L'Abbazia di Montecassino: Storia, Architettura e Spiritualità

L'Abbazia di Montecassino, fondata nel VI secolo da San Benedetto, è la più insigne delle abbazie benedettine e uno dei più famosi monasteri della cristianità. Può essere definita come la culla del monachesimo occidentale e rappresenta uno dei luoghi di culto più importanti del Lazio e d’Italia. Le sue grandiose costruzioni, risorte dopo l'ultima guerra, occupano la cima del monte a dominio di Cassino e offrono un grandioso panorama sulla città e la sua pianura.

Veduta aerea panoramica dell'Abbazia di Montecassino sulla cima del monte

La Storia Millenaria: Distruzioni, Rinascite e Splendori

Le Origini e la Fondazione (VI secolo)

L'Abbazia venne fondata nel 529 da San Benedetto da Norcia su una zona dove in tempi passati sorgeva un’antica torre e un tempio dedicato ad Apollo, sui resti dell’acropoli del Monte che domina l’antico Castrum Casinum. Nonostante un paganesimo ancora forte, San Benedetto ebbe la forza di trasformare un luogo sperduto e isolato in un monastero cristiano ben strutturato, dove ognuno potesse avere la dignità che meritava, attraverso il lavoro e la preghiera. Benedetto e i primi monaci del cenobio cassinese si dedicarono all’evangelizzazione e alla cura pastorale delle comunità del circondario, alla formazione degli aspiranti monaci oltre che alla costruzione materiale delle strutture, la chiesa e l’oratorio. Qui, il padre dell’ordine benedettino concluse la composizione della sua celebre Regola prima di morire dopo il 546.

Le Prime Distruzioni e il Periodo di Esilio

A pochi decenni dalla fondazione, nel 577, sotto l’abate Bonito - il quarto successore del fondatore - il complesso benedettino subì la prima di una serie di distruzioni integrali o parziali della sua storia, ad opera dei Longobardi. Dal 643 i monaci trovarono ospitalità nella comunità di San Colombano a Bobbio e in seguito nei vari monasteri e abbazie colombaniane in Italia ed in Europa, avendo così la possibilità di diffondere il messaggio del santo di Norcia e di conseguenza accrescere di molto le comunità benedettine.

La Rinascita e l'Espansione nell'Alto Medioevo

Il monastero fu riedificato solo all’inizio dell’VIII secolo: intorno al 718, papa Gregorio II affidò al monaco bresciano Petronace, futuro abate, e ad un gruppo di confratelli provenienti dal monastero di San Vincenzo al Volturno, il compito di ricostituire il cenobio. Ben presto la comunità ricominciò a crescere, accogliendo monaci provenienti da Inghilterra, Francia, Spagna, Germania e dal mondo bizantino, e il suo prestigio aumentò. Il nuovo insediamento godette del sostegno del ducato di Benevento, che concesse al monastero il governo dell’ampio territorio tra le contee di Aquino, Teano, Comino, Venafro e il ducato di Gaeta. Aumentarono i suoi possedimenti, e la Terra Sancti Benedicti espanse i propri confini. Tra l’VIII e il IX secolo, si consolidarono usi liturgici e consuetudini “cassinesi” mentre nello scriptorium - dove operarono grandi maestri come Paolo Diacono - si trascrissero codici che andarono ad alimentare la biblioteca dell’Abbazia. Forte della sua centralità spirituale, il monastero di Montecassino svolse un ruolo talvolta di mediazione talaltra di sostegno nel rapporto tra longobardi, franchi e papato, ospitando illustri membri della curia romana e delle famiglie regnanti.

Illustrazione di monaci che lavorano nello scriptorium di Montecassino

Il Pericolo Saraceno e la Seconda Distruzione (883)

All’inizio del IX secolo si affacciò il pericolo saraceno: temporaneamente arginato nell’848, grazie all’intervento delle truppe imperiali, si manifestò nella sua potenza devastante quarant’anni dopo. Il 4 settembre 883, i Saraceni di Agropoli distrussero il monastero uccidendo l’abate Bertario e i suoi monaci.

