Maria Assunta Volpi Nannipieri: Biografia di Mura, la Scrittrice che Scosse l'Italia

Maria Assunta Giulia Volpi Nannipieri, conosciuta con lo pseudonimo di Mura, è stata una figura di spicco della letteratura e del giornalismo italiano tra gli anni Venti e Trenta. Nata a Bologna nel 1892 da una famiglia modesta, ha saputo costruirsi una carriera rapida e di successo, diventando una delle firme più lette, specialmente dalle donne, dell'Italia fascista.

Le Origini e i Primi Passi nella Scrittura

Mura nacque a Bologna nel 1892. Sua madre, Adelaide Nannipieri, era una casalinga, mentre il padre, Antonio Volpi, aveva iniziato come cameriere e, dopo il trasferimento a Livorno nel 1897, divenne un venditore ambulante di alimentari. In seguito, la famiglia si trasferì in Lombardia, stabilendosi in una cascina a Gavirate, un piccolo villaggio sulle rive del lago di Varese. Questa estrazione piccolo-borghese la distingueva da autrici come Liala, di origine aristocratica.

Mura comprese subito che la scrittura poteva essere una strada per l'emancipazione. Si trasferì a Milano nel 1912, dove iniziò a collaborare con il Touring Club e con diverse testate giornalistiche tra le quali Il Telegrafo, Il Secolo e i periodici femminili come Novella e Lidel, che vendevano fino a 150 mila copie. Mura è stata anche una grande giornalista, con reportage da tutto il mondo pubblicati su Stampa sera e sul Secolo, e grandi inchieste sulle donne lavoratrici.

Il suo pseudonimo, Mura, fu scelto in onore della contessa russa Maria Nicolajeva Tarnowska, una donna ammaliatrice coinvolta in scandali giudiziari per assassinio in Italia nel 1910. Questa scelta era un chiaro messaggio: "non mettetemi nella categoria brave ragazze". Fu Annie Vivanti, che conosceva anche Giosuè Carducci, a iniziarla alla scrittura letteraria e dei romanzi rosa.

Lo Stile, i Temi e il Successo Commerciale

Mura aveva uno stile tutto suo, con una vena irriverente che la rese famosa soprattutto fra le donne italiane, ma anche all'estero, dove i suoi racconti venivano regolarmente tradotti. Le sue eroine trionfano, smettendo di essere "brave ragazze". Raccontava il desiderio femminile in modo quasi sfacciato e non conformista, affrontando temi audaci per l'epoca.

"Perfidie" e l'Amore tra Donne

Nel suo primo romanzo, intitolato Perfidie, pubblicato nel 1919, Mura affrontò il tema dell'amore tra due donne, Sibilla e Nicla. Questo tema incise profondamente sul linguaggio, le idee e i pensieri degli intellettuali dell'epoca, piacendo moltissimo al futurista Filippo Tommaso Marinetti. Nel libro, la protagonista Sibilla dichiara: «Amo le donne. Mi appassionano. M’interessano. Sono il più bell'esempio di semplicità umana attraverso una rete complicata di stati d’animo… Le studio.» La descrizione di Nicla è ancora più eccitante: «Rimango immobile, ma sento che le forze mi mancano. Nicla è dinanzi a me nuda, sorridente, coi lunghi capelli biondi ondulati sulle spalle fino alle reni, con le braccia rialzate e gli occhi socchiusi sulla bocca.» Il romanzo presentava una tematica amorosa che analizzava il proibito, l’amorale, la cattiveria femminile e l’omosessualità.

