Maria di Nazareth e la sua presenza in Africa

La storia dell'evangelizzazione in Africa è profonda e articolata, con la prima evangelizzazione del continente che ha avuto inizio nel Nord Africa, nel II secolo dell'era cristiana. Infatti, in quest'epoca, la Numidia (la parte est dell'Algeria e del Maghreb) divenne provincia dell'Impero Romano e conobbe allora i primi discepoli di Cristo venuti ad evangelizzare. È a partire dalle invasioni arabe del VII secolo che l'Africa del Nord si islamizzò sempre più, con la forza, e arrestò la diffusione della luce del Vangelo.

Mappa dell'Africa del Nord con le prime comunità cristiane e la diffusione dell'Islam

Oggi, l'Africa è un continente largamente attraversato dalla Parola del Verbo fatto Carne. Certamente si conta ancora su un numeroso clero missionario venuto essenzialmente dall'Europa, ma sempre più il posto è occupato da preti e religiose africane. A tal punto che oggi un paese come la stessa Francia fa appello ai preti africani per evangelizzare le proprie parrocchie. Si comprende allora perché il continente africano è stato chiamato dal papa Giovanni Paolo II «continente della Speranza».

Le apparizioni mariane e i messaggi in Africa

Quanto ai miracoli, visite e altre apparizioni della Vergine Maria sul suolo africano, sono molto numerose. Anche recentemente, alla vigilia del terribile genocidio ruandese, i messaggi di Maria a Kibeho, precisamente in Ruanda, dove la Madre di Dio è apparsa dal 1981 al 1989, richiedevano preghiere, annunciando le prove che in seguito si sarebbero tristemente verificate, un monito profetico che rimane impresso nella memoria del continente.

Immagine del Santuario di Nostra Signora di Kibeho in Ruanda o raffigurazione delle apparizioni

L'importanza teologica di Maria nel mondo e in Africa

L'idea di un'“Africa mariana” trova profonda risonanza nelle parole di San Luigi Maria Grignion de Montfort: «Per mezzo della ss. Vergine Maria Gesù Cristo venne nel mondo, ancora per mezzo di lei deve regnare nel mondo» (Trattato della vera devozione a Maria, n. 1). Tale intuizione davvero fondamentale è al centro della vocazione dell’associazione Marie de Nazareth: far conoscere e amare Maria è assolutamente essenziale affinché anche Gesù sia compreso, conosciuto e amato in misura maggiore. La Vergine parla meravigliosamente di Dio e della sua Misericordia, attraverso la sua vita, il suo cuore e i suoi messaggi.

San Luigi Maria Grignion de Montfort prosegue affermando: «Maria è stata finora sconosciuta, ed è questa una delle ragioni per le quali Gesù Cristo non è ancora conosciuto come si deve» (n. 13). Egli profetizza inoltre: «Se dunque, come è certo, la conoscenza ed il regno di Cristo si attueranno nel mondo, sarà effetto necessario della conoscenza e del regno della santissima Vergine Maria, che l'ha dato alla luce la prima volta e lo farà risplendere la seconda». Queste parole evidenziano il ruolo insostituibile di Maria nella diffusione della conoscenza di Cristo nel mondo, inclusi i contesti africani.

Maria: Volto Materno della Misericordia Divina

La Vergine è colei che sa accogliere ogni sentimento umano per trasfigurarlo nella preghiera, incarnando un profondo senso di accoglienza e compassione. La sua figura è celebrata in tutto il mondo, come testimonia il mosaico donato dalle Filippine nella Basilica dell'Annunciazione a Nazareth, che rappresenta l'annuncio dell'angelo a Maria, un evento fondante della fede cristiana.

La profonda connessione di Maria con il divino è espressa anche nell'arte sacra. In San Marco a Firenze, ad esempio, nella rappresentazione dell’Annunciazione affrescata dal Beato Angelico, è scritto: «Ave Mater, bonitatis e totius Trinitatis, nobile triclinium». Questa frase suggerisce che la Trinità si dà convegno presso la tenda della nostra carne, evidenziando Maria come il punto di incontro tra il divino e l'umano. Se si contempla la splendida icona della Trinità di Andrei Rublev, la dolcezza delle linee dell’Angelo di destra, che simboleggia lo Spirito Santo, evoca qualcosa di femminile e materno. Nelle lingue semitiche, infatti, lo Spirito (ruach) è spesso espresso con un genere femminile, rendendo spontaneo associare questo aspetto a Maria, la quale è vista come la manifestazione femminile della Trinità.

Icona della Trinità di Rublev o dell'Annunciazione con riferimento allo Spirito Santo

Maria è una presenza trasversale, il volto materno della misericordia divina, colei che ha dato al mondo la misericordia del Padre, cioè Gesù. La sua figura è stata oggetto di rappresentazioni artistiche significative, come la tela dell’artista fiammingo Rogier Van der Weyden (XV secolo), che raffigura l’evangelista Luca con Maria e Gesù in braccio. Sebbene le attribuzioni di icone della Madre di Dio a San Luca siano leggendarie, esse hanno origine dal fatto che Luca è uno scrittore dalle spiccate qualità artistiche, capace di "dipingere" con le parole i tratti della Vergine.

Se il ritratto del Signore è il ritratto dell’iconografia cristiana, in quanto attesta l’Incarnazione reale del Verbo di Dio, il ritratto di Maria è quello della prima creatura umana in cui si è perfettamente compiuto lo scopo dell’Incarnazione: la deificazione dell’uomo e della donna. L’icona della Madre di Dio esprime soprattutto il mistero della Divina maternità che Maria manifesta nello sguardo, doloroso e lieto insieme, rivolto a Gesù.

Donne africane: protagoniste e speranza con il volto di Maria

L’Africa oggi rivela il volto delle donne, specialmente in contesti di conflitto, dove sono spesso vittime di aggressioni fisiche, abusi sessuali e marginalizzazione sin dall'infanzia. Situazioni drammatiche come quelle vissute in Etiopia, Sud Sudan e Congo le vedono doppiamente vittime, anche come rifugiate. Nonostante queste tragedie, l'Africa è percepita come una grande risorsa per il futuro, e in questo scenario le donne emergono come protagoniste. Lo spirito che anima la rassegna "Africa risorsa del futuro" è conoscere un continente ancora poco raccontato, spesso lontano dai radar dell’informazione, per comprendere quanto possa rappresentare una grande risorsa per il futuro.

Le donne africane portano il peso maggiore delle guerre, ma al contempo sono una forza motrice per il futuro del continente, incarnando la speranza e la resilienza. In quanto “volto materno della misericordia divina”, Maria può essere vista come ispirazione e conforto per le donne africane, un richiamo all'accoglienza e alla trasformazione nella preghiera, proprio come la Vergine. La loro centralità nel futuro del continente rispecchia un aspetto della maternità e della forza femminile che trova eco nella figura di Maria di Nazareth, offrendo un profondo significato spirituale alla loro lotta e alla loro speranza.

01 Intro Mieli IL RUOLO DELLE DONNE NELLA DIPLOMAZIA INTERNAZIONALE COSTRUIRE UNA PACE DURATURA

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