La Sacrestia Capitolare del Duomo di Milano e l'Eredità Eucaristica

La Sacrestia Capitolare del Duomo di Milano rappresenta il cuore pulsante della vita liturgica ambrosiana, un luogo di profonda importanza storica e spirituale all'interno della Cattedrale. Questo ambiente sacro, insieme alla Sacrestia Aquilonare, è stato definito un "libro di pietra e colore" che custodisce secoli di fede e arte.

La Sacrestia Capitolare: Restaurazione e Riapertura al Pubblico

Dopo importanti lavori di restauro iniziati nel 2021, la Sacrestia Capitolare apre in anteprima per tre fine settimana. Lo spazio, storicamente destinato all'arcivescovo, verrà mostrato al pubblico in date specifiche, con visite guidate dai restauratori che hanno curato i lavori. Il termine effettivo dell'opera di restauro è previsto entro la fine del 2026.

Già negli anni scorsi era stato eseguito un intervento sulla Sacrestia settentrionale, terminato nel 2021. I recenti lavori sulla Sacrestia meridionale hanno riportato alla luce opere di grande valore artistico e storico.

Capolavori Restaurati e la Loro Riscoperta Magnificenza

Tra le opere riscoperte e valorizzate figurano il Portale di Hans von Fernach e il Lavabo di Giovannino de' Grassi. Il Portale, ora risplendente con le sue policromie e dorature inattese, e il Lavabo, tornato alla luce con la sua delicata decorazione miniata, sono molto più di semplici marmi o affreschi.

Foto ravvicinata del Portale di Hans von Fernach o del Lavabo di Giovannino de' Grassi dopo il restauro, che evidenzia i dettagli e le policromie.

Mons. Gianantonio Borgonovo, Arciprete del Duomo di Milano e Direttore dell’Area cultura e conservazione della Veneranda Fabbrica, ha sottolineato: “La Sacrestia Capitolare, cuore pulsante della vita liturgica della nostra Cattedrale, torna a svelarsi in tutta la sua magnificenza ritrovata. Opere come il Portale di Hans von Fernach e il Lavabo di Giovannino de’ Grassi non sono semplici marmi o affreschi; sono pagine viventi che ci offrono inediti livelli di lettura - teologici, politici, filosofici - e ci collegano in modo profondo all’eredità spirituale e culturale di coloro che qui operarono.” Questi restauri non solo recuperano il patrimonio artistico, ma riaffermano il significato teologico e culturale di questi spazi, essenziali per la preparazione alle celebrazioni eucaristiche e liturgiche nel Duomo.

L'Eredità Eucaristica e la Figura del Cardinale Andrea Ferrari

La vita liturgica del Duomo di Milano, che trova il suo fulcro anche nella Sacrestia Capitolare, è intrinsecamente legata all'Eucaristia, il sacramento centrale della fede cattolica. Nel corso della storia, numerose figure hanno contribuito a rafforzare questa devozione e a promuovere la vita eucaristica nell'Arcidiocesi ambrosiana. Tra queste, spicca il Cardinale Andrea Ferrari.

Andrea Ferrari: Pastore, Cardinale e Promotore del Culto Eucaristico

Andrea Ferrari nacque nel 1850 a Lalatta di Palanzano (Parma) da una famiglia di modeste condizioni. Ordinato sacerdote nel 1873, a soli 27 anni divenne Rettore del Seminario diocesano di Parma. La sua rapida ascesa lo vide eletto Vescovo di Guastalla (1890) e successivamente di Como (1891), fino a quando, nel 1894, divenne Cardinale e Arcivescovo di Milano.

Ritratto in bianco e nero o fotografia storica del Cardinale Andrea Ferrari in abiti episcopali.

Come eccezionale figura di pastore, il Cardinale Ferrari ricercò costantemente l’incontro con il suo popolo, soprattutto per mezzo della Visita pastorale. Diede nuovo vigore all’istruzione religiosa e agli Oratori parrocchiali, e istituì numerosi Collegi per l’educazione della gioventù. Apertosi sempre più alle istanze del suo tempo, riconciliò e potenziò la Stampa cattolica e incoraggiò i fedeli a costituirsi in forza sociale e politica, al fine di animare la società con i valori del Vangelo.

La sua profonda spiritualità e il suo impegno pastorale si manifestarono anche nella promozione del culto eucaristico. Convocò tre Sinodi diocesani e un Concilio provinciale, e in particolare promosse il Congresso Eucaristico Nazionale, oltre a quello di Musica Sacra e quello Catechistico, dimostrando un'attenzione particolare per la centralità dell'Eucaristia nella vita della Chiesa e dei fedeli. Attese inoltre alla costituzione dell’Università Cattolica e alla fondazione di un’Opera di assistenza sociale che da lui prese il nome.

Con carità inesauribile, durante la Prima Guerra Mondiale, si adoperò per alleviare le sofferenze dei soldati e delle loro famiglie. Le agitazioni sociali del 1898, la lotta antimodernista e la partecipazione dei cattolici alla vita pubblica furono per il Cardinale fonte di gravi incomprensioni e molte sofferenze, ma ne misero in luce la rettitudine e la magnanimità del cuore. Affetto da male incurabile che lo privò della voce, si spense il 2 Febbraio 1921, lasciando un'eredità duratura nell'Arcidiocesi di Milano e nel panorama cattolico italiano.

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