Aci Sant'Antonio, una città ricca di storia e cultura, è profondamente legata alle sue tradizioni religiose e popolari, che si manifestano in una serie di festeggiamenti e celebrazioni durante tutto l'anno. Questi eventi non solo onorano i santi patroni, ma anche promuovono l'artigianato locale e la gastronomia tipica.

Le Origini Storiche di Aci Sant'Antonio
Si narra che Aci Sant’Antonio e le altre Aci abbiano tratto la loro origine da Xiphonia, un'antica città di origine greca ormai scomparsa. Poeti di grande fama come Virgilio e Ovidio collegarono il mito della fondazione alla storia d’amore tra una ninfa chiamata Galatea e un umile pastore di nome Aci, e del ciclope Polifemo. In epoca romana, esisteva una città chiamata Akis, protagonista delle guerre puniche.
Nel 1169, dopo un’eruzione vulcanica accompagnata da forti scosse di terremoto, gli abitanti abbandonarono la parte costiera e si rifugiarono in contrade piene di boschi e ricche di legname. Qui diedero vita al piccolo borgo di Casalotto, sorto a nord-ovest dell’attuale centro urbano di Aci Sant’Antonio. I residenti si riunivano con i rappresentanti delle zone limitrofe per decidere le sorti dell'area chiamata Jaci. Questo borgo fu invaso da una colata lavica che si fermò poco distante grazie anche alle preghiere degli abitanti di Sant’Antonio Abate, scelto come patrono e protettore della città.
Le lotte interne con la vicina Aquilia portarono gli abitanti del borgo di Casalotto a chiedere al viceré di Palermo la separazione da Aquiloa Vetere. In seguito a vari scontri, la grande Aquilia venne separata in Aci Inferiore (Acireale) e Aci Superiore (Aci Sant’Antonio e Aci San Filippo). Nel 1672, il principe di Campofiorito, Stefano Riggio Santo Stefano, ottenne il titolo di principe di Aci Sant’Antonio; a lui si devono i principali edifici civili dei due centri, tra cui i palazzi di Aci Sant’Antonio e di Aci Catena.
Nel corso dei secoli, il comune ha subito un vero e proprio cambiamento dell'assetto urbano, determinato dalle frequenti eruzioni dell'Etna e dal terremoto del 1693.
La Festa di Sant'Antonio Abate
Ad Aci Sant'Antonio, Sant'Antonio Abate è tra i santi più celebrati nell'Italia meridionale. Numerosi fedeli mostrano la loro riconoscenza per le grazie ricevute attraverso caratteristiche manifestazioni che richiamano usi e costumi risalenti agli inizi del X secolo d.C.
La Festa Invernale
Ogni anno, come vuole la tradizione, ricorre la festa invernale di Sant'Antonio Abate, svolta con grande solennità e intensi momenti di preghiera, tipica dello stile e della tradizione santantonese. Il 17 gennaio, il solenne pontificale viene celebrato la mattina, mentre nel pomeriggio si svolge la processione esterna con l'uscita delle quattro Candelore della Chiesa Madre tra fuochi d'artificio e spettacoli in piazza. Alle ore 20, il Santo Patrono fa la sua solenne uscita dalla Chiesa Madre e percorre le vie principali del paese.
Le Candelore
La più particolare manifestazione è la sfilata delle Candelore, costruzioni votive scolpite e dipinte in oro e smalti multicolore. Queste vengono portate a spalla da un gruppo di persone ("a chiurma"), a rappresentanza di quattro categorie sociali: il Cereo dei Mastri o Artigiani, il Cereo dei Contadini, il Cereo degli Agricoltori. In passato, a queste festività si aggiungeva la "Notte bianca santantonese", che sebbene avesse un grande riscontro di pubblico, in una delle sue edizioni ha deluso per la mancanza di una prevista area food.
La Festa di Agosto in Onore di Sant'Antonio
Nel mese di agosto, si svolgono ulteriori celebrazioni dedicate al patrono. Poiché ricorre l'Anno Santo della Misericordia, il parroco don Angelo Milone ha ottenuto dal vescovo, mons. Romeo, arcivescovo emerito di Ragusa, la possibilità di aprire la Porta Santa. La processione culmina con il rientro in Chiesa Madre e la svelata del Simulacro di S. Antonio.
Sabato 20 agosto, alle ore 10:30, don Vittorio Rocca, già parroco della cittadina, celebrerà una messa solenne, animata dalla corale Pierluigi da Palestrina diretta dal m.° Sebastiano Russo. Alle 18:30, si terrà l'uscita dei cerei e, a seguire, del fercolo del santo patrono che, in un giro lungo, percorrerà le vie cittadine.
Domenica 21 agosto, alle ore 10:30, le tre corali cittadine riunite animeranno il solenne pontificale presieduto dal card. Romeo. Quando il fercolo giungerà dinanzi al Parco comunale, i comitati dei 4 cerei lo omaggeranno con i tradizionali spettacoli pirotecnici. La processione si porterà a tarda sera in piazza Maggiore, dove il Patrono verrà salutato festosamente per poi essere riposto nella sua artistica cappella.
Le Chiese di Aci Sant'Antonio
Il Duomo di Sant'Antonio Abate
Il Duomo dedicato a Sant'Antonio Abate è stato edificato nel XVIII secolo e si contraddistingue per una facciata in pietra lavica. Al suo interno è possibile ammirare alcuni affreschi di artisti locali. Distrutta dal terribile terremoto del 1693, non si hanno testimonianze certe di quando la chiesa fu ricostruita. È possibile affermare che in essa, cento anni dopo, si costituiva ufficialmente una congregazione ricca di storia e che ebbe cura dell'edificio religioso.
