Medjugorje: Miracoli di Luce, Fede e il Mistero dell'Eucaristia

Vedere, toccare, scorgere i segni del Cielo: non cerca forse tutto questo, animato magari sulle prime solo da spirito di curiosità o d’avventura, chi si mette in viaggio per Medjugorje? E non è forse lo stesso anelito delle folle che duemila anni fa assiepavano i villaggi della Palestina per ascoltare Gesù di Nazareth e poter anche solo toccare un lembo del suo mantello?

Sono passati quasi trentacinque anni da quel giugno 1981 in cui, nel villaggio bosniaco “tra due monti” - questo il significato di Medjugorje - tutto ebbe inizio con le prime apparizioni della Gospa (Signora, in croato) a sei veggenti giovinetti. Da allora, le folle di pellegrini, anziché diminuire, continuano ad aumentare, con decine di migliaia di giovani che ogni anno partecipano al Festival internazionale della gioventù.

Pellegrini in preghiera a Medjugorje, con la chiesa di San Giacomo sullo sfondo

Un Richiamo Spirituale Profondo e Trasformativo

Molti pellegrini sono protagonisti di un’esperienza spirituale che considerano importante e qualcuno addirittura decisiva. Si registrano conversioni, vite cambiate, vocazioni religiose sbocciate, pratiche religiose riscoperte e speranze nuovamente rifiorite.

Non è possibile scrutare il “dilemma Medjugorje”, sul quale da tre decenni duellano senza requie credenti e increduli, uomini di fede e scienziati, scettici e curiosi, senza immergersi nei volti e nelle storie di chi a Medjugorje va e continua, imperterrito, a tornare. Con il fervore del devoto, la consapevolezza del pellegrino o - ce ne sono pure - lo scetticismo di chi, una volta laggiù, spera finalmente di “smascherare” l’imbroglio che si propagherebbe.

Medjugorje, diciamolo pure, non è un luogo per puristi o intellettualismi troppo raffinati. È un corpo a corpo tra fede autentica e sacro selvaggio, paccottiglia devozionale e merchandising un po’ kitsch, scene dal sapore evangelico e quell’aura profondamente mistica che quasi pervade nel silenzio che avvolge migliaia di persone tutte in ginocchio durante l'adorazione eucaristica.

Le Testimonianze dei Pellegrini

Un gruppo di pellegrini parte da Milano. A guidare la truppa, composta per metà da giovani e ragazzi, è l’energica Marilena, veterana di questi viaggi, che afferma: «La Madonna ci aspetta». Frate Attilio, il giovane cappuccino guida spirituale del gruppo, ricorda: «Non chiedete al Signore di assistere a segni particolari: il sole che gira o altri prodigi. Il senso del pellegrinaggio è la purificazione del cuore».

  • Per Cinzia, alla sua quinta visita, il 2011 fu l’anno “decisivo”: «Quando sono salita sul Podbrdo, il monte delle apparizioni, è come se fossi stata abbracciata», racconta, «ho capito in quell’istante che il Signore vuole bene anche a me e che anche l'ultimo peccatore si può salvare, è prezioso ai suoi occhi».
  • Daniela, 39 anni, con un master alla Bocconi e dirigente d’azienda, è alla sua prima volta. Otto mesi prima aveva perso il ragazzo con cui sognava di farsi una famiglia. Un colpo durissimo che, spiega, «mi ha costretto a fermarmi e chiedermi perché».
  • Michela, 34 anni, impiegata, era a un passo dal Buddismo quando decise di andare a Medjugorje. Inizialmente scettica, pensava che «la gente laggiù venisse drogata». Tuttavia, «partii con l’obiettivo di dimostrare che era un gigantesco imbroglio, un’impostura. E invece ho incontrato persone che hanno dissipato i miei dubbi sulla fede e mi hanno fatto capire che il Signore guida la mia vita».

Frate Attilio spiega la differenza tra rivelazione pubblica (Incarnazione, morte e risurrezione di Cristo) e rivelazioni private come le apparizioni mariane che, ricorda, «sono un aiuto per credere ma non il centro della fede». Prudenza e realismo, dunque, come ben si addicono a un uomo di Chiesa.

