La Quaresima si configura come un tempo sacro di quaranta giorni, dedicati alla preparazione della Pasqua. Questa definizione, nota anche ai meno vicini alla pratica religiosa, indica un periodo che decorre dal Mercoledì delle Ceneri fino alla Messa in Coena Domini del Giovedì Santo, escludendo quest'ultima e distinguendo così il Tempo quaresimale dal successivo Triduo Pasquale. Nel computo dei 40 giorni, inoltre, non vengono mai incluse le domeniche, che mantengono il loro carattere di celebrazione e memoriale della Pasqua del Signore.
Con l'antico rito dell'imposizione delle ceneri, la Chiesa introduce i fedeli nella Quaresima, intesa come un grande ritiro spirituale di quaranta giorni. Tale periodo mira a rafforzare la preghiera e il sentimento dei fedeli, ricordando le sofferenze e il sacrificio di Gesù per l'uomo. La sacra liturgia invita a rinnovare e ravvivare nel cuore le disposizioni che permetteranno di rinnovare le promesse del Battesimo durante la Veglia Pasquale.
La Quaresima è necessariamente un tempo di ascolto della Parola e di una catechesi più approfondita, che richiama i fedeli delle comunità parrocchiali agli impegni battesimali in preparazione alla Pasqua. Battezzati nella morte e risurrezione di Cristo, siamo invitati a vivere nel rispetto di norme morali, seguendo non una legge astratta, ma l'esempio del Signore Gesù Cristo.
Il Fondamento Biblico e lo Sviluppo Storico della Quaresima
Il numero 40 nella Bibbia ha sempre significato un tempo completo, un periodo di trasformazione dal quale si esce diversi da come si è entrati. Per aiutare in questo cammino, molto presto questo tempo prese la forma di una preparazione penitenziale alla celebrazione della morte-risurrezione di Gesù.
Il termine Quaresima deriva dal latino quadragesima e significa quarantesimo giorno. Secondo le nuove disposizioni del Concilio Vaticano II, il tempo della Quaresima ha oggi la durata di 40 giorni esatti, e va dal Mercoledì delle Ceneri al Giovedì Santo, giorno della Messa in Coena Domini. Si tratta di un periodo che offre l’opportunità di vivere e partecipare al Mistero della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù Cristo, guardando soprattutto all’azione salvifica di Gesù.
I primi accenni diretti a un periodo pre-pasquale risalgono al principio del IV secolo in Oriente e alla fine dello stesso in Occidente. Una prassi penitenziale preparatoria alla Pasqua con il digiuno, però, aveva cominciato ad affermarsi fin dalla metà del II secolo. L'etimologia latina quadragesima dies sottolinea il quarantesimo giorno di preparazione in vista della principale festa dell'intero anno liturgico, che è appunto la Pasqua della Resurrezione del Signore. Nel corso del IV secolo si organizza la preparazione pasquale di tre settimane, con l'allungamento a sei settimane che iniziò un po' prima del 384, assumendo un carattere prevalentemente ascetico.
Inizialmente la celebrazione avveniva solo nei giorni di domenica, mercoledì, venerdì e sabato. Successivamente, fu introdotta la celebrazione del lunedì e del martedì, e con Gregorio II (715-731) si iniziò a celebrare anche il giovedì. Verso la fine del V secolo, si cominciarono a celebrare il mercoledì e il venerdì precedenti la Quaresima (che fino ad allora iniziava con la prima domenica) come se ne facessero parte. Nel corso del VI secolo, tutta la settimana che precede la prima domenica di Quaresima fu annessa al periodo quaresimale.
Il Duplice Carattere Quaresimale: Battesimale e Penitenziario
La Sacrosanctum Concilium, al n. 109, dichiara che l’itinerario quaresimale ha un duplice carattere: battesimale e penitenziale. I due aspetti sono strettamente congiunti: il catecumeno si prepara a ricevere il battesimo attraverso un itinerario catecumenale, mentre il battezzato intende rinnovare la grazia battesimale, offuscata dal peccato, grazie all’itinerario penitenziale.
