Medaglie Pontificie e del Risorgimento: Una Panoramica

Le medaglie rivestono un ruolo fondamentale nella documentazione storica e artistica, offrendo testimonianze tangibili di eventi, personalità e periodi cruciali. In particolare, le medaglie pontificie e quelle legate al Risorgimento italiano costituiscono un patrimonio di inestimabile valore, capace di raccontare secoli di storia dello Stato Pontificio e il complesso percorso verso l'Unità d'Italia.

La Medaglistica Pontificia

La collezione medaglistica pontificia abbraccia un ampio arco temporale, dalle sedi vacanti alle elezioni dei Pontefici, documentando figure come Pio IX e Pio VIII. Questi esemplari non solo celebrano i vertici ecclesiastici, ma riflettono anche l'arte e la maestria degli incisori attivi presso la corte papale. Tra gli artisti di rilievo si annoverano Gaspare Morone, Francesco Travani, Girolamo Lucenti, Ferdinand de Saint Urbain, Froancois Cheron e Giovanni Hamerani, quest'ultimo autore di una medaglia per la Sede Vacante del 1691, raffigurante i busti affiancati di S. Pietro e S. Paolo al dritto e la Colomba dello Spirito Santo raggiante al rovescio, con un peso di 13,47 g e un diametro di 30,92 mm.

Esempi di Medaglie Pontificie

  • STATO PONTIFICIO. SEDE VACANTE 1691. Opus G. Hamerani. Boccia 17. Miselli 288. g. 13,47. Diam. 30,92 mm. Bronzo.
  • STATO PONTIFICIO. SEDE VACANTE 1721.
  • STATO PONTIFICIO. SEDE VACANTE 1724. Medaglia in bronzo emessa dal Cardinale Camerlengo Annibale Albani.
  • STATO PONTIFICIO. SEDE VACANTE 1730. Medaglia in argento.
  • STATO PONTIFICIO. SEDE VACANTE 1758.
  • STATO PONTIFICIO. Medaglia annuale in bronzo A. XX (1819).
  • STATO PONTIFICIO. PIO VIII (Francesco Saverio Castiglioni), 1829-1830. Medaglia annuale in argento 1830/A.
  • STATO PONTIFICIO. PIO IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti), 1846-1878. Medaglia in argento 1850/A.IV.
  • STATO PONTIFICIO. PIO IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti), 1846-1878. Medaglia in argento 1855/(A.X).
  • STATO PONTIFICIO. PIO IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti), 1846-1878. Medaglia in argento 1863/A.XVIII.
  • STATO PONTIFICIO. PIO IX, Mastai Ferretti, 1846-1878, MEDAGLIA IN BRONZO, Elezione al Pontificato, Emissione: 1846. D/ PIVS • IX PONT • MAX •, busto con berretto, mozzetta e stola a d.; sotto: L • T, R/ CLAVES • REGNI • CAELOR •, Gesú nimbato a d., consegna le chiavi a San Pietro genuflesso; in esergo: PORTAE • INFERI / NON • PRAEVALEBVNT, Opus Leopoldo Themmel, Rif. bibl. Bart., SD-1; Metallo: AE, gr. 23,09.

Il Museo del Risorgimento di Castelfidardo e la Battaglia del 1860

Il Museo del Risorgimento, inaugurato nel 1994 a Castelfidardo, celebra un momento storico cruciale: il passaggio di Marche e Umbria dallo Stato Pontificio al Regno di Sardegna. L'esposizione, arricchita da pannelli didattici e cartine, illustra la situazione del centro Italia prima della Battaglia di Castelfidardo e la sua evoluzione nell'autunno del 1860. La battaglia, avvenuta il 18 settembre 1860, vide l'esercito sabaudo, guidato dal generale Enrico Cialdini, sconfiggere le truppe pontificie di De Lamoricière e De Pimodan in un'area di circa 300 ettari.

