L'Ortodossia Cristiana: Fede, Tradizione e il Ruolo degli Apostoli

L'Ortodossia, il cui termine significa letteralmente "retta dottrina" o "corretta opinione", è la Chiesa Cristiana che riconosce il primato d'onore al Patriarca ecumenico di Costantinopoli. Fin dai primi secoli del Cristianesimo, il termine "ortodossia" venne a esprimere l'adesione piena al messaggio evangelico originario di Gesù Cristo trasmesso dagli apostoli, senza aggiunte, amputazioni o mutazioni. Questa fede si manifesta in uno stile di vita e in un culto che i cristiani orientali credono confessare la vera dottrina di Dio nel modo giusto.

Icona ortodossa della Santissima Trinità

Contesto Storico e Scisma

Sebbene inizialmente i cristiani orientali e occidentali condividessero la stessa fede, le due tradizioni iniziarono a dividersi dopo il settimo Concilio ecumenico del 787 d.C. Un momento decisivo per la maggior parte degli ortodossi fu il Sacco di Costantinopoli nel 1204 durante la Quarta Crociata (cristiana occidentale), che portò infine alla perdita della capitale bizantina a favore degli Ottomani musulmani nel 1453. Fino allo scisma, le cinque grandi sedi patriarcali erano Roma, Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme. Dopo la rottura con Roma, l'Ortodossia divenne l'espressione dominante del cristianesimo nel Mediterraneo orientale, in gran parte dell'Asia Minore, in Russia e nei Balcani.

Le radici dello scisma risalgono alla decisione dell'Imperatore Costantino di fare di Costantinopoli (nel 330 d.C.) la "Nuova Roma" e capitale dell'Impero. Nel 381 d.C., il vescovo di Costantinopoli pretese per il suo seggio un primato d'onore immediatamente dopo quello di Roma. Questo fu accentuato dalla divisione dell'Impero in Occidente e Oriente dopo la morte dell'Imperatore Teodosio. Al Concilio di Calcedonia (451 d.C.), il Vescovo di Costantinopoli ottenne non solo la conferma del suo posto d'onore, ma anche un'effettiva giurisdizione su vaste aree, una decisione non riconosciuta dal Papato romano.

Dopo un breve scisma (863-867) operato dal Patriarca di Costantinopoli Fozio, lo scisma definitivo avvenne nel 1054 con il Patriarca Michele Cerulario. Le relazioni con Roma erano già sospese da tempo. Cerulario riaprì la polemica contro i riti e gli usi latini, chiudendo tutte le chiese latine di Costantinopoli. La risposta di Papa Leone IX fu l'invio di legati pontifici, che deposero sull'altare di Santa Sofia la bolla di scomunica contro Michele Cerulario il 16 luglio 1054. Cerulario rispose scomunicando i legati. Questa sentenza fu accolta da tutti, segnando la divisione.

Struttura e Organizzazione della Chiesa Ortodossa

La Chiesa Ortodossa si articola in una serie di Chiese autocefale, di norma erette al rango di patriarcati. Queste comunità, pur essendo in piena comunione sacramentale e canonica tra loro, agiscono indipendentemente l'una dall'altra. Le Chiese Ortodosse più importanti sono quella russa, quella rumena, quella greca, quella serba e quella bulgara. Esistono anche alcune chiese autonome e semiautonome che godono di un notevole grado di autogoverno, ma la cui elezione del Primate viene formalmente approvata dal Sinodo della Chiesa Autocefala da cui dipendono.

Va specificato che all'interno dell'ecumene ortodossa non mancano situazioni oggetto di controversie giurisdizionali, talora tali da porre in crisi la comunione di qualche particolare giurisdizione. Il Cristianesimo ortodosso viene spesso classificato come scismatico e non eretico dalla Chiesa cattolica. L'eresia si pone sul piano della dottrina, lo scisma su quello della disciplina. Il rifiuto della sottomissione al Papa, in quanto Vescovo di Roma avente un potere di giurisdizione su tutti gli altri vescovi, è la ragione principale di questa classificazione, sebbene gli ortodossi ritengano che San Paolo sia stato del tutto pari a San Pietro (tesi del "duplice capo della Chiesa").