Il Periodo d'Oro e l'Abbazia di Desiderio (X-XI secolo)

Nel 949, con il ritorno a Montecassino, al seguito dell’abate Aligerno, ebbe inizio per il cenobio cassinese la ricostruzione. La rinascita fu insieme spirituale, culturale e materiale e segnò l’avvio di un lungo periodo di splendore che l’Abbazia raggiunse compiutamente nel secolo successivo, nella seconda metà dell’XI secolo. Sempre più saldamente ancorata alle sorti dell’impero germanico nelle sue lotte contro quel che restava del dominio bizantino nel sud Italia, fu posta sotto il governo di abati graditi all’imperatore. In questa fase, si accrebbero la specializzazione e la fama dello scriptorium e della scuola dei copisti e dei miniaturisti di Montecassino. Il più grande degli abati di Montecassino fu Desiderio (1058-1087), promotore di un imponente rinnovamento culturale, architettonico e artistico dell’abbazia. Al tempo del suo abbaziato si deve la costruzione di una nuova basilica, che sarà inaugurata da papa Alessandro II. L’incremento del patrimonio librario fu strabiliante e i maestri che vi operarono furono tra i più illustri del tempo. Allo stesso tempo, la Terra Sancti Benedicti si ampliò ulteriormente. L’abate di Montecassino fu nominato legato pontificio, cardinale e vicario papale per l’Italia meridionale e partecipò al sinodo lateranense; nello stesso tempo, monaci cassinesi furono nominati vescovi di numerose diocesi dell’Italia meridionale.

La Battaglia di Cassino - RAI Storia

Declino, Occupazione e Riorganizzazione (XII-XIII secolo)

Se i primi successori di Desiderio si distinsero per le capacità politiche e amministrative, nel XII secolo, il centro monastico cassinese e i suoi abati persero progressivamente il ruolo di promotori dell’equilibrio e della mediazione tra papato e normanni, schierandosi apertamente e subendone le conseguenze. Nel conflitto tra papato e impero, nel 1239 Montecassino subì l’occupazione da parte delle truppe di Federico II che lo trasformarono in un presidio militare, mentre i monaci furono allontanati dall’abbazia. Vi fecero ritorno solo nel 1266, guidati dall’abate francese Bernardo Aiglerio (1263-1282), che si impegnò in un’opera di riorganizzazione amministrativa della Terra Sancti Benedicti, si adoperò per il ripristino della vita monastica e delle attività di formazione degli aspiranti monaci e convocò un sinodo diocesano.

Sede Episcopale e l'Ingresso nella Congregazione di Santa Giustina (XIV-XVI secolo)

Distrutta da un terremoto nel 1349 e nuovamente ricostruita nel 1366, per quasi cinquant’anni, dal 1322 al 1367, l’Abbazia di Montecassino fu sede episcopale, a cui fu elevata dal papa Giovanni XXII con la bolla Supernus opifex. Fu papa Urbano V, il 31 marzo del 1367, a sopprimere l’episcopato, ripristinare lo status di abbazia e nominare un nuovo abate, il monaco camaldolese Andrea da Faenza, a cui fu demandato il compito di affrontare la situazione di degrado in cui versava il cenobio e ripristinare l’osservanza della Regola. Dal 1465 al 1504, una serie di cardinali si susseguì alla guida del monastero, senza tuttavia risiedervi: il cardinale Ludovico Trevisan, papa Paolo II, il cardinale Giovanni d’Aragona, e infine Giovanni de’ Medici. Una fase segnata anche dallo sfruttamento e dall’appropriazione dei beni materiali dell’abbazia e dei tesori di carta della sua biblioteca. All’alba dell’età moderna, fu l’ingresso di Montecassino nella Congregazione di Santa Giustina (1504) a segnare la fine di questo periodo.

