Santa Teresa di Calcutta, al secolo Anjezë Gonxhe Bojaxhiu, (in macedone Гонџа Агнес Бојаџиу, Gondža Agnes Bojadžiu) è stata una vergine, religiosa e fondatrice albanese naturalizzata indiana della congregazione religiosa delle Missionarie della Carità. Il suo instancabile lavoro tra le vittime della povertà di Calcutta l'ha resa una delle persone più famose al mondo e le ha valso numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Nobel per la Pace nel 1979 e il Premio Artigiano della Pace il 27 marzo 1988.

La Vita di Anjezë Gonxhe Bojaxhiu
Infanzia e Giovinezza a Skopje
Anjezë Gonxhe Bojaxhiu nacque a Skopje (all'epoca parte dell'Impero Ottomano, oggi Macedonia del Nord) il 26 agosto 1910 e fu battezzata il giorno seguente. Era la più piccola di cinque figli, due dei quali morirono in tenera età. I suoi genitori, Kolë Bojaxhiu (o Nikollë Bojaxhiu) e Drane Bernaj (o Dranafile Bernai), erano albanesi di religione cattolica e appartenevano a una benestante famiglia di commercianti. Madre Teresa diceva spesso: "Eravamo una bella famiglia unita".
Ricevette la Prima Comunione all’età di cinque anni e mezzo e la Cresima nel novembre 1916. La prosperità e la sicurezza della vita familiare vennero meno con la morte improvvisa del padre nel 1918/1919, quando Gonxhe aveva otto anni. La sua famiglia si trovò in gravi difficoltà finanziarie. Nonostante i nuovi oneri e responsabilità, la madre, da fervida credente, assicurò ai figli una solida formazione nella fede cattolica, influenzando notevolmente la personalità e il futuro orientamento della figlia. La giovane Gonxhe partecipò attivamente ai gruppi di carità organizzati dalla sua parrocchia, al Sodalizio di Maria, al coro parrocchiale e al gruppo missionario, mostrando un'attitudine naturale all'organizzazione e un carattere gioioso.
La Vocazione Religiosa e l'Arrivo in India
All’età di dodici anni, Gonxhe si sentì chiamata alla vita religiosa. A diciotto anni, nel 1928, decise di prendere i voti, entrando come aspirante nell'Istituto della Beata Vergine Maria (conosciuto anche come Suore di Loreto o Dame Inglesi). Nel settembre del 1928, dopo aver ultimato la quinta classe della scuola superiore, Gonxhe lasciò la sua casa per l’Irlanda. Nonostante il grande dolore per la partenza della figlia, il messaggio d’addio di sua madre fu: "Poni la tua mano nella Sua, cammina sola con Lui e non volgerti mai indietro. Va’ dritta avanti, perché se guarderai indietro tornerai a casa".
Gonxhe giunse all’Abbazia di Rathfarnham agli inizi dell’ottobre 1928 e divenne postulante, ricevendo il nome religioso di Suor Teresa, scelto in omaggio a Santa Teresa di Lisieux. Partì per l’India con altre due compagne il 1° dicembre 1928 e arrivò a Calcutta il 6 gennaio 1929. Dopo due anni di formazione nel Noviziato di Darjeeling, Suor Teresa emise la professione temporanea nel maggio 1931, assumendo il nome di Maria Teresa del Bambin Gesù. Fu inviata nella comunità di Loreto Entally a Calcutta e insegnò nella scuola superiore bengalese per ragazze, St. Mary’s. Qui studiò le lingue inglese e bengalese, oltre all'hindi, insegnando storia, geografia e catechismo alle figlie dei coloni inglesi e ragazze di buona famiglia. Nel maggio 1937, Suor Teresa emise la professione perpetua come suora dell’Ordine di Loreto. Nel 1944, fu nominata direttrice della scuola.
Gli spostamenti quotidiani in risciò attraverso la città per dirigere la scuola di St. Teresa, situata nella Lower Circular Road, le diedero la possibilità di osservare da vicino la povertà e le sofferenze della città. Queste esperienze, insieme alle profonde ripercussioni della guerra sulle attività delle suore dedicate sempre più all'accoglienza di orfani e bambini abbandonati, la misero in contatto con la drammatica realtà dei malati e dei poveri.

