La figura della Vergine Maria e il nome Emanuele nella tradizione cristiana e islamica

La figura di Maria, madre di Gesù, è un pilastro centrale nella fede cristiana e riveste un ruolo significativo anche nell'Islam. Questa trattazione esplora la sua importanza attraverso diverse fonti: il Magistero della Chiesa Cattolica, gli scritti dei Padri della Chiesa, la voce dei Santi, le espressioni poetiche e la sua presenza nei Vangeli canonici e apocrifi, nonché nel Corano.

Mosaico raffigurante la Vergine Maria con il Bambino Gesù, di epoca antica

Maria nel Magistero della Chiesa Cattolica

Funzione della Madre del Salvatore nell'economia della salvezza

I libri dell'Antico e del Nuovo Testamento, insieme alla venerata Tradizione, illuminano progressivamente la funzione della Madre del Salvatore nell'economia della salvezza. L'Antico Testamento descrive la storia della Salvezza, preparando lentamente la venuta di Cristo nel mondo. Questi documenti primitivi, letti nella Chiesa e compresi alla luce della rivelazione piena, delineano passo passo la figura della donna, Madre del Redentore.

In questa prospettiva, Maria è profeticamente adombrata nella promessa fatta ai progenitori caduti nel peccato, riguardante la vittoria sul serpente (cfr. Gn 3, 15). Ella è anche la Vergine che concepirà e partorirà un Figlio, il cui nome sarà Emanuele (cfr. Is 7, 14; Mic 5, 2-3; Mt 1, 22-23). Maria primeggia tra gli umili e i poveri del Signore, che con fiducia attendono e ricevono da Lui la salvezza. Con Lei, eccelsa Figlia di Sion, dopo la lunga attesa della promessa, si compiono i tempi e si instaura la nuova economia, quando il Figlio di Dio assunse da lei la natura umana per liberare l'uomo dal peccato attraverso i misteri della sua carne, come attestato dalla Costituzione dogmatica Lumen Gentium (n. 55) del Concilio Vaticano II.

La bellezza e il ruolo di Maria

Pio XII, nel suo Radiomessaggio all'apertura dell'Anno Mariano (8 dicembre 1953), descrive Maria come "bella come la luna, pulchra ut luna". Questa espressione denota la sua eccelsa bellezza, paragonando la sua figura all'incanto di un volto angelico o alla purezza di uno sguardo di bambino. Nel volto di Maria, Dio ha raccolto gli splendori della sua arte divina, infondendo nel suo sguardo qualcosa della sua dignità sovrumana e divina.

La Chiesa non si limita a paragonare Maria alla luna, ma, utilizzando la Sacra Scrittura (cfr. Ct 6, 10), la definisce anche "eletta come il sole, electa ut sol". A differenza della luna, la luce del sole scalda e vivifica. Maria, pur avendo la bellezza della luna, brilla come un sole, irradiando un calore vivificante. Attraverso di lei abbiamo ricevuto la vita divina, poiché ella ci ha dato Gesù e con lui la sorgente stessa della grazia. Per questo, Maria è considerata mediatrice e distributrice di grazie. Sotto la sua influenza, come le piante fioriscono sotto il sole, così i buoni pensieri fruttificano nelle anime. Ella è la Vergine Immacolata, Madre della divina grazia, Mediatrice di grazie e Regina del mondo, e la sua presenza si manifesta come un "tessuto di grazie" nella vita dei fedeli.

La voce dei Padri della Chiesa: La nascita di Maria

La "Vita di Maria", attribuita a San Massimo il Confessore (VII secolo) e ispirata a scritti apocrifi come il "Protovangelo di san Giacomo" (II secolo), narra la storia dei genitori di Maria. Si chiamavano Gioacchino, della casa di Davide, e Anna. Essi rimasero senza figli fino alla vecchiaia a causa della sterilità di Anna. Nonostante ciò, a lei era riservato l'onore di dare alla luce un discendente, un privilegio desiderato da tutte le donne secondo la legge di Mosè.

Gioacchino e Anna erano degni di onore e venerazione, appartenenti alla stirpe di Giuda e Davide. Si sottolinea l'unione dei rami reale e sacerdotale, presente anche in Giuseppe, sposo della Vergine, anch'egli della casa e tribù di Davide. La mancanza di figli causava grande dolore a questi venerabili genitori, desiderosi di un discendente che cancellasse l'ignominia e li elevasse a una gloria superiore.

