Miracoli della Vergine Maria e guarigioni di persone con disabilità

La storia della fede è costellata di racconti di guarigioni attribuite all'intercessione divina, in particolare alla Vergine Maria. Questi eventi, spesso definiti miracoli, non si limitano a ristabilimenti fisici inspiegabili, ma comprendono anche profonde conversioni spirituali, come sottolineato da Comastri: “Il miracolo più bello sono le conversioni” perché sono sinonimo di una “guarigione dell’anima”.

Il ruolo di Lourdes nei miracoli e nelle conversioni

Il Santuario di Lourdes è uno dei luoghi più emblematici per la testimonianza di miracoli e guarigioni. In oltre due secoli, Lourdes ha visto innumerevoli conversioni e ristabilimenti fisici, riconosciuti ufficialmente dalla Chiesa.

La conversione di Alexis Carrel, il premio Nobel scettico

ritratto di Alexis Carrel

Tra le conversioni più note avvenute a Lourdes vi è quella dello scienziato Alexis Carrel. Questo illustre medico di Lione, di formazione positivista e scettico, nonché sostenitore dell'eugenetica, si recò a Lourdes nel 1903. Per Carrel, miracoli e guarigioni erano riconducibili a fenomeni di autosuggestione. Accettò di partecipare a un pellegrinaggio per sostituire un medico assente, incaricato di accompagnare i disabili.

Durante il viaggio in treno, racconta Comastri, Carrel incontrò una donna affetta da peritonite, che a suo giudizio non avrebbe dovuto affrontare il viaggio. Nonostante il parere contrario del medico, la donna giunse a destinazione e, in ospedale a Lourdes, guarì inspiegabilmente. Carrel, testimone di questo prodigioso ristabilimento, si convertì e divenne un “fervente credente”, rivolgendo alla Madonna la supplica: “Vergine dolce, soccorrevolmente verso gli infelici che umilmente v’invocano, soccorretemi!”. Anni dopo, ricevette il premio Nobel, a conferma della sua statura scientifica, ma anche del profondo cambiamento interiore.

Suor Bernadette Moriau: il 70° miracolo di Lourdes

LA TESTIMONIANZA DI SUOR BERNADETTE MORIAU , MIRACOLATA A LOURDES

Un altro caso significativo è quello di Suor Bernadette Moriau, la cui guarigione è stata riconosciuta come il 70° miracolo avvenuto al santuario di Lourdes. La sua storia è raccontata nel libro “La mia vita è un miracolo”. Suor Bernadette Moriau per 42 anni era stata affetta dalla sindrome della cauda equina, una grave patologia neurologica con lesione dei nervi spinali del canale vertebrale, che le causava dolori acuti, progressiva paralisi, quattro operazioni vane, dosi quotidiane di morfina, l'uso della sedia a rotelle e un piede deforme. Nonostante il suo stato di salute, la religiosa francescana si è sempre presa cura dei malati e dei disabili.

Nel 2008, Suor Bernadette prese parte a un pellegrinaggio a Lourdes, in occasione del 150° anniversario delle apparizioni a Santa Bernadette Soubirous. Di ritorno dal santuario, avvenne la guarigione miracolosa e improvvisa, mentre era in preghiera per l'adorazione con le altre consorelle, nello stesso orario in cui a Lourdes si svolgeva la consueta processione con i malati. Suor Bernadette ha ricordato di essersi tolta il corsetto, il tutore per la gamba, la stimolazione elettrica e la sonda per le urine, e di aver iniziato a camminare senza dolore, piangendo e pregando. Solo dieci anni più tardi, nel febbraio 2018, Mons. Jacques Benoît-Gonnin, vescovo di Beauvais, diocesi sotto cui ricade la comunità delle oblate, ha riconosciuto il carattere “prodigioso - miracoloso” della guarigione, dopo un'attenta valutazione di una vastissima mole di rapporti sanitari. Su 7.000 pratiche aperte su guarigioni avvenute a Lourdes, quella di Bernadette è la 70ª riconosciuta. Oggi, Suor Bernadette si definisce una “serva di Gesù Cristo e della Vergine” e una “pellegrina dell’evangelizzazione”. Il suo libro è divenuto un caso editoriale, e la religiosa spende buona parte del suo tempo partecipando a incontri in parrocchie, comunità giovanili e anche in ambienti distanti dalla Chiesa cattolica. “Quello che è capitato a me il Signore può farlo a chiunque”, ha sottolineato Bernadette, evidenziando il valore di ogni vita umana e il prezioso insegnamento che offrono i disabili e i malati. Ha anche parlato del valore della vita, dichiarandosi “contraria all’aborto, all’eutanasia, perché la vita ci è stata donata e non spetta a noi controllarla”. Ha aggiunto: “Anche una persona nata disabile può avere una vita meravigliosa, una vita che irradia. Io le incontro le persone con disabilità, si può avere una vita molto intensa con Dio, con gli altri, attraverso la disabilità.”

