Madre Teresa Gabrieli: La Vita, l'Opera e la Proclamazione a Venerabile

Maria Teresa Gabrieli (1837-1908) è stata un'istitutrice e religiosa italiana, educatrice dei poveri e cofondatrice della congregazione delle «Suore delle Poverelle - Istituto Palazzolo». La sua profonda fede e instancabile dedizione ai più bisognosi l'hanno portata a essere proclamata «Venerabile» da Papa Francesco il 19 marzo 2019, riconoscendo le sue virtù eroiche e indicandola come modello di carità.

Le Origini e la Formazione

Nascita e Famiglia

Teresa Gabrieli nacque a Bergamo il 13 settembre 1837, sesta di otto figli, da Arcangelo Giuseppe Gabrieli e Lucia Morelli. La famiglia, modesta e dedita all’agricoltura, fu segnata dal dolore per la perdita di diversi membri in tenera età. I genitori, gente religiosa e modesta, speravano che almeno uno dei figli scegliesse la via della consacrazione religiosa. Quando Teresa aveva appena quindici anni, nel 1852, morì il padre Giuseppe, il quale chiese alla madre Lucia di fare importanti sacrifici, vendendo persino la mucca, per avviare agli studi "la sua Teresina".

L'Istruzione e le Prime Esperienze

Accogliendo le ultime volontà del marito, Mamma Lucia iscrisse Teresa alla scuola delle Figlie della Carità Canossiane in via Rocchetta a Bergamo. Qui, Teresa conseguì il diploma di maestra di grado superiore il 24 novembre 1854, all'età di 17 anni. Troppo giovane per poter subito insegnare nelle scuole pubbliche, rientrò in famiglia, dedicandosi agli impegni familiari e commerciali, in particolare nel commercio della frutta e verdura. Già durante gli anni di studio, Teresa meditava sul proprio futuro, intuendo che Dio la voleva tutta consacrata a Lui.

Dopo la morte della madre, il 17 luglio 1863, assunse pienamente il governo della casa. Oltre a ciò, Teresa insegnava catechismo in parrocchia e, nel 1861, a motivo di una lettera pastorale del Vescovo di Bergamo, Monsignor Pierluigi Speranza, che esortava a darsi da fare per arginare il male che minacciava la gioventù, decise di aprire una scuola elementare privata per bambine e ragazze povere. Con il consiglio del suo confessore, Monsignor Della Giovanna, appena ricevuta l’autorizzazione, si trasferì in via Osio 24 (oggi via Moroni), in locali presi in affitto, iniziando così la sua opera educativa.

Foto d'epoca di Madre Teresa Gabrieli in giovane età

L'Incontro con Don Luigi Maria Palazzolo e la Nascita della Congregazione

L'Impegno per la Gioventù Femminile

Teresa non fu la sola ad aver raccolto l'appello di Monsignor Speranza. Anche don Luigi Maria Palazzolo si era da tempo spontaneamente dedicato all'educazione dei ragazzi poveri, intraprendendo iniziative a loro favore e aprendo un Oratorio maschile. Pur sentendo una certa ritrosia per le ragazze, la superò senza esitazione quando le fu rivolto l'invito sollecitante dallo stesso Vescovo. Il giorno dell’Epifania del 1864, nella parrocchia di Sant’Alessandro in Colonna, don Luigi diede inizio alla Pia Opera di Santa Dorotea per la gioventù femminile.

La maestra Teresa Gabrieli aderì con entusiasmo a quest'opera e, nel settembre 1866, le fu affidato l'incarico di seguire con cura amorevole, come una sorella maggiore, uno dei gruppi di ragazze iscritte a questa associazione. Nel 1868 venne nominata “Vice superiora” dell’opera di Santa Dorotea. Don Luigi era preoccupato per le ragazze, che nei giorni feriali non avevano alcun sostegno educativo e correvano anche rischi di tipo morale. La strada di marcia di Teresa prese una direzione nuova quando don Luigi Palazzolo le affidò in custodia una bambina disabile. Fu allora che comprese il disegno di Dio su di lei e lo spirito che animava don Luigi, impegnato a cercare e accogliere le persone scartate dalla società.

La Fondazione delle Suore delle Poverelle

Dopo un tempo di discernimento, la notte tra il 21 e il 22 maggio 1869, Teresa, insieme a due amiche, trascorse larga parte della notte in preghiera nella chiesa dell'oratorio della Foppa (dove oggi c’è il complesso di Casa Madre delle Suore delle Poverelle), partecipando alla Santa Messa celebrata dal Beato Luigi Maria Palazzolo alle tre del mattino. In quell'occasione, davanti all’immagine dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, Teresa professò i voti religiosi, diventando la prima delle Suore delle Poverelle. A questi voti aggiunse due promesse particolari: la fedeltà al Papa e la dedizione totale ai poveri. Si installò in una povera casa in Via della Foppa, iniziando così l'opera delle donne «consacrate alla carità del Cristo» secondo il desiderio di Don Palazzolo.

