Il Futuro dell'Area del Crocifisso a Signa: Tra Sviluppo Edilizio e Tutela Ambientale

L'area di Via del Crocifisso a Signa è al centro di un acceso dibattito che vede contrapporsi i piani di sviluppo urbanistico del Comune e le proposte di salvaguardia ambientale avanzate dal Comitato Territorio e Buonsenso del Crocifisso a Signa e da altre associazioni. La questione ha portato a una protesta e a un'interrogazione a risposta scritta in Consiglio comunale per chiedere chiarezza sulle trasformazioni previste nell’area e sul nuovo Piano operativo del Comune di Signa.

Mappa dell'area del Crocifisso a Signa con evidenziato il Padule

Il Piano Operativo Comunale e i Rischi Associati

L’area, attualmente agricola e affacciata sull’ecosistema del Padule di Signa, è destinata a diventare edificabile secondo il piano urbanistico in discussione, con oltre 114.000 metri quadri trasformati in terreno fabbricabile. Questa previsione di consumo di suolo, secondo il Comitato, aumenterebbe il rischio idraulico, l’inquinamento e metterebbe in pericolo il vicino Padule, habitat di numerose specie animali.

I consiglieri del gruppo Fratelli di Signa Marco Colzi, Mauro Golini e Luigi Forte hanno presentato un'interrogazione, sollecitando l’Amministrazione ad aprire un confronto pubblico sulle criticità ambientali e urbanistiche legate all’UTOE 2, a ridosso del Padule di Signa. Nello specifico, viene domandato a che punto sia l’iter delle controdeduzioni alle osservazioni presentate e se l’Amministrazione ritenga di aver acquisito tutti i pareri necessari, considerato che l’area interessata rientra nella Rete Natura 2000 ed è classificata come Zona di Protezione Speciale e Sito di Interesse Comunitario.

Ampio spazio nell'interrogazione è dedicato anche alla conformità del Piano operativo al Piano di indirizzo territoriale con valenza paesaggistica (PIT-PPR) e alle tempistiche di avvio della Conferenza paesaggistica, oltre al tema del consumo di suolo e dell’impermeabilizzazione, con il rischio di aggravare una situazione idraulica già fragile.

Preoccupazione viene espressa anche per la nuova viabilità prevista. Il Comitato osserva: “Far transitare una viabilità con volumi di traffico importanti all’interno del Padule significa aumentare il consumo di suolo e la pressione su un’area già fragile dal punto di vista idraulico.”

La Proposta Alternativa: "Terrazza sul Padule"

In antitesi al piano comunale, è stato ideato un progetto per un parco lineare, inclusivo e multifunzionale, come alternativa concreta al consumo di suolo previsto dal Piano operativo comunale. Il progetto, ideato dagli architetti Alessandro D’Acunto e Roberto Candelora con il geometra Paolo Romagnoli, include numerosi elementi che coniugano tutela ecologica e utilità sociale.

Il cuore del masterplan è il rapporto diretto con il paesaggio del Padule: il parco si sviluppa in armonia con l’ambiente circostante, senza barriere né consumo di nuovo suolo. Il Comitato propone un approccio graduale e partecipato alla realizzazione del parco, che potrebbe svilupparsi per fasi, grazie a fondi europei, regionali, donazioni civiche e sponsorizzazioni etiche da parte di imprese locali. Il messaggio del Comitato è chiaro: “Si può rigenerare senza costruire.”

A tal fine, il Comitato richiama esempi di fruizione sostenibile del territorio come il Parco dei Renai e la rete ciclopedonale, suggerendo che un approccio simile possa essere applicato all'area del Crocifisso. Il masterplan alternativo elaborato dal Comitato, denominato “Terrazza sul Padule”, propone una rigenerazione dell’area sotto forma di parco urbano multifunzionale, senza nuovo consumo di suolo.

L'Interrogazione Consiliare e il Dibattito Istituzionale

L’interrogazione a risposta scritta in Consiglio comunale ripercorre una serie di questioni già sollevate nei mesi scorsi da cittadini e associazioni. In primo luogo, i consiglieri chiedono se siano pervenuti contributi istruttori, pareri o rilievi da parte della Regione Toscana, della Soprintendenza e degli altri enti competenti in relazione alle schede norma che prevedono nuove edificazioni e una nuova viabilità di attraversamento del Padule.

Nel documento si chiede formalmente che il Comitato Territorio e Buonsenso del Crocifisso a Signa, insieme alle associazioni ambientaliste e venatorie, venga convocato in audizione alla Commissione consiliare Assetto del territorio, per discutere nel merito le previsioni contenute nel Piano operativo attualmente in fase di approvazione.

Sul tema interviene anche il Comitato Territorio e Buonsenso del Crocifisso a Signa, che richiama una recente novità a livello regionale. “Negli ultimi mesi - spiegano dal Comitato - la Regione Toscana ha approvato un progetto di fattibilità tecnico-economica da circa 60 milioni di euro per interventi contro il rischio idraulico, con casse di espansione sull’Ombrone e il consolidamento degli argini dell’Arno e del Bisenzio. È un fatto estremamente positivo, perché va nella direzione della riduzione del rischio di esondazione.”

Il Comitato invita l’amministrazione comunale ad aprire un confronto pubblico sulla proposta e chiede che la parte relativa al Crocifisso venga stralciata dal Piano operativo, così da consentirne l’approvazione e aprire un confronto vero su come valorizzare quest’area. “Se l’Amministrazione intende realizzare nuove abitazioni, riteniamo che si debba partire dalle numerose aree dismesse presenti sul territorio,” conclude il Comitato, ribadendo che “il fatto che queste domande arrivino ora formalmente in Consiglio comunale dimostra che le criticità segnalate non possono essere liquidate come allarmismi.”

Il Contesto Normativo e la Tutela Ambientale

La Legge Regionale 65/2014 tutela il paesaggio e promuove la qualità del territorio, stabilendo che ogni trasformazione urbanistica debba avvenire prioritariamente senza nuovo consumo di suolo. Questa normativa è un punto chiave nel dibattito, poiché il piano comunale prevede un significativo consumo di terreno agricolo per nuove edificazioni.

Secondo il Comitato, l’area del Crocifisso presenta caratteristiche di particolare delicatezza. “Si tratta di un’area naturalistica a tutti gli effetti, che ospita numerose specie di uccelli tutelate dalle normative europee. Anche specie come i fenicotteri vi sostano durante le migrazioni. Un patrimonio che potrebbe essere valorizzato dal punto di vista ambientale e turistico.”

Infografica sulla Legge Regionale 65/2014 e il consumo di suolo in Toscana

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