Il processo di riconoscimento dei miracoli a Lourdes

Per essere qualificata come miracolosa, una guarigione deve ottemperare a due condizioni: che avvenga secondo modalità straordinarie e imprevedibili, e che sia vissuta in un contesto di fede. È perciò indispensabile che si crei un dialogo tra la scienza medica e la Chiesa.

Al Bureau Medical de Constatation, l'Ufficio Permanente dell'AMIL di Lourdes, istituito nel 1925 e unico al mondo in un Santuario Mariano, sono stati elencati 70 casi in centosessanta anni (dal 1858, anno delle apparizioni della Madonna a Lourdes) di persone che ufficialmente sono guarite per intercessione della Vergine della Grotta. Su più di 7000 dossier di guarigioni depositati a Lourdes dopo le apparizioni, ad oggi sono 72 i casi riconosciuti come miracoli dalla Chiesa. Più dell’80% dei miracolati sono donne, e il più giovane aveva 2 anni. I paesi d’origine dei miracolati sono principalmente la Francia (56), l’Italia (9), il Belgio (3), la Germania (1), l’Austria (1), la Svizzera (1) e l'Inghilterra (1).

Tutti i casi segnalati di probabili guarigioni senza alcun intervento medico, a Lourdes, devono seguire una procedura molto precisa, rigorosa e articolata. Il Prof. Franco Balzaretto, vice presidente nazionale dei Medici Cattolici italiani, sottolinea che il termine "procedura", con il suo riferimento giudiziario, non è affatto casuale, trattandosi di un vero e proprio processo, finalizzato a un giudizio definitivo. Contrariamente a quanto si crede, un miracolo non è solamente un fatto sensazionale, incredibile e inspiegabile, ma implica anche una dimensione spirituale.

La procedura prevede che la persona che ritiene di aver ricevuto una grazia di guarigione faccia una dichiarazione volontaria e spontanea. Il Direttore del Bureau Médical, il dott. Alessandro De Franciscis, ha il compito essenziale di interrogare ed esaminare il paziente e di mettersi in contatto con il medico del pellegrinaggio o con il medico curante. Le guarigioni possono essere classificate come “senza seguito” o “in standby” (in attesa) se manca la documentazione necessaria. I casi sufficientemente documentati vengono registrati come “guarigioni constatate” e, una volta convalidati, passano a una fase successiva. Successivamente, la documentazione passa alla Commissione Medica Internazionale di Lourdes (CMIL) per il riconoscimento delle guarigioni inspiegabili, che viene convenzionalmente suddiviso in momenti di approfondimento conseguenziali.

