Il Battito Cardiaco dell'Innamorato: Tra Scienza e Poesia

L'amore tra due persone e il potere che può sprigionare ha da sempre affascinato poeti e scrittori. "L’amor che move il sole e l’altre stelle" scrisse Dante a conclusione della Divina Commedia, attribuendogli un potere universale. Ma che impatto hanno sul cuore le gioie e i tormenti d'amore? Al di là della letteratura, diversi effetti benefici dell’amore sono noti anche alla scienza. Questo argomento, reso attuale dalla festività di San Valentino, ci porta ad esplorare la complessa interazione tra le emozioni amorose e la fisiologia umana.

Gli Effetti Fisiologici dell'Innamoramento: Una Tempesta Ormonale

Contrariamente a quanto viene comunemente pensato e a quanto i poeti hanno tramandato, l’amore, dal punto di vista fisiopatologico, non è una questione di cuore. È piuttosto una questione di cervello e di ormoni. Il cuore in questo caso è interessato soltanto in quanto ultimo destinatario degli stimoli che vengono da altri organi, e su di esso tali stimoli esercitano la loro azione positiva o negativa a seconda delle situazioni.

Nella fase iniziale dell'infatuazione, il forte coinvolgimento emotivo fa scattare nel sistema nervoso centrale un segnale di allerta che attiva le ghiandole surrenali (localizzate sopra i reni) e innesca il rilascio di sostanze chiamate catecolamine, come adrenalina, noradrenalina e cortisolo. Questa è una vera e propria tempesta ormonale che alza la pressione arteriosa e aumenta la frequenza cardiaca, in alcuni casi anche di 10 battiti al minuto. Sudorazione, palpitazioni, bocca secca, rossore alle guance e vampate di calore sono tutti sintomi di questo processo: ci si sta innamorando.

Infografica sui meccanismi ormonali nell'innamoramento: cervello, ghiandole surrenali, adrenalina, cortisolo

Inoltre, mentre gli estrogeni e il testosterone incrementano il desiderio erotico, l’adrenalina esercita i suoi potenti effetti sul cuore provocando tachicardia, sudorazione e un più o meno importante innalzamento della pressione. Nella fase di attrazione vi è anche una produzione di cortisolo dalle ghiandole surrenali in risposta allo stress dell’incertezza, contribuendo all’innalzamento della pressione.

Il Bacio e i Suoi Effetti

Il bacio è una prerogativa dell'uomo rispetto agli altri animali e la sua menzione ricorre nella storia più antica. Tramite le numerose afferenze nervose che dalle labbra e dalla lingua vanno al cervello, viene stimolata un’aumentata produzione di ormoni da parte delle ghiandole surrenali (corticoidi, adrenalina, noradrenalina) e di oppioidi endogeni (endorfine) a livello encefalico, in grado di stabilire in breve quello stato magico che tutti conosciamo.

A volte possono anche far capolino quei battiti anticipati che vanno sotto il nome di extrasistoli e che contribuiscono, qualora percepiti, ad incrementare quella deliziosa sensazione di batticuore. La pressione arteriosa sistolica può salire anche di 20-30 millimetri di mercurio a causa dell’aumento della gittata cardiaca, cioè della quantità di sangue che ad ogni contrazione il ventricolo sinistro immette nell’aorta. Anche questo viene percepito piacevolmente e non crea problemi in un cuore sano.

Solo note positive, dunque? A onor del vero, non si dovrebbe concludere senza un accenno al rovescio della medaglia, cioè alla vera o presunta possibilità di trasmissione di virus o batteri attraverso la saliva.

Il Battito Cardiaco all'Unisono: Scienza e Poesia si Riavvicinano

Quello che è stato scoperto recentemente sembra riavvicinare scienza e poesia: una ricerca ha mostrato infatti che l’amore influenza i cuori, facendoli battere all’unisono. Il cuore detta legge al cervello, poiché nella fase dell'innamoramento c'è una strettissima correlazione tra ciò che avviene a livello neuronale e il nostro muscolo cardiaco.

