Madre Teresa di Calcutta: Vita, Missione e Rappresentazioni Artistiche

Madre Teresa di Calcutta, nata Anjezë Gonxhe Bojaxhiu, è stata una figura emblematica del XX secolo, la cui vita è stata interamente dedicata al servizio dei "più poveri tra i poveri". La sua opera ha lasciato un'eredità duratura, riconosciuta a livello mondiale.

Ritratto fotografico di Madre Teresa di Calcutta, con il sari bianco e blu

La Nascita e la Giovinezza

Nacque il 26 agosto 1910 a Skopje (odierna capitale della Macedonia del Nord), Vilayet del Kosovo, nell'allora Impero ottomano. I suoi genitori, Nikollë Bojaxhiu (1874-1919) e Dranafile Bernai (1889-1972), erano benestanti albanesi originari del Kosovo. Fu la madre a scegliere i nomi che le vennero dati: Anjezë (come Sant'Agnese, il cui nome vuol dire "pura casta") e Gonxhe ("bocciolo" in lingua albanese).

All'età di otto anni rimase orfana di padre, un attivista politico albanese che, secondo alcuni biografi, morì avvelenato per opera di agenti serbi. Conseguentemente, la sua famiglia si trovò in gravi difficoltà economiche; la madre la crebbe secondo i precetti e la fede cristiana cattolica.

A partire dall'età di dieci anni, Anjezë partecipò attivamente alle attività della parrocchia del Sacro Cuore di Skopje, in particolare quelle del coro, del teatro e dell'aiuto alle persone povere. Nel 1928, a diciotto anni, decise di prendere i voti, entrando come aspirante nelle Suore di Loreto.

Nel gennaio 1929 raggiunse l'India dove, dopo una breve sosta a Calcutta, venne inviata nel Darjeeling per completare la sua preparazione. Qui si fermò due anni, studiando le lingue inglese e bengalese e insegnando nella scuola annessa al convento. Svolse anche un'attività come aiuto-infermiera che la mise in contatto con la realtà dei malati e dei poveri.

L'Impegno a Calcutta e la Vocazione Speciale

Dopo aver preso i voti, Teresa lasciò Darjeeling e raggiunse Calcutta, dove per i successivi diciassette anni, visse e lavorò presso il collegio cattolico di Saint Mary's High School del sobborgo di Entally, frequentato soprattutto dalle figlie dei coloni britannici. Insegnava storia e geografia e poté studiare la lingua hindī.

Nel 1937 si recò a Darjeeling per pronunciare i voti perpetui. Tornata a Calcutta, assunse progressivamente diverse responsabilità organizzative, fino a essere nominata, nel 1944, direttrice della scuola. Gli anni della guerra ebbero profonde ripercussioni sulle attività svolte dalle suore, che si dedicarono sempre più all'accoglienza di orfani e bambini abbandonati.

Nell'agosto del 1946 Calcutta fu teatro di scontri sanguinosi, a cui presero parte le diverse fazioni indipendentiste, noti come Great Calcutta Killing. La città fu paralizzata per diversi giorni e Madre Teresa, uscita dal collegio per trovare del cibo, rimase impressionata dalla devastazione che ebbe modo di vedere. La sera del 10 settembre partì in treno per recarsi a Darjeeling, dove doveva svolgere dieci giorni di esercizi spirituali. Fu in questa occasione che ebbe quella che lei definì una "chiamata nella chiamata":

«Quella notte aprii gli occhi sulla sofferenza e capii a fondo l'essenza della mia vocazione [...] Sentivo che il Signore mi chiedeva di rinunciare alla vita tranquilla all'interno della mia congregazione religiosa per uscire nelle strade a servire i poveri. Era un ordine.»