La "Chiamata nella Chiamata"
L'incontro con la povertà drammatica della periferia di Calcutta spinse la giovane Teresa a una profonda riflessione interiore. Il 10 settembre 1946, mentre si recava in treno a Darjeeling per il ritiro annuale, Madre Teresa ricevette quella che lei stessa chiamò "la chiamata nella chiamata". Durante quella notte, una frase continuò a martellarle nella testa per tutto il viaggio, il grido dolente di Gesù in croce: "Ho sete!". Per i successivi dieci mesi, attraverso locuzioni interiori e diverse visioni, Gesù le chiese di fondare una comunità religiosa dedita al servizio dei più poveri tra i poveri, per saziare la Sua sete di amore e di anime. Ella descrisse questa esperienza come "un ordine" di lasciare la vita tranquilla all'interno della sua congregazione religiosa per uscire nelle strade a servire i poveri.
Madre Teresa decise quindi di lasciare il convento per mettersi al servizio dei "più poveri tra i poveri", come si sentiva ora chiamata a fare. Tuttavia, dovette aspettare due anni per convincere le consorelle e l'arcivescovo di Calcutta, Mons. Périer, ottenendo infine le approvazioni necessarie. Nel 1948, ebbe l'autorizzazione dal Vaticano ad andare a vivere da sola nella periferia della metropoli, a condizione che continuasse la vita religiosa.
La Fondazione delle Missionarie della Carità
Gli Inizi Difficili e il Sari Celeste
Madre Teresa lasciò Loreto Entally il 16 agosto 1948, dopo aver ottenuto dalla Sacra Congregazione per i Religiosi l’indulto di esclaustrazione, con sole cinque rupie in tasca. Dapprima seguì per breve tempo lezioni di pronto soccorso presso le Suore Mediche Missionarie a Patna, nel medio Gange, per acquisire nozioni sanitarie. Quindi tornò, nel dicembre 1948, a Calcutta, dove le Piccole Sorelle dei Poveri le offrirono ospitalità.
Pochi giorni prima di Natale iniziò la sua attività nei sobborghi della città, visitando i malati, riunendo ed istruendo i bambini della strada e di elementari pratiche igieniche; aprì le prime scuole e dispensari. Il suo diario personale testimonia le grandi difficoltà e le sofferenze di quei primi giorni, ma Madre Teresa perseverò nel compiere la volontà di Dio. Con l'aiuto di uno dei suoi primi collaboratori, Michael Gomes, nel febbraio 1949 Madre Teresa poté trasferirsi in una casa. Indossava un semplice sari bianco a strisce azzurre, che pare fu scelto perché era il più economico tra quelli in vendita in un piccolo negozio, e che divenne l'emblema delle Missionarie della Carità, simbolo della purezza e della devozione mariana.

L'Espansione e il Riconoscimento Pontificio
Il 7 ottobre 1950, la nuova congregazione delle Missionarie della Carità ottenne il suo primo riconoscimento, l’approvazione diocesana. Era la festa del Rosario, una ricorrenza mariana, e di certo non fu casuale, dal momento che la nuova famiglia religiosa era dedicata a Maria. La missione della congregazione era prendersi cura dei "più poveri dei poveri" e "di tutte quelle persone che si sentono non volute, non amate, non curate dalla società, tutte quelle persone che sono diventate un peso per la società e che sono rifuggite da tutti". Le prime aderenti furono dodici ragazze, tra cui alcune sue ex allieve alla Saint Mary.
Gli inizi furono caratterizzati anche da opposizioni. La vicinanza a un tempio indù, ad esempio, provocò la dura reazione di alcuni che accusarono Madre Teresa di proselitismo, cercando con massicce dimostrazioni di allontanarla. In un'occasione, la polizia, chiamata dalla missionaria, decise arbitrariamente di arrestare Madre Teresa. Tuttavia, il commissario, entrato nell'ospedale e vedendo le cure amorevoli che essa dava a un bambino mutilato, decise di lasciar perdere.
Il 22 agosto 1952, festa del Cuore Immacolato di Maria, Madre Teresa aprì la sua prima casa per moribondi, chiamandola Nirmal Hriday ("Cuore Puro"), il suo "primo amore", dove ogni paziente malato e moribondo era per lei "Gesù sotto il Volto sfigurato". Nel 1955, aprì la Shishu Bhavan, la prima casa per bambini abbandonati e denutriti. Nel corso degli anni ’50 e nei primi del ’60, Madre Teresa ampliò la sua opera sia a Calcutta, sia in tutta l’India.
