Le Abbazie Storiche della Sabina: Farfa e San Salvatore Maggiore

La provincia di Rieti e, in particolare, la regione della Sabina, sono custodi di inestimabili tesori storici e spirituali. Tra questi, spiccano per importanza e bellezza due monumenti religiosi fondamentali: l'Abbazia di Farfa e l'Abbazia di San Salvatore Maggiore. Entrambe le abbazie benedettine hanno giocato un ruolo cruciale nella storia del monachesimo italiano ed europeo, influenzando il panorama culturale, economico e politico del loro tempo.

L'Abbazia di Santa Maria di Farfa: Un Cuore Pulsante del Lazio

L’Abbazia Benedettina di Santa Maria di Farfa, o più semplicemente Abbazia di Farfa, rappresenta uno dei monumenti religiosi più importanti del Lazio. È considerata uno dei luoghi cardine nella storia del monachesimo italiano ed europeo. Il complesso medievale si trova nel piccolo borgo di Farfa, una località suggestiva a soli 4,5 km da Fara in Sabina. È un luogo colmo di spiritualità e storia, circondato dalle dolci colline della Sabina. L'abbazia custodisce pregevoli opere d’arte e una collezione di libri conservati in una delle biblioteche più prestigiose d’Italia.

Storia e Influenza

In seguito alla sua distruzione da parte dei Longobardi, l’abbazia venne ricostruita tra i secoli VII e VIII da un gruppo di monaci savoiardi, guidato da San Tommaso di Moriana. La leggenda narra che San Tommaso si recò qui perché un’apparizione della Madonna gli aveva indicato il luogo dove avrebbe trovato tre alti cipressi.

Mappa della Sabina con posizione delle abbazie di Farfa e San Salvatore Maggiore

Al di là della leggenda, grazie alla sua posizione strategica, per tutto l’Alto Medioevo l’Abbazia di Farfa mantenne un’importanza economica e politica paragonabile a quella degli abati di Montecassino, esercitando il suo potere su castelli, torri e borghi situati anche a grande distanza. L’Abbazia di Farfa si arricchì presto di una meravigliosa biblioteca, e divenne il centro della rinascita culturale di questa parte d’Italia. Per la sua eminenza, Farfa godette della protezione di Carlo Magno, che qui sostò nell’anno 800, e poi dei suoi successori.

Il Complesso Attuale e le Sue Opere d'Arte

Oggi l’Abbazia di Farfa, completamente recuperata (nonostante i restauri spesso grossolani degli edifici) insieme al suo pittoresco borgo medievale, si offre in tutta la sua bellezza come una delle mete turistiche essenziali della Sabina. All’interno si intersecano opere d’arte di epoche diverse: dalle colonne romane d’ordine ionico che dividono le tre navate, al pavimento cosmatesco.

Foto dell'interno dell'Abbazia di Farfa con dettaglio del pavimento cosmatesco

Altre pregevoli opere sono la miracolosa icona duecentesca della Madonna di Farfa e il cinquecentesco “Giudizio Finale” di scuola fiamminga della contro-facciata. In realtà, l’Abbazia di Farfa potrebbe offrire dal punto di vista espositivo molto e molto di più. Molte aree del complesso, infatti, sono chiuse al pubblico, in attesa di sistemazione. È importante notare che gli orari delle visite e di apertura dell’abbazia potrebbero subire delle variazioni.

L'Abbazia di San Salvatore Maggiore: Un Antico Baluardo Benedettino

L’Abbazia di San Salvatore Maggiore è uno dei più antichi e suggestivi monumenti della provincia di Rieti, prestigiosa testimonianza dell’Ordine Benedettino. San Salvatore Maggiore è un’abbazia Benedettina, sita sul monte Letenano nell'attuale frazione di Pratoianni del comune di Concerviano (in provincia di Rieti).

Origini e Apogeo Imperiale

Fondata sui resti di una preesistente villa romana nel 735 d.C. tra Concerviano e Longone Sabino, l'abbazia allargò in breve tempo la propria signoria territoriale estendendo i suoi domini dalla Valle del Salto e del Turano fino alla stessa Roma. Fu un potente monastero che, soprattutto nel periodo carolingio, assunse un fasto ed un'importanza di prim'ordine, tanto da essere insignito dell'ambito titolo di "imperiale" per volere dello stesso Carlo Magno.

"LE TENTAZIONI DI UN MONACO" - ABBAZIA DI SAN SALVATORE MAGGIORE

Declino e Trasformazioni

Distrutta completamente dai Saraceni nell'891, l'Abbazia fu ricostruita il secolo successivo grazie all'intervento di Papa Benedetto VIII. Fino al XIII secolo fu al centro di numerose contese tra papato e impero e di dispute locali, con notevoli lavori di ampliamento. Con il concordato di Worms fu inglobata nello Stato della Chiesa e, dagli inizi del Trecento, iniziò il suo lento ma inesorabile declino quando, assaltata e in parte distrutta sotto l'incalzare del comune reatino, venne gradualmente privata di possessi e di potere.

Nel 1399 fu trasformata in commenda da Bonifacio IX e fu soppressa definitivamente per volere di Urbano VIII, che la unì a Farfa.

Architettura e Stato Attuale

I tre edifici che compongono il complesso, con fasi costruttive e connotazioni architettoniche varie, hanno nel tempo ospitato funzioni diverse. L’ala est, annessa alla chiesa, ha accolto gli spazi comuni, come il refettorio, il capitolo, le cucine e gli ambienti dormitorio, ormai scomparsi dopo l’intervento del Genio Civile. È il più antico e in origine comprendeva l’intera struttura monastica. L’ala nord, nata con funzioni fortificatorie, di ricovero e di deposito, nel Rinascimento venne destinata a residenza. Attualmente l'Abbazia di San Salvatore Maggiore è stata acquisita dal comune di Concerviano ed è in fase di restauro.

Foto aerea dell'Abbazia di San Salvatore Maggiore in fase di restauro

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