Anna, come l'altra Anna madre di Samuele (cfr. 1 Sam 1, 11), si recò al tempio supplicando il Creatore di concederle un frutto delle sue viscere, che avrebbe poi consacrato. Anche Gioacchino chiedeva a Dio di liberarlo dalla sterilità. Il Re benigno ascoltò le preghiere dei giusti e inviò un annuncio ai due coniugi. Gioacchino ricevette una voce dal cielo che gli diceva: "Avrai una figlia che sarà gloria, non solo per te, ma per il mondo intero". Questo stesso annuncio fu dato ad Anna nel giardino, dove le fu detto che avrebbe dato alla luce l'annunciatrice della gioia e l'avrebbe chiamata Maria, perché da Lei sarebbe nata la salvezza del mondo intero.

Dopo il messaggio, avvenne il concepimento e dalla sterile Anna nacque Maria, "Colei che illumina", significato attribuito al nome. I genitori furono colmi di gioia e Gioacchino organizzò un banchetto per celebrare il grande prodigio operato da Dio. Così, l'angoscia di Anna si trasformò in una gloria più sublime, quella di essere diventata la "porta della porta di Dio", inizio della sua vita gloriosa.

La voce dei Santi: Maria Mediatrice di Grazia

San Bernardo (XII secolo), nel suo "Sermone della Domenica nell'ottava dell'Assunzione", riflette sul danno causato dal peccato originale di Adamo ed Eva e la restaurazione attraverso Cristo e Maria, con un "grande aumento di grazie". Il "prudentissimo e clementissimo Artefice" non distrusse ciò che era infranto, ma lo rifece più utile, formando un nuovo Adamo da quello vecchio e trasfondendo Eva in Maria. Sebbene Cristo sia sufficiente per la nostra salvezza, era conveniente che entrambi i sessi fossero presenti alla nostra riparazione, come lo furono nella nostra corruzione.

Cristo Gesù è il fedele e potente Mediatore di Dio e degli uomini, ma la sua maestà divina può incutere timore al peccatore, come il fuoco consuma la cera. Per questo, la presenza di Maria, "donna benedetta fra tutte le donne", è essenziale nell'opera della riconciliazione. Abbiamo bisogno di un mediatore accanto al Mediatore, e nessuno come Maria può svolgere questo ufficio in modo più fruttuoso. Mentre Eva fu una mediatrice "troppo crudele", veicolo del veleno del serpente, Maria è "fedele", portatrice dell'antidoto della salvezza.

In Maria "nulla c'è di austero, nulla di terribile; tutto è dolce". Ella è colma di pietà, misericordia, mansuetudine e grazia. Per San Bernardo, la Vergine "si è fatta tutta a tutti", offrendo il seno della misericordia a prigionieri, malati, afflitti, peccatori, giusti e angeli, e infine gloria alla Trinità. Attraverso di lei, il Figlio riceve la sostanza della carne umana, assicurando che nessuno si sottragga al suo calore misericordioso. Per Sant'Alfonso Maria de' Liguori, Maria è la "Madre della misericordia", la "Speranza dei disperati", la "Regina dei miseri", la "Mediatrice di tutte le grazie" e il "Refugium peccatorum" vivente.

Il Vangelo di Maria Maddalena: Svelati gli Insegnamenti Proibiti e la Relazione con Gesù

La voce dei Poeti: La nascita di Miryām

La poesia "La nascita di Miryām" descrive con delicatezza l'evento. L'abito di Miryām è "bianco e azzurro" mentre Hannah canta all'alba, intonando le profezie sulla figlia di Sion, la Madre dell'Emanuele. La "perla del Creato" sorride ai suoi anziani genitori, fissando la luce che lentamente prepara l'angelo Gabriele. Miryām ascolta la voce di Hannah, il canto gioioso di ringraziamento al Signore Padre che le manderà un Figlio, concepito senza peccato. Miryām succhia il latte di Hannah, respirando già la Gloria del Creato.

Maria nei Vangeli e nella Tradizione

Maria di Nazaret, il cui nome in aramaico è מרים (Maryām), in greco Μαριαμ (Mariam) o Μαρια (Maria), e in arabo مريم (Maryam), è la madre di Gesù. Tra i vangeli sinottici, quello di Luca presenta la figura di Maria in modo più diffuso. Vi si narra che viveva a Nazaret, in Galilea, e, promessa sposa di Giuseppe, ricevette dall'arcangelo Gabriele l'annuncio che avrebbe concepito il Figlio di Dio rimanendo vergine (Lc 1, 26-38). Lo stesso Vangelo racconta la sua pronta partenza per Ayn Karin per aiutare la cugina Elisabetta, incinta di sei mesi, la quale la chiama "la madre del mio Signore".

Trovandosi a Betlemme, in Giudea, con Giuseppe per il censimento di Augusto, partorì suo figlio in un luogo disagiato, al quale Giuseppe, seguendo le indicazioni dell'arcangelo Gabriele, impose il nome Gesù. Quando Gesù compì dodici anni, Maria e Giuseppe lo accompagnarono nel Tempio di Gerusalemme e, nel viaggio di ritorno, si accorsero della sua assenza, ritrovandolo poi intento a discutere con i dottori del Tempio.

