L'Avvertimento Biblico contro i Falsi Dottori e Profeti
La Seconda Epistola di Pietro mira a mettere in guardia i lettori contro due pericoli: il primo deriva dall'apparire in seno alle chiese di falsi dottori, il secondo dagli schernitori che verranno e si faranno beffe della speranza cristiana culminante nella seconda venuta di Cristo. La Parte relativa ai falsi dottori si può dividere in due sezioni, di cui la prima (2Pietro 2:1-10a) tratta dell'opera funesta dei falsi dottori in seno alle chiese e del giudizio che li attende; la seconda descrive la loro condotta immorale (2Pietro 2:10b-22).
L'apostolo ha parlato della parola profetica ispirata agli uomini di Dio dallo Spirito che li animava; parola di verità atta a guidare le anime verso la salvezza. Ma egli stima utile ricordare ai lettori che, accanto ai profeti veri, mandati da Dio e portavoce di Dio presso il popolo d'Israele, la storia fa menzione di molti falsi profeti che professavano di essere inviati da Dio e di comunicare la sua parola, mentre in realtà non erano inviati che di loro medesimi e non comunicavano che i loro propri pensieri.
Gesù stesso aveva ammonito: «Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci. Voi li riconoscerete dai loro frutti» (Matteo 7:15-16; 24:11,24). Pietro, riprendendo l'argomento, dice: «Comunque, ci furono anche falsi profeti [nell’antico Israele], come pure fra voi ci saranno falsi maestri» (2 Pietro 1:14-2:1).

I Falsi Profeti nell'Antico Testamento
Mosè stesso, mentre annuncia al popolo che Dio susciterà loro un profeta come lui e porrà le sue parole nella bocca del profeta, aggiunge questo avvertimento da parte dell'Eterno: «ma il profeta che avrà la presunzione di dire nel nome mio qualcosa che io non gli abbia comandato di dire... quel profeta sarà punito di morte» (Deuteronomio 18:20-21).
Nei tempi di decadenza religiosa la Scrittura ricorda che abbondarono i falsi profeti i quali predicevano ai re e al popolo del bene nonostante le loro trasgressioni. Così ai tempi di Acab, e ai tempi di Geremia ed Ezechiele (Geremia 14:14; Geremia 23; Ezechiele 13). Geremia, ad esempio, scrisse: «Nei profeti di Gerusalemme ho visto cose orribili, commettere adulterio e camminare nella falsità» (Geremia 6:13, 14; 28:1-3, 15).
La differenza tra veri e falsi profeti è emersa specialmente in Geremia: questi ultimi non erano stati mandati da Dio e parlavano di testa propria. Il Signore si lamentava: «Non ascoltate le parole dei profeti che profetizzano per voi; essi vi fanno credere cose vane, vi annunziano fantasie del loro cuore, non quanto viene dalla bocca del Signore. Essi dicono a coloro che disprezzano la parola del Signore: voi avrete la pace! e a quanti seguono la caparbietà del loro cuore dicono: non vi coglierà sventura» (Ger 23,16-17). Il profeta vero conduce alla fede, al pentimento e alla riconciliazione con Dio, mentre il falso semina impurità, idolatrie, dissensi, divisioni e eresie.

