Sospensione a divinis: cosa comporta e quali sono le sue implicazioni

Definizione e destinatari della sospensione a divinis

La sospensione a divinis è una sanzione disciplinare che può essere comminata ai membri dei tre gradi del sacerdozio: diaconi, presbiteri e vescovi. Essa comporta il divieto di esercitare le funzioni sacerdotali.

Motivazioni per la comminazione della sospensione a divinis

La sospensione a divinis può essere impartita ai sacerdoti colpevoli di gravi mancanze disciplinari. Inoltre, viene normalmente disposta nei seguenti casi:

  • Matrimonio: i sacerdoti che contraggono matrimonio, con o senza la dispensa dell'autorità ecclesiastica. In questo caso, si ritiene inopportuno che essi continuino a esercitare il ministero sacerdotale.
  • Impegno politico: ai sacerdoti che accedono a cariche politiche, poiché è vietato loro l'impegno politico. In queste circostanze, la sospensione a divinis è un atto dovuto da parte dell'Ordinario.

Esempi storici di sospensione a divinis

Nel corso della storia ecclesiastica, ci sono stati diversi casi significativi di sospensione a divinis:

  • Nel 1976, Papa Paolo VI sospese a divinis il vescovo Marcel Lefebvre, che si rifiutava di applicare alcune disposizioni del Concilio Vaticano II. Successivamente, Lefebvre si distaccò dalla Chiesa di Roma e per questo ricevette anche la scomunica.
  • Nel 1985, Papa Giovanni Paolo II sospese don Gianni Baget Bozzo, che era stato eletto l'anno precedente europarlamentare per il Partito Socialista Italiano.
ritratto di Papa Paolo VI

Il caso di Don Luca Favarin: analisi e precisazioni

Recentemente, la vicenda di Don Luca Favarin ha portato nuovamente all'attenzione il tema della sospensione a divinis. Don Favarin, responsabile di un centro di accoglienza per migranti e richiedenti asilo e referente di una cooperativa che gestisce un ristorante equo solidale, ha annunciato la sua sospensione dall'istituzione ecclesiastica ai sensi del can. 1333.1 del diritto canonico.

Il sacerdote ha espresso il suo sentimento di essere come Mosè, che guarda avanti alla ricerca di una terra promessa, lamentando una mancanza di ascolto da parte dell'istituzione ecclesiastica riguardo alle sue motivazioni e alle radici cristiane, ecclesiali e comunitarie del suo operato.

La Diocesi di Padova, attraverso una nota della Curia, ha fornito la sua prospettiva sulla vicenda. La sospensione è stata definita come una naturale conseguenza della richiesta presentata dallo stesso Don Luca Favarin, il 13 dicembre 2022, di essere esonerato dai compiti legati al ministero presbiterale e di avviare il procedimento di dispensa dal ministero ordinato.

La Diocesi ha precisato che:

  • Nei confronti di Don Luca Favarin non vi è alcun atteggiamento di avversione, ma al contrario rispetto e apprezzamento per il suo impegno sociale e per l'attenzione verso le persone più povere e fragili.
  • La sospensione a divinis è un atto necessario e conseguente alla richiesta di dispensa dal ministero ordinato.
  • Le modalità operative di agire in campo sociale di Don Luca Favarin e la sua decisione di esonero dal ministero ordinato sono due questioni nettamente distinte.
mappa della Diocesi di Padova

Distinzione tra attività sociali e attività imprenditoriali

La Diocesi di Padova ha sottolineato che le iniziative sociali di Don Luca Favarin, pur pregevoli, sono personali e non sono state pensate, condivise né maturate insieme alla Chiesa di Padova. La Diocesi, infatti, ha scelto un approccio diverso nella gestione dell'accoglienza, affidandosi a cooperative sociali qualificate ed esperte, e promuovendo lo stile delle microaccoglienze diffuse sul territorio.

Per quanto riguarda le attività imprenditoriali intraprese da Don Luca Favarin, la Diocesi ha richiesto più volte informazioni, condivisione e trasparenza, in conformità con il can. 286 del diritto canonico, che prevede che i chierici non possano esercitare attività commerciale se non con licenza della legittima autorità ecclesiastica. Questo perché le azioni di un prete coinvolgono naturalmente l'intera Diocesi, dando l'impressione che agisca a nome della Chiesa.

Don Favarin non ha accolto l'invito a conformarsi allo stile diocesano, ritenendo opportuno proseguire per la propria strada.

Implicazioni della sospensione a divinis

La sospensione a divinis comporta il divieto per il sacerdote sospeso di amministrare i sacramenti. Questo include, tra le altre cose, la celebrazione della messa e la confessione. In sostanza, al sacerdote sospeso è vietato di esercitare le funzioni che lo legano direttamente al ministero divino.

La decisione di Don Luca Favarin di lasciare il ministero, dopo 24 anni di sacerdozio, è stata presentata come una scelta personale, che riguarda la verifica del suo essere prete, l'orientamento della sua vita e le motivazioni presentate ai superiori. Il vescovo Claudio Cipolla e la Chiesa di Padova hanno espresso profonda sofferenza per la vicenda, ribadendo al contempo la vicinanza umana a Don Luca.

Il Diritto Canonico

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