Nel Vangelo secondo Giovanni, Maria è sempre chiamata "la Madre di Gesù". I biblisti cattolici ritengono che in tale vangelo Maria simboleggi l'Israele fedele, che attende da Gesù il dono del vino della nuova alleanza (Nozze di Cana). Negli Atti degli Apostoli, Maria è presentata in preghiera con gli apostoli e i discepoli in attesa della venuta dello Spirito Santo (At 1, 14).

Le informazioni contenute in alcuni vangeli apocrifi, come il "Protovangelo di Giacomo", trovano conferma nella Tradizione della Chiesa. L'importanza di Maria fu immediatamente riconosciuta dai primi cristiani, come testimoniano graffiti e testi dei Padri della Chiesa. Nel corso dei secoli, la teologia cattolica ha sviluppato dogmi e forme di venerazione basandosi sulla Bibbia, sulla Tradizione, sulle parole dei santi (come Duns Scoto, San Bernardo di Chiaravalle, San Bonaventura da Bagnoregio, San Luigi Maria Grignion de Montfort, Sant'Alfonso Maria de' Liguori) e sulle apparizioni mariane (Lourdes, Fatima).

I dogmi mariani includono l'Immacolata Concezione (Maria priva del peccato originale fin dal concepimento, definita nel 1854) e l'Assunzione (la Vergine assunta in cielo in anima e corpo, definita nel 1950).

Canti e preghiere mariane

La figura di Maria ha ispirato innumerevoli canti e preghiere. Tra i canti liturgici si annoverano il "Salve Regina", il "Regina Caeli" e il "Magnificat". Oltre a questi, è fiorita una ricca tradizione popolare, spesso legata a santuari e festività. Già nel XVIII secolo, Sant'Alfonso Maria De’ Liguori compose "O bella mia speranza" e "Maria che dolce nome". L'inno "O Santissima", di autore sconosciuto ma con testo risalente almeno al X secolo e melodia forse siciliana del XV secolo, è un altro esempio. Nel XX secolo, numerosi autori hanno composto canti popolari come "Quando nell’ombra cade la sera", "Odo suonar la squilla della sera" e il celebre "Nome Dolcissimo". Più recentemente, "Santa Maria del Cammino" (Juan Antonio Espinosa, 1973) e "Giovane Donna" (L. Scaglioni, L. Magnum, 1976) sono entrati nel repertorio devozionale. Il canto latino "Magnum nomen Domini", che celebra la nascita di Emanuele da Maria Vergine a Betlemme, evidenzia la centralità di questo nome profetico.

Magnum nomen Domini

Magnum nomen Domini: Emmanuel,
quod annuntiatum est per Gabriel,
hodie apparuit in Israel
per Mariam virginem in Bethleem.
Eia, eia, virgo deum genuit,
quod divina voluit clementia.
Gaudete: Christus natus est hodie
gaudete: ex Maria virgine.
Alleluia.

Traduzione:

Grande è il nome del Signore: Emmanuele,
ciò fu annunciato da Gabriele,
ed oggi è apparso in Israele
per mezzo di Maria Vergine, in Betlemme.
Dunque la vergine generò Dio,
questo volle la divina clemenza.
Rallegratevi, oggi è nato Cristo
da Maria Vergine.
Alleluia.

Maria nell'Islam

Maria (Maryam) assume un ruolo privilegiato anche nel Corano e nell'Islam. È citata ben 34 volte con il nome proprio, un caso unico nel testo sacro dei musulmani. La Vergine è presentata come la figlia di 'Imrân, considerato il Gioachino della tradizione cristiana. Maryam è una creatura eccezionale in quanto madre di Gesù, sempre menzionato come Gesù, figlio di Maria. I musulmani la chiamano anche Sayyida, che significa "Signora, Padrona", corrispondente al termine cristiano "Madonna".

Tuttavia, il Corano tende a ribadire l'errore dei cristiani che le attribuiscono qualità soprannaturali, poiché l'Islam, preoccupato di non associare ad Allah alcuna altra figura, non prevede gesti devozionali o attribuzioni di ruoli di intercessione ad altri che non sia Dio, neppure a Maria. Nonostante ciò, la devozione popolare, specialmente legata alla maternità di Maria, spesso va oltre il dettato coranico. Uomini e soprattutto donne musulmane si recano a venerare la Vergine nei santuari a lei dedicati, come quello di Sednaya, vicino a Damasco, o il santuario mariano sul monte Al-Tir in Egitto, dove si dice abbia soggiornato la Sacra Famiglia.

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