Onorificenze e Servizi nella Famiglia Pontificia

La Santa Sede, nel corso della sua storia millenaria, ha istituito diverse onorificenze e ruoli di servizio per ecclesiastici e laici, volti a supportare le attività del Romano Pontefice e della Curia Romana. Queste cariche, mutate nel tempo, riflettono la complessa organizzazione della Casa Pontificia e il desiderio di riconoscere meriti particolari. Tra le figure più note e ricercate, in linea con l'espressione "nobiluomo di Sua Santità", figurano i Gentiluomini di Sua Santità, affiancati dai Prelati d'Onore di Sua Santità e da numerosi altri offici storici.

Ritratto di un Gentiluomo di Sua Santità in abito tradizionale

I Gentiluomini di Sua Santità

Il Collegio dei Gentiluomini di Sua Santità è un'onorificenza laica istituita con il Motu Proprio Pontificalis Domus del 28 marzo 1968. Esso è alle dipendenze della Prefettura della Casa Pontificia, che ne predispone i servizi. Come membri della Famiglia Pontificia laica, non prendono parte al Corteo Papale, pur occupando un posto speciale nell’assistenza ai sacri riti e alle cerimonie civili ed alle udienze papali.

Ruolo e Funzioni

Tra i loro compiti vi è quello di ricevimento e accompagnamento dei membri del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, durante le Cerimonie pontificie; essi accolgono all’ingresso gli ambasciatori e gli altri funzionari, e li conducono fino ai posti loro riservati. Partecipano altresì ai ricevimenti di Capi di Stato, Capi di Governo ed altre eminenti personalità, come pure degli Ambasciatori che si recano in Vaticano per la presentazione delle Lettere Credenziali. Storicamente, era loro conferito l’onore di servire il Papa quando riceveva i capi di Stato e di governo, in frac, con il particolare panciotto nero e il collare d’oro con le croci di San Pietro.

Nomina e Requisiti

Non esiste un iter prestabilito per diventare Gentiluomo di Sua Santità. La nomina è di assoluta discrezione della Santa Sede. Vi appartengono, oggigiorno, persone provenienti dalla nobiltà pontificia (Pacelli, Colonna, Serlupi Crescenzi, ecc.) e non, ma in ogni caso, non esiste alcuna "nobilitazione ufficiale". Negli anni, infatti, agli eredi delle storiche famiglie nobili romane, si è aggiunto di tutto in quello che viene considerato «il club più esclusivo del mondo».

Papa Francesco riceve in udienza i "Gentiluomini di Sua Santità"

La Posizione di Papa Francesco e le Controversie

Papa Francesco ha espresso una chiara posizione riguardo a questa onorificenza, considerando queste onorificenze «arcaiche, inutili» e peggio «dannose». La sua preoccupazione è legata a recenti scandali che hanno coinvolto alcuni Gentiluomini, i quali, a causa delle loro azioni, hanno inevitabilmente trascinato nelle cronache anche il Pontefice. Quello che sulla carta è il più grande onore concesso attualmente dalla Santa Sede a un laico cattolico dà infatti anche il privilegio di avere un conto allo IOR, l’Istituto per le Opere di Religione.

Numerose vicende complicate di denaro, che in un modo o nell’altro finiscono e ripartono dal Torrione di Niccolò V, la sede della cosiddetta banca vaticana, hanno coinvolto di recente i Gentiluomini. Tra i casi più noti si ricordano:

  • Le indagini sulla «Cricca» e Angelo Balducci, ex provveditore alle Opere pubbliche, il quale era un Gentiluomo del Papa.
  • L’arresto, il 14 giugno, del prefetto Francesco La Motta, ex numero due dell’AISI (il servizio segreto «interno» italiano), il cui nome era stato ristampato nell'Annuario pontificio 2013 con la dizione «La Motta Francesco, gentiluomo di Sua Santità, dal 29 giugno 2007». In questo caso, l’accusa della magistratura parlava di 10 milioni di euro del Fondo del culto del Ministero dell’Interno «spariti» e finiti attraverso un giro di conti ignoto.
  • Negli anni passati, tra i Gentiluomini c’è stato Umberto Ortolani, condannato per la bancarotta dell’Ambrosiano di Calvi, o l’architetto Adolfo Salabé, famoso per lo scandalo del SISDE.
  • Ha mantenuto l’onorificenza Herbert Batliner, finanziere del Liechtenstein, coinvolto e poi prosciolto in una maxi inchiesta tedesca per evasione fiscale. Considerato un super esperto di società fiduciarie, nel 2006 a Ratisbona regalò a Ratzinger un organo dal valore di 750 mila euro.