Credenze Teologiche Fondamentali

La Santissima Trinità e la Divinità

I cristiani ortodossi credono in un solo Dio in tre persone: Padre, Figlio e Spirito Santo, "uno in essenza e indiviso". Il Padre è la persona (o ipostasi) fonte della divinità, ingenerato. Il Figlio è generato eternamente dal Padre, e lo Spirito Santo procede eternamente dal Padre (Gv. 15, 26). Questa è la dottrina della monarchia del Padre.

Per quanto riguarda il rapporto tra Dio e la creazione, i teologi ortodossi distinguono fra l'essenza eterna di Dio e le energie increate. L'essenza divina è inconoscibile alle creature (uomini o angeli), mentre le energie o atti divini increati possono essere conosciuti attraverso l'esperienza e sono la via attraverso la quale Dio si comunica all'uomo. Questa dottrina, presente in Padri della Chiesa come San Basilio Magno o Sant'Atanasio di Alessandria, è stata esplicitata organicamente da San Gregorio Palamas nel XIV secolo. Questa distinzione evita il contrasto tra fede e scienza, separando il mondo creato (soggetto alle leggi naturali) dal mondo rivelato e increato (soggetto alle leggi divine).

L'Uomo, il Peccato e la Theosis

L'uomo fu originariamente creato perfetto e libero di scegliere il bene e il male, ma attraverso le sue azioni abbracciò la malvagità. Per gli Ortodossi, la colpa di Adamo ed Eva è indicata con l'espressione patristica "peccato ancestrale", le cui conseguenze - la morte fisica e spirituale - si sono abbattute su tutta l'umanità. Partecipi degli effetti collaterali del peccato primordiale, gli esseri umani nascono spiritualmente puri, ma inevitabilmente destinati a far presto i conti col peccato, che è considerato una "malattia che necessita di guarigione", una malattia che disturba il rapporto con Dio.

Quando Gesù venne al mondo, Egli fu contemporaneamente Uomo Perfetto e Dio Perfetto. Attraverso la sua partecipazione all'umanità, la natura umana fu cambiata, permettendo agli esseri umani di partecipare alla natura divina. Questo processo, chiamato theosis o deificazione, è il traguardo finale dell'Ortodossia, come sintetizzato da sant'Atanasio di Alessandria: "Dio è divenuto Uomo affinché l'Uomo possa divenire Dio". L'Incarnazione trasforma l'umanità stessa unendola alla Divinità, rendendo possibile all'uomo di partecipare alla divinità di Dio.

Rappresentazione della Theosis nella teologia ortodossa

La Santissima Madre di Dio (Theotokos)

Molte tradizioni riguardanti la Sempre Vergine Maria, la Theotokos (Madre di Dio), sono di suprema importanza teologica. Gli Ortodossi credono che Maria sia e sia rimasta vergine prima e dopo la nascita di Cristo, e che Cristo non le arrecò alcun dolore al momento della nascita. Maria, si crede, non commise peccato nella sua vita. Tuttavia, l'Ortodossia non accetta il concetto di "Immacolata Concezione", non credendo nel "peccato originale". Secondo gli Ortodossi, la Theotokos fu soggetta alle conseguenze del peccato ancestrale come ogni essere umano, ma ne venne purificata al momento del concepimento di Cristo, che era fin da quel momento Dio perfetto e uomo perfetto. Per questo è corretto dire che Maria è in effetti la Theotokos, la datrice di vita di Dio, e la più grande di tutti gli esseri umani che siano mai vissuti.

Dopo aver svolto il suo grande ruolo, la Chiesa crede che Maria rimase vergine e continuò a servire Dio. Si crede che lei fu la prima a sapere della risurrezione del figlio e che visse fino all'età di settanta anni, chiamando miracolosamente a sé tutti gli apostoli prima di morire. Secondo la tradizione, San Tommaso arrivò tardi e, aprendo la tomba, trovò il corpo di Maria scomparso. Gli ortodossi credono che venne assunta in cielo in corpo e spirito, ma questa non è una prescrizione dogmatica come nella Chiesa cattolica romana; viene sottolineata la "Dormizione della Vergine", non la sua "Assunzione", una differenza più formale che sostanziale.