Medjugorje tutta la storia

Medjugorje: il "Confessionale del Mondo"

All'arrivo, l’impressione fin da subito è nitida: né ordine, né rigore urbanistico, Medjugorje è un villaggio cresciuto troppo in fretta. Il fulcro è la chiesa parrocchiale, dedicata a San Giacomo apostolo, protettore dei pellegrini. Tutto attorno alberghi spuntati come funghi e che in questi giorni registrano il tutto esaurito, parcheggi improvvisati di pullman e strade ricavate tra una costruzione e l’altra.

Ai lati della chiesa due file lunghissime di persone, soprattutto giovani, aspettano per confessarsi sotto il sole cocente. Basta scorgerne i volti per vedere che qui, in barba a ogni pretesa di liquidare tutto come un fenomeno devozionalistico per vecchi bigotti un po’ fissati con la Madonna, arriva gente di ogni età, condizione sociale, livello culturale. Cinquecentocinque tra sacerdoti e religiosi si alternano a confessare in tutte le lingue: inglese, francese, italiano, arabo, magiaro, coreano, slovacco, cinese... Nessun confessore, a nessuna ora del giorno, resta disoccupato. Qualcuno espone perfino un cartello con l'orario: “Fino alle 18.30”. I penitenti s’inginocchiano a terra. Tanti hanno i volti rigati di lacrime, c’è chi al momento dell’assoluzione scoppia in pianto. «È un fiume di grazia», mormora un frate francescano del Libano.

Padre Roberto Panizzo dei Figli e Figlie del Cuore Immacolato di Maria trascorre qui sei mesi all’anno e snocciola un aneddoto che ben riassume lo spirito di Medjugorje: «Una volta da Vigevano arrivò un prete: non fece in tempo ad arrivare in chiesa e posare il bagaglio che un gruppo di ragazzi lo bloccò alla stazione degli autobus per farsi confessare». Poi aggiunge: «Ai sacerdoti dubbiosi dico sempre una cosa: venite qui, restate due ore in confessionale e cambierete idea su Medjugorje. In tanti anni non ho mai visto il sole che gira o altri segni simili. Ma di conversioni del cuore sì, tante. E molte sorprendenti».

Sacerdoti in confessionale all'aperto a Medjugorje

I Segni del Cielo: Miracoli di Luce e Conversione

La Scalata sul Podbrdo e il Mistero del Sole

È ancora l’alba ma sul Podbrdo, il monte tutto speroni rocciosi delle apparizioni, sono già abbarbicati migliaia di pellegrini per l’apparizione mensile a Mirjana, una dei sei veggenti. Ai crocicchi delle strade si prega il Rosario e si mescolano le Ave Maria in croato, italiano, spagnolo, inglese… I ragazzi della Comunità Cenacolo di Madre Elvira, che per prima quassù nel ’91 piantò una tenda per pregare insieme a un manipolo di coraggiosi mentre infuriava la guerra, hanno preparato una sedia per portare in cima un paralitico. Due ragazzoni, braccia tatuate e rosario al collo, si sono arrampicati sui rami di un albero per vedere.

I volti, ancora una volta, impediscono ogni classificazione sociologica: ragazzini che potresti tranquillamente incontrare a Ibiza o in qualche discoteca della Riviera romagnola, famiglie con bimbi che sonnecchiano placidi, giovani, anziani.

Un tardo pomeriggio di agosto, verso le ore 18,00, mentre un gruppo di pellegrini era alla Croce Blu, ai piedi del Podbrdo, per recitare il Rosario, il cielo era nuvoloso e si sentivano tuoni. Molte persone si stavano allontanando per ripararsi, ma la capogruppo ha invitato ad aspettare per l'ora dell'apparizione.

Nel momento dell’apparizione (circa le 18.40) i presenti si sono inginocchiati. Alzando gli occhi verso il cielo, che era nuvoloso, si è aperto uno squarcio tra le nuvole ed è uscito il sole. Si poteva guardare stranamente a occhio nudo, e ha iniziato a girare su se stesso, a cambiare colore, diventando da blu a rosa, a giallo-oro, e aveva davanti come una grande particola che copriva tutta la circonferenza. Il miracolo è durato qualche minuto, il tempo dell’apparizione, poi il sole è tornato ad essere normale, accecante, senza possibilità di poterlo guardare a occhio nudo. Dopo questo momento le nuvole sono sparite e il sole ha accompagnato i pellegrini fino a sera.