"Piccola" e la Ribellione Femminile

Il successo commerciale arrivò con lo spregiudicato Piccola, del 1921, la storia di un'adolescente precoce che si ribella alla vita di provincia, ama un uomo sposato a cui deve rinunciare, e affronta anni di solitudine, ma proprio dalla solitudine nascerà il coraggio di sfidare le convenzioni. In questo romanzo, Mura affronta addirittura il tema della pedofilia, raccontando di una bambina di nove anni "sedotta" da un uomo di cinquantaquattro, con dettagli che fanno pensare che quella bimba fosse proprio lei. Sebbene il libro sia del 1921, quindi antecedente all'ascesa di Mussolini al potere, Marcello Sorgi lo interpreta come un "invito alle altre donne alla 'rivoluzione' contro la logica fascista, livellatrice della dimensione femminile".

DONNE, IERI E OGGI

Mura e il Regime Fascista

Mura non era estranea al regime fascista. Fu importante il suo incontro, sentimentale e professionale, con Alessandro Chiavolini, redattore del Popolo d'Italia e in seguito ministro fascista e segretario particolare di Mussolini. Insieme pubblicarono tre libri per bambini. Dopo la fine della relazione con Chiavolini, Mura si legò ad Alberto Matarelli, capo della Sonzogno, uno dei più importanti editori italiani, che pubblicò quasi tutti i suoi libri.

Nonostante la sua vicinanza al regime e la sua apparente non ostilità al fascismo, Mura subì una delle censure più eclatanti dell'epoca.

Il Caso "Sambadù, Amore Negro"

Il libro-scandalo, Sambadù, amore negro, uscito sul numero 10 de I romanzi di Novella nell'aprile del 1934, fu l'opera che la mise in diretto conflitto con il regime. Il bellissimo disegno del fascicolo, firmato dal pittore e pubblicitario triestino Marcello Dudovich, raffigurava una donna bianca abbandonata tra le braccia di un uomo di colore, un'illustrazione che già svelava il contenuto e fece infuriare Mussolini.

La Trama e le Contradizioni

La trama racconta la storia d'amore tra la ricca vedova Silvia e Sambadù, un ingegnere nato in Senegal ma assimilato alla cultura italiana. L'attrazione erotica, la passione e la curiosità dominano la relazione, che però si rivela incerta, contraddittoria e socialmente difficile. Il matrimonio mette a nudo i problemi della coppia, le differenze di mentalità e di rapporto. Il problema che mette definitivamente in crisi la coppia è quello della maternità: Silvia teme che il sangue del suo bambino sarà "inquinato dal sangue di un'altra razza". Nonostante il bambino nasca miracolosamente di pelle bianca, Silvia rifiuta di farlo allattare da una balia "negra" per paura che il latte lo possa far diventare scuro. Il matrimonio fallisce, e Sambadù torna in Africa, spogliandosi dei vestiti "di buona fattura" per indossare un costume tradizionale e dirigersi verso il suo antico villaggio per fare il capo "della tribù dei Niomi".

Paradossalmente, il libro, pur sembrando una sfida, era intriso di razzismo. Marcello Sorgi ha contato almeno 79 affermazioni marcatamente razziste in cento pagine. Mura, astutamente, inseriva in ogni pagina un termine, una sfumatura, una frase che lasciava emergere argomenti razzisti per esaltare la razza bianca, probabilmente intuendo la direzione del regime verso le leggi razziali.

La Censura di Mussolini

Il 2 aprile 1934, Mussolini, che non lesse il libro ma vide la copertina, diede l'ordine di sequestrarlo in tutto il Paese. La vicenda si inserisce in una lotta interna ai vertici del regime tra Galeazzo Ciano, genero di Mussolini e capo dell'Ufficio stampa del governo, e il capo della polizia Arturo Bocchini. Ciano colse l'occasione per mettere in difficoltà Bocchini, facendo trovare il libro sulla scrivania del Duce prima del loro incontro. Mussolini interpretò la storia d'amore come una vera e sfrontata sfida, giudicandola in modo superficiale sulla base della copertina più che del testo stesso, accusando Mura di offendere la dignità della razza italiana, proprio all'epoca della guerra in Etiopia.

