Le apparizioni di Fatima, avvenute nel 1917, hanno suscitato fin dall'inizio reazioni contrastanti, presentandosi per molti come un segno di speranza e un intervento divino per la pace nel mondo, affidato a tre piccoli pastori: Lucia Dos Santos e i suoi cugini Francesco e Giacinta Marto. Tuttavia, parallelamente, si sono mossi esponenti di un pensiero laicista e positivista, che vedevano negli eventi di Fatima una manovra della Chiesa per riconquistare potere in un contesto di governi laici.

Il dibattito sul "quarto segreto" e le smentite ecclesiastiche
Un elemento di forte discussione è l'inesistente "quarto segreto di Fatima". L'autorità ecclesiastica ha più volte smentito la sua esistenza, a partire dal cardinale Ratzinger nel 2000 fino ad Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, che ha ribadito la non veridicità di tale segreto. Ci si interroga se chi alimenta tali menzogne ritenga davvero di essere cattolico, poiché un credente sa che le vere profezie vengono comprese solo dopo la loro realizzazione, come dimostra il terzo segreto di Fatima.
Karol Wojtyla, il "vescovo vestito di bianco" colpito dall'attentato, lesse il segreto di Fatima solo dopo essere stato ferito, comprendendolo dopo che i proiettoli di Alì Agca avevano attraversato il suo corpo. Ciò conferma la natura delle profezie vere, che si svelano pienamente a posteriori.
Critica alle previsioni e alle memorie di Suor Lucia
Le profezie di Fatima, in realtà, non sono profezie da comprendersi né prima né dopo, e Lucia, la "veggente" di Fatima, non colse mai nel segno. Sbagliò sia sulla fine della prima guerra mondiale, dichiarando il 13 ottobre 1917 che sarebbe terminata quel giorno, sia sull'inizio della seconda guerra mondiale. Affermò infatti che "Se non cessano di offendere il Signore... nel regno di Pio XI ne incomincerà un’altra peggiore", ma il conflitto iniziò il 1° settembre 1939, quando sul soglio pontificio c'era già Pio XII. Anche riguardo al papa che "avrà molto da soffrire", Suor Lucia nella lettera del 2 dicembre 1940 fece capire che la profezia si riferisse a Pio XII, ma il papa non subì persecuzioni né ebbe molte angustie. Allo stesso modo, sbagliò riguardo alla fine della seconda guerra mondiale, affermando nella lettera del 4 maggio 1943 che il conflitto sarebbe terminato di lì a poco.
Le apparizioni e il messaggio di Fatima ai tre pastorelli
Per quanto concerne la profezia su Giovanni Paolo II, il Santo Padre "mezzo tremulo, con passo vacillante... venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e di frecce". Tuttavia, quando Giovanni Paolo II subì l'attentato non era vacillante e tremulo, ma nel pieno delle forze, e non morì.
Le "Memorie" di Lucia: tra narrazione mistica e criticità
Esistono quattro "Memorie" che Lucia scrisse per ordine del vescovo di Leiria, mons. José Alves Correia da Silva. La religiosa riferì inoltre in merito alle apparizioni avvenute a Pontevedra e Tuy, che attuarono la promessa del 13 luglio 1917 ("...verrò a chiedere la Consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione Riparatrice nei primi sabati"). Nel carmelo di Coimbra, suor Lucia scrisse anche una quinta e una sesta "Memoria" (rispettivamente sul padre e sulla madre). Chi legge gli scritti di Lucia nota una limitata formazione culturale, sebbene la veggente sia chiara e precisa nei concetti.
La "costruzione apologetica" e le due storie di Fatima
Diffondere storie di miracoli e fenomeni paranormali è più semplice che ricostruire criticamente tali fenomeni al di là dell'apologia. Lo scettico non può sottrarsi all'analisi di queste questioni, per non essere tacciato di ignoranza o dogmatismo, anche se lo sforzo richiesto è notevole. L'autore D'Alpa, nel suo libro "Fatima senza segreti", affronta questo impegno con uno stile da ricercatore paziente e preciso, mettendo in luce le contraddizioni ma rifuggendo risposte facili e accusatorie. Egli rigetta l'ipotesi di una premeditata impostura architettata dal clero, sostenendo che la situazione sia ben più complessa, intrecciando questioni psicologiche, sociali, culturali e politiche.