Tuttavia, a Medjugorje quello che più colpisce non sono i fenomeni del sole, abbastanza frequenti, ma è la Pace che si sperimenta nel cuore. È una cosa che si sente che non viene da sé, ma da qualcun Altro, come se si avesse la consapevolezza di essere una pozzanghera, sulla quale tutto d’un tratto si apre una cascata, e l’acqua di questa cascata riempie la pozzanghera e non solo, ma continua a sgorgare senza sosta invadendo tutto ciò che incontra. A Medjugorje si ha la sensazione di essere a Casa, di essere al sicuro e protetto, pur essendo a centinaia di chilometri dal proprio ambiente e dai propri cari, e ci si dimentica di tutto, anche dei problemi e delle preoccupazioni, perché «qui è come essere nell’anticamera del Paradiso!»

La Statua Luminosa di Višnja Ivanković

A Belgrado, centinaia di fedeli si sono accampati in preghiera attorno a una casa di Medjugorje, convinti di un miracolo. Una tenue luce rosata si è irradiata dalle falde di un mantello bianco di una statua di gesso della Vergine Maria, custodita all’interno dell’abitazione di Vi›ka Ivankovi„, una delle sei storiche veggenti. La statua «ha rischiarato un’intera stanza», ma è «impossibile fotografare nel momento in cui avviene il fenomeno, è un miracolo visibile solo con gli occhi», secondo i media locali. Questa affermazione è stata poi rettificata, in quanto sul web sono successivamente apparse almeno due immagini digitali, seppur sgranate, in cui s’intravede il fenomeno: in una, la statua emette una debole luce rosa; nell’altra, i contorni verdi luminescenti della “Regina della pace” al buio. Per chi crede al miracolo, è stata la prova risolutiva, e «dicono che la statua sembra viva».

Il prodigio è iniziato dopo che alcuni pellegrini, si dice italiani, «avevano pregato» davanti alla Madonna. Finita l’orazione, «hanno spento la luce e la statua si è illuminata da sola, come fosforo», ha specificato l’agenzia stampa Medjugorje Today. La testimone Laura Marcazzan Budimir ha confermato via social network che «la foto non rende affatto perché è stata scattata quando la luminosità stava per diminuire. Quando l'abbiamo vista era proprio tutta fosforescente, delicata ma ben visibile».

Questa fosforescenza ha sconvolto Medjugorje, «sembra di rivivere i primi giorni di 32 anni fa», ha raccontato Marcazzan riportando l’opinione di un parente di Vi›ka. Tuttavia, è consigliabile anche un approccio più razionale, come in tutti i casi simili. Paolo Attivissimo, uno dei più autorevoli “cacciatori di bufale”, spiega che, «ammesso che le fotografie che ho visto non siano state manipolate, il fenomeno potrebbe anche avere una spiegazione molto terrena, l'applicazione di una vernice fosforescente, che è quasi del tutto trasparente in condizioni di luce diurna. Prodotti di questo genere sono in vendita nei negozi d'arte e di modellismo». Egli aggiunge che «quando ci sono di mezzo sentimenti intensi e interessi non solo religiosi ma anche economici bisogna sempre essere molto cauti, perché l'inganno intenzionale è un rischio molto concreto». Attivissimo consiglia di considerare o la strada di «analisi chimiche» o di «coprire un'area della statua, in modo che non sia esposta alla luce per poi verificare se continua a essere fosforescente», poiché le vernici di questo tipo «si “caricano” con l’esposizione alla luce del giorno».

Statua della Vergine Maria che emette luce a Medjugorje

L'Eucaristia al Cuore della Fede a Medjugorje

Il cuore di Medjugorje è la spianata dietro la chiesa di San Giacomo dove sventolano bandiere da ogni parte del globo e si respira aria di Gmg. Il parroco, fra’ Marinko Šakota, osserva: «Qui in fondo non accade nulla di speciale, si celebra l’Eucarestia, si adora il Santissimo, ci si confessa. È il modo con cui viene fatto che è diverso. Il fariseo del Vangelo faceva tutte queste cose ma il suo cuore non era toccato da Dio. Qui l’invito della Madonna a pregare e convertirsi fa breccia nel cuore di molti. Ho visto vite spezzate rifiorire d’un tratto. Per capire Medjugorje bisogna venire e vedere».

"Ognuno di voi è un miracolo eucaristico"

In una serata a Medjugorje, mentre i pellegrini continuano ad arrivare, don Ivan Filipovic, durante la liturgia del giorno, proclama: «Il vero segno? Inginocchiarsi davanti a Gesù Eucarestia, riconoscerlo vivo e presente in mezzo a noi. Io sono un miracolo eucaristico vivente perché da tossicodipendente sono diventato sacerdote grazie alla Comunità Cenacolo. Cercavo la libertà e ho trovato la droga. Sapete dove mi sono convertito? Davanti al Santissimo Sacramento».