Nel febbraio 1965, Papa Paolo VI concesse alle Missionarie della Carità il titolo di "congregazione di diritto pontificio" e la possibilità di espandersi anche fuori dall'India. Questa decisione aprì la strada a una rapida espansione globale. Nel 1967 fu aperta una casa in Venezuela, a cui seguirono sedi in Africa (Tabora, Tanzania, 1968), Asia, Europa (Tor Fiscale, Roma, 1968) e Stati Uniti nel corso degli anni Settanta e Ottanta. La Congregazione si ampliò con la nascita di un ramo contemplativo (Sorelle nel 1976 e Fratelli nel 1979) e di due organizzazioni laicali. Nel 1963 furono fondati i Fratelli Missionari della Carità e nel 1981 fu fondato il movimento Corpus Christi, aperto ai sacerdoti secolari. A partire dal 1979, le Missionarie della Carità arrivarono anche nei paesi comunisti, incluse diverse fondazioni in Unione Sovietica, sebbene non riuscì mai ad aprire una casa in Cina. La vigilia di Natale del 1985, Madre Teresa aprì la prima casa per i malati di AIDS a New York.
Riconoscimenti e Amicizie Illustri
Il Premio Nobel per la Pace
La fama internazionale di Madre Teresa crebbe enormemente dopo un fortunato servizio della BBC del 1969 intitolato "Qualcosa di bello per Dio", realizzato dal giornalista Malcolm Muggeridge. Il servizio documentò il lavoro delle suore tra i poveri di Calcutta; durante le riprese alla Casa per i Morenti, a causa delle scarse condizioni di luce, si ritenne che la pellicola si potesse essere rovinata. Tuttavia, lo spezzone, quando fu inserito nel montaggio, apparve ben illuminato.
L'11 dicembre 1979, Madre Teresa ottenne il riconoscimento più prestigioso: il Premio Nobel per la Pace. Fu insignita "per il lavoro compiuto nella lotta per vincere la povertà e la miseria, che costituiscono anche una minaccia per la pace". Rifiutò il convenzionale banchetto cerimoniale per i vincitori e chiese che i 6.000 dollari di fondi fossero destinati ai poveri di Calcutta, che avrebbero potuto essere sfamati per un anno intero, dichiarando: "Le ricompense terrene sono importanti solo se utilizzate per aiutare i bisognosi del mondo".
Nel discorso di premiazione, Madre Teresa dichiarò di accettare il premio esclusivamente a nome dei poveri e presentò l'aborto come il principale pericolo in grado di minacciare la pace nel mondo, affermando: "Sento che oggigiorno il più grande distruttore di pace è l'aborto, perché è una guerra diretta, una diretta uccisione, un diretto omicidio per mano della madre stessa. Se una madre può uccidere suo figlio, chi impedisce agli uomini di uccidersi tra di loro?". Alla domanda: "Cosa possiamo fare per promuovere la pace mondiale?", rispose: "Andate a casa e amate le vostre famiglie".
Madre Teresa dal discorso Nobel per la Pace - Sottotitoli italiano
Il Rapporto con San Giovanni Paolo II
Nel corso degli anni Ottanta, nacque una profonda amicizia tra Papa Giovanni Paolo II e Madre Teresa, che si scambiarono reciproche visite. Grazie all'appoggio di Papa Wojtyla, Madre Teresa riuscì ad aprire ben tre case a Roma, fra cui una mensa nella Città del Vaticano dedicata a Santa Marta, patrona dell'ospitalità. La notorietà di Madre Teresa e delle Missionarie della Carità fu amplificata anche da una crescente attenzione dei media, ulteriormente suscitata da questa amicizia con San Giovanni Paolo II.
Un esempio concreto del suo impegno per la pace avvenne nel 1982, quando Madre Teresa persuase gli israeliani e i palestinesi, nel mezzo di un conflitto a Beirut, a cessare il fuoco per un tempo sufficiente a soccorrere e a portare via 37 pazienti mentalmente handicappati da un ospedale assediato.
La Spiritualità e il Messaggio di Madre Teresa
Il Grido "Ho Sete"
Al centro della spiritualità di Madre Teresa vi era il grido di Gesù sulla croce: "Ho sete!" (I thirst). Questa frase, che le era rimbombata nel cuore la sera della "seconda chiamata", costituisce la chiave della sua vita. "I thirst", c’è scritto sul crocifisso della Casa Madre e in ogni cappella di ogni casa della famiglia religiosa di Madre Teresa in ogni parte del mondo. Per lei, la sete di Gesù era sete di amore e di anime, da saziare attraverso il servizio ai "più poveri tra i poveri".