Studi sulla Sincronizzazione Fisiologica

Diversi studi hanno esplorato il fenomeno della sincronizzazione fisiologica nelle coppie innamorate:

Ricerca dell'Università di Haifa

Uno studio di tre ricercatori israeliani dell’Università di Haifa, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, ha dimostrato questo romantico fenomeno. 22 coppie di innamorati con età compresa tra i 23 e 32 anni (solo due sposate), senza figli e con circa 13 anni di istruzione alle spalle, sono entrate nei laboratori dell’università. Poiché precedenti ricerche hanno dimostrato che la donna suscita maggiore empatia, a lei è stato assegnato il ruolo principale. La donna era sempre nel laboratorio, talvolta sola, talvolta con il partner seduto al suo fianco che le stringeva la mano, oppure lui era lì ma non la toccava. Alcune volte lei subiva stimoli dolorosi mediante il contatto con un corpo caldo (un dolore di livello 6 su una scala da 0 a 10), e alcune volte non subiva alcuno stimolo.

I risultati sono stati sorprendenti: riguardo al battito, quando i partner erano in contatto fisico, il ritmo cardiaco si sincronizzava, in particolare se la donna stava sperimentando dolore. Questa situazione di sofferenza aumentava il collegamento empatico tra i soggetti. Il ritmo respiratorio si sincronizzava sia in assenza che in presenza di dolore. In assenza del tocco, la semplice presenza del partner nella stanza non produceva gli stessi effetti; rimaneva sì una tendenza alla sincronizzazione, ma molto meno evidente. In particolare, in assenza di contatto, la percezione del dolore rompeva la sincronizzazione. Infine, il contatto tra i corpi sembrava elevare la soglia del dolore della donna, procurandole un effetto analgesico.

Foto di una coppia che si tiene per mano, con un'aura di benessere

Studi dell'Università della California

Quando all’innamoramento segue l’amore stabile e reciproco, come si dice, "i due cuori battono all’unisono". Emilio Ferrer, docente di Psicologia all’Università della California, ha condotto una ricerca su 32 coppie di volontari innamorati pubblicata sul Journal of Psychophysiology. I due di ciascuna coppia sono stati messi in una stanza silenziosa su sedie distanti ma collegati a macchinari che misuravano frequenza cardiaca e ritmo del respiro. Non potevano parlare o toccarsi. Le coppie sono state successivamente mischiate e i parametri misurati nuovamente. Ebbene, tra due persone che si amano si sincronizzano sia il battito del cuore che il ritmo del respiro. Un altro studio condotto dall’Università della California ha rivelato che il cuore di mariti, mogli e fidanzati ha lo stesso ritmo. Il professor Emilio Ferrer, responsabile della ricerca, ha monitorato 32 coppie in relazioni romantiche, mostrando che il battito cardiaco dei membri della stessa coppia era all’unisono, così come il ritmo dell’inspirazione e dell’espirazione dell’aria. La connessione tra due persone va oltre il piano emotivo, essendo fisiologica.

Numerosi quadri teorici suggeriscono associazioni di segnali fisiologici tra due individui in una relazione romantica. Tuttavia, pochi studi hanno fornito prove empiriche di tali associazioni utilizzando la reattività fisiologica di entrambi i partner nella diade. In uno studio, sono state impiegate misure della respirazione e della frequenza cardiaca di partner romantici registrate durante tre compiti di laboratorio. Sono state esaminate le interrelazioni di ciascuna misura tra i membri della diade utilizzando modelli di oscillatori lineari accoppiati (Boker & Nesselroade, 2002). Questi modelli sono stati utilizzati per catturare le oscillazioni della respirazione e della frequenza cardiaca e per esaminare l'interdipendenza dei segnali fisiologici tra entrambi i partner. I risultati hanno mostrato che le associazioni erano rilevabili in tutti e tre i compiti, con diversi modelli di accoppiamento all'interno di ciascun compito. (Helm, J.L., Jonathan, L., Sbarra, D., & Ferrer, E. (2012). Assessing cross-partner associations in physiological responses via coupled oscillator models).

Ricerca dell'Università dell'Illinois

L'amore avvicina i cuori nel vero senso della parola, perché i cuori di due persone che si amano e vivono insieme battono all'unisono. Una ricerca dell'Università dell'Illinois, coordinata da Brian Oglosky e pubblicata sul Journal of Social and Personal Relationships, spiega infatti che la frequenza cardiaca tende ad adeguarsi a quella del partner. La sincronizzazione del battito cardiaco avviene soprattutto nelle coppie che stanno insieme da tempo: la ricerca ha esaminato partner ultra 65enni con lunghe relazioni alle spalle. Sono stati misurati frequenza cardiaca e distanza fisica dal compagno in vari momenti della giornata per un periodo di due settimane, e i sensori hanno rilevato un'evidente relazione tra la vicinanza tra i due e i battiti del cuore, che si "autoregolano" sul ritmo dell'altro.

