Rivelazioni Private e il Papato: Messaggi delle Veggenti e il Commento Teologico di Benedetto XVI

Nel contesto delle dinamiche ecclesiali contemporanee e del pontificato di Benedetto XVI, l'interesse per le rivelazioni private e i messaggi attribuiti a veggenti ha sempre rivestito un ruolo significativo. Questo articolo esplora il quadro teologico delle rivelazioni private secondo il pensiero del Cardinale Joseph Ratzinger, la rilevanza del messaggio di Fatima e l'analisi critica di una recente presunta rivelazione.

La Dottrina della Chiesa sulle Rivelazioni Private: Il Contributo del Cardinale Ratzinger

Il Cardinale Joseph Ratzinger, futuro Papa Benedetto XVI, ha offerto un'analisi teologica approfondita sulle rivelazioni private. Chi legge con attenzione il testo del cosiddetto terzo «segreto» di Fatima, che dopo lungo tempo per disposizione del Santo Padre è stato pubblicato nella sua interezza, è stato presumibilmente deluso o meravigliato dopo tutte le speculazioni che sono state fatte. Nessun grande mistero è stato svelato; il velo del futuro non è stato squarciato. Vediamo la Chiesa dei martiri del secolo ora trascorso rappresentata mediante una scena descritta con un linguaggio simbolico di difficile decifrazione.

Rivelazione Pubblica e Rivelazioni Private: Una Distinzione Essenziale

L'insegnamento della Chiesa distingue fra la «rivelazione pubblica» e le «rivelazioni private». Fra le due realtà vi è una differenza non solo di grado ma di essenza. Il termine «rivelazione pubblica» designa l'azione rivelativa di Dio destinata a tutta quanta l'umanità, che ha trovato la sua espressione letteraria nell'Antico ed il Nuovo Testamento. Si chiama «rivelazione», perché in essa Dio si è dato a conoscere progressivamente agli uomini, fino al punto di divenire egli stesso uomo, per attirare a sé e a sé riunire tutto quanto il mondo per mezzo del Figlio incarnato Gesù Cristo. Il processo riguarda l'uomo tutto intero e così anche la ragione, ma non solo essa. Poiché Dio è uno solo, anche la storia, che egli vive con l'umanità, è unica, vale per tutti i tempi ed ha trovato il suo compimento con la vita, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo. In Cristo Dio ha detto tutto, cioè se stesso, e pertanto la rivelazione si è conclusa con la realizzazione del mistero di Cristo, che ha trovato espressione nel Nuovo Testamento.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica cita, per spiegare questa definitività e completezza della rivelazione, un testo di San Giovanni della Croce: «Dal momento in cui ci ha donato il Figlio suo, che è la sua unica e definitiva parola, ci ha detto tutto in una sola volta in questa sola Parola... Perciò chi volesse ancora interrogare il Signore e chiedergli visioni o rivelazioni, non solo commetterebbe una stoltezza, ma offenderebbe Dio, perché non fissa il suo sguardo unicamente in Cristo e va cercando cose diverse e novità» (CCC 65, S. Giovanni della Croce, Salita al Monte Carmelo, II, 22).

Il fatto che l'unica rivelazione di Dio rivolta a tutti i popoli è conclusa con Cristo e con la testimonianza a lui resa nei libri del Nuovo Testamento vincola la Chiesa all'evento unico della storia sacra e alla parola della Bibbia, che garantisce e interpreta questo evento, ma non significa che la Chiesa ora potrebbe guardare solo al passato e sarebbe così condannata ad una sterile ripetizione. Il CCC dice al riguardo: «...anche se la Rivelazione è compiuta, non è però completamente esplicitata; toccherà alla fede cristiana coglierne gradualmente tutta la portata nel corso dei secoli» (n. 66).

In questo contesto diviene possibile intendere correttamente il concetto di «rivelazione privata», che si riferisce a tutte le visioni e rivelazioni che si verificano dopo la conclusione del Nuovo Testamento. È la categoria all'interno della quale dobbiamo collocare, ad esempio, il messaggio di Fatima. Il CCC chiarisce: «Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate “private”, alcune delle quali sono state riconosciute dall'autorità della Chiesa... Il loro ruolo non è quello... di “completare” la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica» (n. 67).

Vengono chiarite due cose fondamentali:

  1. L'autorità delle rivelazioni private è essenzialmente diversa dall'unica rivelazione pubblica: questa esige la nostra fede.
  2. La rivelazione privata è un aiuto per questa fede, e si manifesta come credibile proprio perché rimanda all'unica rivelazione pubblica.