organigramma del processo di valutazione miracoli a Lourdes

Esempi di miracoli riconosciuti a Lourdes

  • Catherine Latapie detta Chouat: Nata nel 1820, residente a Loubajac. Malattia: Paralisi di tipo cubitale, da stiramento traumatico del plesso brachiale, da 18 mesi. Guarita il 1° marzo 1858, a 38 anni. Miracolo riconosciuto il 18 gennaio 1862 da Mons. Laurence, vescovo di Tarbes.
  • Louis Bouriette: Nato nel 1804, residente a Lourdes. Malattia: Trauma dell’occhio destro avvenuto 20 anni prima, con amaurosi da 2 anni. Guarito nel marzo 1858, a 54 anni. Miracolo riconosciuto il 18 gennaio 1862 da Mons. Laurence, vescovo di Tarbes. Louis era un operaio cavapietre che aveva perso la vista all'occhio destro a seguito di un incidente di lavoro. Dopo aver lavato l'occhio con l'acqua della Grotta, la vista gli tornò eccellente.
  • Blaisette Cazenave: Nata Blaisette Soupène nel 1808, residente a Lourdes. Malattia: Chemosi o oftalmia cronica, con ectropion da anni. Guarita nel marzo 1858, a 50 anni. Miracolo riconosciuto il 18 gennaio 1862 da Mons. Laurence, vescovo di Tarbes.
  • Henri Busquet: Nato nel 1842, residente a Nay (Francia). Malattia: Adenite fistolizzata (sicuramente tubercolare) alla base del collo, da 15 mesi. Guarito verso la fine di aprile 1858, a 16 anni. Miracolo riconosciuto il 18 gennaio 1862 da Mons. Laurence, vescovo di Tarbes.
  • Justin Bouhort: Sin dalla sua nascita, Justin era malato e considerato infermo. A 2 anni, presentava un enorme ritardo nella crescita e non aveva mai camminato. La madre, disperata, lo portò alla Grotta e lo immerse nell'acqua. Nei giorni successivi, Justin si riprese e camminò.
  • Madeleine Rizan: Guarita il 17 ottobre 1858, a 58 anni. Miracolo riconosciuto il 18 gennaio 1862 da Mons. Laurence, vescovo di Tarbes. Madeleine era costretta a letto da oltre 20 anni a causa di una paralisi al lato sinistro. Dopo aver bevuto l'acqua di Lourdes e essersi lavata, la malattia svanì all'istante.
  • Marie Moreau: Nata nel 1841, residente a Tartas, nelle Lande (Francia). Malattia: Riduzione estrema del visus, con lesioni infiammatorie all’occhio destro, progressiva da 10 mesi. Guarita il 9 novembre 1858, a quasi 17 anni. Miracolo riconosciuto il 18 gennaio 1862 da Mons. Laurence, vescovo di Tarbes.
  • Pierre de Rudder: Nato il 2 luglio 1822, a Jabbeke (Belgio). Malattia: Frattura esposta della gamba sinistra, con pseudoartrosi. Guarito il 7 aprile 1875, a 52 anni. Miracolo riconosciuto il 25 luglio 1908 da Mons. Gustave Waffelaert, vescovo di Bruges. Questa è la prima guarigione riconosciuta miracolosa avvenuta lontano da Lourdes, senza relazione con l'acqua della Grotta.
  • Joachime Dehant: Nata nel 1848 a Velaine/s/Sambre, residente a Gesves (Belgio). Malattia: Ulcera della gamba destra con cancrena molto estesa. Guarita il 13 settembre 1878, a 29 anni. Miracolo riconosciuto il 25 aprile 1908 da Mons. Thomas Louis Heylen, vescovo di Namur.
  • Elisa Seisson: Nata nel 1855, residente a Rognonas (Francia). Malattia: Ipertrofia cardiaca, edemi arti inferiori. Guarita il 29 agosto 1882, a 27 anni. Miracolo riconosciuto il 12 luglio 1912 da Mons. François Bonnefoy, arcivescovo di Aix, Arles e Embrun.
  • Suor Eugenia nata Marie Mabille: Nata nel 1855, residente a Bernay (Francia). Malattia: Ascesso del piccolo bacino con fistola vescicale e colica. Flebite bilaterale. Guarita il 21 agosto 1883, a 28 anni. Miracolo riconosciuto il 30 agosto 1908 da Mons. Philippe Meunier, vescovo di Evreux.
  • Suor Julienne nata Aline Bruyère: Nata nel 1864 nel villaggio della Roque, vicino a Sarlat (Francia). Malattia: Tubercolosi polmonare cavitaria. Guarita il 1° settembre 1889, a 25 anni. Miracolo riconosciuto il 7 marzo 1912 da Mons. Albert Negre, vescovo di Tulle.

