Il significato e la pratica dell'intercessione nella preghiera

Che cosa significa intercedere

Intercedere significa pregare per gli altri, ovvero mediare tra la persona per la quale preghiamo e Dio. Non si tratta di un semplice atto formale, ma di un impegno profondo: intercedere significa accogliere in sé stessi la compassione di Gesù che supplica per il mondo e senza la quale non potremmo pregare a lungo. Essere in comunione con Cristo significa partecipare con lui alle sofferenze degli uomini.

San Paolo raccomanda agli Efesini di intercedere per tutti i santi e di pregare per lui (cfr. Ef 6, 18-19). L'intercessione è un atto di carità che ci permette di donare tempo, offrendo un po' della propria vita e del proprio sangue per gli altri, aiutando coloro che non possiamo raggiungere altrimenti. Possiamo esercitare questa carità anche nei confronti dei defunti.

Illustrazione del concetto di intercessione: una persona che fa da ponte tra l'umanità sofferente e il divino

L'intercessione come "stare in mezzo"

Intercedere non vuol dire soltanto "pregare per qualcuno". Etimologicamente, significa "fare un passo in mezzo", mettersi nel centro di una situazione, posizionarsi dove il conflitto ha luogo. Chi intercede deve entrare nel cuore della situazione, stendere le braccia a destra e a sinistra per unire e pacificare. È il gesto di Gesù Cristo sulla croce: si è posto nel mezzo di una situazione insanabile, solidale con le due parti in conflitto.

Intercedere è un atteggiamento serio e coinvolgente: significa stare là, senza muoversi, cercando di mettere la mano sulla spalla di entrambi e accettando il rischio di questa posizione. Non si intercede mai "contro" qualcuno. Se una preghiera invoca il soccorso per uno e l'abbattimento dell'altro, non è una preghiera di intercessione, poiché ignora il bisogno di salvezza di chi è nel torto.

Esempi biblici di intercessione

  • Abramo: Un esempio meraviglioso è quello di Abramo che prega per i giusti presenti a Sodoma. In un lungo dialogo con Dio, basato su rispetto e fiducia, egli mercanteggia con l'Altissimo, confidando nella giustizia di Dio che non punirebbe l'innocente insieme al colpevole.
  • Il paralitico: I quattro uomini che calano il paralitico davanti a Gesù, scoperchiando il tetto, mostrano una determinazione e una fiduciosa audacia che muove a compassione il Signore.
  • Gesù: Nel Vangelo, Gesù intercede spesso per i suoi, in particolare con la "preghiera sacerdotale" (cfr. Gv 17), dove chiede al Padre che siano consacrati nella verità e custoditi nel suo nome.
Schema dei vari esempi biblici di intercessione: Abramo, l'episodio del paralitico e Cristo sulla Croce

La dimensione corporea della preghiera

Il corpo è chiamato a partecipare alla preghiera in ragione del rispetto dovuto a Dio. L'orientamento della preghiera è centrale in ogni religione e si lega a quello degli altari. Espressioni come in conspectu Dei stare (stare alla presenza di Dio) non indicano solo un raccoglimento interiore, ma un orientamento corporeo concreto. I cristiani, seguendo una tradizione apostolica, pregano spesso volti a Oriente, verso l'immagine di Cristo, pronti a presentarsi agli occhi della Maestà divina.

Come vivere la preghiera oggi

Spesso chiediamo la guarigione fisica, mentre il bene della persona va ben oltre la salute; nell'economia della salvezza, Gesù opera la guarigione dell'anima. La preghiera non deve essere una tattica temporanea, ma uno stile di vita permanente. È necessario perseverare nella fiducia, sapendo che il Padre celeste ascolta ogni preghiera innalzata dai suoi figli.

Come Gesù ha insegnato ai suoi discepoli, dobbiamo vivere chiedendo, cercando e bussando. "Chiedere" è l'atteggiamento proprio del povero, che riconosce la propria indigenza. "Cercare" significa muoversi per seminare il Vangelo. "Bussare" è il gridare a Dio con la certezza che Egli, come un Padre buono, non darà mai una serpe al posto di un pesce.

Il Padre Nostro: la preghiera per eccellenza

Il Padre Nostro è il più bel regalo che ci ha lasciato Gesù. Tuttavia, se ripetuta meccanicamente, può perdere il suo vigore. È bene riflettere sulle sue singole invocazioni:

  1. Padre nostro: Ci radica nella fraternità universale.
  2. Sia santificato il tuo Nome: L'aspirazione suprema che il mistero di Dio si manifesti in gloria.
  3. Venga il tuo regno: L'invocazione affinché nel mondo regnino giustizia e pace, non odio e violenza.
  4. Sia fatta la tua volontà: L'impegno a collaborare con il disegno salvifico di Dio.
  5. Dacci oggi il nostro pane quotidiano: La volontà di condividere con chi è nel bisogno.
  6. Perdona a noi: L'essenzialità del perdono per vivere come figli di Dio.
  7. Non ci indurre in tentazione: Il grido di aiuto per non abbandonare mai il Vangelo.

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