Lo IOR è tornato sotto la lente d’ingrandimento anche per le indagini per l’accusa di riciclaggio da parte della Procura di Salerno nei confronti di monsignor Nunzio Scarano, responsabile del servizio contabilità analitica della sezione straordinaria dell’APSA (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica), presieduta dal cardinale Domenico Calcagno e funzionante da banca centrale. L'UIF (Unità di intelligence finanziaria) della Banca d’Italia ha chiesto dettagliate informazioni all’AIF vaticana, diretta da René Bruhelart, sui movimenti del conto posseduto da monsignor Scarano allo IOR e sulla sua attività all’APSA, dal cui incarico è stato sospeso.

Il Prelato d'Onore di Sua Santità

Il Prelato d'Onore di Sua Santità è un titolo onorifico che viene conferito a seguito di speciale concessione della Santa Sede ai presbiteri. Generalmente, viene concesso su richiesta del vescovo della diocesi per presbiteri ritenuti meritevoli, seppur molto raramente in confronto al titolo onorifico di Cappellano di Sua Santità.

Evoluzione della Denominazione e Requisiti

Prima del Motu Proprio Pontificalis Domus del 28 marzo 1968 di Papa Paolo VI, il Prelato d'Onore di Sua Santità era detto Prelato Domestico, in latino Antistites Urbani. Il § 6 del suddetto Motu Proprio stabiliva che i Prelati Domestici e i Camerieri Segreti soprannumerari avrebbero continuato a far parte della Famiglia Pontificia, come della Cappella, ma si sarebbero chiamati, rispettivamente, Prelati d'Onore di Sua Santità e Cappellani di Sua Santità, secondo il disposto del n. 8.

L'Istruzione sul conferimento di Onorificenze pontificie, promulgata dalla Segreteria di Stato vaticana il 13 maggio 2001, dispone che il titolo possa essere concesso ai presbiteri del clero secolare, ecclesiastici nel servizio diplomatico della Santa Sede e officiali della Curia Romana che abbiano compiuto almeno quarantacinque anni di età e quindici anni di sacerdozio. Di norma, per il candidato, si deve richiedere prima il titolo di Cappellano di Sua Santità e poi quello di Prelato d'Onore. Tra il primo e il secondo grado devono trascorrere almeno dieci anni.

Beneficiari Speciali

Godono pure di questo titolo specifiche categorie di ecclesiastici:

  • I Canonici della Primaziale di Pisa.
  • Le Dignità del Capitolo Metropolitano di Catania.
  • Il Seniore fra i Canonici della Perinsigne Basilica di San Lorenzo in Damaso a Roma.
  • I Cappellani della Cappella del Tesoro di San Gennaro a Napoli.
  • L'Arciprete del Capitolo dei Santi Celso e Giuliano a Roma.
  • Gli Uditori del Tribunale della Rota della Nunziatura Apostolica di Spagna.
  • I Canonici della Cattedrale di Siena.
Stemma pontificio e un presbitero con le insegne di Prelato d'Onore

Evoluzione Storica e Altre Figure della Famiglia Pontificia

La storia della Casa Pontificia è ricca di uffici e dignità che hanno servito il Papa nel corso dei secoli, molti dei quali hanno subito trasformazioni o sono stati aboliti con il Motu Proprio Pontificalis Domus di Paolo VI, che ha riorganizzato la composizione della Famiglia Pontificia.

Camerieri Segreti di Spada e Cappa e d'Onore

I Camerieri Segreti di Spada e Cappa Partecipanti, che già figurano nel Catalogo di Paolo IV (1555) e di cui abbiamo notizia della loro presenza ai tempi del pontificato di Urbano VIII, traevano il nome dal loro vestito. Quando i Camerieri Segreti Partecipanti erano impediti di prestare servizio, prendevano i loro posti i Camerieri Segreti non partecipanti. Questi erano distinti in "camerieri de numero", i quali facevano servizio ordinario in Anticamera (nominati a vita dal Romano Pontefice con Biglietto della Segreteria di Stato e prestavano la loro opera in tutte quelle cerimonie che si svolgevano in periodo di Sede Vacante); e in "Camerieri Soprannumerari", i quali coadiuvavano i Camerieri de numero in Anticamera e in altre funzioni.

Tra le dignità decorate con il titolo di Camerieri Segreti di Spada e Cappa vi erano figure storiche di spicco:

  • Il Foriere Maggiore, un titolo che rimonta a Sisto V. A lui apparteneva la soprintendenza delle fabbriche, acque e suppellettili del Palazzo, ed era coadiuvato dal Sotto-Foriere. Le sue attribuzioni furono regolate da Gregorio XVI (10 dic. 1832).
  • Il Cavallerizzo Maggiore (Praefectus stabuli), soprintendente delle scuderie palatine. Il Prior stabuli viene già ricordato nel 590, mentre il titolo successivo risale al pontificato di Benedetto XII. Per disposizione di Leone XII e Gregorio XVI (1832), egli prendeva parte nell’amministrazione del Sacro Palazzo.
  • Il Sopraintendente Generale delle Poste (Praefectus tabellariorum), anticamente chiamato praepositus cursus publici. Aveva sotto di sé i corrieri straordinari, le staffette e le poste di cavalli, accompagnava il Pontefice viaggiante, apriva e chiudeva lo sportello della carrozza pontificia. Delle sue prerogative trattano varie Costituzioni.