Copertina originale del romanzo

La censura di Sambadù fu il primo caso di sequestro di un libro, poiché fino a quel momento Mussolini aveva esercitato la censura prevalentemente contro i giornali. Questo evento fornì il pretesto per un nuovo, severissimo, giro di vite sull'editoria, portando a un sistema di censura preventiva in cui i manoscritti dovevano essere consegnati prima di essere stampati. Mura, nonostante i suoi tentativi di incontrare il Duce, divenne una sorvegliata speciale dal regime.

A seguito del sequestro, Mura fu sotto shock e spaventata. Chiese invano un incontro con Mussolini, ma fu Ciano in persona a consigliarle di "volare basso" e che tutto sarebbe stato dimenticato. La polizia politica la mise sotto controllo. Continuerà a viaggiare e a scrivere per i giornali femminili, tenendo la posta del cuore, ma non fu più la Mura di prima, perdendo in brillantezza e spregiudicatezza a causa dell'autocensura.

La Morte Tragica e la Riscoperta

Maria Assunta Giulia Volpi Nannipieri morì tragicamente a soli 48 anni il 16 marzo 1940. Mentre tornava a Roma dalla Libia, l'aereo su cui viaggiava, un Savoia Marchetti della compagnia Avio Linee Italiane, si schiantò contro le pendici del vulcano Stromboli, in un cielo agitato dal maltempo. A bordo morirono quattordici persone, tra cui Mura.

La sua morte, avvenuta durante un periodo di grandi cambiamenti e poco prima dell'entrata dell'Italia in guerra, portò la sua memoria a cadere nell'oblio. I funerali furono imponenti e solenni, con la presenza di Amedeo Nazzari e Angelo Rizzoli. Tuttavia, con l'avvento della guerra e gli eventi successivi, il nome di "Mura" divenne uno dei tanti "buchi neri" della cultura italiana del Novecento.

Mappa che mostra la rotta dell'aereo e il luogo dell'incidente sullo Stromboli

L'Inchiesta sull'Incidente Aereo

Mussolini, consapevole che la censura di un incidente di tale portata sarebbe stata un boomerang, diede il via libera a un'inchiesta rigorosa condotta da un procuratore di Messina. L'inchiesta si concluse con l'archiviazione, ma fu impietosa nei confronti della qualità dell'Aviazione civile italiana, evidenziando l'inefficienza di società sostenute dal regime ma tecnologicamente arretrate e la mancanza di attenzione alla sicurezza dei passeggeri da parte di piloti ex militari.

Nonostante alcune speculazioni, lo stesso Marcello Sorgi nel suo libro Mura. La scrittrice che sfidò Mussolini, pur adombrando inizialmente complotti, alla fine scagiona Mussolini e respinge ogni ipotesi complottistica, attribuendo l'incidente a un errore tecnico della Stazione Radio Goniometro di Capodichino, aggravato da anomalie nel campo geomagnetico.

La Riscoperta di Marcello Sorgi

La vicenda umana e letteraria di Mura è stata tirata fuori dalla "spessa coltre di polvere e oblio" in cui riposava ormai dimenticata da Marcello Sorgi, noto giornalista e scrittore, nel suo libro Mura. La scrittrice che sfidò Mussolini (Marsilio Specchi, 2022). Sorgi, tramite la riscoperta di questa figura femminile a lungo dimenticata e del suo caso di censura, ci fa rivivere le contraddizioni di un intero Paese. Sebbene il titolo del libro suggerisca una "sfida" a Mussolini, la ricerca di Sorgi stessa rivela che Mura non sfidò mai direttamente il Duce, ma fu piuttosto vittima di un colossale equivoco e delle dinamiche interne al regime.

Mura è stata una scrittrice e giornalista brillante e colta, da considerare a pieno titolo tra i migliori autori di una letteratura popolare, "leggera", con venature erotiche, che per decenni ha venduto milioni di copie, in un mercato apparentemente asfittico come quello italiano di inizio Novecento.

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