Don Ivan ricorda che nel 2005 al Sinodo sull’Eucarestia, i vescovi chiamarono Madre Elvira per farsi spiegare il mistero eucaristico: «Il motivo? Nella sua opera avevano visto compiersi il vero miracolo eucaristico: far inginocchiare davanti all’Eucarestia giovani come me che si erano persi e che poi da quella preghiera hanno attinto la forza necessaria per cambiare vita. Ognuno di voi è un miracolo eucaristico! Medjugorje mostra al mondo il volto di una Chiesa giovane e viva».

Viene portata in processione la statua della Madonna seguita dalle bandiere delle varie delegazioni provenienti da paesi come Cina, Macao, Hong Kong, Messico, Nigeria, Guatemala, Stati Uniti, Albania, Brasile, Congo, Colombia, Giappone e Libano, fino a quel Medio Oriente dove i cristiani sono ormai ridotti al lumicino.

Medjugorje tutta la storia

L'Eucaristia nella Parola e nell'Incontro

Il Vangelo di Giovanni, capitolo 6°, si apre con la scena della moltiplicazione dei pani, che poi Gesù commenta nella sinagoga di Cafarnao, indicando in Se stesso il «pane» che dona la vita. Le azioni compiute da Gesù sono parallele a quelle dell’Ultima Cena: «Prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti» (Gv 6,11). L’Evangelista osserva che la Pasqua, la festa, era ormai vicina (cfr v. 4), orientando lo sguardo verso la Croce, il dono di amore, e verso l’Eucaristia, il perpetuarsi di questo dono: Cristo si fa pane di vita per gli uomini.

Sant’Agostino commenta: «Chi, se non Cristo, è il pane del cielo? Ma perché l’uomo potesse mangiare il pane degli angeli, il Signore degli angeli si è fatto uomo. Se tale non si fosse fatto, non avremmo il suo corpo; non avendo il corpo proprio di lui, non mangeremmo il pane dell’altare» (Sermone 130,2). Nella moltiplicazione, un ragazzo mette in comune quel poco che ha (cinque pani e due pesci). Il miracolo non si produce dal niente, ma da una prima modesta condivisione. Gesù ci mostra che se ciascuno offre quel poco che ha, può compiersi sempre di nuovo il miracolo: Dio è capace di moltiplicare il nostro piccolo gesto di amore e renderci partecipi del suo dono.

La folla, colpita dal prodigio, vede in Gesù il nuovo Mosè e nella nuova manna il futuro assicurato, ma si ferma all’elemento materiale. Il Signore, «sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo» (Gv 6,15).

Siamo invitati a riscoprire l’importanza di nutrirci non solo di pane, ma di verità, di amore, di Cristo, del corpo di Cristo, partecipando fedelmente e con grande consapevolezza all’Eucaristia, per essere sempre più intimamente uniti a Lui. Infatti «non è l’alimento eucaristico che si trasforma in noi, ma siamo noi che veniamo da esso misteriosamente cambiati. Cristo ci nutre unendoci a sé; ci attira dentro di sé» (Esort. Apost. Sacramentum caritatis, 70).

Simbolo dell'Eucaristia, pane e vino

La Parola di Maria e le Conversioni Eucaristiche

La Madonna ha parlato spesso dell'Eucaristia, facendo riferimento alla nostra generazione. Un messaggio del 3 maggio 2009 riporta le parole di Marija, una delle veggenti, che ricorda la Madonna dire: «in questo mese a me dedicato vi invito, che siate preghiera!». E ancora, la Madonna ha espresso il suo dolore: «Cari figli, come è possibile che non sapete vivere l'Eucaristia?... Se non vivete l'Eucaristia, non posso aiutarvi».

Tutte le Chiese che si definiscono cristiane e che hanno negato la Madonna, hanno negato anche la Presenza reale di Gesù nell'Eucaristia. Dove la Vergine Maria, Madre di Dio e Madre della Chiesa, è stata rifiutata, sono stati rifiutati anche l'Eucaristia ed il sacerdozio. L'Eucaristia è il cuore, il fondamento della nostra Chiesa cattolica, la sorgente da dove nasce la vita per i membri del Corpo mistico di Cristo.