Il Cardinale Prospero Lambertini, futuro Papa Benedetto XIV, affermò che un assentimento di fede cattolica non è dovuto a rivelazioni private approvate; esse domandano piuttosto un assenso di fede umana conforme alle regole della prudenza. Il teologo fiammingo E. Dhanis afferma che l'approvazione ecclesiale di una rivelazione privata implica che il messaggio non contenga nulla che contrasti la fede e i buoni costumi, che sia lecito renderlo pubblico e che i fedeli siano autorizzati a dare ad esso in forma prudente la loro adesione. Un tale messaggio può essere un valido aiuto per comprendere e vivere meglio il Vangelo nell'ora attuale; perciò non lo si deve trascurare, ma non è obbligatorio farne uso.

Il criterio per la verità e il valore di una rivelazione privata è pertanto il suo orientamento a Cristo stesso. Quando essa ci allontana da lui, quando essa si rende autonoma o addirittura si fa passare come un altro e migliore disegno di salvezza, più importante del Vangelo, allora essa non viene certamente dallo Spirito Santo, che ci guida all'interno del Vangelo e non fuori di esso. Ciò non esclude che una rivelazione privata ponga nuovi accenti, faccia emergere nuove forme di pietà o ne approfondisca e ne estenda di antiche, purché si tratti di un nutrimento della fede, della speranza e della carità.

La profezia, nel senso della Bibbia, non significa predire il futuro, ma spiegare la volontà di Dio per il presente e quindi mostrare la retta via verso il futuro. L'importanza della predizione del futuro è secondaria. Essenziale è l'attualizzazione dell'unica rivelazione, che riguarda profondamente l'individuo: la parola profetica è avvertimento o anche consolazione o entrambe insieme. Nelle rivelazioni private riconosciute dalla Chiesa - quindi anche in Fatima - si tratta di questo: aiutare a comprendere i segni del tempo e a trovare per essi la giusta risposta nella fede.

illustrazione del Cardinale Joseph Ratzinger che studia testi teologici

La Struttura Antropologica delle Rivelazioni Private

L'antropologia teologica distingue tre forme di percezione o «visione»: la visione con i sensi (percezione esterna corporea), la percezione interiore e la visione spirituale. Nelle visioni di Lourdes, Fatima, ecc. non si tratta della normale percezione esterna dei sensi: le immagini e le figure, che vengono vedute, non si trovano esteriormente nello spazio. Così pure è evidente che non si tratta di una «visione» intellettuale senza immagini, come essa si trova negli alti gradi della mistica. Quindi si tratta della categoria di mezzo, la percezione interiore, che certamente ha per il veggente una forza di presenza che per lui equivale alla manifestazione esterna sensibile.

Vedere interiormente non significa che si tratta di fantasia, che sarebbe solo un'espressione dell'immaginazione soggettiva. Piuttosto significa che l'anima viene sfiorata dal tocco di qualcosa di reale anche se sovrasensibile e viene resa capace di vedere il non sensibile, il non visibile ai sensi - una visione con i «sensi interni». Forse si può così comprendere perché proprio i bambini siano i destinatari preferiti di tali apparizioni: l'anima è ancora poco alterata, la sua capacità interiore di percezione è ancora poco deteriorata.

Il Messaggio di Fatima e Suor Lucia dos Santos

Suor Lucia dos Santos (1907-2005) e il Papato hanno avuto un legame inscindibile per comprendere, nel profondo, i tre segreti di Fatima e, di riflesso, il dramma del Novecento. Questo vincolo è stato testimoniato, ad esempio, dalla presenza di Benedetto XVI in Portogallo in occasione dei dieci anni dalla beatificazione dei pastorelli di Fatima, Giacinta e Francesco. Fu infatti il 13 maggio del 2000 Giovanni Paolo II a proclamare beati i due pastorelli, alla presenza dell’ultima superstite delle apparizioni mariane, l’allora 93enne religiosa carmelitana, Suor Lucia de Jesus.

foto storica di Suor Lucia dos Santos

In quel frangente - a 19 anni esatti dall’attentato in piazza San Pietro del 1981 - il Papa decise, ai piedi del Santuario mariano, di rivelare, per bocca del Cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato vaticano, il terzo segreto di Fatima. Si trattava della terza parte della rivelazione che la Madonna aveva fatto ai tre pastorelli portoghesi Lucia, Giacinta e Francesco. Giacinta e Francesco morirono nel giro di pochi anni, Lucia si farà suora nel 1928.