Mappa della Battaglia di Castelfidardo

La Medaglia di Castelfidardo

Di particolare importanza è la "medaglia di Castelfidardo", coniata dallo Stato Pontificio per onorare i soldati che combatterono in nome della Chiesa. Questa medaglia presenta una croce capovolta, a ricordo del martirio di San Pietro, e un serpente che si morde la coda, simbolo del peccato mortale di chi osa attaccare la Chiesa.

Il Monumento Nazionale delle Marche e il Sacrario

In occasione del cinquantenario della Battaglia di Castelfidardo, nel 1910, si decise di erigere un monumento sulla collina del Monte Cucco. Il progetto, affidato allo scultore Vito Pardo e inaugurato il 18 settembre 1912, è una imponente opera alta 12 metri, realizzata con 150 quintali di bronzo e 6000 quintali di travertino d'Ascoli. Raffigura oltre 30 figure di soldati piemontesi guidati dal Generale Cialdini a cavallo, con l'intento di evocare l'innumerabilità dell'esercito e celebrare il percorso dell'unità d'Italia. Il Sacrario, le cui spoglie dei soldati di entrambe le formazioni sono conservate, è costituito da una piattaforma quadrata su cui poggiano 12 piramidi a base quadrangolare tronche.

Cippi e Targhe Commemorative

L'area della battaglia è punteggiata da cippi e targhe in marmo, posti il 18 settembre 1960 nel centenario dell'evento, che descrivono le fasi dello scontro. Una grande mappa in marmo presso la Fondazione Ferretti testimonia il luogo dove venne colpito mortalmente il generale Georges de Pimodan, evento determinante per la disfatta pontificia.

Medaglie del Risorgimento e dell'Unità d'Italia

La medaglistica risorgimentale non si limita alla Battaglia di Castelfidardo, ma include una vasta gamma di coniazioni che celebrano le varie fasi delle guerre d'indipendenza e i protagonisti di quel periodo. Queste medaglie rappresentano segni d'onore, riconoscimenti al valore militare e commemorazioni di eventi significativi.

Esempi di Medaglie Risorgimentali

  • Gaetano Zapparelli, Il Municipio di Brescia ad A. Garone (fig. 16). D/ Rappresentazione della Vittoria alata di trequarti verso destra. Sulla mensolina dell'esergo: ZAPPARELLI. R/ IL MUNICIPIO DI BRESCIA. Nel campo, al centro, entro corona formata da una fronda di quercia e da una d'alloro: AD / A . GARO- NE / ISTRUTTORE / DELLA GUARDIA NAZ.le / 1859. AE, diam. 46.
  • Albert-Désiré Barre, Campagna d'Italia di Napoleone III (segno d'onore). Attribuito da Napoleone III ai soldati distintisi nella Seconda guerra d'indipendenza. AR, diam. 30,7; peso 15,9.
  • Filippo Speranza, Medaglia d'oro di Umberto I alla città di Brescia in ricordo delle Dieci Giornate (fig. 35). Coniata presso la zecca di Roma nel 1898. AU, diam. 50; peso, 99,3.
  • Anonimo, Ai superstiti delle patrie battaglie 1820-1870 (fig. 37). D/ SUPERSTITI PATRIE BATTAGLIE / 1820 AL 1870. Nel campo, al centro, entro due fronde di alloro, stella a cinque punte caricata dello scudetto dei Savoia.
  • Adolfo Apolloni e Luigi Giorgi, Cinquantenario delle battaglie di San Martino e Solferino (fig. 40). D/ L'Italia armata all'antica e seduta poggia un braccio su uno scudo Savoia e si rivolge verso destra, dove una figura virile reca bandiere ed è incoronata da una vittoria alata. In basso: A. APOLLONI M --L. GIORGI I.
  • Anonimo, I comuni della provincia di Modena ai loro volontari. D/ 1848 1849 1859 1860. Nel campo: GUERRA / DELL' / INDIPENDENZA / ITALIANA. R/ AI / LORO VOLONTARI / I / COMUNI. Intorno: DELLA PROVINCIA DI MODENA RICONOSCENTI. AR, diam. 23.
  • Giuseppe Ferraris, Medaglia d'argento al valor militare. D/ AL VALORE --MILITARE. Nel campo, scudetto Savoia sormontato da un diadema. R/ BATT. DI BEZZECCA (TIROLO) 21 LUGLIO 1866 PER AVER SALVATI DUE CANNONI.
  • Filippo Speranza, Medaglia per le guerre d'indipendenza e l'Unità d'Italia (segno d'onore). AR, diam. 32.
  • Anonimo, Medaglia del Comune di Brescia ai superstiti delle Dieci Giornate. AE, diam. 39.
  • Anonimo, Stella a cinque punte del Comizio lombardo dei veterani. D/ COMIZIO RE-GIONALE LOMBARDO VETERANI; al centro: 1848 / AL / 1870. AR, diam. 49.
  • Giuseppe Tua, Il comitato piemontese lombardo ai veterani italiani per il cinquantenario del 1859. D/ L'Italia turrita, stante a destra. Sull'ara: 1848 / 1855 / 1859 / 1860 / 1866 / 1870. R/ AI VETERANI ITALIA-NI / A LIETO RICORDO / DELLA / CONQUISTATA UNITA' / DELLA PATRIA / NEL / CINQUANT.° ANNIVERSARIO / DEL 1859. AR, diam. 33,5.