Contesti, Apologie e Veggenti: la struttura dell'analisi
Il testo è diviso in tre sezioni: "Contesti", "Apologie" e "Veggenti". L'autore ritiene necessaria una digressione sul contesto storico, sociale e culturale, specialmente del Portogallo, ricostruendo il travagliato rapporto tra Chiesa e modernità e le caratteristiche devozionali e ideologiche delle apparizioni mariane. Le apparizioni, lungi dall'essere un qualcosa di lineare e scevro da questioni politiche e sociali e dall'influenza del clero, appaiono invece strettamente legate a tali fattori. Si evidenzia una "palese contraddizione" tra la prima e la seconda ricostruzione, con la trasformazione di un'apparizione consolatoria (fino al 1935/1941) in una "inaspettatamente profetica", una vera e propria "metamorfosi anticomunista" nel contesto dell'ascesa di comunismo, nazifascismo e regimi autoritari.
Nella divulgazione della storia di Fatima si assiste a una vera e propria "costruzione apologetica", caratterizzata da un costante revisionismo di matrice propagandistica. L'autore approfondisce questo fenomeno nella seconda sezione, esaminando i testi cattolici più importanti. Emerge che esistono "due storie di Fatima": quella della "cronaca semplice", cronologicamente più vicina ai fatti, e quella successiva, un "racconto 'meraviglioso' i cui elementi sono stati aggiunti progressivamente, in base a 'rivelazioni' postume e a testimonianze tardive, la cui autenticità e sincerità resistono poco a una seria analisi critica".
Psicologia dei veggenti e influenze esterne
Analizzando gli scritti e le dichiarazioni di suor Lucia emergono stranezze e contraddizioni, acuite dalle discordanze degli altri testimoni. Tutto ciò è complicato dalle "numerose alterazioni e contraffazioni", intenzionali e non, dell'apologetica, che progressivamente scremano gli accadimenti accordandoli alla teologia per far nascere l'idea di "vere e proprie profezie".

L'autore indaga in maniera particolareggiata sulla psicologia dei piccoli veggenti e sul loro rapporto con la società e la religione. Lucia fu educata in maniera acritica all'insegnamento religioso, in un ambiente povero, rurale e fortemente cattolicizzato, dimostrando l'importanza delle prime semplici idee nello strutturare la futura vita mentale. D'Alpa ricostruisce la vita di Lucia e la sua esperienza religiosa, analizzando i suoi scritti e i suoi rapporti con la Chiesa, che la prese "sotto la propria ala" per gestirla meglio e sottrarla a stimoli esterni, dato che "le sue parole suscitano consenso ma anche perplessità ed imbarazzi, non spiegabili solo con un presunto 'scollamento' fra le parole della Madonna e le personali interpretazioni".
Un racconto realistico di Fatima implica un approccio alternativo rispetto alla maggior parte delle pubblicazioni diffuse, appiattite sulla versione ufficiale, che subisce un processo di "riscrittura, sia del ciclo originario del 1917, sia degli apporti successivi, in ossequio alle più svariate esigenze politiche, sociali e pastorali". D'Alpa, con un approccio laico, colma le lacune delle altre ricostruzioni, inquadrando la questione su un'analisi socio-politica e psicologica di ampio respiro.
Dubbi dei veggenti e interpretazioni teologiche
Un motivo che prova l'inconsistenza delle apparizioni mariane a Lourdes e a Fatima è costituito dai dubbi manifestati da adulte da entrambe le veggenti. Bernadette Soubirous, adulta e suora, scrisse: "È già passato tanto tempo da quando queste cose sono successe, non me ne ricordo più, non desidero parlarne troppo, perché, Dio mio, se mi fossi ingannata!". Qualcosa di analogo accadde alla veggente di Fatima. Si potrebbe obiettare che i dubbi sulla fede possono venire a tutti i credenti, ma entrambe le veggenti non ebbero mai dubbi sull'esistenza di Dio o della Madonna, bensì solo sulle loro visioni. È difficile concepire come si possa dubitare di aver visto e parlato con la Madonna se l'esperienza è stata reale, ma è accaduto, il che suggerisce che non si trattò di apparizioni mariane.
La dottrina tradizionale richiede l'esercizio eroico delle virtù cristiane per un periodo duraturo per la beatificazione. Francisco morì nel 1919 e Giacinta nel 1920. Nel 1981, la congregazione vaticana per le cause dei santi si interrogò sulla possibilità di proclamare beati due bambini vissuti per un breve periodo, una questione che pose un precedente significativo.
Le apparizioni angeliche e il linguaggio teologico
Le apparizioni mariane furono precedute nel 1916 da quelle di un angelo, presentatosi come "Angelo della Pace" e "Angelo del Portogallo". Questo, secondo il professor Guiducci, non è in contrasto con la Bibbia, dove l'azione degli angeli precede talvolta avvenimenti chiave o accompagna il credente. La Chiesa insegna che esiste un angelo vicino a ogni persona, e nella visione di Dio non esiste nazionalismo, ma anime da seguire. Le preghiere recitate dall'angelo ai bambini (Lucia, Giacinta e Francisco) non sembrano eccessivamente "teologiche", considerando che i bambini erano abituati al segno della croce e avevano già un orientamento verso la Trinità. L'angelo, secondo Lucia, aveva tra i 14 e i 15 anni. Nonostante alcune stranezze, la "comunicazione" seguiva una logica mistica, con Lucia e Giacinta apparentemente più portate a recepire le "novità" speciali.