I Camerieri d’Onore di Spada e Cappa, di cui non si hanno notizie certe prima di Paolo IV (1555), durante le Celebrazioni Liturgiche Pontificie accoglievano i personaggi di riguardo e i membri del Corpo Diplomatico, accompagnandoli ai posti loro riservati. Dal pontificato di Pio VI prestavano servizio senza remunerazione.

Addetti d'Anticamera (Bussolanti Pontifici)

Gli Addetti d’Anticamera traggono origine dai Bussolanti. Clemente X, creato Papa nel 1670, li unì ai «Cavalieri Extra» ed agli «Scudieri» in un'unica anticamera. Più tardi, Gregorio XVI, con suo Chirografo del 30 luglio 1832, decretò la definitiva fusione delle tre Classi, che denominò «Bussolanti Pontifici». Attualmente, entrano a far parte dell'anticamera tramite biglietto di nomina del Prefetto della Casa Pontificia, per delega del Papa.

Sediari e Parafrenieri Pontifici

I Sediari e, un tempo, i Parafrenieri Pontifici, fin dal 1378, fanno parte di un'Arciconfraternita, tra le più antiche di Roma ancora attive. L'Arciconfraternita aveva una propria chiesa, quella di Sant'Anna dei Parafrenieri, oggi a Santa Caterina della Rota. Nelle stampe antiche raffiguranti i cortei papali si vedono i sediari trasportare a spalla il Papa sulla sedia gestatoria, seguiti o preceduti dagli scudieri, denominati parafrenieri pontifici, con i quali condividevano, oltre all'abito, anche i servizi.

Altre Antiche Dignità e Uffici

Nel corso dei secoli, diversi altri ruoli hanno animato la Famiglia Pontificia, dimostrando la complessità e la stratificazione degli uffici a servizio del Pontefice:

  • Quando la Curia Pontificia ebbe il suo Studium Palati, il Maestro del Palazzo era reggente nella Facoltà Teologica in cui insegnavano anche religiosi di altri Ordini. Nel primo medioevo ebbero funzioni varie: legazioni e visite, inquisizioni nei processi, relazioni al Papa e redazione delle decisioni. Nel secolo XIII fecero vita in comune.
  • Risale al secolo XIV la distinzione tra Protonotari (i sette antichi notari regionali) e Notari Apostolici, i quali potevano trovarsi anche fuori di Roma.
  • Dal secolo VIII troviamo i Cubiculari nei vari Ordini romani.
  • Nel passato il numero dei Camerieri Partecipanti variò sotto diversi Pontefici. Talvolta alcuni Camerieri erano elemosinieri o custodivano i tesori del Romano Pontefice, alcuni furono Segretari Intimi o Bibliotecari Domestici del Papa. Così nel decorso del tempo troviamo, tra i Camerieri Segreti Partecipanti, l’Elemosiniere Segreto, il Segretario dei Brevi ai Principi, i Segretari della Cifra, il Segretario delle Lettere Latine. Le loro origini risalgono ai tempi del Sommo Pontefice Urbano VIII, e le loro funzioni, distinzioni ed attribuzioni sono regolate dal Prefetto della Casa Pontificia.
  • Remotissima è l’origine dei Procuratori dei Palazzi Apostolici. La prima menzione certa è dell’anno 1130, sotto il Pontificato di Innocenzo II. Compito dei Procuratori era la difesa delle cause coram Sanctissimo e la difesa gratuita dei poveri. Da Benedetto XII furono riuniti, contemporaneamente agli Avvocati Concistoriali, in due distinti Collegi. I Romani Pontefici furono con il Collegio sempre più larghi di privilegi.

Furono ammessi anche distinti personaggi laici all’ufficio e all’onore d’assistere al Trono Pontificio. Come rappresentanti della nobiltà romana in questo ufficio, da Giulio II furono designati i capi delle famiglie Orsini e Colonna, decisione confermata da Sisto V e Clemente XI. La loro funzione prevedeva di ricevere l’incenso e la Pace dopo il Vice-Camerlengo di Santa Romana Chiesa e prima degli altri Prelati di fiochetto, e di ministrare al Lavabo nella Santa Messa celebrata dal Sommo Pontefice.

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