Madre Teresa decise quindi di uscire dal convento e mettersi al servizio dei "più poveri tra i poveri", come si sentiva ora chiamata a fare. Dovette comunque aspettare due anni per convincere le consorelle e l'arcivescovo di Calcutta, ottenendo così le approvazioni necessarie. Nel 1948 Madre Teresa ebbe infine l'autorizzazione dalla Santa Sede ad andare a vivere da sola nella periferia della metropoli, a condizione che continuasse la vita religiosa.

Lasciato il convento, si recò per un breve periodo presso le suore di Patna, nel medio Gange, per acquisire nozioni sanitarie. Tornata a Calcutta, alla fine del 1948 cominciò la sua missione al servizio dei poveri recandosi con cinque rupie nello slum di Motijhil. Qui inizialmente ebbe come base una capanna, dove cominciò a insegnare e ad assistere i bambini poveri della zona. Presto attorno a lei si formò una piccola rete di volontari che l'aiutavano nell'insegnamento, nella distribuzione di cibo e nella diffusione di elementari pratiche igieniche. Grazie all'aiuto di uno di questi collaboratori, Michael Gomes, nel febbraio 1949 Madre Teresa poté trasferirsi in una casa.

Foto storica di Madre Teresa che assiste i poveri in uno slum di Calcutta

La Fondazione delle Missionarie della Carità

Nel 1950 Madre Teresa fondò la congregazione delle Missionarie della carità, la cui missione era quella di prendersi cura dei "più poveri dei poveri" e di tutte quelle persone che si sentono non volute, non amate, non curate dalla società, tutte quelle persone che sono diventate un peso per la società e che sono fuggite da tutti. Le prime aderenti furono dodici ragazze, tra cui alcune sue ex allieve alla Saint Mary.

Il numero di persone che desideravano seguire l'esempio di Madre Teresa crebbe rapidamente, tanto che le stanze messe inizialmente a disposizione da Gomes si rivelarono presto inadeguate. Nel febbraio 1953 le suore poterono quindi spostarsi in una nuova sede a 54A Lower Circular Road, messa a loro disposizione dall'arcidiocesi di Calcutta, che ospita tuttora la casa madre delle Missionarie della carità.

Nel frattempo, il 22 agosto 1952 era stata inaugurata la Casa Kalighat per i morenti (poi chiamata casa dei puri di cuore: Nirmal Hriday), nata per offrire cure e assistenza ai numerosi malati rifiutati dagli ospedali cittadini. A quel tempo l'abbandono dei malati era un fenomeno frequente, legato alle condizioni di estrema povertà in cui versava buona parte della popolazione cittadina. Le persone portate all'ospizio venivano assistite e avevano, nel caso, la possibilità di morire con dignità secondo i riti della propria fede: ai musulmani si leggeva il Corano, agli indù si dava acqua del Gange, i cattolici ricevevano l'estrema unzione.

Gli inizi furono comunque difficili. Non mancarono le resistenze e i sospetti di proselitismo, soprattutto da parte dei sacerdoti induisti del vicino tempio. Madre Teresa è stata ad esempio accusata di battezzare i malati in punto di morte, senza chiedere il loro parere. Tali critiche hanno preso spunto da una dichiarazione nella quale Madre Teresa dichiarava di offrire ai malati "uno speciale biglietto per san Pietro".

Infografica sulla crescita delle Missionarie della Carità nel mondo

L'Espansione dell'Opera e l'Impegno contro la Lebbra

Madre Teresa decise di dedicarsi anche alla piaga della lebbra, a quel tempo ancora largamente diffusa. Nel 1957, con l'aiuto di un medico, cominciò ad accogliere e assistere alcuni lebbrosi. Nel 1958 Madre Teresa aprì un centro per i malati di lebbra a Tigarah, in una zona degradata nella periferia di Calcutta. Pochi anni dopo, nel 1961, il governatore del Bengala decise di affidare alle Missionarie della carità un terreno a circa trecento chilometri da Calcutta, presso il confine con il Bihar: qui Madre Teresa realizzò il villaggio di Shanti Nagar (Città della pace), dove i malati di lebbra potevano vivere e lavorare, coltivando i campi, allevando animali e svolgendo attività di artigianato.