L'Emergenza dei Falsi Dottori nel Cristianesimo Primitivo
Preannunci e Definizione
Pietro ricorda quell'esperienza dell'antico popolo di Dio affinché i cristiani non siano scandalizzati dall'apparire di falsi dottori fra loro, e stiano in guardia. Allo stesso fine Paolo nelle sue ultime lettere preannuncia la venuta di seduttori che insegneranno dottrine erronee e «non si atterranno alle sane parole del Signor Gesù C. e alla dottrina che è secondo la pietà» (1Timoteo 4:1-3; 6:3; 2Timoteo 2:16-26; 3:1-9; 4:3 e cfr. Atti 20:29-31). Anche San Giovanni nelle sue Epistole (1Giovanni 2:18 e segg.; 1Giovanni 4:1-6; 2Giovanni 7...) mette in guardia.
Sono falsi dottori (pseudo-didáscali) coloro che, avuto dalla chiesa il mandato d'insegnare la verità, insegnano invece l'errore o mescolano alla verità cristiana degli errori frutto delle loro elucubrazioni. Tali sono pure tutti coloro che, anche senza mandato delle chiese, propagano in seno ad esse dottrine false, contrarie all'insegnamento di Cristo e dei suoi apostoli.
Modus Operandi e Dottrine Corrotte
Descrivendo cosa avrebbero fatto i falsi maestri nella congregazione cristiana, Pietro dice: «Questi introdurranno quietamente distruttive sette e rinnegheranno anche il proprietario [Gesù Cristo] che li ha comprati, recando su se stessi subitanea distruzione» (2 Pietro 2:1; Giuda 4).
Il verbo qui usato (παρεισαγω) significa 'introdurre accanto', sotto coperta di qualcosa d'altro. L'errore dottrinale o morale non è mai presentato con franchezza, così da essere facilmente riconosciuto; ma è introdotto nelle chiese con fraseologia equivoca, magari anche biblica, e in compagnia di verità ben conosciute. Le eresie di perdizione sono manifestamente gli errori propagati dai falsi dottori, nell'intento di trarsi dietro i fedeli. Sono chiamate così perché, staccando le anime dal Salvatore, le conducono alla perdizione.
Il Padrone che li ha comprati è Gesù, che ha dato il suo sangue quale prezzo di riscatto per tutti. Rinnegare Cristo in questo contesto può significare negare la sua divinità, umanità o la virtù espiatoria del suo sacrificio. Quanto a coloro che furono i primi precursori dei falsi dottori annunciati e che Pietro descrive come già presenti, essi rinnegavano il Signor Gesù con il tenere una condotta in aperta opposizione ai suoi comandamenti, spesso giustificando i loro disordini morali con teorie contrarie alla verità cristiana, ad esempio una teoria della libertà cristiana compatibile con l'immoralità.
La Lettera ai Colossesi mette in guardia dal pericolo del culto falso e dall'influenza di falsi maestri che imponevano l'osservanza di regole esterne, mortificazioni e la venerazione degli angeli (Col.2,16; 2,18). Questa mentalità li portava a ritenersi migliori degli altri membri della chiesa.

Motivazioni e Conseguenze
Nella loro propaganda, oltre al movente della vanità, c'è quello della cupidigia: «Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole finte» (2 Pietro 2:3). Paolo parla d'uomini «corrotti di mente, privi della verità, i quali stimano la pietà esser fonte di guadagno» (1Timoteo 6:5). L'amore del denaro e la sensualità sono spesso accoppiati in coloro che apostatano dalla verità.
Di conseguenza, «molti seguiranno le loro lascivie; e a cagion loro la via della verità sarà diffamata» (2 Pietro 2:2). Le dottrine che, invece di condannare, giustificano e favoriscono le passioni carnali trovano facilmente dei seguaci. Il mondo, non distinguendo tra vero e falso cristianesimo, attribuisce al vero ciò ch'è frutto del falso e così discredita il Vangelo.
La Condotta e le Caratteristiche dei Falsi Maestri
Pietro indica specificamente alcuni che in modo particolare sono riservati al giudizio di Dio: «quelli che vanno dietro alla carne col desiderio di contaminarla e che disprezzano la signoria». Sono «audaci, caparbi, non tremano davanti ai gloriosi ma parlano ingiuriosamente» (2 Pietro 2:10). I loro sogni potrebbero riguardare impure fantasie erotiche che li spingono a cercare di soddisfare i loro desideri immorali, disprezzando l'autorità divinamente costituita.
Questi uomini corrotti, che «considerano un piacere la vita lussuriosa durante il giorno» e «sono macchie e sozzure» (2 Pietro 2:13), sono anche subdoli. Agiscono quietamente, usando parole finte. Non sfidano apertamente le norme morali di Dio, ma «si abbandonano con sfrenato diletto ai loro ingannevoli insegnamenti mentre festeggiano insieme a voi».
Un esempio calzante è quello di Balaam, figlio di Beor, che «amò il compenso dell’ingiustizia» (2 Pietro 2:14, 15). Il sentiero del profeta Balaam consistette nel consigliare una condotta immorale di seduzione per proprio tornaconto egoistico, portando molti israeliti a commettere fornicazione e a subire il giudizio divino.
Pietro descrive quelli simili a Balaam come «fonti senz’acqua, nubi spinte da violenta tempesta» (2 Pietro 2:17). Promettono libertà, ma «sono essi stessi schiavi della corruzione» (2 Pietro 2:19). Utilizzano «gonfie espressioni di nessun profitto» e «adescano mediante i desideri della carne e mediante abitudini dissolute quelli che stanno appena sfuggendo alle persone che si conducono nell’errore». I loro insegnamenti possono far credere che Dio sia misericordioso a prescindere dal pentimento, distorcendo il concetto di grazia.
I Falsi Messia ("Falsi Gesù")
Gesù stesso aveva messo in guardia: «Badate che nessuno vi inganni! Molti infatti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno» (Matteo 24:4-5). Da quel momento, queste parole di Gesù si sono realizzate alla lettera. Molti sono giunti, continuano a giungere e giungeranno ancora, proclamando di venire nel nome di Gesù, di essere il Cristo, l'Unto, il Messia, il Salvatore.
L'inganno è centrale: ciascuno di essi è un apostolo oscuro del principe delle tenebre, colui che «era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna» (Gv 8,44). Il demonio, attraverso i suoi falsi messia, è astuto nel seminare illusioni, offrendo un'ingannevole salvezza. Vi riesce spesso perché, per convincere, assume le sembianze del bene, della giustizia, della tolleranza, di ogni sentimento e valore umano che sollecita interesse e speranza.
È essenziale saper discernere, soprattutto in un'epoca segnata da un costante lavaggio del cervello ideologico. Conoscere le radici degli inganni che hanno plasmato la mentalità dominante nella società è fondamentale, poiché tali inganni continuano a sedurre e affascinare. I falsi messia offrono una salvezza, ma è cruciale analizzare le loro radici storiche e culturali per smascherare le loro false promesse.

