La Scuola Paritaria Sacro Cuore di Città di Castello rappresenta oggi un punto di riferimento per l'intero territorio, configurandosi come un luogo di dialogo tra culture, di promozione di valori civili e cristiani e di attenzione costante alle necessità di studenti e famiglie di ogni provenienza. Nei suoi corridoi si respira un'aria di serenità e gioia autentica: i bambini ridono, giocano e imparano insieme, costruendo una realtà educativa che continua a coniugare istruzione e umanità.

Carlo Liviero: Il Fondatore e la Sua Visione Pedagogica
Le Origini: 1910 e la Lotta all'Analfabetismo
La storia della Scuola Paritaria Sacro Cuore ha inizio nel 1910, anno in cui Carlo Liviero, appena nominato vescovo, arrivò a Città di Castello. Trovò una realtà sociale in cui la maggior parte degli adulti era analfabeta e molti bambini non frequentavano la scuola. Fu in questo contesto che il sacerdote di forti doti umane e spirituali, Carlo Liviero, pose le basi per un'istituzione destinata a lasciare un segno indelebile nella storia educativa locale.
Una Pedagogia Pionieristica e Inclusiva
Liviero introdusse in Umbria idee innovative e una pedagogia pionieristica e inclusiva. Il suo approccio didattico era all’avanguardia: considerava il dialogo e l’amore strumenti educativi più efficaci della semplice disciplina, ripetendo spesso che l’apprendimento dovesse essere un’esperienza viva, una conversazione familiare in grado di stimolare curiosità e interesse nei bambini.
Al centro del suo metodo si trovavano il rispetto dei talenti di ciascun alunno, il valore della collaborazione e il ruolo della comunità scolastica come spazio di partecipazione responsabile delle famiglie. Introdusse molte innovazioni per l’epoca, come il coinvolgimento attivo dei genitori nel processo educativo, ai quali raccomandava: "Insegnate con l'esempio più che con le parole". La sua attenzione si rivolgeva anche alle difficoltà sociali ed economiche degli studenti, promuovendo l'apertura di scuole serali e corsi di lingue per adulti.
Crisi e Continuità: Dopo la Scomparsa di Liviero
Nel 1932, la comunità educativa della Scuola Vescovile affrontò il momento di crisi più profondo della sua storia: la morte improvvisa di Carlo Liviero, il fondatore e anima dell’istituto. La sua figura era stata per oltre vent’anni il riferimento educativo, spirituale e operativo dell’intera struttura. Nonostante il senso di vuoto e una fase di comprensibile incertezza, la scuola trovò la forza di proseguire nell’eredità lasciata dal fondatore.
Gli Anni Difficili della Guerra
Gli anni della guerra rappresentarono una prova durissima. Durante i bombardamenti del 1944, molti alunni furono costretti a rifugiarsi nelle campagne e le lezioni furono sospese più volte per motivi di sicurezza. In una cronaca di quei giorni, suor Redenta Dominici racconta: "Lo spavento causato dal bombardamento di ieri ha disperso tutti gli allievi. Due alunni soltanto sono venuti questa mattina che ho poi rimandato a casa". Quando, dopo una lunga interruzione, le lezioni ripresero a giorni alterni, la maestra annotò una frase indimenticabile, pronunciata dall'alunno Capecci: "Suora, se detto che dobbiamo morire dietro un bombardamento, non è meglio che la morte ci colga compiendo il nostro dovere?".

L'Evoluzione e la Modernizzazione della Scuola
Nuova Sede e Ampliamento dell'Offerta Formativa
Nel 1965, la scuola trovò sede in un nuovo edificio, progettato per accogliere al meglio alunni e attività didattiche. Un’altra importante svolta si verificò nel 1971 con l’ammissione delle bambine e l’ampliamento dei servizi, per venire incontro alle esigenze delle famiglie numerose e ai cambiamenti della società locale.
La Parità Scolastica e il Ruolo Attuale
Dal 2001 la scuola ha ottenuto la parità scolastica, consolidando il suo ruolo come istituzione educativa di primaria importanza a Città di Castello. Gli alunni raccontano con entusiasmo la loro esperienza: "Questa scuola è bella perché se entri triste, esci felice", descrivendola come "Una casa piena di amici, con maestre sempre pronte ad ascoltare e ad aiutare".
L'Ambiente Educativo e i Valori
Un'Atmosfera di Serenità e Apprendimento
La Scuola Sacro Cuore è un ambiente in cui i bambini prosperano. Questa atmosfera è il risultato di un impegno costante nel creare un luogo dove si coniugano istruzione e umanità. Il focus è sull'apprendimento collaborativo e sulla crescita personale di ogni studente.
Il Ruolo Centrale del Maestro
In questo processo di conoscenza è fondamentale il ruolo del maestro di classe, colui che è continuamente sfidato dalle scoperte e dalle provocazioni dei bambini ed è in cammino con i suoi alunni nell’avventura del conoscere, per accompagnare e valorizzare ognuno di loro.
Attività Espressive e Laboratori
L’animazione espressiva è per i bambini l’occasione di incontrare la realtà con tutta la propria persona fisica. L’attività musicale nella Scuola Primaria è parte integrante del percorso formativo globale e concorre, insieme alle altre discipline, a educare quelle categorie espressive e sensoriali proprie di ogni bambino. Le classi svolgono le attività proposte in ampi spazi attrezzati:
- Laboratori di musica
- Laboratori di animazione
- Laboratori di attività manuali
- Laboratorio informatico/multimediale dotato di una postazione per ciascuno studente
- Due ampi giardini

Strumenti e Supporto Didattico
L’attenzione al raggiungimento degli obiettivi e delle competenze di ogni studente prevede diverse forme di intervento, sia sistematico e continuativo, come l’aiuto allo studio, sia occasionale e flessibile. Il doposcuola, attivo nei giorni di martedì, mercoledì e venerdì, prevede, dopo il pranzo e un tempo di ricreazione, lo svolgimento dei compiti, offrendo un supporto prezioso alle famiglie.
Iniziative e Impegno per la Comunicazione Consapevole
La scuola promuove attivamente l'utilizzo consapevole dei nuovi mezzi di comunicazione, un obiettivo condiviso anche da figure di spicco come il prete “hi-tech”, don Giorgio Mariotti. Egli è promotore, assieme all’associazione Le Rose di Gerico, di una manifestazione annuale legata alla ricorrenza di San Biagio, protettore della gola. Un recente concorso, conclusosi il 5 febbraio scorso, ha visto i bambini interpretare magistralmente il tema proposto.
“Dalle buone idee nascono poi buone notizie” scriveva don Giorgio Mariotti nel messaggio di apertura del concorso, augurando a tutti di poter gettare le basi oggi per le buone notizie di domani. I bambini hanno dimostrato grande sensibilità, proponendo idee per la salvaguardia del Creato, per aiutare gli anziani e le persone sole e per la diffusione delle buone pratiche civiche, testimoniando l'impegno della scuola nell'educazione a valori fondamentali.