Il 13 marzo 2013, il mondo intero ha rivolto lo sguardo verso il comignolo della Cappella Sistina. Nessuno, all'infuori dei cardinali elettori, poteva sapere cosa stesse succedendo realmente nella Cappella Sistina dopo la prima votazione andata a vuoto la sera del 12 marzo. La clausura imposta ai cardinali, rispettata rigorosamente, non lasciava trapelare alcuna indiscrezione.

L'ascesa di Jorge Mario Bergoglio
L'esatto svolgimento dell'elezione è emerso solo anni dopo, grazie al libro del giornalista Gerard O’Connell, «The Election of Pope Francis: An Inside Account of the Conclave That Changed History». Nel primo scrutinio, il cardinale di Milano Angelo Scola era stato il più votato con 30 preferenze, mentre Bergoglio seguiva con 26 voti. Nelle successive votazioni, il cardinale gesuita ha visto crescere il consenso come una «valanga che si ingrossa man mano che scende a valle»:
- Seconda votazione (mattina del 13 marzo): Bergoglio in testa con 45 voti contro i 38 di Scola.
- Terzo scrutinio: 56 preferenze per Bergoglio contro 41.
- Quarto scrutinio: Bergoglio raggiunge 67 voti, avvicinandosi alla maggioranza dei due terzi.
- Quinta votazione (pomeriggio del 13 marzo): Bergoglio viene eletto Papa con 85 voti.
All’inizio, Bergoglio interpretò i primi consensi come “voti magazzino”: in attesa di chiarirsi le idee, i cardinali parcheggiavano le preferenze su un nome in attesa che maturasse il vero candidato. Tuttavia, caduta l’ipotesi Scola, nessun’altra candidatura si manifestò al di fuori della sua. L'ultimo ostacolo fu una voce diffusa ad arte riguardante le sue condizioni di salute - si diceva fosse privo di un polmone - che il futuro Papa dovette chiarire spiegando di aver subito da ragazzo solo la rimozione di una piccola parte del polmone, senza danni alle funzioni respiratorie.
Il camerlengo chiude le porte del conclave
Il racconto di Lucio Brunelli: testimonianza di un vaticanista
Lucio Brunelli, storico vaticanista, ha vissuto quei momenti cruciali in diretta dalla postazione allestita in piazza Pio XII. «Stavo in redazione e mi precipitai verso la postazione live per l’edizione straordinaria del Tg. Ovviamente non sapevamo ancora chi fosse l’eletto», ricorda Brunelli. Quando il cardinale protodiacono Jean-Louis Tauran pronunciò il nome «Georgium Marium», il giornalista comprese immediatamente la portata storica dell'evento.
Il feeling con la folla fu immediato: bastò quel primo «Buonasera!» a dissolvere ogni timore. Bergoglio appariva sicuro, comunicando una pace non artificiosa e una simpatia travolgente. La scelta del nome Francesco - primo Papa della storia a chiamarsi così - era maturata grazie all'incoraggiamento del cardinale brasiliano Claudio Hummes, che lo aveva supplicato di non dimenticarsi dei poveri.
Pochi giorni dopo, fu lo stesso Papa Francesco a chiamare telefonicamente Brunelli. «Lucio? Sono padre Bergoglio… Come stai, ti disturbo?», gli disse il Pontefice, in un gesto di semplicità che confermava il suo desiderio di mantenere un contatto diretto e autentico con le persone.
Il Conclave del 2005: un precedente storico
La documentazione sui conclavi moderni trova un punto di riferimento anche nell'elezione di Benedetto XVI nel 2005. Dai diari di alcuni porporati è emersa una dinamica elettorale rigorosa. In quell'occasione, il cardinale Joseph Ratzinger apparve sin da subito come il candidato più solido, con una base di partenza di circa 47 voti al primo scrutinio. La procedura prevedeva l'uso della vecchia stufa in ghisa per bruciare le schede, un rituale che ancora oggi funge da sigillo di segretezza per le scelte del Collegio cardinalizio.
| Conclave | Anno | Esito |
|---|---|---|
| Elezione Benedetto XVI | 2005 | Vittoria di Ratzinger dopo 4 scrutini |
| Elezione Papa Francesco | 2013 | Vittoria di Bergoglio al 5° scrutinio |