Entro breve tempo, a Suor Teresa si aggiunsero altre compagne, che ne condivisero la vita: Giuditta Broletti, il 21 novembre 1869, giorno in cui entrambe vestirono per la prima volta l'abito scuro che divenne la loro divisa, e il 1° marzo 1970 Maria Esposita Flutti. Don Luigi nel frattempo si attivò per stendere le Prime Costituzioni della nuova Congregazione, chiamata prima "Benedette Figlie e Madri delle Poverelle", poi "Suore Poverelle di Santa Dorotea", e infine "Suore delle Poverelle". Don Luigi stesso caratterizzò il loro carisma con le significative parole: «Le Suore delle poverelle siano persuase che per questa vita dovranno avvolgersi continuamente tra i poveri, adoperarsi per i poveri, amare i poveri».

Illustrazione raffigurante Don Luigi Maria Palazzolo e Madre Teresa Gabrieli con le prime Suore delle Poverelle

Madre Teresa alla Guida della Congregazione

Dopo la Morte del Fondatore

Madre Teresa Gabrieli, dotata di un carattere pragmatico e tenace, collaborò con umiltà e totale impegno nelle istituzioni avviate dal Fondatore. Alla morte di don Luigi Maria Palazzolo nel 1886, la loro opera delle «Suore delle Poverelle - Istituto Palazzolo» contava già 11 case e 70 religiose che si occupavano di 270 orfani. La scomparsa del Fondatore fu per Madre Teresa motivo di grande sofferenza, pur non rallentando la sua dedizione per le consorelle e i poveri.

Una grande consolazione fu data ad entrambi dal Vescovo Monsignor Camillo Guindani, che il 12 maggio 1886 portò al Fondatore, ormai in fin di vita, approvate le Regole delle Suore. Secondo le norme della Chiesa, dopo l'approvazione diocesana, era necessario che le Suore delle Poverelle avessero come Superiore un Sacerdote indicato dal Vescovo. Fu designato don Guglielmo Valsecchi, che Madre Teresa accolse in piena obbedienza, pur sentendo la mancanza del Fondatore, con cui aveva portato le fatiche e le gioie dei primi decenni della fondazione. Per questo raccomandava continuamente alle consorelle di rifarsi all'esempio di lui: «Ti prego, guarda che le tue Suore siano umili, obbedienti, ma di quella umiltà e ubbidienza che ci ha dato esempio il nostro caro defunto Superiore: amore alla vita di sacrificio, come era lui, lavorava, pativa, si sacrificava, ma lo si vedeva sempre ilare e contento».

Carisma e Espansione

Nel giro di vent'anni successivi alla morte del Fondatore, Madre Teresa aprì oltre trenta comunità, sempre al servizio dei più poveri, non solo a Bergamo città e provincia, ma anche nelle province di Brescia e Vicenza. Nelle sue lettere incoraggiava continuamente le sue "Poverelle" a stare allegre pur nelle difficoltà, a vivere «in armonie e pace», da vere «spose di Gesù Cristo», condividendo il suo amore di dedizione totale e di preferenza per i fratelli più poveri e abbandonati. Quando le suore erano tentate di confrontarsi con altre istituzioni religiose, lei rispondeva con la sua tipica concretezza: «…se altri lavorano in oro e voi in ferro nulla importa. Si ha sempre da desiderare che del bene se ne faccia».

SORELLE: La Vera Vita in un MONASTERO di CLAUSURA | Parte 1

La Causa di Beatificazione e la Proclamazione a Venerabile

Le Tappe del Processo

L'Inchiesta diocesana per la causa di beatificazione di Madre Teresa Gabrieli, con l'accertamento dell'eroicità delle sue virtù, si è svolta nella Diocesi di Bergamo dal 13 settembre 2006 al 24 ottobre 2007, dopo aver ottenuto il Nulla osta da parte della Santa Sede l’11 maggio 2006. Il decreto di validità dell’inchiesta diocesana porta la data del 4 luglio 2008. La causa è stata introdotta presso la Congregazione per le Cause dei Santi a Roma il 6 febbraio 2008, giorno del centenario della sua morte. La “Positio super virtutibus”, conclusa nel 2012, è stata valutata positivamente dai Consultori storici il 26 giugno del medesimo anno. Successivamente, il 1° marzo 2018, la discussione nel Congresso Peculiare dei Consultori Teologi ha avuto esito favorevole riguardo all'eroicità delle sue virtù cristiane.

