Martin Lutero e l'Abolizione del Celibato Ecclesiastico

La figura di Martin Lutero, nato a Eisleben il 10 novembre 1483, e le sue posizioni teologiche hanno profondamente segnato la storia del cristianesimo, portando alla Riforma Protestante e, tra le altre cose, all'abolizione del celibato ecclesiastico in ambito riformato. I suoi ascendenti erano contadini e l'ambiente in cui crebbe era cattolico e severo, ma anche rozzo e volgare.

Ritratto di Martin Lutero

La Formazione di Lutero e la Crisi Spirituale

Gli Anni Giovanili e l'Ingresso in Monastero

Nel 1497, Lutero frequentò la scuola di latino a Magdeburgo, presso i Fratelli della vita comune, dove per la prima volta lesse la Bibbia, rimanendone affascinato. Un evento del luglio 1505, un violento temporale, indirizzò il suo futuro. Il 17 luglio 1505, a ventidue anni, entrò nel convento agostiniano di Erfurt. Qui, nel 1507, fu ordinato sacerdote, nonostante la contrarietà del padre. Il giovane frate agostiniano si dedicò agli studi teologici e alla pratica delle virtù conventuali.

Nel 1508, Lutero iniziò a insegnare dialettica e fisica, leggendo e commentando l'Etica Nicomachea di Aristotele. Negli anni seguenti proseguì i suoi studi di teologia e delle Sacre Scritture. Nel 1510 fu inviato a Roma, dove, sebbene la critica si divida sull'effetto che gli fece il fervore artistico e culturale, alcuni storici riportano la sua delusione per la condotta del clero romano, colpito dalla "crassa ignoranza e la frivolità" di molti preti.

L'Esperienza della Torre e la Nuova Teologia

Il 19 ottobre dell'anno seguente si laureò in teologia e nel 1513 iniziò a tenere lezioni sui Salmi. Nel 1515, Lutero fu nominato vicario generale dei numerosi conventi del distretto della Misnia e della Turingia. Fu lo studio delle lettere di San Paolo a fargli elaborare una nuova comprensione della giustizia di Dio, intesa come iustitia passiva.

Tra la fine del 1512 e l'inizio del 1514, Lutero visse l'esperienza della torre (Turmerlebnis): un'improvvisa rivelazione che costituisce l'assioma fondamentale della religione protestante. Leggendo e meditando sulla lettera di san Paolo ai Romani, Lutero comprese che il favore di Dio non è qualcosa che si possa guadagnare, ma viene concesso per immeritata benignità a coloro che manifestano fede. Questa idea, che "il giusto vivrà per la fede", significava che la salvezza viene solo dalla grazia di Dio, attraverso la fede, e non dalle opere umane. Questa dottrina, nota come sola gratia, sola fide, sola Scriptura, divenne la pietra angolare della Riforma. È l'onnipotenza divina che è in grado di trasformare il nero in bianco, di rendere giusto ciò che per sua natura è profondamente ingiusto, e l'uomo non può lusingare Dio con le buone opere, tanto più che il peccato originale lo porterà di nuovo irrimediabilmente a peccare.

LA DOTTRINA DELLA GIUSTIFICAZIONE

La Critica alle Indulgenze e la Rottura con Roma

Le 95 Tesi e lo Scontro Inevitabile

Lutero viveva una religiosità di tipo medievale e non condivideva la crisi della religiosità tradizionale, tipica di una cultura rinascimentale che non gli apparteneva. La sua dottrina si rifaceva a un'interpretazione letterale del pensiero di san Paolo che mal si conciliava con la consuetudine ecclesiastica di concedere il perdono ai peccatori pentiti tramite la vendita delle indulgenze.

Nel 1515, Papa Leone X aveva nominato il principe Alberto di Brandeburgo commissario delle indulgenze per un tempo di otto anni. Alberto, che ambiva alla carica di arcivescovo di Magonza, incaricò il frate domenicano Johann Tetzel di predicare le indulgenze nei suoi domini. La predicazione di Tetzel, che prometteva la remissione dei peccati in cambio di denaro, fu giudicata da Lutero assurda. Tradizione vuole che il 31 ottobre 1517, Lutero affisse sulla porta della chiesa di Wittenberg le sue 95 tesi in latino riguardanti il valore e l'efficacia delle indulgenze. Questo atto segnò l'inizio della Riforma e uno scontro inevitabile con le alte gerarchie ecclesiastiche.

Scomunica e Dieta di Worms

Nel gennaio del 1518, giunse a Roma l'annuncio della discussione proposta da Lutero. Nel 1521, invitato a ritrattare le sue tesi, Lutero rifiutò e fu scomunicato per eresia da Leone X con la bolla Decet Romanum Pontificem, che egli strappò e bruciò in piazza davanti a tutti.

L'imperatore Carlo V convocò Lutero alla Dieta di Worms, sperando che il monaco rinnegasse le sue posizioni. Tuttavia, Lutero, protetto da un salvacondotto del principe Federico il Saggio, rifiutò di ritrattare, affermando di non potersi opporre alla sua coscienza. La sua fama continuò a crescere, attirando molti seguaci, tra cui Filippo Melantone. Durante questo periodo di relativa calma, Lutero radicalizzò le proprie opinioni, sostenendo che l'unica fonte di verità fosse la Sacra Scrittura, e non i papi o i concili.

