Le ricerche condotte da Maria Assunta Ioele, basate su un'ampia indagine archivistica, hanno gettato nuova luce sulla storia dell'arte italiana, in particolare per quanto riguarda le dinamiche di committenza e le reti culturali del XVIII secolo. Il suo lavoro si è focalizzato sulla decorazione di Palazzo Buonaccorsi, offrendo una comprensione approfondita delle personalità dei committenti e dei loro legami con l'ambiente artistico del tempo.
La Famiglia Buonaccorsi e il Contesto Culturale
Il saggio di Maria Assunta Ioele si basa in gran parte su una ricerca d'archivio che ha permesso di conoscere meglio le personalità dei committenti della decorazione di Palazzo Buonaccorsi, specialmente di Raimondo Buonaccorsi. Questa indagine ha esplorato i loro rapporti con l'ambiente culturale e artistico locale, nazionale e perfino sovranazionale.
Rapporti con i Muti Bussi e le Forniture da Roma
Fra le maggiori novità emerse spiccano i rapporti dei Buonaccorsi con la famiglia romana dei Muti Bussi. Questa famiglia agì da intermediaria nelle forniture di argenterie, tappezzerie e di modelli aggiornati provenienti dalla Capitale, evidenziando l'influenza culturale di Roma sulle committenze marchigiane.
Il Matrimonio con gli Albicini e il Contatto con Francesco Mancini
Un'altra scoperta significativa riguarda il legame con la famiglia Albicini di Forlì, stabilitosi in seguito al matrimonio fra Lucrezia, primogenita di Raimondo Buonaccorsi, e il marchese Andrea, avvenuto nel febbraio 1717. Agli Albicini si deve presumibilmente il contatto con il pittore Francesco Mancini, il quale lavorava precocemente per la famiglia forlivese. Nel 1722, Mancini risulta essere in contatto epistolare diretto con Raimondo Buonaccorsi e accoglie fra l'altro come allievo il figlio di un cocchiere di casa Buonaccorsi, Alessandro Ortolani, dimostrando la permeabilità sociale e la diffusione delle opportunità artistiche.

La Presenza di Corrado Giaquinto nella Collezione Buonaccorsi
Altra inedita presenza nella raccolta Buonaccorsi è quella di Corrado Giaquinto. Nel giugno 1735, Giaquinto fornisce a Raimondo e al figlio Simone, all'epoca Vicelegato di Ferrara, due ritratti. Questa informazione arricchisce il catalogo delle opere dell'artista e testimonia l'ampiezza delle relazioni artistiche della famiglia Buonaccorsi.