L'accoglienza dei giovani nelle parrocchie e negli oratori è un pilastro fondamentale per la formazione umana e cristiana delle nuove generazioni. Questi luoghi si configurano non solo come centri di aggregazione, ma come vere e proprie comunità educative, capaci di integrare fede e vita e di rispondere ai bisogni e alle domande dei ragazzi d'oggi.
Il Ruolo Fondamentale dell'Oratorio nell'Accoglienza Giovanile
L’Oratorio nasce dalla comunità parrocchiale, presentandosi come strumento e metodo per la formazione umana e cristiana delle giovani generazioni. È una comunità che educa all’integrazione tra fede e vita, coinvolgendo responsabilità e capacità educative molteplici, tra cui animatori, genitori ed educatori, catechisti, collaboratori e preti.
L’Oratorio assume una vocazione missionaria, divenendo luogo di proposta e dialogo, aprendosi alle domande e ai bisogni dei giovani e dei ragazzi d’oggi. È contemporaneamente luogo di proposta e di risposta, di riflessione, d’esperienza e di crescita, ma anche comunità aperta ed impegnata nel territorio. Per raggiungere i suoi obiettivi, nella consapevolezza dell’utilità sociale del proprio compito, l’Oratorio deve conoscere le altre realtà educative presenti sul territorio e dialogare con esse: in particolare con le famiglie, la scuola e i gruppi formali e non.
Nell’educazione alla fede, l’Oratorio tiene conto della gradualità della maturazione umana e cristiana e perciò non si limita a proporre la catechesi, ma offre una vasta gamma di attività, capaci di coinvolgere educativamente quante più persone possibile, partendo dal diverso livello di maturazione umana e cristiana in cui ciascuno si trova. Le attività che l’Oratorio propone, per un’educazione globale della persona, vanno da quelle specificatamente formative a quelle ludiche, sportive o di altro genere.
Esperienze di Accoglienza: L'Oratorio Don Bosco di Vasto come "Casa Che Accoglie"
L'Iniziativa dei Salesiani di Vasto
L'Oratorio Don Bosco di Vasto si distingue come un esempio concreto di #CasaCheAccoglie. Quest’anno, i Salesiani e i giovani dell’Oratorio hanno esteso il servizio di animazione estiva, noto come "Estate Ragazzi", a tutta la Diocesi di Chieti-Vasto, offrendo un’esperienza di convivenza e formazione.
Le Testimonianze dei Ragazzi: Il Valore della Convivenza e dell'Amicizia
L'esperienza vissuta nell’oratorio di Vasto ha riscosso grande successo tra i partecipanti, come testimoniato da Simone, che l'ha apprezzata molto grazie alla compagnia dei compagni, molto uniti fra di loro, e all’accoglienza dei parroci.
Durante i giorni di convivenza, Danilo ha riscoperto il vero significato di comunità, definendola "una famiglia, tanti cuori che battono insieme." Ha sottolineato come si sia creato "un bel legame, una bella amicizia che sicuramente sarà portata avanti" con i ragazzi di Tocco, Simone e Guido.
I giorni di convivenza sono stati ricchi di momenti formativi e di lavoro, come l'effettuazione di lavori nell’Oratorio e la condivisione iniziale per conoscersi meglio. Non sono mancati momenti di divertimento, tra cui uscite al mare, serate per far conoscere Vasto e serate animate. Particolarmente significativa è stata la testimonianza di una famiglia della Casa.
Guido ha descritto l'esperienza come "bellissima con delle persone fantastiche che mi hanno aiutato a crescere sia al livello personale che a livello di responsabilità." Anche per Moreno, l'esperienza è stata "molto bella, affascinante e formativa," facendolo sentire "ancora di più appartenente a questa realtà Salesiana."
Nazzareno ha manifestato il suo apprezzamento per il percorso "sia per le esperienze sia per le persone conosciute," ringraziando coloro che gli hanno permesso di vivere un’esperienza ricca di emozioni, come "l’accoglienza e lo stare con i ragazzi e tante altre cose." Un altro Simone ha evidenziato come il suo cammino sia stato "bello ma soprattutto formativo per il percorso che vorrò intraprendere," riconoscendo "il grande amore di don Bosco verso noi ragazzi." Ha anche sottolineato "la forza dell’oratorio di riunire tutti questi ragazzi tutti diversi lasciando in aria un aroma di giovinezza e amore verso il prossimo."
