Nella provincia di Trento si trovano diversi santuari dedicati alla Vergine Maria, luoghi di profonda fede e bellezza architettonica. Questa panoramica fornisce informazioni sui principali santuari mariani, offrendo dettagli sulla loro storia, architettura e importanza spirituale.
Santuario della Madonna della Grotta a Villazzano (Trento)
Dalla località Villazzano, situata a circa 400 metri sopra la città di Trento della quale fa parte, si inizia a salire lungo stradine chiuse al traffico. Queste condurranno fino a raggiungere il vero e proprio sentiero che porta al santuario. In circa 20 minuti si approda al Santuario intitolato alla Madonna della Grotta, così chiamato come la località in cui si trova.

La chiesa è posizionata in un ampio cortile con una grandiosa vista panoramica sulla città di Trento, il Monte Bondone, la Paganella e le Dolomiti del Brenta. La chiesa è antica, anche se si nota subito che la facciata è stata restaurata. Le incisioni all'ingresso parlano del 1200.
Architettura e Dettagli Storici
Nella prima metà del '500, sull'impianto dell'antica chiesa, intervennero maestranze lombarde che dettero all'edificio l'attuale aspetto architettonico, il quale fonde insieme motivi gotici e rinascimentali. Stupendo è il portale romanico-gotico con cornice strombata a più anelli concentrici. La facciata, con ripidi spioventi a capanna, è caratterizzata da quattro contrafforti tardo-gotici, con l´aggiunta di un quinto sul lato della piazza. Verso il cimitero si aprono invece due finestre ogivali.
Questo è un santuario dedicato alla Vergine, meta di periodici pellegrinaggi popolari dalle valli del Noce. Ogni anno, ai primi di settembre, si festeggia la Natività di Maria; il paese si addobba a festa e si svolge la processione per le vie del paese con la statua della Madonna delle Grazie.
Opere d'Arte e Interni
Già alla fine del XV secolo, precisamente nel 1470, l'interno aveva visto l'intervento di due esponenti della famiglia Baschenis, Giovanni e Battista: a loro si devono infatti gli affreschi più antichi che decorano le pareti. Altrettanto pregevole è l'opera di Simone Baschenis che, nel 1533, dipinge l'intera superficie del protiro lungo la fiancata esterna. La parete a destra portava, fino al momento dei lavori eseguiti nel 1841 dopo un incendio, un grande affresco, raffigurante il leggendario passaggio di Carlo Magno. La stessa parete presenta lunghe monofore arcate con vetrate policrome e inferriate. Interessanti sono anche i cinque altari lignei, gran parte finemente intagliati e dorati, con pale di pregio.
Santuario dell’Annunciazione della Beata Maria Vergine a Montalbano (Mori)
Il Santuario dell’Annunciazione della Beata Maria Vergine, eretto in località Montalbano, ai piedi del monte Faè sovrastante il paese di Mori, sorge a poca distanza dai resti di Castel Albano, edificio saccheggiato e raso al suolo dalle milizie veneziane nel 1439.

Storia e Architettura
La chiesa risale alla metà del XVI secolo e venne ampliata nel 1795 dall’architetto Domenico Sartori di Castione, per volere del pievano Giacomo Tabarelli de Factis, insegnante di teologia presso il seminario diocesano. Nel 1899 fu restaurata per volontà dell’arciprete Mons. Germano Rossi ed in seguito nel 1957 per volontà di Mons. Cesare Viesi. È un luogo particolarmente caro agli abitanti di Mori e ai pellegrini che vi si recano, storicamente legato anche alla celebrazione di San Giuseppe.
La chiesa è caratterizzata dal grande orologio dell’annesso romitorio, visibile dal fondovalle, e dal noto portale ligneo a sei pannelli dello scultore Luigi Bombana. I pannelli mostrano date significative per la storia della chiesa e della comunità moriana:
- 1556: data della costruzione del Santuario;
- 5 agosto 1703: data del solenne voto per la salvaguardia del paese durante la campagna militare del generale Vendôme;
- 1809: opera diplomatica del parroco di Mori don Sardagna per fermare la devastazione di Mori da parte del generale Fontanelli durante la battaglia contro i tirolesi capeggiati da Andrea Hofer;
- 1855: epidemia di colera con i suoi 225 morti;
- 1914-18 e 1940-45: le due guerre mondiali.
All’interno, si possono osservare tele di soggetto sacro con episodi della vita di Cristo. L’altare maggiore marmoreo, opera del Manentino, risale al 1692; l’altare di San Giuseppe è opera dei Benedetti di Castione (1781), mentre quello di S. Antonio, costruito attorno agli anni ’30, è opera della ditta locale Scanagatta. Il campanile, simile agli altri campanili preesistenti nella borgata, è a cuspide di cotto veronese a bifore romaniche. Il suo maestoso orologio ha un diametro di 4,20 metri.
Santuario della Madonna di Caravaggio in Montagnaga di Pinè
Il Santuario della Madonna di Caravaggio a Montagnaga di Pinè, in Trentino, è il principale santuario mariano dell’Arcidiocesi di Trento. La sua origine risale alle apparizioni mariane avvenute tra il 1729 e il 1730 alla pastorella Domenica Targa, che riferì di aver visto la Vergine Maria in cinque occasioni.
10 minuti di STORIA - La Madonna di Caravaggio
Questi eventi hanno trasformato Montagnaga in una meta di pellegrinaggio per i fedeli del Triveneto e del Nord Italia. Il santuario, che comprende la chiesa di Sant’Anna e la conca della Comparsa, è stato riconosciuto come Chiesa Giubilare per l’Anno Santo 2025. Durante il Giubileo, i pellegrini possono ottenere l’indulgenza plenaria partecipando ai sacramenti e pregando secondo le intenzioni del Papa. Questo luogo sacro offre un’opportunità di rinnovamento spirituale e riconciliazione, in linea con lo spirito giubilare.