Le Tre Profezie di Fatima

Nel 1941, Suor Lucia scriverà un resoconto dell’apparizione. Il testo è articolato in tre profezie:

  • Le prime due parti vennero rese pubbliche da Pio XII nel 1942. La prima riguarda la visione dell’Inferno.
  • La seconda profezia riguarda la Seconda guerra mondiale e parla anche della consacrazione della Russia al «cuore immacolato» della Madonna.
  • La terza profezia viene scritta da Suor Lucia il 3 gennaio 1944 e affidata al vescovo di Leira, che la consegna a Pio XII. I successori di Eugenio Pacelli, Giovanni XXIII e Paolo VI, decisero di non rendere pubblico il documento, sebbene su indicazione di Suor Lucia il contenuto del testo avrebbe dovuto essere rivelato dopo il 1960.

Il 13 maggio del 2000 il Cardinale Sodano annunciò al mondo che il terzo segreto profetizzava la lotta dei sistemi atei contro la Chiesa e, in particolare, l’attentato al Papa del 1981. Sarebbe lui «il vescovo vestito di bianco» di cui parlò Suor Lucia. Come noto, in segno di ringraziamento dal 1984 Giovanni Paolo II ha voluto che il proiettile estratto dal suo corpo fosse incastonato nella corona della statua della Madonna di Fatima.

statua della Madonna di Fatima con la corona e il proiettile incastonato

Il Ruolo di Ratzinger nella Spiegazione di Fatima

Pochi mesi dopo, il 26 giugno del 2000, fu l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Cardinale Joseph Ratzinger e futuro Benedetto XVI, a spiegare il senso più profondo del terzo segreto nel documento "Il messaggio di Fatima". In quella conferenza stampa, il futuro Benedetto XVI parlò di «penitenza e del sacrificio dei martiri della Chiesa». Affermò inoltre che «Nella via Crucis del Novecento, la figura del Papa ha un ruolo speciale e Giovanni Paolo II ha riconosciuto nel messaggio mariano "il proprio destino"».

L’ammirazione di Papa Benedetto XVI per Suor Lucia dos Santos fu manifestata dalla decisione, il 13 febbraio del 2008, nel terzo anniversario della morte della religiosa carmelitana, di avviare il processo di beatificazione, attraverso una dispensa pontificia. Suor Lucia ha avuto importanti incontri durante la sua vita, tra cui nel 1997 con l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Cardinale Joseph Ratzinger.

Documentario: Il Terzo Segreto di Fatima

Una Presunta "Rivelazione Privata" e il Testamento Omega di Ratzinger: Un'Analisi Critica

Negli ultimi tempi, ha suscitato grandi dibattiti una rivelazione privata attribuita a tal Suor Benedicta della S. Croce, colombiana. Il fatto risalirebbe al 2 febbraio 2023 e riguarderebbe una sorta di “seconda parte” del testamento di Ratzinger, una “parte omega” (distrutta e ora comunicata alla religiosa) che chiude una “parte alfa” (pubblica ma incompleta).

Contesto e Avvertenze

Il proliferare di apparizioni, fatti sensazionali e codici segreti in questi anni è spesso interpretato come una manifestazione evidente della confusione prodotta da devianze ecclesiali. Chiunque abbia un minimo di conoscenza della materia rileva le contraddizioni palesi che emergono da tali racconti, la loro vacuità e i modi con cui vengono proposti. È sempre bene ribadire che la Rivelazione pubblica è conclusa da quasi 2000 anni e che le rivelazioni private si collocano su tutt'altro piano. La Chiesa da sempre insegna che con esse la prudenza deve essere massima: bisogna guardarsi dai facili entusiasmi.

Ciò che circola in relazione a questo presunto "Testamento Omega" è, a dir poco, caotico. Il testo in italiano circolato in PDF è descritto come una “traduzione provvisoria e anonima basata sul testo audio del sotto citato video di Radio Rosa Mystica, Colombia”.