L'amore profondo di Madre Teresa per la Madonna aveva salde radici nella sua infanzia. La figura della Vergine ha ispirato lo Statuto delle Missionarie della Carità, al punto che ognuno dei 10 capitoli delle Costituzioni è introdotto da una citazione tratta dai passi mariani dei Vangeli. La Madonna è detta la prima Missionaria della Carità per la sua visita a Elisabetta. In aggiunta ai tre voti usuali di povertà, castità e obbedienza, ogni Missionaria della Carità fa un quarto voto di "dedito e gratuito servizio ai più poveri tra i poveri", riconoscendo in Maria l’icona del servizio reso di tutto cuore, della più autentica carità. La devozione al Cuore Immacolato di Maria era praticata con i mezzi più tradizionali e semplici: il Santo Rosario, pregato ogni giorno e in ogni luogo; il culto delle feste mariane; la preghiera fiduciosa a Maria affidata anche alle "medagliette miracolose" che Madre Teresa regalava in gran quantità; l’imitazione delle virtù della Madre di Dio, in special modo l’umiltà, il silenzio, la profonda carità.
La Difesa della Vita e l'Ecumenismo
Madre Teresa ha spesso condannato l'aborto e i metodi di contraccezione artificiali nei suoi incontri con esponenti politici di tutto il mondo. Si espresse chiaramente anche contro il divorzio, che individuò come un immorale abominio e che sostenne dovesse essere reso illegale. L'impegno durò tutta la vita, come ricordava San Giovanni Paolo II nell'omelia di beatificazione: "Soleva dire: 'Se sentite che qualche donna non vuole tenere il suo bambino e desidera abortire, cercate di convincerla a portarmi quel bimbo. Io lo amerò, vedendo in lui il segno dell’amore di Dio'".
Sosteneva anche l'ecumenismo e l'apertura alle religioni non-cristiane, con le parole: "C'è un solo Dio, ed è Dio per tutti; è per questo importante che ognuno appaia uguale dinnanzi a Lui. Ho sempre detto che dobbiamo aiutare un indù a diventare un indù migliore, un musulmano a diventare un musulmano migliore e un cattolico a diventare un cattolico migliore."
La "Piccola Matita di Dio"
La figura minuta di Madre Teresa, il suo fragile fisico piegato dalla fatica, il suo volto solcato da innumerevoli rughe sono ormai conosciuti in tutto il mondo. Chi l’ha incontrata, anche solo una volta, non ha più potuto dimenticarla: la luce del suo sorriso rifletteva la sua immensa carità. Essere guardati da lei, dai suoi occhi profondi, amorevoli, limpidi, dava la sensazione di essere guardati dagli occhi stessi di Dio.
Attiva e contemplativa al tempo stesso, in Madre Teresa c’erano idealismo e concretezza, pragmatismo e utopia. Lei amava definirsi "la piccola matita di Dio", un piccolo semplice strumento fra le Sue mani. Riconosceva con umiltà che quando la matita sarebbe diventata un mozzicone inutile, il Signore l’avrebbe buttata via, affidando ad altri la sua missione apostolica.
Morte, Beatificazione e Canonizzazione
Gli Ultimi Anni e la Scomparsa
A partire dalla fine degli anni Ottanta, le condizioni di salute di Madre Teresa peggiorarono: già affetta da artrite reumatoide che la costrinse a un primo ricovero nel 1983, ebbe un infarto nel 1989, per il quale le fu applicato un pacemaker. Nonostante l'età avanzata e i crescenti problemi di salute, continuò a viaggiare in tutto il mondo per partecipare a riti di professione religiosa e ordinazione sacerdotale, per aprire nuove case e per servire i poveri in zone colpite da calamità.
Nel 1990, si dimise da superiora della Congregazione, ma in seguito a un ballottaggio fu rieletta praticamente all'unanimità, contando solo qualche voto astenuto. Accettò il risultato e rimase alla guida della congregazione. Nel 1996, cadde e si ruppe la clavicola. Nel 1997, dovette affrontare ulteriori problemi cardiaci e contrasse la malaria. Il 13 marzo 1997 lasciò definitivamente la guida delle Missionarie della Carità; le subentrò suor Nirmala Joshi. A marzo dello stesso anno incontrò Papa Giovanni Paolo II per l'ultima volta, prima di rientrare a Calcutta.