Il Giudizio Divino sui Falsi Maestri
La ruina che i falsi dottori si traggono addosso è detta «pronta o subita» (2 Pietro 2:3); li sorprenderà quando non l'aspettano. Il loro giudizio è la sentenza di condanna decretata da Dio di santità e giustizia, e la loro perdizione non sonnecchia.
Pietro adduce tre esempi storici della giustizia attiva di Dio:
- Gli angeli che peccarono: Se Dio «non risparmiò gli angeli che aveano peccato ma li inabissò, confinandoli in antri tenebrosi per esservi custoditi pel giudizio» (2 Pietro 2:4). Si allude probabilmente alla ribellione che avvenne nel mondo delle creature angeliche prima della creazione dell'uomo, o alla loro fornicazione con le figlie degli uomini, sebbene Pietro non specifichi. La parola tártaro (ταρταρωσας) indica un luogo di punizione, stretta limitazione della libertà e di paurosa aspettazione del giudizio.
- Il mondo antico: Se Dio «non risparmiò il mondo antico, ma salvò Noè, predicator di giustizia, con sette altri, quando fece venire il diluvio sul mondo degli empi» (2 Pietro 2:5). Noè e la sua famiglia, sebbene in numero insignificante, furono salvati dalla distruzione, provando l'imparzialità della giustizia di Dio.
- Sodoma e Gomorra: Se Dio «riducendo in cenere le città di Sodoma e Gomorra, le condannò alla distruzione perchè servissero d'esempio a quelli che in avvenire vivrebbero empiamente» (2 Pietro 2:6). Giovanni chiama Gerusalemme «Sodoma» per rappresentare simbolicamente la malvagità di questa città al tempo in cui Gesù fu crocifisso e in qualsiasi altro tempo in cui gli abitanti rigettano Gesù e i Suoi servi autorizzati.
Questi esempi dimostrano che il giudizio di Dio non sonnecchia e che c'è una giustizia divina sempre vigile e sempre attiva. Per coloro che, dopo essere sfuggiti alle contaminazioni del mondo mediante l'accurata conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo, sono coinvolti di nuovo in queste cose e ne sono sopraffatti, le loro condizioni finali sono divenute peggiori delle prime. «Sarebbe stato meglio per loro non avere accuratamente conosciuto il sentiero della giustizia che, dopo averlo accuratamente conosciuto, allontanarsi dal santo comandamento loro trasmesso» (2 Pietro 2:20-21).

La Rilevanza del Tema Oggi
Satana, volendo danneggiare l'opera di Dio, ha mandato falsi profeti e, similmente oggi, manda falsi dottori o falsi insegnanti. Internet, ad esempio, è piena di falsi insegnanti. Seguire un falso insegnante ci porta lontano dalla verità di Dio, e perciò, lontani da Dio e dalle sue benedizioni. È importante conoscere la verità per poter riconoscere i falsi insegnanti.
San Giovanni apostolo ci avverte: «Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se vengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono comparsi nel mondo» (1Gv 4:1-3).
San Paolo ha scritto: «Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole» (2Tm 4:3-4).
I falsi profeti addormentano le coscienze, i profeti veri le svegliano, denunciando i peccati affinché gli uomini possano rendersene conto, pentirsene e trovare la salvezza in Cristo. La misericordia divina non significa che Dio chiude gli occhi davanti ai peccati, ma che ce li perdona, se ci si pente finché si è in tempo: «Il Signore non ritarda nell’adempiere la sua promessa, come certuni dicono; ma usa pazienza verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi» (2Pt 3,9).