Illustrazione della Dieta di Worms con Lutero

Le Riforme di Lutero e l'Abolizione del Celibato

Principi della Riforma Luterana

La dottrina luterana portò a diverse riforme fondamentali:

  • Sacerdozio universale: per ricevere la grazia divina non occorre la mediazione di un clero istituzionalizzato. Ogni fedele può essere il sacerdote di se stesso.
  • Sacramenti: furono ridotti al battesimo e all'eucaristia, gli unici menzionati nel Vangelo come istituiti da Cristo stesso. Lutero ha opinioni differenti sugli altri cinque sacramenti della Chiesa cattolica; alcuni, come la Confessione, sono mantenuti anche se senza l'intermediazione di un ministro, altri, ad esempio l'Estrema Unzione, sono relegati a pure superstizioni. Essi sono in ogni caso validi solo se c'è l'intenzione soggettiva del fedele, perdendo il loro valore oggettivo.
  • Eucaristia: a differenza della dottrina cattolica della transustanziazione, Lutero sosteneva l'Unione sacramentale (o consustanziazione), dove pane e vino mantengono la loro natura fisica e divengono al tempo stesso sostanza del corpo e del sangue di Cristo.
  • Matrimonio: i luterani e i protestanti in genere ammettono il divorzio, non essendo il matrimonio celebrato come un sacramento.

La posizione scelta dai Riformatori del XVI secolo è che non ci fossero motivi biblici o di altra natura perché i ministri, e in particolare i pastori di comunità, non fossero sposati. Quindi, i Riformatori stessi, senza eccezioni, si sono sposati. Questo rifletteva una visione in cui la sessualità non era considerata intrinsecamente peccaminosa, ma un dono divino, come espresso, ad esempio, nel Cantico dei Cantici.

Il Matrimonio di Lutero e le sue Implicazioni

Una delle conseguenze più significative della sua dottrina e del suo esempio personale fu proprio l'abolizione dell'obbligo del celibato per gli ecclesiastici. Lutero stesso, nel 1525, prese moglie, sposando Katharina von Bora, un'ex monaca. Questo atto, che sconvolse la Chiesa cattolica, fu una dimostrazione concreta della sua teologia e aprì la strada al matrimonio per i pastori protestanti.

Come afferma il teologo Paolo Ricca, non è il celibato in sé a dover essere abolito, ma l'obbligo del celibato. L'obbligatorietà tradisce la natura stessa del celibato, che dovrebbe essere una scelta libera e volontaria. Il coniugio, così come il celibato, è un diritto umano, e l'amore tra le persone non è un delitto. L'idea che la sessualità sia peccaminosa in sé è antica e diffusa anche nel cristianesimo, ma priva di fondamento biblico secondo Ricca. Una vita familiare felice, per un pastore o un prete, non deve riflettersi negativamente sull'esercizio del ministero, e questo non giustifica imporre una scelta.

Immagine di Martin Lutero con la moglie Katharina von Bora

Conseguenze della Riforma

Pace di Augusta e Sviluppi Successivi

La Riforma di Lutero portò a scontri religiosi e politici. I Principi luterani si riunirono nella Lega di Smalcalda, dotata di un potente esercito, e combatterono contro Carlo V. Alla fine, si arrivò a un compromesso con la Pace di Augusta nel 1555, che stabilì il principio del cuius regio, eius religio: ogni Principe era libero di scegliere la religione che voleva, e i suoi sudditi erano obbligati a seguirla. Questa pace, sebbene non risolutiva, riconobbe l'esistenza di due confessioni religiose in Germania.

L'abolizione del celibato ecclesiastico e le altre riforme luterane si diffusero in varie forme in Europa. In Inghilterra, Enrico VIII, per ragioni personali legate al desiderio di divorziare da Caterina d'Aragona, staccò la Chiesa inglese da quella romana con l'Atto di Supremazia del 1534, proclamandosi capo della Chiesa anglicana. La Chiesa anglicana prese dalla Chiesa luterana alcune idee e credenze, tra cui l'abolizione del celibato dei preti.

LA DOTTRINA DELLA GIUSTIFICAZIONE

Dibattito Contemporaneo sul Celibato

Ancora oggi, il celibato ecclesiastico è oggetto di dibattito. Joseph Ratzinger, Papa emerito Benedetto XVI, ha ribadito la sua posizione a favore del celibato sacerdotale, sostenendo che vi sia un rapporto ontologico tra celibato e ministero sacerdotale. Tuttavia, molti teologi e fedeli, tra cui il pastore valdese Paolo Ricca, ritengono che questa affermazione sia priva di fondamento biblico e che l'obbligatorietà del celibato tradisca la sua natura di libera scelta.

Il celibato ecclesiastico non nasce con il cristianesimo, ma viene introdotto successivamente nella Chiesa cattolica occidentale. La possibilità di una vita da single o da sposato per i ministri è una questione di cui la Bibbia parla e che, per essere autentica, dovrebbe restare libera. L'abolizione dell'obbligo del celibato sarebbe una liberazione, riconoscendo il diritto umano al coniugio e alla sessualità come grazia divina, senza che una vita familiare influenzi negativamente l'esercizio del ministero.

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