La Dormizione della Vergine Maria nella Chiesa Ortodossa: Fede e Tradizione

Nel cristianesimo ortodosso orientale, la Vergine Maria è molto più di una figura secondaria. Si trova al cuore della teologia, della liturgia e dell'arte sacra. Conosciuta con il suo titolo greco Theotokos - "Madre di Dio" - la Vergine Maria ortodossa occupa un posto d'onore che non ha eguali in tutto il mondo cristiano. Per gli ortodossi, la festa del 15 agosto è la Dormizione della Vergine, una delle dodici grandi feste della Chiesa ortodossa, preparata da un periodo di digiuno che ne sottolinea la profonda importanza.

La Theotokos: Madre di Dio e Perpetua Vergine

La comprensione della fede ortodossa circa la Beata Vergine è riassunta dal titolo Theotokos, letteralmente "genitrice di Dio". Questo appellativo fu proclamato ufficialmente al Concilio di Efeso nel 431 d.C., in risposta all'eresia nestoriana, che negava a Maria questa designazione divina. Maria non è venerata per se stessa, separata da Cristo, ma la sua grandezza è interamente legata al suo ruolo di portatrice del Verbo incarnato. Essa non è assolutamente considerata una "super donna", ma il suo ruolo è quello di "contenere", come afferma la Liturgia.

Secondo i Vangeli e gli scritti apocrifi riconosciuti dalla Tradizione, in particolare il Protovangelo di Giacomo, Maria nacque da genitori anziani, Gioachino ed Anna, che la consacrarono al Tempio fin dall'infanzia. Maria crebbe nel Tempio di Gerusalemme nella preghiera e nella santità.

La Chiesa Ortodossa crede nella perpetua verginità di Maria, confermata dall'aggettivo aeiparthenos (semprevergine), e dalle tre stelle poste nelle icone sulla fronte e sulle spalle della Madonna a simboleggiare la verginità prima, durante e dopo il parto. Oltre che con i titoli di Theotokos e di Aeiparthenos, Maria viene definita la Donna più santa e glorificata, Immacolata (achrantos in lingua greca) e Panagia (cioè Tutta-santa).

Icona della Theotokos con tre stelle che simboleggiano la perpetua verginità

Dormizione vs. Assunzione: Le Differenze Teologiche

Sia la Chiesa romana che quella ortodossa onorano la Vergine Maria il 15 di agosto, con la festa dell'Assunzione per i cattolici e della Dormizione per gli ortodossi. Questi due nomi, tuttavia, riflettono diverse interpretazioni del mistero che circonda la fine della vita terrena della Vergine Maria.

  • Chiesa Cattolica: Celebra l'Assunzione della Vergine, ovvero la sua elevazione al cielo, corpo e anima, senza aver subito il degrado della tomba. Questo è stato proclamato dogma da Papa Pio XII nel 1950. Per i cattolici, la morte è una conseguenza del peccato, e alcuni teologi ritengono che Maria non sia morta perché priva di peccato originale.
  • Chiesa Ortodossa: Utilizza il termine Dormizione, che si riferisce all'addormentarsi di Maria nella morte ("dolce morte"), prima della sua elevazione al cielo. Gli ortodossi celebrano la sua morte, sottolineando così la sua umanità mortale. La teologia ortodossa afferma che la Vergine è morta per condividere l'amara sorte del Figlio. Come Cristo, la Theotokos è morta ed è risorta, e la sua morte non è più la realtà definitiva perché è stata distrutta.

La tradizione ortodossa crede che dopo la sua morte, il corpo della Tuttasanta sia stato rapito in cielo. Tuttavia, a differenza della Chiesa Cattolica, non esiste un dogma formale sull'assunzione corporea di Maria in cielo, in quanto i dogmi ortodossi sorgono per contrastare eresie. L'idea di un'assunzione al terzo giorno dalla morte è presente nella tradizione.

Il Nuovo Testamento non fornisce informazioni sugli ultimi momenti della vita terrena della Vergine Maria, ma i vangeli apocrifi evocano la storia della Dormizione. Secondo queste fonti, Maria morì a Gerusalemme, non lontano dal luogo dell'Ultima Cena. Il corpo della Beata Vergine fu trasportato dagli apostoli in un sepolcro. L'apostolo Tommaso, giunto in ritardo al funerale, desiderava vedere il suo corpo ma trovò la tomba vuota, alimentando la credenza della sua elevazione al cielo tre giorni dopo la morte.

Il Rifiuto dell'Immacolata Concezione

La Chiesa ortodossa rifiuta il dogma dell'Immacolata Concezione non per mancanza di rispetto verso Maria, ma per una diversa comprensione del peccato originale. Mentre i cattolici affermano che Maria fu concepita senza peccato originale, gli ortodossi credono che Maria abbia condiviso il destino dell'umanità in ogni modo, anche attraverso le conseguenze del peccato originale e la morte. Nella visione ortodossa, l'umanità non eredita una colpa giuridica, ma le conseguenze della colpa stessa, come il declino, la fame, il dolore e la morte. La colpa personale viene eliminata dal battesimo.

