L’Area Dipendenze patologiche affronta i problemi legati all’uso e all’abuso di sostanze, così come le dipendenze comportamentali, quali quelle relative al gioco d'azzardo e all’affettività. La tossicodipendenza e l’utilizzo problematico di sostanze stupefacenti rappresentano un ambito in cui la rete del Gruppo CEIS è profondamente coinvolta e impegnata da molti anni. Gli enti del Gruppo condividono la definizione di dipendenza patologica come il sintomo di un disagio più complesso e generalizzato, che assume forme sempre più varie e concatenate.
Le dipendenze sono un fenomeno complesso che negli ultimi anni si è profondamente trasformato, ponendo a tutti gli operatori coinvolti nuove sfide e problematiche pluristratificate. La scelta del Gruppo è quella di organizzare un sistema di cura, riabilitazione e assistenza attraverso un ventaglio di interventi differenziato, che rispetti in ogni fase del percorso terapeutico precisi requisiti. I progetti sono affidati ad équipe multidisciplinari e coordinati in rete, specialmente quando coinvolgono diversi servizi sociali o sanitari. I programmi sono orientati ad uno stile di vita sano e astinente, incentrati su obiettivi concordati e definiti insieme al paziente.

L'Associazione "La Ricerca" a Piacenza: Una Storia di Impegno e Innovazione
A Piacenza, l'Associazione "La Ricerca" si distingue per il suo impegno in quest'area. Nata negli anni ’80, ha offerto una risposta immediata all’emergenza-droga e da allora ha continuato a rispondere a bisogni sempre nuovi, di persone in difficoltà sociale ed esistenziale. L'Associazione non ha fini di lucro, persegue in modo esclusivo finalità di solidarietà sociale e svolge la propria attività prevalentemente nel settore dell'assistenza sociale, socio-sanitaria e della prevenzione. Si occupa del recupero e reinserimento di giovani tossicodipendenti e si propone di essere un servizio nell'area del disagio, come proposta e possibilità per chi vuole intraprendere un cammino di crescita umana.
Ispirata ai valori del messaggio evangelico, "La Ricerca" persegue finalità di solidarietà sociale, lavorando con gli enti pubblici del territorio e con partner del terzo settore, in un sistema integrato di sinergie e collaborazione. L’attenzione è rivolta alla persona tutta intera e alla fiducia in una possibilità di riscatto per ognuno. L'Associazione è costantemente collegata a realtà universitarie e a reti di valenza nazionale, per approfondire e confrontare dati ed esperienze. La città di Piacenza ha voluto riconoscere a don Giorgio Bosini, fondatore e animatore de "La Ricerca", un attestato di grande significato morale, sottolineando la sua convinzione: "Dobbiamo puntare sulla prevenzione, sull’educazione, sulla scuola e sulla famiglia."
La Nascita e l'Evoluzione dei Servizi
- 1980: Nasce "La Ricerca" fondata da Don Giorgio Bosini in risposta all’emergenza droga. Con il sacerdote, i primi volontari entrano in contatto con diverse esperienze di lotta alla tossicodipendenza, tra cui il gruppo Abele di don Luigi Ciotti, fino all’incontro decisivo con il metodo "Progetto Uomo" del CEIS, il Centro italiano di solidarietà fondato a Roma da don Mario Picchi.
- 1993: Esplode il dramma AIDS. Viene aperta Casa "Don Venturini", una casa accoglienza per persone colpite da HIV, affidata dall’associazione "La Ricerca".
- 1994: Costituita la "P.a.Ce." (Persona al Centro). "La Ricerca" allarga il campo d’azione con sportelli di ascolto e progetti di prevenzione nelle scuole e nei luoghi di ritrovo dei giovani.
- 1995: "La Ricerca" avvia il Centro "Don Zermani" per accogliere i giovani che hanno terminato il programma di Progetto Uomo. L’anno successivo, nello stesso edificio, viene aperto un laboratorio protetto destinato a persone con problemi di inserimento sociale.
- 2000: "La Ricerca" è chiamata a gestire il Centro educativo di Cortemaggiore ed è capofila di un progetto che coinvolge le agenzie educative presenti sul territorio. Organizza il concorso giornalistico “Tra Sogni e Realtà” per sensibilizzare gli studenti delle Superiori su temi loro vicini e avvicinarli al volontariato.
- 2002: Tra i nuovi volti della tossicodipendenza spunta quello delle "droghe leggere" e "La Ricerca" attiva il "Gruppo Diogene" che offre sostegno a giovani che manifestano i primi sintomi di disagio.
- 2004: La rivista dell’associazione compie vent’anni, entrando anche nelle scuole per dialogare con le redazioni scolastiche delle Superiori e introducendo un supplemento curato dagli studenti.