Madre Teresa è scomparsa a Calcutta la sera del venerdì 5 settembre 1997, alle 21.30, all'età di ottantasette anni. Il suo corpo fu trasferito nella Chiesa di San Tommaso, adiacente al Convento di Loreto. Centinaia di migliaia di persone di ogni ceto sociale e religione giunsero dall’India e dall’estero per renderle omaggio. L'India le riservò solenni funerali di stato, che videro un'enorme partecipazione popolare e la presenza di importanti autorità del mondo intero. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Javier Pérez de Cuéllar, dichiarò: "Lei è le Nazioni Unite. Lei è la pace nel mondo." Nawaz Sharif, il Primo Ministro del Pakistan, disse che Madre Teresa era "un raro e unico individuo che ha vissuto a lungo per più alti scopi." Madre Teresa è sepolta nella “Mother House” delle Missionarie della Carità a Calcutta (oggi Kolkata), al numero 54A di Chandra Bose Road, dove visse per quarantasette anni.

Il Processo di Canonizzazione e i Miracoli
Meno di due anni dopo la sua morte, il 26 luglio 1999, San Giovanni Paolo II, a causa della diffusa fama di santità e delle grazie ottenute per sua intercessione, permise l’apertura della Causa di Canonizzazione, derogando alla norma che prevedeva l'attesa di cinque anni dalla morte. Il processo si concluse nell'estate del 2003.
Per la beatificazione, il Vaticano riconobbe come miracolo la guarigione di Monica Besra, una donna indiana affetta da un tumore all'addome, avvenuta nel 1998 a seguito dell'applicazione di un ciondolo con l'immagine di Madre Teresa sulla zona colpita; Monica Besra affermò che un fascio di luce fuoriuscì dal ciondolo guarendole il tumore. Così, Madre Teresa fu proclamata Beata il 19 ottobre 2003 da San Giovanni Paolo II.
Il secondo miracolo, necessario per la proclamazione della santità, fu riconosciuto nella guarigione improvvisa e inspiegabile, avvenuta il 10 settembre 2008, dell'ingegnere brasiliano Marcilio Haddad Andrino, da una grave patologia cerebrale ("ascessi multipli sopra e sotto-tentoriali con idrocefalo triventricolare"). La sua guarigione fu attribuita all’intercessione della Beata. Sul caso fu istruita un'Inchiesta diocesana a Santos in Brasile, la cui validità giuridica fu riconosciuta dalla Congregazione delle Cause dei Santi con Decreto del 2 luglio 2015. L’evento fu esaminato dalla Consulta Medica del Dicastero che, il 10 settembre 2015, ritenne la guarigione scientificamente inspiegabile. Il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi si svolse l’8 ottobre 2015.
Infine, Papa Francesco canonizzò Madre Teresa il 4 settembre 2016, proclamandola Santa.
L'Eredità Viva di Madre Teresa
In occasione della canonizzazione, Papa Francesco ricordò: "Madre Teresa [...] si è chinata sulle persone sfinite, lasciate morire ai margini delle strade, riconoscendo la dignità che Dio aveva loro dato. [...] La sua missione nelle periferie delle città e nelle periferie esistenziali permane ai nostri giorni come testimonianza eloquente della vicinanza di Dio ai più poveri tra i poveri. [...] Penso che, forse, avremo un po’ di difficoltà nel chiamarla Santa Teresa: la sua santità è tanto vicina a noi, tanto tenera e feconda che spontaneamente continueremo a dirle “Madre Teresa”." Il suo messaggio è sempre attuale: che ognuno cerchi la sua Calcutta, presente pure sulle strade del ricco Occidente, nel ritmo frenetico delle nostre città. “Puoi trovare Calcutta in tutto il mondo - lei diceva - , se hai occhi per vedere."
I suoi figli spirituali continuano in tutto il mondo a servire “i più poveri tra i poveri” in orfanotrofi, lebbrosari, case di accoglienza per anziani, ragazze madri e moribondi. Attualmente, la famiglia religiosa conta circa 5.000 membri, compresi i due rami maschili, distribuiti in circa 600 case sparse per il mondo, senza contare le molte migliaia di volontari e laici consacrati che portano avanti le sue opere. Questa instancabile operatrice di misericordia ci aiuta a capire sempre più che l’unico nostro criterio di azione è l’amore gratuito, libero da ogni ideologia e da ogni vincolo e riversato verso tutti senza distinzione di lingua, cultura, razza o religione. La sua vita è stata un vivere radicale e una proclamazione audace del Vangelo, offrendo testimonianza della gioia di amare e del valore delle piccole cose fatte fedelmente e con amore.