La Riforma Luterana e lo Spirito Santo: Un Dibattito Teologico Cattolico

Il cinquecentesimo anniversario della Riforma Protestante ha riacceso il dibattito sulla sua natura e sul suo significato all'interno della teologia cattolica, in particolare riguardo all'interpretazione del ruolo dello Spirito Santo in tale evento storico. Al centro di questa discussione si trovano le diverse posizioni espresse da figure di spicco della Chiesa.

illustrazione di Martin Lutero che affigge le 95 tesi sul portone del castello di Wittenberg

Le Origini del Dibattito: Monsignor Galantino e il Cardinale Müller

La questione ha assunto una rilevanza particolare quando monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della CEI, è intervenuto in un convegno dal titolo “Passione per Dio. Spiritualità e teologia della Riforma a 500 anni dal suo albeggiare”, svoltosi alla Pontificia Università Lateranense. Con l’intento di sottolineare gli effetti positivi che quegli sconvolgimenti ebbero sul futuro della Chiesa, Galantino ha definito la Riforma “un evento dello Spirito Santo”.

Questa affermazione è stata definita "inaccettabile" dal cardinale Gerhard Ludwig Müller, l'ex Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, in un lungo articolo apparso su La Nuova Bussola Quotidiana. Müller ha chiarito che "è il contrario, fu contro lo Spirito Santo", sottolineando la grande confusione attuale nel parlare di Lutero.

La Riforma come "Evento dello Spirito Santo": La Prospettiva di Monsignor Galantino

Monsignor Galantino, nel suo approccio, si ispira all'affermazione di San Tommaso d’Aquino: “Omne verum a quocumque dicatur a Spiritu Sancto est” (Summa Theologiae, I-II, q.109, a.1, ad 1 - «Ogni verità, da chiunque sia detta, viene dallo Spirito Santo»). C’è qui, da parte del grande dottore della Chiesa, l’invito a porsi di fronte agli eventi della storia intravedendovi l’azione dello Spirito, non solo all’interno della Chiesa bensì anche in eventi a volte crudeli, spesso drammatici, che ne stimolano la purificazione e la riforma.

In questo orizzonte di fede, Galantino legge anche la Riforma protestante, la cui alba ha fatto irruzione nella storia europea cinquecento anni or sono con la pubblicazione delle 95 tesi di Martin Lutero contro la compravendita delle indulgenze. Il monaco agostiniano le aveva allegate a una lettera, inviata all’arcivescovo di Magonza e all’ordinario della diocesi di Wittenberg, per denunciare i modi scandalosi in cui era condotta la vendita delle indulgenze. Egli riteneva peraltro che lo stesso Papa sarebbe stato d’accordo con lui nel riprovare questo mercato della grazia, scrivendo: «Come il papa fulmina giustamente coloro che operano qualsiasi macchinazione contro la vendita delle indulgenze, molto più gravemente intende colpire coloro che, col pretesto delle indulgenze, operano macchinazioni a danno della santa carità e verità» (tesi 73-74) e ancora: «Il vero tesoro della Chiesa è il sacrosanto Vangelo della gloria e della grazia di Dio» (tesi 62).

È storicamente provato che le vicende che hanno condotto alla scomunica e allo scisma sono il frutto di un groviglio di elementi (politico, economico, teologico, ecclesiastico) molto difficile da districare. Un aspetto di questa dolorosa vicenda non può essere tralasciato: la rivoluzione luterana ha di fatto condotto al Concilio di Trento e alla riforma della Chiesa cattolico-romana, di cui da tempo si sentiva il bisogno, ma che i precedenti concili non erano riusciti ad attuare. In questa prospettiva, papa Ratzinger poteva affermare che neppure la Chiesa cattolica sarebbe la stessa senza Lutero. Galantino, tuttavia, pur riconoscendo l'importanza storica, concorda che questo quinto centenario non possa considerarsi un "giubileo", trattandosi di un evento che si può rappresentare con la metafora di una "scissione nucleare".

rappresentazione del Concilio di Trento, un punto di svolta per la Chiesa Cattolica

La Contro-Argomentazione del Cardinale Müller: Una "Rivoluzione" contro lo Spirito Santo

Il cardinale Müller contesta vigorosamente l'idea che la Riforma luterana possa essere considerata un evento dello Spirito Santo. A suo avviso, "dal punto di vista della teologia dogmatica, dal punto di vista della dottrina della Chiesa, non fu affatto una riforma, ma una rivoluzione, cioè un cambiamento totale dei fondamenti della fede cattolica". Egli ribadisce che "è inaccettabile affermare che la riforma di Lutero fu un evento dello Spirito Santo" in quanto "fu contro lo Spirito Santo".