Il muscolo cardiaco semplicemente si adegua a quello dell'altro. Non è chiaro chi "domini" all'interno della coppia in questa particolare relazione: ci sono casi in cui è lui ad adattarsi e altri in cui si adegua lei. Gli esperti dell'università americana hanno parlato di una sorta di "danza", sottolineando che risulta evidente la sincronizzazione legata al rapporto tra i due. Lo studio dimostra comunque che il cuore segue, e quasi misura, il benessere della coppia. D'altra parte, sono molte le ricerche che mettono in relazione la salute fisica con il buon rapporto con il partner. Il cuore risente della qualità della vita di coppia, e il legame di due persone sotto lo stesso tetto condiziona il suo funzionamento.

Meccanismi e Significato Evolutivo della Sincronia

I fenomeni alla base di queste scoperte restano al momento solo delle ipotesi. Tuttavia, in natura simili effetti sono lampanti e potremmo sperimentarli tutti i giorni senza rendercene conto. La capacità di sviluppare ritmi (ad esempio del battito cardiaco, del respiro) e comportamenti sincroni con altri individui ha un chiaro significato evolutivo e non è una peculiarità umana. Lo condividiamo con molti altri animali che sincronizzano movimenti per creare suoni, luci (le lucciole), comportamenti di gruppo utili alla caccia o reazioni di difesa.

Illustrazione di lucciole che sincronizzano i loro impulsi luminosi

Anche noi umani, che ne siamo coscienti o no, tendiamo a coordinare le nostre azioni imitando posture, gesti e azioni degli altri. Lo facciamo fin dalla prima infanzia ed è un’abilità fondamentale per lo sviluppo della nostra comunicazione interpersonale e sociale, da quella madre-bambino a quella con i nostri colleghi di lavoro. In Fisica o nell’Elettronica, i sistemi oscillanti che possono in qualche modo “sentirsi” tendono infatti a sincronizzarsi. Il fenomeno è noto in Fisica con il nome di "osservazione di Huygens". Il noto scienziato olandese Christiaan Huygens, inventore dell’orologio a pendolo, notò infatti come due pendoli, pur partendo a oscillare in modo differente, tendessero nel tempo a sincronizzarsi se chiusi nello stesso contenitore, o se appesi allo stesso muro. Chiaramente questi fenomeni hanno una spiegazione molto semplice e davvero poco romantica: la trasmissione di forze microscopiche tramite le vibrazioni del muro o dell’aria. Di certo la sincronizzazione del battito dei cuori ha tutt’altro fascino.

Gli autori degli studi hanno ipotizzato che tale sincronia (del battito cardiaco, della frequenza respiratoria, della reattività della pelle all’elettricità) possa essere accresciuta da due condizioni: il contatto fisico (tenersi per mano) e l’empatia per il dolore del partner. Si sa che il contatto interpersonale accresce la correlazione dell’attività elettrica cutanea e modula la reazione della pressione sanguigna allo stress. È stato inoltre dimostrato che il contatto pelle a pelle consente di interpretare le emozioni di chi ci tocca e riduce il disagio e il dolore in bambini sottoposti a piccoli interventi medici e in pazienti con dolore cronico.

I risultati mostrano inequivocabilmente che il contatto fisico accresce la sincronizzazione del ritmo respiratorio (e dell’attività elettrica della pelle) della coppia sia in presenza che in assenza di dolore e aumenta la sincronizzazione del ritmo cardiaco in presenza di dolore. La sincronizzazione viene invece diminuita dal dolore in assenza del contatto fisico: i ritmi dei due partner sono cioè meno sincronizzati quando uno è esposto al dolore e non si tengono per mano. L’assenza del contatto fisico sembra dunque impedire la comunicazione nella coppia, impedendo così la protezione “partecipata” dal dolore. Chi riceve il dolore in assenza di contatto si concentra su strategie individuali per farvi fronte, perdendo la sincronia con l’altro. Quando invece i due partner si tenevano per mano e uno di loro era esposto al dolore, l’effetto analgesico del contatto dipendeva dal grado di empatia tra loro.

