Lucio Dalla: Le Misteriose Origini e il Profondo Legame con Padre Pio

La vita di Lucio Dalla, geniale inventore di note e parole, è stata un vortice di ricordi ed emozioni. Un uomo dalla vivacità intellettuale che, con le sue canzoni, sapeva trasmettere un mondo di umanità. La sua capacità di esplorare orizzonti con lo spirito di un antico e indomito Ulisse lo rendeva una figura indimenticabile, capace di segnare chiunque lo incontrasse per la sua originalità e profondità. Tra gli aspetti meno noti della sua esistenza, emergono storie legate alle sue origini e un profondo rapporto spirituale con Padre Pio da Pietrelcina, oggi Santo.

Un'esistenza tra segreti e rivelazioni

La presunta nascita e i legami familiari celati

Domenico F.: Un nome dimenticato?

Esistono informazioni che suggeriscono una storia di nascita complessa e riservata per il cantautore. Il bambino che viene registrato con il nome di Domenico F. subito dopo essere venuto alla luce, sarebbe nato il 4 marzo del 1943 a Manfredonia (Fg), nell’albergo Firenze al centro del paese, dove risiedeva la sua madre biologica, Lucia F. Alla nascita erano presenti due levatrici del paese, che per legge dovevano immediatamente riferire al Comune la nascita del bimbo e registrarlo con il nome di Domenico e il cognome della sua mamma naturale. Assieme alle due donne, erano presenti anche Yole Melotti e sua sorella, provenienti da Napoli.

Non è escluso che il padre biologico fosse Giuseppe Arena, mentre la madre biologica viene indicata come Lucia F. di Monte Sant’Angelo.

Padrini e figure paterne: le prove custodite

Non è escluso che Padre Pio abbia celebrato il battesimo di Domenico F. e che Francesco Morcaldi sia stato invitato a divenire padrino di battesimo. È un dato che esistono documenti e fotografie, custoditi in una cassetta di sicurezza sul Gargano. Queste mostrano il piccolo Lucio Dalla, insieme a foto con Padre Pio. Tra le immagini vi è quella che ritrae Dalla con in mano il suo primo clarinetto, un regalo di Francesco Morcaldi, e un’altra che lo vede con la sua prima fisarmonica, donatagli da Giuseppe Arena.

Foto d'infanzia di Lucio Dalla con clarinetto o fisarmonica

Le ricerche di Lucio: sulle orme degli affetti

Questa è la storia vera che Lucio avrebbe sempre voluto raccontare, ma per diversi motivi era riservata, seppur non segreta. Ci sono testimoni oculari delle sue visite ai cimiteri di San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo, dove andava per trovare i suoi affetti: il suo padrino Morcaldi e il suo padre biologico Arena. Andava a trovare spesso anche Padre Pio da Pietrelcina, che era il suo confessore e padre spirituale.

Lucio Dalla e Padre Pio: un rapporto spirituale indissolubile

L'incontro con la fede e il confessore speciale

Il rapporto di Lucio Dalla con il Padreterno aveva profonde radici, grazie alla madre che gli aveva fatto conoscere Padre Pio da Pietrelcina. Dalla aveva familiarità di frequentazioni con il cappuccino delle stimmate. Ogni volta che sua madre, per motivi di lavoro, scendeva sul Tavoliere, inseriva una tappa a San Giovanni Rotondo per un incontro e una confessione con il religioso.

Dalla, che era un “birbone di sette cotte”, trovandosi a rovesciare la sua anima sull’inginocchiatoio di una sagrestia, con gli occhi di Padre Pio che lo scrutavano, si sentiva in imbarazzo a raccontare certe normali scappatelle dell’adolescenza. Non c’era stata sempre bonaccia nei suoi giorni di uomo e di cristiano. Da ragazzo, nelle varie stazioni in cui sua madre si fermava per raccogliere commesse, Lucio, furbetto, cercava una vicina chiesa e un prete cui anticipare i suoi peccati, almeno quelli più pesanti, per arrivare “leggero” dal frate che gli avrebbe “strizzato l’anima”. Questi incontri aprirono solchi fecondi nell’esistenza del cantautore, che, tra le altre cose, mise in musica anche il Verbo di Dio, ovvero i Salmi.

Ritratto di Padre Pio da Pietrelcina

“Senza Lucio”: il documentario di Mario Sesti su Lucio Dalla

Il viaggio da Parigi e l'ultimo, indimenticabile sguardo

Prima dell’attracco nella maturità, durante qualche sbandamento, Dalla si trovò a Parigi. Fu lì che una notte vide in sogno Padre Pio, che lo richiamava e lo rimproverava per la lunga assenza. La visione scosse Lucio, che l’indomani decise di partire di buon’ora verso il convento del frate dei suoi anni d’infanzia, come raccontato dal giornalista bergamasco Giuseppe Zois. Arrivò trafelato, desideroso di rivedere quell’uomo di Dio che sapeva leggere nei cuori e anche in lontananza, dentro ciò che sarebbe avvenuto. C’era una lunghissima fila in attesa di confessarsi. Lucio, che conosceva molti frati, ne approfittò per arrivare prima alla meta.

Si aspettava un incontro più vivo, festoso, un riabbraccio dopo tanto tempo, specialmente all’indomani di una sorta di "precettazione" per andarlo a trovare. Niente di tutto ciò: quello era un luogo di penitenza. Al termine della confessione, Lucio si alzò e se ne stava tornando un po’ immalinconito per il tono dimesso del saluto. Allontanandosi, si girò verso il frate per un ultimo sguardo, un cenno di saluto che fece con la mano destra. “E lì - mi disse Dalla - ho visto un Padre Pio trasfigurato. Mi fissò con un’intensità che mi si è stampata nella memoria. Due occhi così luminosi non ne ho visti più. Fu il più bel regalo che mi fece ed era valsa la pena di tutto quel viaggio.”

Partì poi verso casa sua, a Bologna. Appena entrato, la mamma, prima ancora di salutarlo, lo abbracciò piangente e gli chiese: “Hai sentito Lucio? È morto Padre Pio”. Dalla comprese: “Ecco, il frate delle stimmate, mi aveva mosso da Parigi per darmi con un’occhiata il sigillo di Dio”.

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