Ciò significa che Maria, sebbene fosse immacolata (achrantos) e Tutta-santa (Panagia) per grazia divina e per la sua piena adesione alla volontà di Dio, non è stata sottratta alla sorte comune dell’umanità. Ella si è purificata per diventare la Tuttasanta Genitrice di Dio, pienamente aderente ai comandi di Dio e "li meditava nel suo suo cuore".

La Celebrazione della Dormizione e il Digiuno della Dormizione

La festa della Dormizione della Vergine Maria, celebrata il 15 di agosto, è la festa mariana più importante del rito bizantino. È preparata da un periodo di digiuno che ne sottolinea l'importanza. Il Digiuno della Dormizione, che dura due settimane (dal 1° al 14 agosto), è uno dei più rigidi del calendario ortodosso, prevedendo l'astensione completa da carne, pesce e latte. I fedeli vi si sottopongono volentieri, poiché il sacrificio è fatto per onorare la memoria della Vergine Maria.

Il Digiuno della Dormizione significa dare alla mente la possibilità di dominare i desideri caotici del corpo, le sue ossessioni, purificando le proprie anime con l’ausilio della preghiera, del pentimento e di qualche buona azione. Durante questo periodo, le chiese vedono un via vai di cestini con le primizie della terra (mele, miele, noci e grano) in attesa della benedizione, a simboleggiare l'offerta dei frutti del raccolto e della creazione.

In contrasto con la celebrazione cattolica, che vede il 15 agosto come una giornata di gioia e non di penitenza, la tradizione ortodossa mantiene un profondo legame tra la festa e il rigore spirituale del digiuno.

Cristiani ortodossi con cestini di primizie da benedire durante la festa della Dormizione

Maria nella Liturgia e Spiritualità Ortodossa

Nella vita delle comunità ortodosse, sarebbe più corretto parlare di onnipresenza della Beata Vergine. Essa, infatti, è profondamente presente nella pietà popolare, nella liturgia, nell’iconografia, nella spiritualità, nella catechesi e nella teologia. Non c’è chiesa o casa che non abbia la sua icona mariana, e non c’è un fedele ortodosso che non sia profondamente devoto della Theotókos.

L’amore e la venerazione della Madre di Dio costituiscono l’anima della pietà ortodossa, il cuore che riscalda e vivifica tutto il corpo. Sebbene la mariologia ortodossa sia caratterizzata da "esuberanza liturgica e sobrietà teologica", la presenza di Maria nella preghiera ortodossa è costante e ininterrotta. È considerata la grande intercessora, che prega per l'umanità presso suo Figlio, e la sua intercessione è ritenuta straordinariamente potente. L'adorazione (latria) è riservata a Dio solo; a Maria si rivolge venerazione e richiesta di salvezza ("Tuttasanta Genitrice di Dio salvaci!").

Maria è onnipresente nell’anno liturgico. Tra le dodici feste solenni, cinque sono mariane: la Natività di Maria (8 settembre), la Presentazione al Tempio della Theotókos (21 novembre), l’Ipapantí (la Presentazione di Gesù al tempio, 2 febbraio), l’Annunciazione (25 marzo) e la Dormizione (15 agosto). L'innografia mariana è abbondantissima e permea l'ufficio bizantino.

don Gianluca Busi: Maria fra oriente e occidente: iconografia mariana/1

L'Inno Akathistos

Uno dei più celebri inni liturgici ortodossi è l’Akáthistos, un grandioso inno greco che celebra il mistero di Maria. Il nome deriva dal fatto che si canta o si ascolta in piedi, come il Vangelo. Padre Emanno Toniolo lo ha definito "il più bell’inno mariano dell’antichità e di ogni tempo, monumento letterario di primissimo valore, capolavoro liturgico di importanza ecclesiale".

L'inno, composto tra la fine del V secolo e l’inizio del VI da un autore ignoto, celebra in 24 stanze Maria in chiave cristologica ed ecclesiale. Le prime dodici, di natura narrativa, raccontano la nascita di Gesù, dall'annunciazione all'incontro con Simeone. Le altre dodici sono tematiche e celebrano la figura mariana nel mistero di Cristo e della Chiesa, focalizzandosi sul concepimento verginale, sulla maternità divina di Maria, e sulla sua presenza protettrice nella Chiesa. La ventiquattresima stanza contiene la supplica finale a Maria:

"Grande ed inclita Madre, Genitrice del sommo fra i santi, il santissimo Verbo, or degnati accogliere il canto! Preservaci da ogni sventura, tutti! Dal castigo che incombe tu libera noi che gridiamo: Alleluia!"

Luoghi della Dormizione

La tradizione orientale venera diversi luoghi della memoria della Vergine Maria, strettamente legati alla storia della sua Dormizione. Ai piedi dell'Orto degli Ulivi, non lontano dal Giardino del Getsemani a Gerusalemme, si trova la Chiesa della Dormizione, conosciuta anche come la "Tomba della Vergine". Qui si trova la grotta che avrebbe ospitato il corpo della madre di Gesù ed è anche da questo luogo che Maria sarebbe stata elevata al cielo. La tomba della Vergine, situata nella cripta della Chiesa della Dormizione, risale al V secolo.

Foto della Chiesa della Dormizione a Gerusalemme

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