Giovanni, da "buono scout," ha vissuto "una bella esperienza di crescita fondata sull’amicizia, sul divertimento e sullo stare insieme" con Simone e Nazareno, trovando il modo di "donarmi a loro in quello che sono" e ricevendo tanto in cambio.
L’esperienza di convivenza nell’oratorio salesiano di Vasto (CH) è stata "molto piacevole, piena di emozioni ed attività" anche per Vincenzo. Ha avuto l'opportunità di conoscere nuove persone e nuove realtà, come il "Soggiorno Proposta ad Ortona" e la vita quotidiana dei sacerdoti. In particolare, ha ascoltato "storie di persone che perdendo tutto hanno avuto il coraggio di dire: 'Sì ho sbagliato, ora riparto!'" Storie che lo hanno emozionato e gli hanno fatto comprendere la fortuna di avere una vita tranquilla e solare, considerandole "un esempio per tutti un monito per ricordarsi che ci si può sempre rialzare e si può sempre ricominciare."

Sofia ha confessato di avere avuto "un po’ di paura" prima di partire per una settimana con persone nuove, ma al suo arrivo ha trovato "delle persone magnifiche super amichevoli che si sono venute a presentare [e] mi hanno aiutato a entrare in questo gruppo." Similmente, Francesca ha definito la convivenza "un’esperienza bellissima," apprezzando l'opportunità di visitare il "Soggiorno Proposta" ad Ortona e ascoltare "storie di ragazzi e uomini che hanno avuto un passato difficile e hanno deciso di cambiare," trovandole "forti, ma interessanti."
Chiara ha vissuto una settimana "molto intensa, ricca di tante emozioni contrastanti," con momenti di divertimento (uscite in piazza, Aqualand con tutti gli animatori) e di riflessione. Tra le varie testimonianze, quella del "soggiorno proposta a Ortona" l'ha colpita maggiormente.
Penelope ha riassunto la settimana con le parole chiave: FAMIGLIA, CONDIVISIONE e UNIONE, sentendosi "un’unica famiglia" e creando "dei bei rapporti che non si chiuderanno mai."
Andrea ha apprezzato le nuove conoscenze e il fatto che "sono stati tutti accoglienti," menzionando le serate con gli animatori, le testimonianze ad Ortona e i giochi con i ragazzi.
Per Tommaso, alla sua prima esperienza, "è impossibile rifiutare un’esperienza del genere," e spera di farne molte altre, poiché "mi è piaciuto molto stare più a contatto con i ragazzi," scoprendo che "sono diventati come una famiglia per me."
L'Oratorio Don Bosco di Vasto ha espresso profonda gratitudine per il servizio svolto dai ragazzi, affermando di essere sempre pronto ad accoglierli, perché "questa è anche CASA vostra!"
La Chiesa in Cammino: Accoglienza e Ascolto dei Giovani nel Percorso Sinodale
Il Cammino Sinodale e il Coinvolgimento dei Giovani
Il Cammino Sinodale delle Chiese in Italia ha stimolato una profonda riflessione su quanto emerso nella Fase Narrativa, culminando in un "bellissimo momento di sinodalità" dove sono stati forniti preziosi contributi per la successiva Fase del discernimento. I "Cantieri di Betania" hanno coinvolto numerose persone attraverso la conversazione spirituale, con un particolare interesse manifestato per il IV Cantiere dedicato esclusivamente ai giovani.
Focalizzando l’attenzione proprio su di essi, i giovani hanno potuto esprimere liberamente cosa chiedono alla Chiesa per sentirsi parte attiva all’interno della comunità parrocchiale. Attraverso la scuola, si è riusciti a coinvolgere un numero maggiore di giovani che abitualmente non frequentano la Chiesa e non partecipano alla vita della comunità perché, talvolta, non si sentono accolti.
