Tra le testimonianze più significative dell'arte orafa longobarda rinvenute a Pavia, spicca una pregevole crocetta aurea, oggetto di studi e classificazioni che ne rivelano la complessità decorativa e l'importanza storica. Questo manufatto, insieme ad un'altra crocetta, offre uno spaccato unico sulla cultura materiale longobarda nel territorio pavese.
Descrizione della Crocetta Aurea di Pavia
La crocetta longobarda, quasi equilatera con profili paralleli, è ritagliata da una lamina d'oro e ricavata a stampo. Il pregevole manufatto presenta impressa su ciascun braccio una testa virile stilizzata, che rivela una qualche incertezza anatomica e plastica. La maschera vista di fronte, barbuta, con folti capelli acconciati alla "bizantina" e monili pendenti, è compresa tra motivi decorativi poco decifrabili, probabilmente intrecci con teste di animali. Queste labili tracce ad intrecci zoomorfi che risaltano vicino alle teste, hanno fatto presupporre che la piccola croce sia stata ritagliata.

Analisi e Interpretazione Accademica
È uno degli esemplari di crocetta longobarda più noti e citati dagli studiosi, tra cui Orsi, Maiocchi e Fuchs, ed è ascritta al VII secolo. Si nota un'analogia nella resa dei lineamenti con alcune crocette di età longobarda. G. Haseloff, che ha concepito un catalogo con le varie tipologie, inserisce questo esemplare, con il numero 5, nel gruppo 'C' delle "croci con decorazione di maschere tra intrecci e teste di animali", che costituiscono il nucleo più caratteristico di questa singolare produzione.
Nella crocetta pavese lo studioso nota "visibile solo su un lato, una testa d'animale, consistente in una profilatura semicircolare dell'occhio, con all'interno l'occhio stesso in forma di punto. Non è possibile stabilire dalla decorazione di questa croce se questa testa corrispondente alle teste di cinghiale delle croci da C/1 a C/4 era ripetuta su entrambi i lati della testa maschile, perché le impressioni dello stampo e i bracci della croce risultano molto ritagliati". Gli stampi utilizzati per la crocetta sicuramente erano più grandi e comprendevano intorno alle maschere un gioco di intrecci, oggi non più leggibili, ma che sono utili per ascrivere il pezzo pavese nel raggruppamento indicato da Haseloff.
Lo studioso localizza la preminenza di questi manufatti in Italia Settentrionale, ma la varietà dei tipi trovati nel Pavese concentra l'attenzione sul nostro territorio. Si tratta di esemplari solo in apparenza tutti uguali, che in realtà devono essere distinti qualitativamente; questa crocetta in particolare, rivela una ben diversa sensibilità. Peroni precisa che "il criterio astrattivo è il medesimo, ma si libera da una rigorosa partizione, o comunque non si esercita più nell'adattarle il singolo elemento di rappresentazione naturalistica, quanto invece nell'intima qualità della 'grafia'. Ecco dunque che le maschere della crocetta di Campo Camino, vengono sottratte ad ogni rigida costrizione decorativa per assumere un tenore tutto articolato, dove contorni e profili irrealisticamente emergono, insieme con i tratti facciali, ottenendo un nuovo, dinamico rapporto con gli intrecci che spuntano intorno".
Il Ritrovamento e il Contesto Funerario
Scarse sono le informazioni relative a questa crocetta aurea; solo Maiocchi e Moiraghi riportano veloci informazioni che consentono di identificare la provenienza di questa e di un altro manufatto a forma di croce di Malta ornata da semplici fitte punzonature, da una zona ad ovest di Pavia, fuori dall'antica cinta muraria urbana, detta "Campo Camino" o "prato Comune", tra S. Patrizio e S. Salvatore (attuale area del Ticinello).
Si è trattato di un ritrovamento casuale avvenuto nel 1870 in una cava di ghiaia, dalla quale sono emerse anche una grande spada, un coltello, un umbone, un morso di cavallo e poche ossa umane (andati persi). Si tratta di una sepoltura maschile, verosimilmente di un guerriero longobardo. Due soli sono i corredi funerari conservati in museo e provenienti da sepolture longobarde: questa maschile ed una femminile (una crocetta e una coppia d'orecchini a "cestello") trovata a est della città, in via Defendente Sacchi, nella zona della chiesa di S. Eusebio, identificata nella cattedrale ariana al tempo di Rotari.

La Seconda Crocetta di Campo Camino
L'altra crocetta aurea (Or. 32/d), ritrovata anch'essa a Campo Camino, presenta una forma a croce di Malta, dimensioni minori (36x33 mm) e la lamina ornata integralmente da una elementare decorazione di punzonature a piccoli cerchi e perline, mentre al centro compaiono punzonature di forma triangolare. Appartiene ai tipi più arcaici ed elementari delle crocette longobarde che presentano come motivo decorativo solo la punzonatura, molto vicina alla stampigliatura presente nelle ceramiche barbariche.

Importanza Archeologica
La varietà dei tipi di questi manufatti, la cui preminenza è localizzata dagli studiosi nell'Italia Settentrionale, concentra l'attenzione sul territorio pavese, evidenziando la ricchezza delle testimonianze longobarde e la singolarità di queste produzioni orafe.
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