L'Età Moderna: Rinascita Barocca e Soppressioni Napoleoniche (XVI-XIX secolo)

Nel XVI secolo il cenobio cassinese - che ormai gravitava nell’orbita del regno di Napoli e dei suoi governanti - visse un’autentica rinascita grazie alla dedizione dei suoi abati, tra i quali si distinsero Eusebio Fontana da Modena e, più tardi, l’illustre umanista fiorentino Ignazio Squarcialupi. A loro si devono il ripristino della vita monastica e della stretta osservanza, la riorganizzazione amministrativa dell’abbazia, la ripresa dell’attività dell’archivio e della biblioteca e degli studi, il rinnovamento architettonico del complesso. Nel clima della controriforma, si aprì il seminario diocesano. Tra XVI e XVII secolo furono chiamati a contribuire al cantiere del monastero e alla costruzione della nuova basilica architetti quali Antonio da Sangallo il Giovane, e il Bramante, al quale si deve la meravigliosa Loggia del Paradiso, distrutta nel bombardamento del 1944. L’abbazia assunse nel XVII secolo l’aspetto tipico di un monumento barocco napoletano, grazie anche alle decorazioni pittoriche di numerosi artisti.

Alla fine del XVIII secolo, furono le truppe di Napoleone Bonaparte ad arrestare questa fase di fioritura della vita monastica nell’abbazia, saccheggiando gli edifici e appiccando incendi. All’inizio del nuovo secolo, quindi, le leggi di soppressione (1806-1807) promulgate da Giuseppe Bonaparte, re di Napoli, stravolsero la struttura religiosa, amministrativa ed economica dei monasteri del regno: l’abbazia divenne uno “Stabilimento di oggetti d’arte e antichità”, praticamente un museo, mentre l’abate e pochi monaci furono autorizzati a restare in qualità di custodi, sotto la supervisione dell’esercito. Il ritorno alla normalità, dopo la restaurazione, fu di breve durata.

Dall'Unità d'Italia al Bombardamento del 1944

Con l’annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno di Sardegna e la proclamazione del Regno d’Italia (1861), si temette che il monastero venisse soppresso e la millenaria storia del cenobio cassinese profanata. Furono molti ad intercedere in favore dell’Abbazia di Montecassino presso il nuovo governo, come il britannico William Ewart Gladstone, in seguito primo ministro. Tra i monaci cassinesi, molti dei quali ferventi patrioti, si distinse Luigi Tosti che rivolse un accorato appello al neonato parlamento italiano. Ma la legge 7 luglio 1866 n. 3036, per la soppressione delle Corporazioni religiose, dichiarò Montecassino monumento nazionale. Il monastero divenne sede della diocesi cassinese, di cui l’abate è l’ordinario, e residenza del capitolo dei monaci. Il periodo a cavallo tra XIX e XX secolo fu segnato da un grande fervore intellettuale e spirituale, volto a ravvivare la vita monastica anche attraverso la promozione di studi letterari e ricerche scientifiche, con la costituzione di una tipografia, la promozione di collane editoriali, l’apertura del cantiere del nuovo santuario della Torre di San Benedetto e della cripta della basilica a cui lavorarono i confratelli della scuola artistica di Beuron e la costruzione di un osservatorio meteorologico e geodinamico.