Il RISORGIMENTO - raccontato da Alessandro Barbero [2021]

Conservazione e Catalogazione delle Collezioni

Un esempio significativo di conservazione e studio delle medaglie si trova nel Civico Museo, dove un inventario patrimoniale del 1935, esteso durante la direzione di Gualtiero Medri, elenca la collezione suddivisa per autore, categoria o cronologia e ne indica la collocazione nelle sale di Palazzo Schifanoia. L'intero patrimonio numismatico, sebbene sconvolto durante gli eventi bellici, è stato infine alloggiato in un grande armadio da sagrestia, dove ancora si conserva.

Ad oggi sono stati ordinati e inventariati 670 pezzi, che abbracciano un excursus di cinque secoli, e sono state redatte oltre 200 schede catalografiche, fornendo informazioni di base precise sia a fini amministrativi che scientifici. La catalogazione è stata eseguita in gran parte grazie al coinvolgimento di studenti del corso di Numismatica della Facoltà di Lettere di Ferrara, ai quali sono state assegnate tesi di laurea su specifiche tematiche di medaglistica.

Fasi della Catalogazione

  1. Una prima fase ha riguardato 65 esemplari di età rinascimentale, capolavori di artisti come Pisanello, Sperandio, Matteo de Pasti, e creazioni dei maestri che ritrassero la dinastia degli Este.
  2. Successivamente, con una tesi dedicata agli aspetti caratteristici della medaglia romana di età barocca, è stato affrontato il riordino della ricca serie dei pontefici, esaminando 51 esemplari da Alessandro VII (1655-1667) a Benedetto XIII (1724-1730).
  3. Nel 2018, la schedatura della sezione medaglistica è stata riattivata, esaminando una campionatura di 61 medaglie legate all'ambiente ferrarese, realizzate tra il 1840 e il 1933, seguendo i criteri di compilazione SICAPweb per garantire lo standard ICCD del Ministero per i Beni Culturali.
Medaglie rinascimentali della collezione Este

Grado di Conservazione e Raretà delle Monete

La valutazione delle medaglie e monete dipende dal loro grado di conservazione e dalla rarità. I gradi più comuni sono:

  • FDC (Fior di Conio): Il più alto grado di conservazione, senza segni di circolazione e con brillantezza originale.
  • SPL (Splendido): Moneta che ha circolato pochissimo e presenta leggere tracce di circolazione.
  • BB (Bellissimo): Moneta che ha circolato con evidenti tracce d’usura, che ne hanno già intaccato il bordo, il rilievo ed il disegno.

La rarità è un altro fattore cruciale, indicata spesso in percentuale, dove una bassa percentuale indica monete comunissime (C) e il 100% indica monete della massima rarità (RRRRR), uniche o conosciute in pochi esemplari. Anche lo stile e il pedigree, ovvero il passaggio in aste prestigiose o l'appartenenza a importanti collezioni, influenzano il valore.

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