Attone di Magonza: vita e leggende dell'arcivescovo

Attone I, figura di rilievo del panorama ecclesiastico e politico del X secolo, apparteneva a una nobile famiglia della Svevia. La sua formazione avvenne probabilmente presso l'abbazia di Reichenau, della quale divenne abate nell'888. Il suo prestigio crebbe notevolmente nell'891, quando il re Arnolfo di Carinzia lo nominò arcivescovo di Magonza, elevandolo al rango di suo uomo di fiducia e leale consigliere.

Carriera ecclesiastica e influenza politica

Nel corso del suo episcopato, Attone seppe coniugare la gestione della diocesi con un'intensa attività diplomatica e l'accrescimento dei propri possedimenti. Tra i momenti salienti della sua carriera si ricordano:

  • La presidenza del concilio di Trebur nell'895.
  • L'accompagnamento del sovrano nella sua spedizione in Italia (894-895), dove fu accolto con grandi onori da papa Formoso.
  • L'acquisizione di importanti abbazie, tra cui quella di Ellwangen nel 896 e quella di Lorsch nel 898.
Mappa storica dell'Impero carolingio e dei territori di influenza di Magonza nel X secolo

Attone fu una figura centrale nelle dinamiche di potere del tempo, sostenendo attivamente la famiglia francona dei Corradinidi nelle faide contro i Babenberg. È celebre l'episodio della battaglia di Fritzlar (9 settembre 906), in cui, dopo la vittoria dei Corradinidi, Attone organizzò la cattura e l'esecuzione del conte Adalberto di Babenberg, tradendo la promessa di salvargli la vita.

Il ruolo sotto Ludovico IV e l'ascesa di Corrado

L'arcivescovo mantenne una posizione di forte influenza durante l'intero regno di Ludovico IV fino alla sua morte nel 911. In tale fase di transizione, promosse con determinazione l'elezione di Corrado, duca di Franconia, al trono vacante. Anche quando sorsero contrasti tra il nuovo re e il duca Enrico di Sassonia, Attone agì come mediatore, riuscendo a garantire ulteriori possedimenti alla propria diocesi.

Morte e leggende: la Torre dei topi

Attone I morì il 15 maggio 913. La tradizione popolare ha tramandato diverse versioni sulla sua fine: alcune leggende parlano di una morte fulminante, altre, più fantasiose, suggeriscono una punizione divina per mano del demonio.

La figura di Attone è indissolubilmente legata alla leggenda della Torre dei topi (Binger Mäuseturm) di Bingen. Sebbene inizialmente associata ad Attone I, la leggenda è stata spesso attribuita anche ad Attone II, arcivescovo di Magonza dal 968 al 970.

Elemento Descrizione della leggenda
Il peccato Durante una carestia, il vescovo negò soccorso al popolo, preferendo chiudere i poveri in un fienile a cui venne dato fuoco.
La punizione Il vescovo si rifugiò in una torre sul Reno per sfuggire a un'orda di topi, ma i roditori riuscirono a penetrare all'interno e lo divorarono vivo.

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