Tradizione Apostolica e Sacramenti

La Tradizione come Fondamento

Affidandosi alla Tradizione, gli ortodossi citano Paolo: "Così dunque, fratelli, state saldi e ritenete gli insegnamenti che vi abbiamo trasmessi sia con la parola, sia con una nostra lettera." (Seconda lettera ai Tessalonicesi 2:15). Questo aspetto peculiare all'Ortodossia sottolinea il valore esperienziale e non meramente intellettuale della Tradizione. Essa non è mai ritenuta una realtà morta o museale, ma passa attraverso la vita di uomini cambiati dalla fede in Cristo, trasmettitori della novità e della freschezza della fede apostolica e patristica.

Nell'Ortodossia, come nel Cattolicesimo, la Bibbia è interpretata usando il criterio stabilito dalla esperienza della Chiesa, che proviene, a sua volta, da quanto trasmesso dagli Apostoli nella Chiesa primitiva. Il fedele, seguito dal padre spirituale, deve operare una maturazione interiore per assaporare i molteplici sensi della Scrittura e il significato che essa ha nella sua vita concreta.

L'Ortodossia considera la verità come rintracciabile nel "Consenso dei Padri", un evidente filo conduttore di accordo che unisce gli scritti patristici della prima Chiesa e degli apostoli. Tutti i concetti teologici devono essere in accordo con tale consenso. Coloro i quali si mostrarono in disaccordo non vennero accettati come "Padri" autentici. Anche i "padri" autentici possono avere opinioni teologiche non universalmente condivise, ma ciò non li rende eretici, a patto che sia salvaguardato il consenso complessivo della Chiesa sui punti dogmatici.

I Misteri (Sacramenti)

Il Cristianesimo ortodosso non ha mai definito dogmaticamente il numero dei sacramenti. Essi sono visti come vie attraverso cui Dio si comunica all'uomo e l'uomo raggiunge la théosis.

  • Cresima: Il rito ortodosso prevede un'unzione estesa a tutto il corpo con il crisma benedetto dal vescovo.
  • Eucaristia: Nell'Ortodossia si utilizza il termine trasmutazione anziché transustanziazione, sebbene teologicamente non vi sia differenza sostanziale. L'Eucaristia è celebrata con pane di frumento fermentato (e non azimo, come in Occidente) e vino rosso mescolato con acqua tiepida. La Comunione è distribuita sempre sotto le due specie e può essere amministrata anche ai bambini molto piccoli dopo il Battesimo.
  • Penitenza: Simile al sacramento cattolico, ma ognuno deve confessarsi col proprio "padre spirituale" senza l'uso del confessionale a grata. La Confessione è vista soprattutto come una "terapia dell'anima".
  • Ordine: Permette la creazione dei ministri della Chiesa nei tre gradi di vescovo, presbitero e diacono. Solo il vescovo è eletto tra i celibi (specificamente tra i monaci), mentre sacerdoti e diaconi possono essere scelti sia tra celibi che tra sposati, con la condizione che questi ultimi non siano in seconde nozze e non si sposino dopo l'ordinazione.
  • Matrimonio: Per l'Ortodossia, neppure la morte di uno dei due coniugi può sciogliere il vincolo. Tuttavia, il vescovo può decidere se ammettere i suoi diocesani a seconde o terze nozze. In determinate circostanze, come l'adulterio (interpretazione di Matteo 19, 9), il divorzio è ammesso se l'amore coniugale è venuto meno. La celebrazione avviene con il rito dell'incoronazione, a dimostrazione dell'importanza dell'unione eterna della coppia.
  • Unzione degli Infermi: La Chiesa unge i malati con l'olio, seguendo l'insegnamento di San Giacomo (5,14-15).
Rappresentazione di un rito di Battesimo ortodosso

Differenze con la Chiesa Cattolica

L'Ortodossia non riconosce in particolare le dottrine del primato papale, del Purgatorio e della processione dello Spirito Santo dal Padre e dal Figlio (Filioque). Tuttavia, potrebbe ammettere un primato d'onore al Vescovo di Roma.