Questa chiesa molisana ha dato spazio di ascolto primario ai ragazzi, chiedendo loro di esprimersi partendo da un interrogativo perentorio: "che cosa chiedi per sentirti a casa nella chiesa?" L'approccio originale è stato il luogo aperto del confronto: non la parrocchia, ma la scuola. Gli insegnanti di religione delle scuole medie e superiori hanno reso i ragazzi protagonisti del IV Cantiere sinodale. Non i saloni dell’oratorio, ma le aule scolastiche hanno permesso anche agli adolescenti che non frequentano l’ambiente ecclesiale di sentirsi partecipi, apprezzando con stupore la cura della Chiesa verso di loro. L’approccio innovativo si è rivelato vincente anche per chi è un habitué della parrocchia: i ragazzi si sono sentiti liberi di aprirsi senza il condizionamento di parroci e operatori pastorali.
Le Richieste dei Giovani: Il "Caldo Abbraccio della Chiesa"
Dalla sintesi di una scuola è particolarmente colpita l’espressione “il caldo abbraccio della Chiesa”. È significativo che i giovani riconoscano alla Chiesa il ruolo di una madre che è sempre pronta ad aprire le braccia per farli sentire figli. Tuttavia, i giovani sono andati oltre, chiedendo alla Chiesa una maggiore disponibilità all’ascolto di tutte le fragilità esistenti all’interno della società. Per poter ascoltare, è necessario che le comunità siano disposte a rendere ancor più esplicito quel “caldo abbraccio” da loro richiesto attraverso una più attenta accoglienza.
Il referente diocesano del cammino sinodale Antonino Mendozzi ha affermato che "l’esito della fase di ascolto ci ha positivamente stupiti. Dagli under 20 è emerso un diffuso sentimento di amore e attaccamento alla chiesa." Proprio perché i ragazzi sentono la comunità ecclesiale presente nella loro vita, per “sentirsi a casa” hanno evidenziato la necessità di trovare un luogo abitato da persone pronte all’ascolto, ma anche di più all’accoglienza, un’aspettativa simile a quella che ogni adolescente spera di vivere nella propria casa familiare. "E se la chiesa vuole essere casa per i giovani, deve accoglierli come farebbe una mamma attenta e comprensiva," prosegue Mendozzi.

Proposte Concrete per un'Accoglienza Rinnovata
Gli studenti non si sono fermati a condividere i loro desiderata, ma hanno lanciato proposte concrete. Tra queste, suggerimenti per i sacerdoti, nell’ottica di un cambio di passo che li renda interlocutori attuali e credibili, e proposte per un’evangelizzazione efficace che passi anche attraverso la realtà digitale.
Il lavoro svolto con i giovani è stato particolarmente apprezzato, anche in funzione delle proposte scaturite in risposta alle richieste, come l’istituzione di un Ministero dell’Accoglienza e della Prossimità. Questo è un ministero intergenerazionale ed interparrocchiale che abbia il compito di ridurre le distanze che si possono creare tra la comunità parrocchiale e quelle persone che non si sentono accolte da essa.
Il lavoro svolto dalla Diocesi è stato particolarmente apprezzato anche da S.E. Luis Marin de San Martin, sottosegretario del Sinodo Universale, e ha portato a un invito alla trasmissione “IN CAMMINO” di TV 2000 e RADIO IN BLU.
I Vescovi Cattolici si confrontano sul cammino sinodale
Verso una Chiesa più Aperta e Inclusiva
Con gratitudine allo Spirito Santo che guida nel Cammino Sinodale, pur con sviluppi diversi nelle varie Diocesi, si inizia la Seconda Tappa, la “Tappa Sapienzale”. Il lavoro svolto nei “Cantieri di Betania” nelle Diocesi in Italia "ha confermato, arricchito e rilanciato le mete sognate nel primo anno dai gruppi sinodali: una Chiesa che ascolta, che accoglie, che mette al centro le relazioni come in una casa, che celebra in modo coinvolgente, che sa condividere e dialogare, che è prossima ai passaggi di vita: in una parola, una Chiesa più snella, evangelica, libera."
Si apre ora la questione decisiva nella fase che inizia: "come collegare la partenza e la meta, quali ponti costruire perché il sogno di Chiesa non rimanga un sogno?" Questo interrogativo invita a una continua riflessione e azione per una Chiesa sempre più capace di accogliere e accompagnare i giovani nel loro percorso di vita e fede.
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