percepita in tutti i casi come normale. In tutte le interviste è emerso come i bambini non siano soggetti a vita sedentaria, sia per la loro effettiva vivacità: «si muove sempre… non sta mai fermo!».
Considerazioni Finali
L'analisi fenomenologica ha evidenziato l'importanza del supporto dei nonni, in particolare della nonna materna, nell'educazione alimentare. I temi e i relativi sottotemi emersi hanno mostrato l'importanza della collaborazione dei nonni nel dare supporto sia nell'accudimento che nell'educazione alimentare dei propri nipoti. Nel primo tema principale, il ruolo della scuola è stato percepito come un fattore protettivo riguardo all'alimentazione dei bambini. Il ruolo della famiglia è fondamentale e richiede un approccio sinergico, come riscontrato in letteratura, per favorire un'adeguata attenzione alla dieta dei bambini.
Un limite dello studio è rappresentato dall'esiguità del campione, che ne determina una mancanza di variabilità e l'impossibilità di generalizzare i risultati.
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