Critiche e Incongruenze della Rivelazione di Suor Benedicta

Definire questa narrazione un “sgangherato impasto di errori, incongruenze, con scene horror miste a caratteri più propri della telenovela sudamericana” può risultare quasi un eufemismo. Secondo tale presunta rivelazione, Ratzinger - apparendo alla religiosa - farebbe tutto l’opposto di ciò che ha fatto in vita, direbbe il contrario di ciò che ha sempre detto e, a seguito di una morte da carcerato - tra veleni schivati e dolori spirituali fatali, per una atroce confessione bergogliana - consegnerebbe a questa veggente il testo della proclamazione di alcuni dogmi mariani e la richiesta di indire un conclave. L’operazione avverrebbe anche in seguito alla morte (inizio gennaio 2023) del diacono bresciano Giulio Colombi, che sarebbe stato uno dei destinatari della missiva.

Alcuni fatti descritti sono considerati particolarmente illogici o bislacchi dagli osservatori:

  • Ratzinger, dopo essere apparso alla religiosa durante la Messa in compagnia dei santi Agostino e Bonaventura, si sarebbe manifestato «seduto su una sedia che ho accanto al mio letto, dice Benedicta, ma la sedia non aveva l’aspetto reale, era un seggiolone imbottito di bianco».
  • L'affermazione «Lo sentii pregare in latino a bassa voce. Era come una preghiera per la chiesa. La sua pronuncia era perfetta, che grande latinista!».
  • La frase attribuita a Ratzinger su Giovanni Paolo II, secondo cui «gli è stato fatto un intervento alla gola con l’unico scopo di metterlo a tacere e quindi di deteriorare la sua salute, per impedirgli di prendere decisioni non convenienti per la massoneria ecclesiastica».
  • Ratzinger nella prima parte dell’apparizione celebrerebbe la Messa tridentina, cosa mai fatta pubblicamente quando era Papa. Il testo chiama questa Messa anche “straordinaria”, salvo poi far dire a Benedetto: «(Bergoglio) mi disse che avrebbe sterminato il rito straordinario in un colpo solo, lasciando solo quello attuale con le sue numerose profanazioni e sacrilegi. Alla fine, il nuovo rito era stato elaborato da un massone esperto di liturgia».

Questa narrazione presenta evidenti contraddizioni con la dottrina e le azioni di Ratzinger, il quale, nella sua impostazione espressa nel Summorum Pontificum, considerava il nuovo rito la forma legittima e ordinaria della Messa. Inoltre, si fa sorridere che nell’apparizione si chiami “grande San Giovanni Paolo II” il predecessore di Benedetto XVI, senza considerare che lo stesso Giovanni Paolo II è stato canonizzato da Papa Bergoglio, che secondo la pseudorivelazione non sarebbe un Papa legittimo.

La frase che si fa dire a Ratzinger: «solo Dio può salvare la sua Chiesa dal precipitare nel baratro, e questo già avevo visto chiaramente durante le sessioni del Concilio Vaticano II» ha destato perplessità. Gli osservatori critici trovano anche irritante la sgraziata composizione di alcuni passaggi, che fanno apparire Ratzinger come «esibizionista vanesio» o «bugiardo», con frasi come: «Sono stato il Papa più calunniato e screditato». Affermazioni che ignorano il martirio subito da numerosi Papi nella storia della Chiesa.

La dichiarazione che nel conclave del 2013 ci fosse «una maggioranza di cardinali massoni, un’opera organizzata di lunga data che si è fatta carico di infiltrare il collegio cardinalizio» è ritenuta senza fondamento, considerando che quasi tutti quei cardinali erano stati creati da Benedetto o Giovanni Paolo II. Espressioni come: «L’8 dicembre 2022, con un gesto di fiducia e di buona volontà, ho comunicato al mio segretario di aver scritto diverse lettere e la mia ultima Dichiarazione Enciclica, Maria Corredentrice, Mediatrice e Avvocata» sono state considerate sgomentanti, in quanto sia sotto il pontificato di Giovanni Paolo II che di Benedetto XVI la strada per la definizione della corredenzione di Maria non fu facilitata.

La presunta rivelazione include inoltre una "confessione horror" che Papa Bergoglio avrebbe fatto a Ratzinger, con affermazioni come: «Ho invocato il re delle tenebre», e la successiva dichiarazione di Ratzinger: «Mi sentivo in agonia, e questa confessione di Francisco ha causato l’infarto che ha posto fine alla mia vita, non è stato nemmeno il veleno che mi stavano lentamente somministrando». Questi elementi sono stati ampiamente criticati per il loro carattere sensazionalistico e la loro totale inverosimiglianza rispetto al contesto ecclesiale e alla persona di Benedetto XVI.

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