Il Riconoscimento delle Virtù Eroiche

Fatta una accurata relazione di tutti questi aspetti al Sommo Pontefice Francesco da parte del Cardinale Prefetto, la Sua Santità, accogliendo e ratificando i voti della Congregazione delle Cause dei Santi, l'11 marzo 2019 ha autorizzato la pubblicazione del decreto riconoscendo le «virtù eroiche» di Maria Teresa Gabrieli. Di conseguenza, il 19 marzo 2019, Madre Teresa Gabrieli è stata proclamata «Venerabile». La dichiarazione ufficiale recita: «Constare de virtutibus theologalibus Fide, Spe et Caritate tum in Deum tum in proximum, necnon de cardinalibus Prudentia, Iustitia, Temperantia et Fortitudine iisque adnexis in gradu heroico Servae Dei Mariae Teresiae Gabrieli, Confundatricis Congregationis v.d. "Suore delle Poverelle".» Questo significa che sono state riconosciute in grado eroico le sue virtù teologali (Fede, Speranza e Carità verso Dio e il prossimo) e cardinali (Prudenza, Giustizia, Temperanza e Fortezza) insieme a quelle ad esse connesse.

I suoi resti mortali, nel 1934, sono stati traslati dal Cimitero monumentale di Bergamo alla Casa Madre delle Suore delle Poverelle, in via San Bernardino 56, in un loculo interno appositamente preparato, coperto all’esterno da una lastra marmorea significativa.

Stemma o simbolo della Congregazione delle Suore delle Poverelle

L'Eredità Spirituale di Madre Teresa Gabrieli

Un Modello di Carità e Fede

Madre Teresa Gabrieli fu una religiosa ricolma di profonda fede e di incrollabile speranza, completamente abbandonata alla volontà di Dio. L'esame delle sue virtù ne rivela la figura di una donna in costante cammino verso la perfezione. Fu una consacrata concreta, fedele e amorevole, che comprese la sequela di Cristo come continuo esercizio di carità verso i più deboli. Il suo ardore, lo spirito di sacrificio e la grande umiltà la portarono a una donazione totale al Signore. La carità, come risposta all'amore di Dio, si esprimeva in una vita di preghiera e contemplazione che irradiava tutto il suo apostolato. Le testimonianze sono concordi nel mettere in evidenza le sue virtù di prudenza e temperanza. Aperta all’ascolto e obbediente, fu tenera e al contempo autorevole verso le consorelle e le bambine orfane.

Come ha affermato Suor Gabriella Lancini, Superiora della comunità di Milano, è una grande gioia per le Suore delle Poverelle sapere che la loro fondatrice Madre Teresa Gabrieli sia Venerabile e che «la Chiesa la indichi come modello». La grandezza di questa donna sta nell'aver sempre incoraggiato, essendo pratica, coraggiosa e umana. Le sue lettere alle madri del tempo, ricche di indicazioni sul rapporto con le persone, sono ancora oggi attuali. Sebbene vissuta nell’Ottocento, la sua figura ha molto da dire sul ruolo della donna nella società e nella Chiesa, dimostrando una notevole capacità di governo e gestione sugli aspetti pratici dell'opera.

La Congregazione Oggi

Colpita da ictus cerebrale nell'estate del 1907 mentre accompagnava le Suore a Padova per una presenza di formazione in un oratorio, Madre Teresa tornò a Bergamo ma la sua salute peggiorò progressivamente. Morì il 6 febbraio 1908. La Congregazione delle Suore delle Poverelle, le cui Regole furono approvate dalla Santa Sede nel 1912, continua oggi la sua opera. Nata a Bergamo per opera di Don Luigi Maria Palazzolo e Suor Teresa Gabrieli, dal 1869 si prende cura di donne e uomini, giovani e meno giovani, che vivono situazioni di fragilità. Attualmente è presente in Italia, in Africa (Burkina Faso, Repubblica Democratica del Congo, Costa d'Avorio, Kenya, Malawi) e in America Latina (Brasile e Perù), operando nel campo socio-sanitario, assistenziale, educativo e religioso, in collaborazione con le Chiese locali e rispondendo a ogni bisogno scoperto, nei limiti del possibile.

La missione delle Suore delle Poverelle si ispira al carisma dei fondatori, cercando di essere attente alla persona nella sua interezza come realtà unica e irripetibile, di personalizzare ogni rapporto e di promuovere la crescita reciproca. La collaborazione tra la comunità religiosa e gli operatori laici è un punto di forza per rispondere ai bisogni e migliorare la qualità di vita delle persone, incarnando lo spirito di Madre Teresa Gabrieli espresso nella sua frase: «Io cerco e raccolgo il rifiuto degli altri, perché dove altri provvede lo fa assai meglio di quello che io potrei fare; ma dove altri non giunge, cerco di fare qualcosa io, così come posso».

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