Un esempio di questa relazione si trova nella storia di un ragazzo di Washington, figlio di un vescovo anglicano e guida spirituale del Presidente Clinton. Il ragazzo ebbe un gravissimo incidente e divenne infermo. Suo padre e sua madre decisero di venire a Medjugorje a pregare per la guarigione del figlio, facendo un voto alla Madonna. Ricevettero la grazia desiderata ed il figlio fu guarito completamente. Il padre, pur essendo anglicano, espresse il desiderio di tornare alla Chiesa dove c'è l'Eucaristia. L'anno scorso, otto sacerdoti anglicani che hanno peregrinato a Medjugorje, sono passati al cattolicesimo.

I Padri della Chiesa hanno insegnato fin dall'inizio che nell'Eucaristia siamo uniti nel Corpo mistico di Cristo che è la Chiesa. Come i granelli di frumento, sparsi per la collina, formano un unico pane, così i fedeli della Chiesa, sparsi in tutto il mondo, formeranno un solo corpo. Così, ricevendo l'Eucaristia non solo ci uniamo a Cristo (dimensione verticale), ma restiamo uniti anche agli altri fedeli (dimensione orizzontale), formando un solo vino, un solo pane, una sola Chiesa, un solo ed unico Corpo.

La Via di Emmaus: Riconoscere Gesù nell'Eucaristia

Ricordiamo come Cristo è entrato nella vita dei Suoi discepoli mentre essi si stavano dirigendo verso Emmaus (Lc 24,13-35). Camminavano pieni di tristezza, carichi di sofferenza mentre ritornavano a casa. Gesù li ha raggiunti e si è fatto loro compagno di viaggio. Essi Gli hanno parlato con parole piene di sconforto. Lui ha incominciato ad insegnare loro e, iniziando da Mosè e dai Profeti, ha spiegato loro cosa dicevano le Scritture su di Lui. I due Lo ascoltavano con il cuore aperto e sentivano qualcosa che non potevano spiegare: una Presenza, un ardore, una emozione... E hanno ricevuto la grazia per credere!

Quando sono arrivati a casa, hanno invitato Gesù ad entrare, a cenare, a dormire: "Resta con noi perché si fa sera"... Gesù ha accettato. Si è seduto a tavola, ha benedetto il pane, lo ha spezzato e lo ha spartito. In quell'istante, si sono aperti i loro occhi e Lo hanno riconosciuto: "E' Lui! E' Lui!". Il loro cuore è diventato pieno di luce, di gioia... I loro occhi si sono aperti! Sì, Lo avevano riconosciuto! Non a caso, il loro cuore ardeva mentre gli spiegava i passi della Scrittura, lungo il cammino. Nella Chiesa vi sono due riferimenti sicuri per incontrare il Signore: la Parola e l'Eucaristia.

Elena Khilmanovich, 27 anni, dalla Bielorussia, ha trovato a Medjugorje, nella comunità “Luce di Maria”, un’oasi dove fermarsi: «Mi mancava la vita interiore, adesso tutti corrono e lo facevo anch’io, ma dov’era il senso? Ad un certo punto mi sono chiesta “voglio veramente vivere così?”». Jean Darido, giovane cantante libanese, membro del coro internazionale, afferma: «È un’esperienza bellissima, la cosa più bella è sentire, quando canto qui, di essere più vicino a Gesù. E poi prego molto di più».

Marco Zoppella, che a Medjugorje arrivò nel ’91 con la Comunità Cenacolo, riassume: «Di segni strani in tanti anni che sono qui non ne ho mai visti. Il vero miracolo di Medjugorje è la preghiera e la guarigione dell’anima. Mentre altrove le chiese si vanno svuotando, qui accade il contrario. È come se questo posto avesse la missione di custodire la fede».

Michela, che arrivò per smascherare un "imbroglio", non fa una piega: «Forse non tornerei più in pellegrinaggio ma non posso negare che in questo luogo ho riacquistato la fede e ricominciato a pregare». E Cinzia, sicura: «Da Medjugorje non si torna mai come si è partiti». Sulle note struggenti del violino di Melinda Dumitrescu, che ha abbandonato una carriera di successi per suonare qui, risuona l’inno alla Regina della pace. In fin dei conti, la cosa più importante e affascinante di Medjugorje è ciò che accade e continua ad accadere nel segreto dei cuori, un’unità irripetibile delle singole persone e le vie, misteriose e tutte diverse tra loro, per le quali ciascuno arriva alla fede.

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