La Dottrina della Chiesa e il Ruolo dello Spirito Santo

Müller puntualizza che "lo Spirito Santo aiuta la Chiesa a conservare la sua continuità tramite il magistero, soprattutto nel servizio del ministero Petrino". Egli sottolinea che "lo Spirito Santo non contraddice se stesso" e che la Chiesa, fondata da Gesù su Pietro (Mt 16,18), è "la Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità" (1Tim 3,15). Confondere gli sbagli personali e i peccati degli uomini di Chiesa con errori nella dottrina e nei sacramenti significa negare il principio che Gesù stesso ha fondato la Sua Chiesa e la protegge nella trasmissione della fede e della Grazia nei sacramenti tramite lo Spirito Santo. La Sua Chiesa non è un’organizzazione solo umana: è il corpo di Cristo, dove c’è l’infallibilità del Concilio e del Papa in modalità precisamente descritte.

Le Rotture Teologiche di Lutero

Müller argomenta che non è realistico sostenere che l'intenzione di Lutero fosse solo di lottare contro alcuni abusi delle indulgenze o contro i peccati della Chiesa rinascimentale. Nel libro scritto da Lutero nel 1520, “De captivitate Babylonica ecclesiae”, appare chiaramente che egli ha lasciato dietro di sé tutti i principi della fede cattolica, della Sacra Scrittura, della Tradizione apostolica, del magistero del Papa e dei Concili, dell’episcopato. In questo senso, Lutero ha stravolto il concetto di sviluppo omogeneo della dottrina cristiana.

Tra le principali rotture dottrinali evidenziate dal cardinale vi sono:

  • La negazione del sacramento come segno efficace della grazia in esso contenuta. Lutero avrebbe sostituito l'efficacia oggettiva dei sacramenti con una fede soggettiva.
  • L'abolizione di cinque sacramenti.
  • La negazione dell'Eucaristia: sia il carattere sacrificale del sacramento sia la reale conversione della sostanza del pane e del vino nella sostanza del corpo e del sangue di Gesù Cristo.
  • La definizione del sacramento dell’Ordine episcopale come "invenzione del Papa" - definito l’Anticristo - e non parte della Chiesa di Gesù Cristo.

Per Müller, non è corretto affermare che Lutero avesse inizialmente buone intenzioni, intendendo con ciò che fu poi l’atteggiamento rigido della Chiesa a spingerlo sulla strada sbagliata. L'obiettivo del frate agostiniano era attaccare, attraverso la lotta contro il commercio delle indulgenze, il "sacramento della penitenza" stesso. Questo movimento, egli conclude, ha rappresentato la distruzione dell’unità di milioni di cristiani con la Chiesa cattolica, un effetto contrario alla volontà di Dio espressa in Giovanni 17,21: «…Tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anche essi in noi, perchè il mondo creda che tu mi hai mandato».

L'Ermeneutica Biblica Luterana: "Sola Scriptura" e "Sola Fides"

Il cardinale Müller analizza anche il modo luterano di leggere la Bibbia. Sebbene il contatto diretto con la Bibbia sia cosa buona e utile, presente anche nella tradizione cattolica attraverso la lectio divina, il principio del "sola Scriptura" di Lutero si presenta con la pretesa di accostarsi direttamente alla Parola di Dio senza presupposti o mediazioni razionali o filosofiche, data la sfiducia di Lutero nel potere della ragione di cogliere la verità. È questo l’aspetto fideistico ("sola fides") della sua ermeneutica biblica.