“Sei insieme la quiete e la confusione del mio cuore” scrive Kafka in una delle sue lettere alla sua prima fidanzata Felice Bauer e aggiunge “immagina il mio battito quando tu sei in questo stato”. Questa frase esprime la correlazione non solo d’anima ma anche fisica (e fisiologica) delle due persone che costituiscono una coppia amorosa. La sincronia dei battiti e degli atti respiratori è l’espressione (e la premessa fisiologica) di una sintonia che si costruisce per lo più involontariamente e inconsapevolmente in un processo spesso lento, progressivo, prolungato, paziente e tutt’altro che facile. Un processo che si manifesta non a caso nella correlazione di ritmi tra paziente e terapeuta, ma che ha le sue origini nella progressiva sintonia di sguardi, micro-gesti, movimenti tra madre e bambino, si sviluppa nella delicata e caotica fase dell’adolescenza in cui l’individualità si fa a fatica strada tra imitazione e identificazione, e raggiunge il suo culmine nella relazione amorosa quando “i cuori battono all’unisono” e la sincronia diviene segno d’amore. Salvo poi divenirne tragica ossessione. Forse per questo sono così importanti quei momenti in cui ci possiamo sedere a terra accanto al/alla nostra partner e nel silenzio della sua presenza sentire che i nostri ritmi combaciano.

Le Relazioni Amorose Stabili: Fattori di Prevenzione Cardiovascolare

Quando all’innamoramento segue l’amore stabile e reciproco, questo, così come altre relazioni di attaccamento, abbassa i livelli di stress e con esso quelli di adrenalina e di cortisolo, con benefici sulla situazione cardiovascolare. Alla fase della paura e dell’incertezza segue quella della felicità in cui i due cuori, come si dice “battono all’unisono”. Ed è vero. L’ottimismo influenza positivamente il sistema cardiovascolare, e nella fase dell’amore reciproco si guarda la vita con ottimismo. Il futuro è roseo e la felicità prevale, e questo fa bene al cuore, come dimostrato da Karina Davidson della Columbia University, che ha pubblicato sull’European Heart Journal una interessante ricerca sui rapporti tra ottimismo e cuore. Un primo dato importante è che le donne sono più ottimiste degli uomini.

Le relazioni stabili funzionano come un vero fattore di prevenzione cardiovascolare. "Chi si sente sostenuto emotivamente risponde meglio alle terapie, si prende più cura di sé e affronta anche la malattia con maggiori risorse interiori", spiega Nicola Maurea, direttore della struttura complessa di Cardiologia dell'Istituto dei tumori di Napoli. Non è solo una metafora poetica: il celebre "batticuore d'amore" ha basi biologiche reali. L'innamoramento attiva un complesso dialogo tra cervello, sistema nervoso autonomo e apparato cardiovascolare: negli innamorati aumentano adrenalina, dopamina e ossitocina, salgono frequenza cardiaca e pressione, si modifica la percezione del tempo e del corpo. Nella maggior parte delle persone sane, questi cambiamenti sono transitori e innocui.

Cosa succede nel nostro cervello quando ci innamoriamo? La biochimica dell’amore

Quando il Batticuore Diventa Segnale d'Allarme

In alcuni casi, il batticuore può diventare anche un segnale da ascoltare. "Soprattutto nelle persone fisicamente fragili - avverte Maurea - l'attivazione emotiva può favorire palpitazioni, tachicardie o senso di affanno, specie in presenza di anemia, disidratazione, terapie cardiotossiche o disturbi d'ansia. Non parliamo quasi mai di eventi pericolosi, ma di sintomi che meritano attenzione clinica. Il corpo, durante una malattia importante, è più sensibile anche agli stimoli emotivi. Il rischio maggiore nasce quando l'emozione si trasforma in agitazione persistente, insonnia, paura dell'abbandono o iper-coinvolgimento, alimentando uno stress cronico capace di peggiorare stanchezza e disturbi cardiaci." La regola, conclude Maurea, "non è evitare l'innamoramento, ma viverlo con equilibrio e ascoltare il corpo”. In sintesi, il batticuore può essere insieme segno di vita e campanello d'allarme.

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