Nel 1981 inizia la storia che porta una sperduta località dei Balcani a diventare meta di milioni di pellegrini. È un pomeriggio di inizio estate, il 24 giugno 1981, quando sulla collina del Podbrdo, che sovrasta la frazione di Bijakovici - oggi in Bosnia ed Erzegovina - alcuni ragazzi iniziano a vedere una figura femminile luminosa che identificano con la Vergine Maria. Da allora, in questi 40 anni, si dipana la storia di Medjugorje, in una terra povera, allora dominata dal regime comunista.

Le origini del fenomeno
I sei ragazzi, all'epoca giovanissimi, parlano delle apparizioni di Maria, che si presenterebbe come “Regina della Pace”. Il messaggio è fondamentalmente un invito alla riconciliazione e alla conversione. La storia di Medjugorje è stata costellata da indagini mediche e scientifiche per verificare la credibilità dei veggenti. La prima visita medica sui ragazzi ci fu il 27 giugno 1981: il dottor Ante Vujevic dichiarò che i giovani erano normali ed equilibrati. Nel corso degli anni, ulteriori esami condotti da psicologi e psichiatri hanno confermato l'assenza di patologie mentali.
Nonostante le pressioni e le intimidazioni subite dalle autorità comuniste dell'epoca, i ragazzi non hanno mai receduto dalla loro testimonianza. Il parroco dell'epoca, padre Jozo Zovko, inizialmente scettico, divenne in seguito un fervente sostenitore dopo aver incontrato i giovani, subendo per questo la tortura e l'imprigionamento.
La posizione della Chiesa Cattolica
Per fare chiarezza, nel 2010 Papa Benedetto XVI istituì una Commissione internazionale d’inchiesta all’interno della Congregazione per la Dottrina della Fede, presieduta dal cardinale Camillo Ruini. La relazione conclusiva, mai pubblicata ufficialmente, è stata consegnata a Papa Francesco.
Sul volo di ritorno da Fatima nel 2017, Papa Francesco ha distinto tre aspetti fondamentali del caso:
- Le prime apparizioni: il rapporto suggerisce di continuare a investigare.
- Le apparizioni attuali: il rapporto esprime dubbi.
- Il fatto spirituale-pastorale: l'afflusso di gente che si converte e cambia vita non può essere negato.

Nel 2018, Papa Francesco ha nominato l'arcivescovo Henryk Hoser come Visitatore Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, con l'obiettivo di assicurare un accompagnamento stabile ai fedeli. Nel 2019, il Pontefice ha ufficialmente autorizzato i pellegrinaggi, pur mantenendo una distinzione tra la cura pastorale dei fedeli e il riconoscimento teologico delle apparizioni.
L'impatto spirituale e sociale
In questi 40 anni, Medjugorje è diventata un centro di riferimento mondiale per la preghiera. La parrocchia di San Giacomo ha ospitato numerose iniziative, tra cui una maratona di preghiera per la fine della pandemia nel maggio 2021. Molteplici storie di conversione coinvolgono persone di ogni estrazione sociale, inclusi personaggi noti del mondo dello sport e dello spettacolo.
Il cardinale Christoph Schönborn ha sottolineato come la "normalità" sia uno dei segni forti che rendono Medjugorje un luogo sano. Secondo il cistercense p. Karl Wallner, direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Austria, Medjugorje rappresenta un "hotspot della missione" per l'Europa, in grado di riavvicinare i fedeli ai Sacramenti, in particolare alla confessione e all'adorazione eucaristica.
Viaggio a Medjugorje - Documentario approfondito di rete 4 sulle apparizioni.
| Aspetto | Descrizione |
|---|---|
| Data inizio | 24 giugno 1981 |
| Luogo | Collina del Podbrdo, Bosnia ed Erzegovina |
| Messaggio centrale | Riconciliazione e conversione |
| Stato attuale | Pellegrinaggi autorizzati dalla Santa Sede |
Il fenomeno di Medjugorje, con la quantità di apparizioni, il numero dei messaggi e la pluralità dei veggenti, rimane una delle manifestazioni mariane più complesse e discusse della storia contemporanea, continuando a richiamare milioni di persone in cerca di senso spirituale.
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