L'Organo del Santuario della Madonna di Tirano: Storia, Struttura e Disposizione Fonica

L'organo del Santuario della Madonna di Tirano rappresenta un'opera di grande valore storico e artistico, frutto di un'evoluzione secolare che ha visto succedersi numerosi interventi di costruzione, restauro e ampliamento. La sua imponente cassa e tribuna d'organo, riccamente intagliata, contrasta con lo stile rinascimentale sobrio della chiesa, rendendolo un elemento di spicco nel contesto del santuario valtellinese.

Storia e Interventi di Manutenzione

La chiesa del Santuario era già dotata di un organo a metà Cinquecento. Nel 1609, Valvassori costruì un nuovo strumento, che venne in seguito restaurato e ampliato da Giovanni Rogantino nel 1627. Un altro Valvassori edificò un nuovo organo nel 1641, successivamente riparato da Carlo Prati nel 1660. Carlo L’Acqua ne curò la manutenzione dal 1680 all'inizio del Settecento.

Nel 1813, Giovanni Bossi realizzò un nuovo strumento, che fu collocato nella cassa originale e ampliato nel 1882 da Luigi Parietti. Tra il 1895 e il 1924, la manutenzione dell'organo fu affidata a Gaetano Prestinari. Successivamente, nel 1928, Francesco Nasoni apportò alcune modifiche e restaurò lo strumento.

Interventi più recenti includono quello dei fratelli Zordan di Vicenza nel 1954 e il restauro eseguito nel 1970 dalla ditta Piccinelli di Ponteranica.

Foto dell'organo monumentale del Santuario della Madonna di Tirano

Descrizione della Cassa e della Tribuna d'Organo

La cassa e la tribuna d'organo del santuario di Tirano sono costruite con un'orchestra lignea composta da legno di noce, cirmolo, tiglio, acero e abete. L'opera è stata definita «colossale» per il suo impatto visivo e volumetrico, che sembra «straripare» rispetto al sobrio stile rinascimentale della chiesa, come notato da G. Garbellini. Questa prorompenza è accentuata dalla contrapposizione cromatica tra le tonalità chiare di fondo dell'edificio e la gran massa lignea scura della cassa e tribuna d'organo, la quale è sostenuta da otto colonne in marmo rosa di Arzo.

Origine e Controversie

Nel 1608, il Consiglio dei Trentasei commissionò i lavori all'intagliatore bresciano Giuseppe Bulgarini. L'intento era probabilmente quello di dotare la chiesa di un'opera che rendesse, nelle sue forme esuberanti, la grandiosità dell'evento miracoloso manifestatosi un secolo prima a Tirano, che aveva portato all'edificazione del santuario. Bulgarini consegnò i lavori nel 1617, ma l'opera non era ancora terminata, mancando i pannelli principali della tribuna. Ne risultò un'orchestra ricchissima di intagli e sculture, che tuttavia non fu gradita al vescovo Sisto Carcano durante la sua visita nel 1624. Egli ordinò, sotto pena di scomunica, la sospensione dei lavori e la demolizione dell'orchestra a causa della sua sproporzione. Fortunatamente, il decreto non ebbe seguito, probabilmente grazie all'intervento di vie superiori o perché il provvedimento, emesso da un vescovo titolare della diocesi di Germanicia e inviato dal vescovo di Como Desiderio Scaglia, cadde nel dimenticatoio.

Completamento e Dettagli Artistici

Fu solo nel 1658 che i lavori vennero terminati da Giovanni Battista Salmoiraghi di Legnano, il quale realizzò i tre pannelli principali della tribuna. Questi raffigurano, da sinistra verso destra: la «Circoncisione», l'«Adorazione dei pastori» e l'«Adorazione dei Magi». Tali scene sono descritte in modo didascalico e ben comprensibile, in contrasto con i due pannelli ad essi intercalati, intagliati da Bulgarini. Questi ultimi raffigurano l'«Arcangelo Michele vittorioso» e l'«Apparizione della Madonna a Mario Omodei» utilizzando un linguaggio tanto enfatico da non essere immediatamente leggibile. La doratura di alcune parti dell'opera fu eseguita nel 1653 da Giovanni Casolar di Bormio.

La cassa dell'organo è ricchissima di intagli e sculture, che includono colonne, mascheroni, putti, frutta, telamoni e oltre centocinquanta strumenti musicali dettagliatamente rappresentati.

Dettaglio degli intagli e delle sculture della cassa dell'organo di Tirano

Disposizione Fonica e Dettagli Tecnici

L'organo è situato a sinistra dell’altare, fuori dal presbiterio, all'interno della sua monumentale cassa.

Prospetto

Il prospetto, opera di Luigi Parietti del 1882, si compone di 5 campate, alle quali si aggiungono due organetti morti posti sopra le campate pari (9+9 canne). Le canne, disposte a cuspide, sono organizzate in sequenza di 5+7+5+7+5.

Tastiere

Le tastiere originali, anch'esse di Luigi Parietti del 1882, sono due:

  • Il Grand’Organo (superiore) presenta 66 tasti, dal Do-1 al La5, con la prima ottava scavezza.
  • L’Espressivo (inferiore) ha 66 tasti, dal Do-1 al La5, ma con 54 suoni reali, dal Do1 al Fa5.

Pedaliera

La pedaliera è stata inserita dalla ditta Piccinelli nel 1970. Si compone di 24 pedali, dal Do1 al Si2, con una prima ottava cromatica e pedali lunghi, orizzontali e paralleli.

Somieri

I somieri a vento, realizzati da Luigi Parietti nel 1882, sono in noce, con ventilabri triangolari e punte di guida in testa. I somieri accessori sono originali e ad aria comandata.

Crivello

Il crivello, opera di Luigi Parietti del 1882, è dotato di un telaio in abete e un piano in cartone.

Mantici

I mantici sono originali, di tipo a cuneo (n. 2), e presentano un caricamento manuale tramite 3 pompe orizzontali sovrapposte.

Manette dei Registri

Le manette dei registri sono disposte su tre colonne: due a destra della tastiera per il Grand’Organo e una a sinistra per l'Espressivo. Realizzate in noce, hanno un movimento laterale con blocco in tacca. Le manette, anch'esse originali, presentano una sezione ellittica.

Tirano santuario della Madonna di Tirano - esterno e interno - slideshow

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