Nel febbraio 1965, papa Paolo VI concesse alle Missionarie della carità il titolo di "congregazione di diritto pontificio" e la possibilità di espandersi anche fuori dall'India. Il 26 luglio 1965 a Cocorote, in Venezuela, venne quindi aperta la prima casa della congregazione fuori dall'India. Seguì, l'8 dicembre 1967, l'avvio di un centro a Colombo (Sri Lanka). L'Ordine si ampliò con la nascita di un ramo contemplativo e di due organizzazioni laicali, aperte cioè anche ai laici. Per i Collaboratori di Madre Teresa, la fondatrice volle mettere in luce la natura non confessionale dell'iniziativa, aperta a persone "di tutte le religioni e tutte le denominazioni".

Il Premio Nobel per la Pace e gli Ultimi Anni

Nel corso degli anni ottanta nacque e si consolidò la sua amicizia con papa Giovanni Paolo II, i quali si scambiarono visite reciproche. Woytila la definì pubblicamente come una "santa vivente". Grazie all'appoggio del pontefice, Madre Teresa riuscì ad aprire ben tre case a Roma, fra cui una mensa nella Città del Vaticano dedicata a Santa Marta, patrona dell'ospitalità.

Nel 1979 Madre Teresa ottenne il premio Nobel per la pace.

A partire dalla fine degli anni ottanta, le sue condizioni di salute peggiorarono: già affetta da artrite reumatoide, che la costrinse a un primo ricovero nel 1983, ebbe un infarto nel 1989, per il quale le fu applicato un pacemaker. Si dimise da superiora dell'Ordine, ma, in seguito a un ballottaggio, fu rieletta praticamente all'unanimità, fatta eccezione solo per qualche voto astenuto. Nel 1991 si ammalò di polmonite, nel 1992 le furono riscontrati nuovi problemi cardiaci e l'anno successivo contrasse la malaria. Nell'aprile del 1996 Madre Teresa cadde e si ruppe la clavicola.

Il 13 marzo 1997 lasciò definitivamente la guida delle Missionarie della carità, alla cui guida subentrò suor Nirmala Joshi. La sua scomparsa suscitò grande commozione nel mondo intero: l'India le riservò solenni funerali di Stato, che videro un'enorme partecipazione popolare e la presenza di importanti autorità del mondo intero.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Javier Pérez de Cuéllar, arrivò persino a dichiarare: "Lei è le Nazioni Unite. Lei è la pace nel mondo." Nawaz Sharif, primo ministro del Pakistan, disse inoltre che Madre Teresa era "un raro e unico individuo che ha vissuto a lungo per più alti scopi." Madre Teresa è stata sepolta a Calcutta, presso la sede delle Missionarie della carità.

Fotografia di Madre Teresa che riceve il Premio Nobel per la Pace

La Beatificazione e la Canonizzazione

Con una deroga speciale, Giovanni Paolo II fece aprire il processo di beatificazione a soli due anni dalla sua morte. L'arcidiocesi di Calcutta aprì il processo per la canonizzazione già nel 2005. Il 17 dicembre 2015 papa Francesco ha promulgato il decreto circa il miracolo attribuito all'intercessione della beata Teresa di Calcutta, ultimo passo richiesto per la sua canonizzazione, e nel concistoro del 15 marzo 2016 ha firmato il decreto di canonizzazione.

Il processo di beatificazione, primo passo verso la canonizzazione, richiede la documentazione di un miracolo avvenuto per intercessione di Madre Teresa. Le segnalazioni ricevute sono migliaia, ma solo pochissime vengono ritenute rilevanti dalla Chiesa cattolica ai fini del processo di canonizzazione e passate quindi a un vaglio più approfondito. Per essere considerata miracolosa dalla Chiesa, una guarigione deve infatti essere istantanea, completa, duratura e senza alcuna spiegazione medica plausibile.