- 2006: "La Ricerca" apre e gestisce a Castelsangiovanni la Casa "Il Raggio" per persone con difficoltà psicosociale.
- 2007: Nasce "Counseling Piacenza" per offrire consulenza sul piano del disagio psicologico, relazionale, educativo, sociale, spirituale. Lo scenario della tossicodipendenza cambia, con consumatori più giovani e il fenomeno della poliassunzione; "La Ricerca" si adegua personalizzando i percorsi di recupero.
- 2011: Viene assegnato a don Giorgio Bosini il 25° Antonino d’oro, che premia un piacentino distintosi onorando la sua terra d'origine.
- 2012: La società farmaceutica internazionale "GileadSciences" attribuisce a "La Ricerca" il premio nazionale Community Award Program per il progetto “Parliamone - Servizio di counseling all’interno dell’UO Malattie infettive di Piacenza”.
- 2014: Per il contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico (GAP), l’associazione "La Ricerca" realizza progetti in collaborazione con Coop L’Arco. Apre la Casa Famiglia "La Corte dei miracoli" in collaborazione con il servizio SerT di Cortemaggiore.
- 2015: Gian Luigi Rubini subentra a Daniela Scrollavezza alla Presidenza de "La Ricerca".
- 2016: Convegno per il ventennale di "Luna Stellata" - “Storie di mamme (e bambini) - Dal dolore alla rinascita, percorsi di donne, testimonianza per tutti”. Ospite d’eccezione la condirettrice del Corriere della Sera Barbara Stefanelli.
- 2017: "La Ricerca" avvia una stretta collaborazione di promozione culturale sui temi dell’accoglienza e dell’integrazione con la Fondazione Opera Pia Alberoni.
- 2019: Chiude il Centro di Accoglienza Straordinaria per persone straniere richiedenti asilo presso la struttura "Don Zermani" di via Zoni, dopo due anni di impegno e in seguito a restrittive misure governative.
- 2020: Si apre il ciclo di confronti del percorso “Obiettivo 5”, voluto da "La Ricerca" in occasione del suo 40° di fondazione. Il 16 marzo, grave lutto per l’associazione e per l’intero territorio piacentino: muore il fondatore Don Giorgio Bosini. Nell’estate post-emergenza Covid, i percorsi Ama si aprono anche alle persone che hanno vissuto la dolorosa esperienza dei “lutti negati”.
- 2021: La parrocchia di San Giuseppe Operaio inaugura l’oratorio in co-gestione con i Servizi Educativi Cotepi-"La Ricerca" che, con il progetto di inclusione sociale “Tag” (Teens are growing), finanziato con fondi del Dipartimento di Salute Mentale dell’AUSL, apre una collaborazione con la cooperativa educatori di strada “Famiglia Nuova” di Lodi per intercettare i giovani al di fuori dei programmi educativi istituzionali.
- 2022: A Piacenza esplode il fenomeno Hikikomori. "La Ricerca" scende in campo in aiuto ai giovani ritirati sociali con il progetto "Exit", studiato e realizzato insieme alla cooperativa socioeducativa L’Arco, aggiudicandosi il bando del Comune di Piacenza.
- 2024: Il 30 gennaio nasce la Fondazione di partecipazione LA RICERCA DON GIORGIO BOSINI ETS.
La storia di Piacenza nelle pagine di Libertà, oggi il secondo fascicolo
Il Servizio Dipendenze Patologiche (Ser.DP)
Il Servizio Dipendenze Patologiche (Ser.DP) è la struttura preposta alla prevenzione, cura e riabilitazione degli stati di dipendenza da sostanze e comportamentali. È costituita da quattro unità operative e un percorso dedicato al target 14-25 anni. Al suo interno operano percorsi specifici, tra cui quelli per l'alcologia, il gioco d’azzardo e i gravi disturbi di personalità. Il servizio collabora inoltre all'attività clinica del Pdta sui disturbi del comportamento alimentare.
Funzioni e Prestazioni del Ser.DP
Il Servizio Dipendenze Patologiche offre una vasta gamma di interventi, tra cui:
- La presa in carico tempestiva del paziente con problemi di dipendenza da sostanze e/o comportamentale attraverso un colloquio di accoglienza e una diagnosi medica della problematica.
- La predisposizione di trattamenti farmacologici ambulatoriali e il monitoraggio tossicologico.
- Interventi di disintossicazione ambulatoriale e/o in regime di day-service.
- Consulenze alle unità operative dei presidi ospedalieri aziendali entro 48 ore dalla richiesta.