Nell'estate del 1916, l'angelo invitò i bambini a fare sacrifici per la salvezza della patria, un aspetto molto sottolineato nei commenti di molti autori. Un punto confuso è l'offerta di un calice a Francisco e Giacinta, mentre Lucia consuma un'ostia. Questa dinamica si semplifica se letta in chiave mistica, come un "nutrimento" speciale per aiutare i piccoli a diventare testimoni.
Il messaggio di Fatima: dolore, speranza e conversione
Molti ritengono che a Fatima si insista eccessivamente su dolore, sofferenza, drammi e penitenza, dando la sensazione di una continua tristezza e distruzione. Tuttavia, il professor Guiducci afferma che il messaggio di Fatima è un messaggio di luce, poiché, in un contesto terreno segnato da drammi, genera speranza. La Madonna indica orizzonti, sana ferite dell'anima e del corpo, e suggerisce itinerari per ribaltare realtà di morte che provengono da decisioni esclusivamente umane, avversando il fatalismo. In quanto Madre, avvisa i figli che le loro scelte di morte avranno conseguenze tragiche. I bambini ascoltarono con attenzione le parole della Vergine Maria e furono fedeli ai loro impegni, diventando testimoni coraggiosi. Gli incontri con la Madonna furono caratterizzati da una relazionalità positiva, in cui si sentirono amati, compresi e seguiti, senza paura della Madonna, che si presentò molto giovane e la cui voce trasmetteva pace e rassicurazione.
Il ruolo della contestualizzazione nel messaggio
I resoconti disponibili non descrivono l'intera dinamica, ma contengono solo l'essenzialità del messaggio. Le confidenze e le frasi legate a un'intimità spirituale non sono note. Nel periodo successivo alle apparizioni si volle focalizzare ciò che Maria chiedeva alla Chiesa e all'umanità. Inizialmente, ci fu un atteggiamento volto a far cessare le voci che giravano; la madre di Lucia la picchiò, il parroco pensò a manifestazioni diaboliche, e il sindaco attaccò i genitori e Lucia, recludendo i tre veggenti. Per i politici, era una messinscena della Chiesa per recuperare potere perduto. In generale, molti cattolici erano scettici, trattandosi di bambini illetterati che non avevano mai manifestato doti particolari e si esprimevano in modo non sempre adeguato.
Il 13 ottobre 1917, molti giornalisti assistettero a un fenomeno straordinario, con il sole che roteava e sembrò avvicinarsi ai presenti, come riportato anche dal direttore del giornale anticlericale "O Seculo", Avelino de Almeida.
Comunicazione visiva e catechesi
Si discusse anche sulle immagini della Madonna Addolorata, della Madonna del Carmelo, della Madonna del Rosario e della Madonna con San Giuseppe e Gesù. Alcuni, in modo aggressivo, si chiesero "perché tante immagini di 'Madonne'?". Esistono diverse forme di comunicazione: visiva, verbale, per segni e per immagini. Quest'ultimo tipo di comunicazione rimanda a un metodo catechistico, presentando la stessa realtà (Maria) nei Misteri di Dio e nelle vicende legate al Disegno di Salvezza. Tutte queste immagini si delinearono sempre per un tempo breve.
In diverse occasioni si è discusso sulla mancanza di un'edizione critica dei documenti riguardanti Fatima. Il salmo 32, "Il Signore annulla i disegni delle nazioni, rende vani i progetti dei popoli. Ma il piano del Signore sussiste per sempre", riassume il significato profondo delle apparizioni. La beatificazione di Francesco e Giacinta da parte di Papa Francesco nel centenario delle apparizioni, nel 2017, è un fatto significativo che spiega la "logica" di Dio, distante dal nostro modo di vedere le cose.
Il messaggio di Fatima è straordinariamente attuale. Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, nel 2000, in occasione della rivelazione del Terzo segreto, affermò che "si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa". Questa frase ha alimentato la tesi di chi sostiene l'esistenza di parti non rivelate del segreto con contenuti catastrofici, ma coglie perfettamente nel segno ponendo l'accento sulla "missione profetica" di Fatima.