Il Miracolo per la Beatificazione: Monica Besra

Per la beatificazione è stata riconosciuta come miracolosa la guarigione di una donna di religione induista, Monica Besra. Nel 2002 la Santa Sede ha riconosciuto come miracolosa la guarigione di una donna indiana, Monica Besra, originaria di un villaggio a nord di Calcutta. Nel 1998 la donna era malata ma, non potendo più sostenere le spese mediche, aveva chiesto di lasciare l'ospedale in cui era ricoverata e di essere accompagnata a un centro delle Missionarie della carità, presso Balurghat. La malattia non è ancora chiara: i medici le avevano infatti diagnosticato sia un tumore all'addome sia una meningite tubercolare.

Il 5 settembre la donna pregò con le suore e affermò di aver visto una fotografia di Madre Teresa e di essere rimasta colpita da un raggio di luce che proveniva dai suoi occhi. Nel pomeriggio, Monica Besra poggiò un piccolo medaglione di Madre Teresa sulla protuberanza che aveva sull'addome e continuò a pregare. La mattina successiva si sentì leggera: chiamò la donna che dormiva di fianco a lei per dirle che la protuberanza era scomparsa. Monica Besra, che è di fede induista, successivamente dichiarò: "Dio mi ha scelto come mezzo per mostrare alla gente l'enorme potere di cura di Madre Teresa, non solo attraverso le cure fisiche, ma attraverso i suoi miracoli".

Prima di prendere una decisione sulla vicenda, la Congregazione per le cause dei santi ha intervistato 113 persone e raccolto 35.000 pagine di documentazione, ascoltando anche le voci critiche. La vicenda è ancora oggetto di controversie. Il marito di Monica Besra affermò ad esempio che la guarigione non era dovuta a un miracolo, ma alle cure dei medici. Divisioni si registrarono anche tra i medici che l'avevano curata: uno di loro sostenne che la guarigione era scientificamente inspiegabile, mentre per un altro la guarigione era dovuta a nove mesi di cure anti-tubercolosi. Un medico affermò inoltre di aver ricevuto pressioni da parte delle Missionarie della carità perché sostenesse che la guarigione fosse avvenuta per miracolo.

Il Miracolo per la Canonizzazione: Marcilio Haddad Andrino

Ai fini della canonizzazione, la Chiesa cattolica ha riconosciuto come miracolosa la guarigione di Marcilio Haddad Andrino, un ingegnere brasiliano nato a Santos nel 1973, che nel 2006 aveva cominciato a soffrire di violenti mal di testa. Nell'ottobre del 2008 gli erano stati diagnosticati otto ascessi cerebrali e una grave forma di idrocefalia. Il 9 dicembre 2008, a seguito di un improvviso peggioramento, era stato portato in sala operatoria, ma prima dell'intervento si era sentito guarito e i medici avevano constatato la scomparsa dell'idrocefalia e degli ascessi. Durante la malattia la moglie di Marcilio, Fernanda Rocha Andrino, aveva pregato per il marito, applicandogli anche sul capo una reliquia di Madre Teresa.

I Principi Fondamentali della sua Missione

La vita di Madre Teresa è stata dedicata all'assistenza dei più poveri, valorizzando la dignità presente in ogni persona, anche nelle condizioni di disagio più estreme. Il suo obiettivo è stato rovesciare la tradizionale asimmetria delle pratiche di assistenza che, spesso condotte con movimenti dall'alto al basso, si rivelavano umilianti e demotivanti per chi riceveva il sostegno. Particolare attenzione ha dedicato al tema dell'isolamento sociale: secondo Madre Teresa "essere rifiutati è la peggiore malattia che un essere umano possa provare".