  • Primato Papale: Gli Ortodossi rifiutano il primato di giurisdizione del Papa. La Chiesa cattolica, invece, afferma che "la santa Chiesa romana ha anche primato ed autorità sovrana su tutta la Chiesa cattolica", come espresso nella professione di fede di Michele Paleologo (1274) e in encicliche papali come la Satis cognitum di Leone XIII e la Mortalium animos di Pio XI, che sottolineano l'unità della Chiesa sotto l'autorità petrina.
  • Processione dello Spirito Santo (Filioque): I teologi ortodossi affermano che lo Spirito Santo procede solo dal Padre, o tutt'al più sono disposti a usare l'espressione del Secondo Concilio ecumenico di Nicea "procede dal Padre attraverso il Figlio", ma non dal Figlio. Questa differenza ha implicazioni sulla comprensione delle relazioni intratrinitarie.
  • Natura delle Energie Divine: Per gli Ortodossi le energie divine sono increate, mentre per i Cattolici sono create da Dio.
  • Immacolata Concezione: La Chiesa cattolica professa che la Santa Vergine Maria è stata concepita senza macchia di peccato. L'Ortodossia, non credendo nel "peccato originale" e usando il concetto di "peccato ancestrale", non accetta questa dottrina.
  • Purgatorio: Gli Ortodossi non credono nel Purgatorio. Sebbene preghino per i defunti, si afferma che dopo la morte l'anima, nel suo avvicinamento verso Dio, dovrebbe superare dei "punti di blocco" o "stazioni di pedaggio", incontrando "demoni dell'aria". Questa purificazione non è vista come un fuoco punitivo.
  • Sacramenti: Differenze si riscontrano nell'uso del pane fermentato per l'Eucaristia, nella possibilità di amministrare la Comunione ai bambini piccoli e nella possibilità di matrimonio per i sacerdoti (pre-ordinazione) e il divorzio in casi specifici.
  • Successione Apostolica: L'Ortodossia possiede una reale successione apostolica materiale. Tuttavia, la Chiesa cattolica distingue tra una successione materiale e una formale, affermando che l'episcopato, pur ricevuto materialmente, non è formalmente valido se si è separati dalla Chiesa e dal suo capo in Terra, il Vescovo di Roma.

Cattolici e ortodossi, pur non potendo ordinariamente condividere il sacramento dell'Eucaristia a causa della mancanza di piena comunione ecclesiale, riconoscono entrambi la presenza piena e reale di Cristo nel pane e nel vino eucaristici dopo la consacrazione. Il Metropolita russo Hilarion di Volokolamsk ha ribadito questa fede condivisa durante il 52esimo Congresso eucaristico internazionale a Budapest, affermando che la celebrazione eucaristica non è solo una commemorazione dell'Ultima Cena, ma anche la sua attualizzazione.

Ortodossia e Altre Tradizioni Cristiane

Chiesa Copta Ortodossa

La Chiesa Copta Ortodossa, che condivide dottrine con le Chiese ortodosse Armena, Siriaca, Etiope, Indiana ed Eritrea, presenta alcune differenze significative con la Chiesa Cattolica:

  • Santa Vergine Maria: La Chiesa Copta crede che Maria sia stata concepita con il peccato originale come tutti gli uomini ed è l'Immacolata Concezione in quanto ha concepito Gesù Cristo in modo unicamente immacolato. È la Madre di Dio e superiore a tutti i santi.
  • Infallibilità: Nessun uomo è infallibile, tranne il Signore Gesù Cristo.
  • Primato: Tutti i capi delle chiese istituite dagli Apostoli sono incaricati in egual modo.
  • Purgatorio: Le colpe rimesse nel secolo futuro sono quelle di cui ci si pente, e che l'uomo non confessa, non avendo la possibilità di raggiungere il suo padre spirituale.

Protestantesimo

I protestanti riconoscono generalmente soltanto uno dei sette Sacramenti: il Battesimo, non hanno il Sacro Sacerdozio e non riconoscono l'intercessione dei Santi. Le differenze dottrinali tra Ortodossia e Protestantesimo sono profonde.

Mappa delle Chiese Ortodosse Autocefale nel mondo

Metodo Teologico Ortodosso

Il discorso sulla fede posto nell'Ortodossia è, per quanto possibile, lineare e logico, nonostante si abbia a che fare con le realtà rivelate che sono soprarazionali e non sono esauribili nella pura logica. Un'esposizione senza senso logico potrebbe essere una ragione giustificata per rigettare una credenza. Le credenze rigettate vengono definite eresie. La teologia ortodossa è ricca di dimostrazioni logiche basate sul "Consenso dei Padri".

Le aree della teologia che presentano due punti assai logici che non possono essere risolti assieme, eppure devono essere entrambi veri, vengono indicate come "misteri". I misteri non sono scappatoie, ma piuttosto punti di convergenza tra verità che la ragione umana non può pienamente conciliare.

tags: #ma #gli #ortodossi #credono #negli #apostoli