- Interventi info-educativi su comportamenti a rischio, effetti delle sostanze e prevenzione del contagio da HIV, HCV e MST.
- Colloqui di sostegno psicologico e psicoterapici, e colloqui educativi.
- Interventi in area sociale, socio-educativi e socio-riabilitativi, inclusa l'attività di gruppo.
- Uno spazio di ascolto e consulenza rivolto ai famigliari e agli adulti di riferimento nel caso dei giovani.
- Progettazione, coordinamento e monitoraggio delle attività di prevenzione e di comportamenti a rischio sul territorio in collaborazione con enti del Terzo settore, enti locali, organismi di volontariato e Forze dell'ordine.
- Predisposizione e monitoraggio di programmi terapeutici in regime semi-residenziale e residenziale in collaborazione con enti ausiliari e/o enti del Terzo settore.
- Predisposizione di trattamenti di presa in carico integrata con altri servizi del Dipartimento di Salute Mentale, i servizi sociali degli enti locali, l'Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (UEPE) e il carcere.
- Attività di monitoraggio statistico-epidemiologico per la raccolta dei dati a fini di ricerca socio-sanitaria.
L’accesso ai servizi è su prenotazione, anche senza richiesta del medico curante. Per i pazienti stranieri è previsto l’utilizzo di tutte le risorse disponibili per facilitarne l’inserimento, quali l’impiego dei mediatori culturali.

Attività e Progetti Chiave dell'Associazione "La Ricerca"
"La Ricerca" propone diverse attività e progetti per rispondere alle molteplici sfide del disagio sociale e delle dipendenze:
- Centri di ascolto e consulenza: Punti di riferimento per chi cerca aiuto.
- Centri educativi: Supporto alla crescita umana e al reinserimento.
- Attività di prevenzione nelle scuole: Interventi mirati per sensibilizzare i giovani.
- Formazione: Percorsi per operatori e volontari.
- Gruppi di auto-aiuto per genitori: Supporto reciproco per chi affronta le dipendenze dei figli.
- Progetto anoressia e bulimia: Percorsi dedicati ai disturbi alimentari.
- Comunità terapeutiche: Strutture residenziali per percorsi intensivi.
L'Associazione ha attivato un "Centro di ascolto" dedicato a genitori, ragazzi ed educatori, dove è possibile affrontare problemi legati alle tematiche educative, oltre che alle tossicodipendenze e al disagio generale. Tra i percorsi specialistici, si evidenziano quelli per madri e figli, come quelli a Casa Mimosa e le iniziative come "Luna Stellata". Importante anche il progetto "Scommetti su di te - G.A.P." per il Gioco d'Azzardo Patologico.
Storie di Cambiamento e Speranza
Le testimonianze di chi ha intrapreso un percorso di recupero sono il cuore dell'operato. Una donna racconta la sua difficile situazione: "Lui mi picchiava, ma avevo paura a denunciarlo. Se siete in difficoltà chiedete aiuto! Accidenti…chiedete aiuto! Lo dico a tutte quelle donne che vivono situazioni di dipendenza dal loro compagno fino ad accettare angherie, soprusi, violenze di ogni tipo, anche mentali. È capitato anche a me col padre di mio figlio."
Un'altra testimonianza rivela un percorso di rinascita: "Quando ho deciso di intraprendere un percorso in comunità terapeutica, più di dodici anni fa, ero una ragazzina arrabbiata col mondo, ero infelice e spaventata; lontana da tutto quello che conoscevo. Non mi restava che varcare la soglia di quello che tanti mi avevano descritto come 'un posto terribile dal quale tenersi alla larga'. Dovevo volerlo. Volerlo per davvero."
Un giovane descrive il superamento della dipendenza: "Ho quasi trent’anni e un progetto che fino a poco tempo fa mi sembrava irrealizzabile: potermi permettere una casa tutta mia. Un sogno che penso sia di migliaia di giovani come me, ma che in me è riaffiorato solo adesso che mi sono risvegliata da un lungo incubo: la droga, che mi ha tenuta prigioniera per quasi metà della vita." Un'altra madre divorziata ha condiviso la sua paura costante di essere un caso isolato, trovando supporto e comprensione.
Contatti e Informazioni Utili a Piacenza
Per chi necessita di supporto e informazioni, i servizi sono disponibili:
- Indirizzo: Stradone Farnese n.96, Piacenza.
- Orari: Dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.00. Sabato dalle 8.30 alle 12.30.
- Telefoni per il pubblico:
- 0523 338710
- Fax: 0523 328903
- Cellulare per emergenze o supporto: 346 6747670 (anche per l'estate post-emergenza Covid per "lutti negati")
- Costi: Il servizio è gratuito.
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