Vittorio Messori, nella prefazione al volume "Inchiesta su Fatima" di Vincenzo Sansonetti, ha riassunto la ragione principale dell'apparizione portoghese come un richiamo degli uomini alla tremenda serietà di una vita terrena, una breve preparazione all'eternità, che può essere di gioia o di tragedia. È un richiamo alla misericordia e, al contempo, alla giustizia di Dio. Lungi dall'essere un messaggio lugubre, quello di Fatima è un messaggio squisitamente e semplicemente cattolico, e perciò "politicamente scorretto" e urticante per certa sensibilità contemporanea, anche ecclesiale, perché racchiude in tre parole - conversione, preghiera, penitenza - l'essenziale della fede cattolica.
Le apparizioni e il messaggio di Fatima ai tre pastorelli
Sansonetti scrive che il triplice segreto di Fatima si rivolge, andando controcorrente, a un mondo sedotto dall'idea che l'uomo possa cavarsela da solo, un mondo che crede di non aver più bisogno di Dio e che disprezza la fede. Il richiamo della Madonna è un triplice invito a cambiare strada. Il senso dell'affermazione di Ratzinger del 2000 acquista una luce nuova, poiché in questo scorcio del XXI secolo si è imposta un'ideologia forse più feroce e pericolosa di quelle politiche che hanno insanguinato il Novecento: la "dittatura del relativismo", che non riconosce nulla come definitivo e lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie, secondo Benedetto XVI. Da qui l'attualità di Fatima e l'urgenza di riprendere la sua missione profetica in ambito ecclesiale. In questo contesto, non sarebbe fuori luogo il verificarsi di eventi drammatici per l'umanità e per la Chiesa, riconducibili a Fatima, come preludio di qualcosa di "definitivo" in arrivo. I segni non mancano: rischio di guerra nucleare, sconvolgimenti naturali e, soprattutto, l'apostasia dilagante nella Chiesa, indicata da San Paolo come preludio dell'Anticristo.
La missione profetica di Fatima è quella di una mamma premurosa che "non punta a spaventare né vuole alimentare timori e preoccupazioni ma mette in guardia, consiglia, sostiene... Senza mai nascondere o minimizzare i pericoli". Il pericolo numero uno è che l'uomo possa perdersi per sempre. Il centenario di Fatima è la fine di un'epoca e l'inizio di un'altra, in cui è "nata l'esigenza di una nuova evangelizzazione, di una testimonianza che riparta da capo con determinazione e coraggio sulle ceneri di un mondo che ha dimenticato Cristo".
Il linguaggio delle apparizioni e la sua contestualizzazione
Un'intervista a Carlo Mafera e al Prof. Pier Luigi Guiducci, docente di Storia della Chiesa, evidenzia come le apparizioni di Fatima siano state oggetto di interpretazioni diverse. Mentre per molti rappresentarono un segno di speranza, per altri furono una manovra della Chiesa per riconquistare potere. Il messaggio fu affidato a bambini illetterati, Lucia Dos Santos, Francesco Marto e Giacinta Marto, che non sapevano né leggere né scrivere e parlavano in dialetto. La loro adesione era immediata e sincera, non legata a schemi logici precostituiti. Il Prof. Guiducci chiarisce che il messaggio chiave riguarda la pace nel mondo, un fatto che non creò problemi. Nel 1919 fu edificata la prima cappellina, nel 1921 fu permessa la celebrazione della prima messa all'aperto, e nel 1928 iniziarono i lavori della basilica. Nel 1930 la Chiesa proclamò il carattere soprannaturale delle apparizioni e ne autorizzò il culto.
La contestualizzazione del linguaggio dei messaggi e delle rivelazioni permette di comprendere anche i tentennamenti, i dubbi e l'angoscia di ingannarsi che Lucia stessa ebbe. Attraverso la lettura delle pagine di suor Lucia, si può sviluppare un "metodo spirituale" di interpretazione degli eventi, "secondo la Parola e secondo la sua recezione nella Chiesa", per leggere in maniera cristiana ciò che accadde a Fatima e in ogni rivelazione privata a carattere profetico. L'obiettivo è tracciare un percorso comune tra devozione popolare e spiritualità "alta", che possa guardare alle esperienze mistiche di ogni genere in maniera corretta e rispettosa anche per il futuro.
In un contesto di educazione religiosa in cui la sofferenza, la penitenza personale e l'espiazione erano centrali nelle catechesi, è "normale" che tale linguaggio appaia nei racconti di Lucia e degli altri piccoli veggenti. Nessuno dovrebbe preoccuparsi o criticare il fatto che la Madonna parli ai veggenti attraverso un genere letterario che oggi appare a molti teologicamente superato, o che sembra persino "crudele" quando rivolto a bambini; bisognerebbe, piuttosto, essere consapevoli che quei bambini non potevano accogliere alcun messaggio se non attraverso quel linguaggio.
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