Apparizioni mariane in Italia e guarigioni di sordomuti

mappa con i luoghi delle apparizioni mariane in Italia

Anche in Italia si sono verificati, in passato, numerosi episodi di apparizioni mariane che hanno avuto come protagonisti bambini o ragazzi sordomuti, i quali hanno riacquistato la parola dopo aver incontrato la Vergine. Questi eventi, spesso separati da molti chilometri, mostrano un'impressionante continuità temporale e tematica.

Caterina di Dovera (1386)

Nel maggio del 1386, nella campagna cremasca di Dovera, una ragazzina di nome Caterina, nata sorda e con la mano destra paralizzata, si trovava a badare alle oche. Un potente bagliore attirò la sua attenzione, e all'interno vide una figura femminile che le chiese aiuto per oltrepassare un piccolo fosso. Caterina, che non aveva mai parlato, improvvisamente parlò. Questo evento portò alla costruzione di un luogo di culto in memoria dell'apparizione, vicino a una colonna con un'immagine della Madonna col Bambino.

Monica di Ca' de Cervi (1652)

Passarono alcuni secoli, e nel 1652, lungo la via Postumia, nel territorio di Ca' de Cervi, vicino a Derovere, una bambina di 9 anni di nome Monica, nata sorda e incapace di parlare, stava portando il pranzo al padre che lavorava nei campi. Giunta in prossimità di un antico ponte sul canale Delmona, Monica vide una bella signora sopra un roseto che le parlò e le disse di chiedere ai fedeli che la Madonna desiderava una chiesa dedicata a lei proprio in quel luogo.

Brigida di Casalbuttano (pochi anni dopo il 1652)

Pochi anni più tardi, a Casalbuttano, una storia simile si verificò con Brigida, una ragazzina di 12 anni, anche lei sorda e muta. Mentre portava da mangiare al padre che lavorava nei campi, passò accanto alle rovine di una cappelletta dedicata a Maria Vergine, distrutta durante la guerra. Proprio lì, sopra il tronco di un albero, le si palesò una bella signora, avvolta di luce, che chiese a Brigida di dare indicazioni al padre affinché disseppellisse la statua della Madonna con Gesù Bambino. La ragazzina corse a raccontare tutto al padre, che, udendo miracolosamente la voce della figlia, non esitò a cercare e ritrovare l'effigie.

Abele di Cremona (metà del XVII secolo)

In un altro episodio, Abele, un bambino sordomuto di soli 8 anni, si perse nella campagna. Dopo una notte di angoscia per i genitori, che lo credevano perduto, odirono la voce del bambino rispondere ai richiami. Abele, che ora sentiva e parlava, raccontò di essere stato accompagnato per tutta la notte da una gentile signora che gli aveva dato conforto e fatto sgorgare una fontana dal terreno per dissetarlo. Queste quattro storie sono accomunate dalla giovane età dei protagonisti, dalla patologia e dalla presenza dell'acqua nei pressi dei luoghi delle apparizioni.

Il bambino di Cicognolo (XX secolo)

Un'ultima storia, più recente, risale al secolo scorso a Cicognolo, sebbene in seguito ad essa non venne eretto alcun santuario. Un bambino che non sapeva nuotare cadde nel canale Ciria, che allora attraversava il paese. Il piccolo finì in acqua proprio all'imbocco della conduttura che convogliava il canale sotto la strada. Nonostante gli sforzi per evitarlo, il bambino venne inghiottito dalle acque. Tutti si recarono all'uscita del canale, rassegnati a ripescare il corpo, ma rimasero sbigottiti quando il bambino uscì vivo da quel pertugio, in un evento inspiegabile.

tags: #miracoli #vergine #maria #di #guarigioni #handicappati