Posizioni Etiche e Religiose

In ambito demografico, Madre Teresa ha promosso la pianificazione delle nascite con metodi naturali, condannando l'aborto e i metodi di contraccezione nei suoi incontri con esponenti politici di tutto il mondo. Nel discorso tenuto alla consegna del premio Nobel, dichiarò:

«Sento che oggigiorno il più grande distruttore di pace è l'aborto, perché è una guerra diretta, una diretta uccisione, un diretto omicidio per mano della madre stessa. [...] Perché se una madre può uccidere il suo proprio figlio, non c'è più niente che impedisce a me di uccidere te, e a te di uccidere me»

Sul tema della famiglia, Madre Teresa ha difeso le posizioni della Chiesa cattolica, sostenendo anche campagne contro il divorzio, come ad esempio quella del 1996 in Irlanda.

Madre Teresa sosteneva l'ecumenismo e l'apertura alle religioni non-cristiane. A tal proposito affermò: «C'è un solo Dio, ed è Dio per tutti; è per questo importante che ognuno appaia uguale dinnanzi a Lui. Ho sempre detto che dobbiamo aiutare un indù a diventare un indù migliore, un musulmano a diventare un musulmano migliore e un cattolico a diventare un cattolico migliore. Crediamo che il nostro lavoro debba essere d'esempio alla gente. Attorno a noi abbiamo 475 anime: di queste, solo 30 famiglie sono cattoliche. Le altre sono indù, musulmane, sikh...»

Madre Teresa non si considerava una suora di vita attiva. Al contrario, di sé e delle altre Missionarie della carità diceva: "Siamo delle contemplative che vivono in mezzo al mondo." Madre Teresa ha anche provato l'esperienza dell'aridità e della sofferenza spirituale fino all'incredulità, come emerso dalla pubblicazione postuma delle sue lettere.

Madre Teresa nell'Arte e nella Rappresentazione Grafica

La figura di Madre Teresa ha ispirato numerosi artisti e designer. Ella stessa si considerava uno strumento nelle mani di Dio, un concetto che evoca la creazione e l'arte divina:

"Sono come una piccola matita nelle Sue mani, nient’altro. E’ Lui che pensa. E’ Lui che scrive. La matita non ha nulla a che fare con tutto questo." Così Madre Teresa si rende disponibile al disegno di Dio.

Immagini Vettoriali per Scultori

L'immagine di Madre Teresa di Calcutta è stata anche vettorializzata, ottimizzando ogni tratto per facilitare il lavoro del marmista. Questi tracciati PostScript di alta qualità con curve e diagonali perfette permettono di ingrandire o ridurre il disegno a qualsiasi misura senza che sgrani o perda dettaglio. Questo tipo di download contiene solitamente diverse immagini vettoriali di Santa Teresa di Calcutta in formati come AI, EPS, PDF, SVG, DXF e JPG, e l'acquisto concede una licenza non esclusiva per creare prodotti fisici.

Esempio di disegno vettoriale di Madre Teresa, stilizzato per la scultura

"Preghiere a Matita" dell'Artista Depsa

Esistono anche opere d'arte che catturano l'essenza spirituale di Madre Teresa, come i disegni della serie "Preghiere a matita" dell'artista italiano Depsa. Questi lavori, cogliendo l'essenza spirituale del soggetto ritratto, ispirano contemplazione e preghiera. Un esempio è un disegno stampato su carta ruvida, con dimensioni di cm 30 x 42.

L'autore, Depsa (Salvatore De Pasquale), è un artista italiano conosciuto in tutto il mondo. La sua arte spazia in molteplici campi: è pittore, poeta, scrittore per il teatro e la TV, autore di famose canzoni come "Champagne" cantata da Peppino di Capri e Andrea Bocelli, e "Good love gone bad", cantata da Ray Charles. Maestro e fonte di ispirazione di Depsa è stato il grande pittore Piero Annigoni, famoso nel mondo per i suoi ritratti in stile rinascimentale della giovane Regina Elisabetta II, di Papa Giovanni XXIII e di John F. Kennedy.

Madre Teresa di CALCUTTA - Alessandro Barbero (Inedito | Intesa San Paolo 2021)

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