In realtà, anche Lutero era ben consapevole di avvicinare il testo biblico sulla base di una precisa precomprensione intellettuale, riconoscendo apertamente la sua appartenenza alla corrente occamista ("ego sum occamicae factionis"). Secondo la visione cattolica, il contatto con la Scrittura resta "sguarnito di quei sostegni e quelle garanzie ermeneutiche che solo la mediazione della Chiesa e della filosofia cattolica possono garantire".

Intenzioni vs. Dottrina: Il Cuore del Dibattito Ecumenico

Un aspetto cruciale del dibattito ecumenico riguarda la distinzione tra le intenzioni di Lutero e i contenuti della sua dottrina. Müller avverte che focalizzarsi sulle "buone intenzioni" di Lutero, intendendo che l'atteggiamento rigido della Chiesa lo abbia spinto sulla strada sbagliata, non è corretto. Non è neanche vero che la Chiesa abbia rifiutato il dialogo, avendo inviato legati come il cardinale Gaetano per confrontarsi con lui. La fede per Lutero non è conoscenza ma esperienza soggettiva, fatta in coscienza al cui interno si consuma il rapporto io-Tu tra il credente e Dio. La fede luterana è centrale la coscienza, dato che non interessa tanto Cristo in sé, quanto Cristo per me, il Cristo della fede e non il cristo della Storia. La fede cattolica, invece, ha due versanti, quello dell’atto soggettivo del credere e quello oggettivo delle verità cui si aderisce con la fede per l’autorità di Dio che ce le ha rivelate, la fides qua e la fides quae.

Spostare l'attenzione dalla dottrina alle "intenzioni" di Lutero, ossia dai contenuti della fede all'atto di fede, rischia di accettare in partenza l'impostazione luterana, promuovendo una fede senza dogmi. Le intenzioni di Lutero non contano se non per una ricostruzione storica o psicologica; contano le cose da lui scritte e formalizzate nella dottrina della Riforma. Insistere solo sulle intenzioni di coscienza fa sparire completamente il concetto di eresia, poiché uno non è eretico per le sue intenzioni ma per quanto ha detto di contrario al dogma. Da questo punto di vista, Lutero è stato un eretico.

Similmente, aver proposto la salvezza per "Sola Scriptura" è stato un grave errore e non un merito, in quanto l’attenzione al Vangelo, dal punto di vista cattolico, senza la dovuta attenzione alla Tradizione e al Magistero non è cosa da apprezzare. Müller critica anche la strategia di fare un pezzo di strada insieme, puntando sulla prassi più che sulla dottrina, senza tenere conto della dottrina luterana. Depurando la fede dai suoi contenuti e soffermandosi sul suo essere un atto personale si pensa di camminare meglio insieme, ma senza una chiara direzione verso "quale Cristo" o "quale salvezza", dato che l’atto di fede preso in se stesso è cieco, e sono i contenuti a dargli la luce. Questo potrebbe persino portare a maturare una nuova autocoscienza credente, facendo dell'eresia uno stimolo indispensabile all’evoluzione dialettica del dogma.

Alessandro Barbero - Martin Lutero (1. parte)

Riconciliazione e Verità Storica

Il cardinale Müller conclude sottolineando che, sebbene siano trascorsi 500 anni e non sia più tempo di polemica ma di ricerca di riconciliazione, questo non deve avvenire a costo della verità. È necessario saper cogliere l’efficacia dello Spirito Santo in questi altri cristiani non cattolici che hanno buona volontà, che non hanno commesso personalmente questo peccato della separazione dalla Chiesa. Tuttavia, non si può "cambiare la storia" o falsificare ciò che è successo 500 anni fa e il suo effetto disastroso sulla divisione dei cristiani.

Una cosa è il desiderio di avere buone relazioni con i cristiani non cattolici di oggi, al fine di avvicinarci a una piena comunione con la gerarchia cattolica e con l’accettazione anche della tradizione apostolica secondo la dottrina cattolica; un’altra cosa è l’incomprensione o la falsificazione di ciò che è successo 500 anni fa e dell’effetto disastroso che ha avuto.

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