La Distruzione del 1944 e la Ricostruzione

Le vicissitudini dell’Abbazia di Montecassino culminarono durante la Seconda Guerra Mondiale. Il monte Calvario, su cui sorge l'abbazia, fu centro dei combattimenti nel 1944 e l'intera struttura abbaziale venne completamente distrutta dal disastroso bombardamento alleato. Dopo questo evento, tutta la struttura abbaziale venne ricostruita con un lungo ed accurato lavoro di restauro ed è considerata un vero simbolo della ricostruzione del dopoguerra italiano. Con meticolosa cura vennero riutilizzati in parte i materiali che fu possibile recuperare dai marmi dei pavimenti e le intarsiature dei decori alle pareti, integrando e sostituendo per quanto possibile gli arredi sacri e le opere pittoriche per ripristinare le forme originarie. L’abate Ildefonso Rea (1945-1971) presiedette ai lavori di ricostruzione e sovrintese al lavoro di reconstituzione del suo ingente patrimonio librario. La consacrazione della nuova basilica, il 24 ottobre 1964, alla presenza di papa Paolo VI, è una pietra miliare nella storia millenaria del monastero e dell’ordine benedettino: il pontefice proclamò San Benedetto patrono primario d’Europa. Negli ultimi decenni, l'abbazia è stata meta di pellegrinaggio, ricevendo la visita di papa Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

Foto storica dell'Abbazia di Montecassino dopo il bombardamento del 1944

L'Architettura e i Tesori dell'Abbazia Ricostruita

La Struttura Attuale e i Chiostri

Dall'ingresso si accede ai tre chiostri, comunicanti fra loro. Il chiostro mediano ripropone il disegno del 1595, e la sua struttura originale fu ideata e disegnata dal Bramante. Questo chiostro è ampio e misura 30 metri di larghezza e 40 metri di lunghezza inclusa la gradinata. Dalla sua loggia si apre un ampio panorama sulla Valle del Liri, nominato poeticamente Loggia del Paradiso. I chiostri laterali, invece, presentano forme settecentesche. Dal chiostro mediano una scalinata sale al Chiostro dei Benefattori che precede la Basilica; eretto intorno al 1512 forse su disegno di Antonio da Sangallo il Giovane, reca nelle nicchie statue settecentesche. All'ultimo piano della Torre Romana vi è l’Appartamento Papale.

La Basilica e le Sue Opere d'Arte

La Basilica, originariamente del XIII secolo, ha porte laterali in bronzo di Pietro Canonica (1951); quella centrale è stata invece ricomposta con pannelli fusi a Costantinopoli nel XI secolo. L'interno, al quale lavorarono Cosimo Fanzago, Giovanni Rossini e G.B. Contini, venne consacrato da papa Benedetto XIII il 19 maggio 1727, ed era, per fasto e ricchezza di opere d'arte, uno dei più tipici ambienti barocchi italiani. Distrutto dalla guerra, venne ricostruito nelle forme originarie, riutilizzando e integrando i marmi superstiti, e sostituendo per quanto possibile gli arredi sacri e le opere pittoriche. L'altare maggiore, del Fanzago, racchiude il sepolcro con le spoglie dei Ss. Benedetto e Scolastica. Alla destra è il sepolcro di Guido Fieramosca (XVI secolo), alla sinistra quello di Pietro de' Medici, opera di Francesco da Sangallo (1539). Lungo l’abside è stato ricostruito il ricchissimo coro intagliato in noce, eseguito alla fine del '600 e andato quasi completamente distrutto.

Interno della Basilica di Montecassino con l'altare maggiore e il coro in legno intagliato

I Dintorni Storici: Monte Calvario e Rocca Iànula

Salendo per la strada panoramica che conduce all'abbazia, si incontrano diversi luoghi di interesse storico. Prima si incontrano le rovine della Rocca Iànula, del X secolo, una fortificazione medievale oggi visitabile dopo lunghi lavori di restauro situata a 6 km dall'abbazia. Più avanti, sul Monte Calvario, che fu il centro dei combattimenti nel 1944, si trova il Cimitero Militare Polacco, visibile anche dalla Loggia del Paradiso dell'abbazia. Si rasenta quindi un tratto delle mura poligonali del IV-III secolo a.C., appartenenti all'acropoli dell'antica Cassino.

Informazioni per la Visita

L’Abbazia è aperta ai visitatori dal lunedì alla domenica durante tutto l’anno. Si raccomandano rispetto, silenzio e compostezza assoluti durante la visita. Si tenga presente che gli orari delle visite e di apertura dell’abbazia potrebbero subire delle variazioni.

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