Chiesa di San Biagio
L'edificio della Chiesa di San Biagio fu eretto nei primi decenni del '700 dalla Confraternita delle Anime del Purgatorio. La cupola della Chiesa fu costruita nel 1797, mentre il campanile e il prospetto sono ottocenteschi.
Chiesa dell'Arcangelo San Michele
Le notizie principali sulla Chiesa dedicata all'Arcangelo San Michele si attingono da un antico documento che rappresenta una memoria storica e un rendiconto delle entrate realizzate per la costruzione della Chiesa.
Chiesetta di Santa Rita
La piccola Chiesa che conserva il venerato simulacro di Santa Rita, è colma di fedeli che con immensa devozione pregano la Santa o la venerano per le grazie ricevute. Negli ultimi anni si è deciso di festeggiare questo Santo ogni due anni nel mese di luglio, con una solenne processione per tutte le vie principali del paese.
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Altre Festività Religiose
Festa di Maria SS. Degli Ammalati
Questa festa, organizzata dal Comitato dei Festeggiamenti di "Maria SS. Degli Ammalati", è molto sentita e vissuta non solo dagli abitanti di Aci Sant'Antonio ma anche da numerosi fedeli che provengono dalle zone limitrofe.
Festa di San Lorenzo Martire
Nella frazione di Aci Sant'Antonio, oltre alla Patrona Maria SS. Della Stella, si festeggia San Lorenzo Martire, divenuto a tutti gli effetti il Patrono del quartiere "Calvario". È uno degli eventi più importanti che caratterizza il periodo della Festa della Madonna della Stella (Patrona della Frazione), celebrata l'ultima domenica di agosto.
La sagra si svolge nel piazzale antistante la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria la Stella e ha lo scopo di far degustare i prodotti tradizionali e tipici della cucina siciliana locale. Vengono infatti preparati prelibati piatti sapientemente cucinati dalle parrocchiane come: maccheroni fatti in casa, scacciate, salsiccia arrosto, ceci cotti con la "cutine" del maiale, pane condito ecc. Tutte specialità che caratterizzano le due serate su cui si articola la sagra.
Festa della Madonna della Salette
La parrocchia della Madonna della Salette in Lavinaio (frazione di Aci Sant'Antonio), festeggia con grande devozione la sua Santa Patrona. La festa si svolge solitamente durante la terza domenica del mese di settembre, ma alcune volte si è pure svolta il 19 settembre. La Madonna, accompagnata da numerosi fedeli, percorre le vie del paese e ritorna in chiesa al calar della sera. Immancabili sono i fuochi d'artificio, le luminarie e la banda musicale che accompagnano e arricchiscono la processione.
Festa della Madonna dei Tribolati
Ogni anno, la terza domenica del mese di novembre, si festeggia la Madonna dei Tribolati ad Aci Sant'Antonio, venerata in una piccola chiesa alle porte del paese. La Madonna viene portata in processione in chiesa Madre di cui la chiesetta della Madonna ne è filiale.
Il Carretto Siciliano: Simbolo di Aci Sant'Antonio
Ad Aci Sant'Antonio rivivono ancora oggi le più antiche tradizioni culturali e per questo è considerata la città del Carretto Siciliano, a cui sono dediti artigiani e artisti che, con le loro capacità e raffinate elaborazioni pittoriche, rappresentano miti e leggende.
Molti anni fa il paese contava numerosi artigiani, i cosiddetti "Carradori", che, affiancati da pittori e ferrai, realizzavano i Carretti, composti da casse, stranghe, fiancate, portelli e ruote, mentre ad incidere, con motivi per lo più floreali, era lo scultore. Sull'anatomia del Carretto vengono riportate scene della tradizione cavalleresca, temi religiosi e mitologici. Completato il carro, il "sellaio" fabbricava e ricamava con nastri, specchietti e sonagli la bordatura del cavallo, in concordanza con le scene e i colori assegnati al carretto.
Oggi la committenza del Carretto siciliano non è più quella di una volta: lo stesso carretto si smembra in più parti le quali diventano oggetto di numerosi collezionisti. Uno degli impegni dell'attuale sindaco del paese è stato quello di istituire il Museo del Carretto, uno dei simboli della Sicilia per le sue caratteristiche artistiche e culturali.

La Gastronomia di Aci Sant'Antonio
La gastronomia tipica di Aci Sant'Antonio trae le sue origini dalla tradizionale cucina siciliana, con un più vasto assortimento favorito dalla localizzazione tra il vulcano Etna e il mar Ionio. Tra i piatti tipici locali abbiamo:
- La "pasta cc'u trunzu", ovvero pasta con i cavoli coltivati nella zona acese.
- I "masculini", cioè le alici cucinate in vari modi e utilizzate in molte ricette.
- "A scacciata", una gustosa focaccia ripiena cucinata principalmente durante il periodo natalizio.
- "A n'salata d'aranci", un'insalata condita con arance, sale, olio, limone e olive nere.
La zona acese è poi nota per gli agrumi, "i crispeddi" (crispelle di ricotta o acciughe), per la pasta reale, ottenuta utilizzando il marzapane e la pasta di mandorla, "i cannola" (i cannoli ripieni), le zeppole con il miele, la classica cassata siciliana, l'agnello di pasta reale in occasione della Pasqua e per la tavola calda con pizzette, arancini, cartocciate, cipolline ecc. Da non trascurare l'importanza della granita, unica e inimitabile in tutta la Sicilia per la sua bontà, accompagnata con la tipica brioche preparata con l'uovo.
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