Il salterio è il libro liturgico che raccoglie i centocinquanta salmi dell'Antico Testamento. Tradizionalmente attribuiti al re Davide, i salmi sono inni in lode della divinità attraverso i quali si chiedono l'aiuto e il perdono del Signore. Con l'avvento del cristianesimo, essi sono stati interpretati in chiave messianica, divenendo il cuore della preghiera della Chiesa.

Le origini e la tradizione testuale
Il testo dei salmi raggiunse l'Occidente latino attraverso le traduzioni di San Girolamo nel IV secolo, note come versione romana, gallicana ed ebraica. Tra queste, la traduzione gallicana, contenuta nella Vulgata, divenne la più diffusa. Storicamente, il Salterio è stato uno dei testi più frequentemente miniati nel Medioevo (secoli XII-XIV), con l'obiettivo di valorizzare il testo sacro, articolare la struttura interna del libro e offrire una controparte pittorica al commento verbale.
Tipologie fondamentali di salteri nel Medioevo
Durante il periodo medievale, si distinguevano tre tipologie principali di salteri:
- Salteri biblici: contengono il Libro dei Salmi dell'Antico Testamento, talvolta accompagnati da prefazioni e glosse marginali.
- Salteri liturgici: strutturati per facilitare la recitazione delle ore canoniche (mattutino, lodi, vespri, ecc.). Spesso includevano calendari liturgici, cantici biblici e la litania dei santi.
- Salteri feriali: strettamente legati alla celebrazione corale dell'ufficio divino, includevano anche elementi musicali come antifone e invitatori.

La struttura del Salterio e il canto
Il termine "salterio" deriva dall'omonimo strumento musicale, a indicare che i salmi sono canti poetici nati per essere eseguiti. La composizione del libro segue un ordine preciso: inizia con la scelta di vita (Salmo 1) e si conclude con la glorificazione universale di Dio (Salmo 150). La raccolta è suddivisa in cinque "libretti", a imitazione del Pentateuco, ciascuno contrassegnato da una dossologia finale.
La riforma della Liturgia delle Ore
Dopo il Concilio Vaticano II, la costituzione Sacrosanctum Concilium ha promosso una revisione dell'ufficio divino per renderlo più accessibile ai fedeli. La struttura attuale si snoda su un ciclo di quattro settimane, prevedendo una distribuzione mirata dei salmi e dei cantici durante le varie ore del giorno, con particolare attenzione alle solennità e ai tempi liturgici.
Cosa significa la nostra liturgia?
L'esegesi liturgica dei Salmi
Per la fede ebraico-cristiana, il rapporto tra la Scrittura e la liturgia è di natura "fontale". Il salmodiare non è solo un atto formale, ma un'azione meditativa. Come sottolineato nella Regola di San Benedetto, il principio guida è: «Sic stemus ad psallendum ut mens nostra concordet voci nostrae» (Salmodiamo in modo tale che la nostra mente concordi con la nostra voce). In questa prospettiva, la voce del fedele diviene vox Christi: il cristiano non prega a nome proprio, ma a nome di tutto il corpo di Cristo.