Il Santuario della Fortuna Primigenia di Praeneste

Le citazioni di antichi pensatori romani e greci testimoniano l'importanza del concetto di fortuna nella cultura classica. Così, «Ciascuno è artefice della propria fortuna» affermava Appio Claudio Cieco nel IV sec. a.C., mentre Ennio, nel III sec. a.C., sosteneva che «La fortuna aiuta gli audaci». Plauto, nel II sec. a.C., enfatizzava il suo potere asserendo che «La Fortuna è l’unica capace di superare il buon consiglio di cento saggi».

Tra le divinità italiche, la Fortuna era una delle più diffuse e popolari, ma a distinguersi era il luogo del culto di Praeneste (l'odierna Palestrina).

Le Origini Antichissime del Culto e la Posizione Strategica

Il culto della Fortuna Primigenia a Praeneste ha origini antichissime e precede la costruzione del grandioso santuario. Era diventata un'ossessione per i devoti del tempo, come rivelano le narrazioni antiche. La sua posizione, sulle alture che dominano la Valle del Sacco, tra il mare e l’interno del Lazio, si trovava strategicamente sulle rotte che collegavano l’Etruria, Roma e il Mediterraneo orientale. Questa collocazione privilegiata favorì lo sviluppo di una comunità cosmopolita e aperta agli scambi, come testimoniano le necropoli locali, ricche di manufatti esotici.

Mappa delle rotte commerciali e della posizione di Praeneste nel Lazio antico

L'Epoca di Splendore e la Nascita del Santuario

La grande ricchezza di Praeneste arrivò nel II secolo a.C., quando, entrata nell’orbita di Roma assieme a Tibur (l’odierna Tivoli), conobbe un periodo di grande splendore legato soprattutto al commercio degli schiavi. Nelle agorà degli Italici a Delo, in Grecia, i prenestini e i tiburtini facevano affari d’oro. Fu in questo contesto di prosperità che vennero costruiti i due grandi santuari, esempi magnifici di architettura ellenistica. Questi complessi, ispirati ai grandi santuari greci, furono edificati su terrazzamenti artificiali che si sviluppano in altezza. Il percorso ascensionale, dal basso verso l’alto, era parte integrante dell’esperienza sacra: salire equivaleva ad avvicinarsi alla divinità.

Ricostruzione artistica del Santuario della Fortuna Primigenia di Praeneste in epoca romana

Archeologico di Palestrina : ricostruzione del Santuario della Fortuna Primigenia

Le "Sortes Praenestine" e la Produzione di Ex Voto

Il culto della Fortuna Primigenia era centrale per la vita di Praeneste. Le Sortes Praenestine, ovvero le tavolette rinvenute nel pozzo sacro, erano celebri oracoli. Accanto al pozzo, rimane ancora oggi una panca di pietra, testimonianza di un'antica pratica divinatoria. Intorno al complesso sacro esistevano numerose officine e botteghe dedicate alla produzione di ex voto, statuine e immagini sacre: una vera e propria produzione in serie destinata ai pellegrini e ai fedeli.

Gli scavi archeologici hanno portato alla luce un lungo tratto della strada romana lastricato in basalto che collegava Praeneste a Roma. Su questa via transitavano mercanti, viaggiatori e fedeli diretti al santuario, evidenziando l'importanza economica e religiosa del sito.

Praeneste tra Storia e Conflitti

La storia di Praeneste si intreccia drammaticamente con la guerra civile tra Mario e Silla, avvenuta nel I secolo a.C. Praeneste si schierò con Mario, il capo della fazione popolare, che fu sconfitto. Silla, a seguito della vittoria, fece uccidere tutti gli uomini delle famiglie più illustri, cancellando di fatto l'originaria classe dirigente di Praeneste. Nelle necropoli prenestine, infatti, i nomi delle antiche famiglie scompaiono improvvisamente e vengono sostituiti da nuovi: sono quelli dei veterani di Silla, che ricevettero in premio le terre e le proprietà confiscate.

Mappa illustrativa delle guerre civili romane e le aree coinvolte

La Rinascita in Età Augustea

Nonostante le devastazioni, la città tornò a prosperare con l’età augustea (27 a.C.-14 d.C.). In questo periodo, nel foro cittadino fu realizzata una grande fontana monumentale, conosciuta come la Ninfa del Foro. Essa era decorata con animali assieme ai loro piccoli: scrofe e maialini, leonesse e cuccioli, pecore e agnellini, simboli di fertilità e abbondanza che riflettevano la ritrovata prosperità.

Il Museo Archeologico Nazionale di Palestrina: Custode della Memoria

Oggi, il Museo Archeologico Nazionale di Palestrina si trova proprio nell'edificio che un tempo ospitava la Ninfa del Foro, e conserva resti originali del santuario integrati nelle sue sale. Entrare nel Museo Archeologico Nazionale di Palestrina significa compiere un viaggio attraverso venticinque secoli di storia dell'antica Praeneste.

Reperti e Narrazioni dalle Necropoli

Prima ancora dei corredi preziosi, è la forma stessa delle tombe a raccontare la società di Praeneste. Nei sarcofagi, la memoria dei defunti diventa intima e personale. Le ciste, oggetti ritrovati in abbondanza, servivano per custodire gioielli, profumi e accessori per la cura del corpo, ma erano anche simboli di prestigio e status sociale. Con l'età augustea, lo stile artistico cambia: i volti nelle rappresentazioni si addolciscono e la pelle sembra levigata, riflettendo una nuova estetica.

L'Anello di Carvilio: Un Tesoro di Emozioni

Uno dei reperti più toccanti e misteriosi del Museo Archeologico di Palestrina è l’anello di Carvilio, realizzato alla fine del II secolo a.C. e datato al I sec. d.C. Nella tomba dove fu ritrovato, giacevano due corpi mummificati, appartenenti a Aebutia e Carvilio, madre e figlio. Dalle analisi è emerso che Carvilio morì prima della madre. La donna portava al dito un gioiello straordinario: un anello d’oro con un cristallo di rocca al centro, dentro il quale è visibile in miniatura tridimensionale il volto del figlio. Questa immagine potente narra la grandezza e la raffinatezza dell’antica Praeneste e la profondità dei legami affettivi.

Dettaglio dell'anello di Carvilio esposto al Museo Archeologico di Palestrina

Uscendo dal museo, si scendono i gradini tra le terrazze del santuario per raggiungere il pozzo sacro, completando così un percorso che congiunge la storia esposta nelle sale con l'antico e venerato luogo di culto.

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