Questo itinerario di esercizio della vita interiore è aiutato anche dal sacrificio esteriore, con tre elementi essenziali che lo caratterizzano:
- Digiuno: Il digiuno fisico aiuta lo spirito ad aprirsi a spazi intensi di preghiera e a rendersi sempre più coscienti che bisogna essere solidali con i fratelli attorno a noi.
- Preghiera: La Quaresima è un tempo dedicato a rafforzare la preghiera personale e comunitaria.
- Carità: La Quaresima è tempo di più forte impegno di carità verso i fratelli.
Sono aspetti che è possibile vivere non solo personalmente, ma anche comunitariamente, facendo opportune scelte in famiglia, aderendo alle iniziative della comunità parrocchiale o di qualche gruppo di ispirazione cristiana. Aiutarsi in tutto questo permette di non scoraggiarsi e di «fortificare l’uomo interiore».

Il Rito del Mercoledì delle Ceneri: Inizio del Cammino
La Quaresima incomincia con il rito dell’imposizione delle Ceneri sul capo. Questo rito, segno di dolore e di penitenza, è attestato già nell’Antico Testamento. La benedizione e l’imposizione delle Ceneri hanno luogo dopo l’omelia che chiude la liturgia della Parola, configurandosi come una vera celebrazione penitenziale. L’imposizione delle ceneri si faceva con la formula: «ricordati che sei polvere e in polvere tornerai» (cf. Gn 3,19). Dopo la Riforma, si può dire anche: «convertitevi e credete al vangelo». L’accento è dunque messo sulla conversione più che sulla considerazione del carattere mortale dell’uomo.
L'Organizzazione del Lezionario Quaresimale per i Tre Cicli
Il lezionario nel tempo di Quaresima si propone come una mistagogia globale nell’arco dei tre anni. Il criterio di scelta delle letture, soprattutto per il ciclo domenicale, è quello della «concordanza tematica», realizzato in modo singolare: una linea diacronica, che si sviluppa domenica dopo domenica per i vangeli e le prime letture, e una linea sincronica per le seconde letture. Diacronica, nel senso che il tema viene sviluppato su una linea orizzontale, dalla prima domenica di Quaresima fino alla Domenica delle Palme e della Passione del Signore.
Per quanto riguarda i Vangeli, è possibile individuare con chiarezza tre itinerari che si sviluppano domenica dopo domenica nei tre cicli:
- Le prime due domeniche hanno tematiche comuni, incentrate la prima sulle tentazioni di Gesù nel deserto, la seconda sul mistero della Trasfigurazione sul Tabor.
- Le altre tre domeniche propongono una linea battesimale (nell’Anno A).
- Una linea cristologico-pasquale, con l’accento sulla glorificazione di Cristo attraverso la croce e la risurrezione (nell’Anno B).
- Una linea più penitenziale, con insistenza sul tema della conversione (nell’Anno C).
Lo sviluppo tematico è pensato per l’insieme dei tre cicli, che nella loro totalità disegnano un completo itinerario battesimale: l’Anno A fa approfondire l’efficacia propria del sacramento del battesimo e di una vita battesimale, il cui significato più proprio è cristologico-pasquale con l’inserzione della nostra vita nella morte-risurrezione di Gesù (Anno B), che siamo chiamati ad accogliere e a far fruttificare in noi attraverso un cammino penitenziale di conversione (Anno C). L’ordine stesso dei tre cicli è importante: a precedere è il dono di Dio nello Spirito, acqua viva che ci disseta consentendoci di conoscere la grazia di Dio, che ci innesta in Cristo e nella sua pasqua, facendoci camminare in una vita nuova, che concretamente si attua come cammino di conversione.
Le domeniche di Quaresima dell’Anno A, soprattutto attraverso i Vangeli (senza tuttavia dimenticare le altre letture bibliche), presentano le esperienze fondamentali che compongono le grandi fasi della Veglia Pasquale. Se le domeniche verranno valorizzate in questa prospettiva (nelle omelie e nelle catechesi, ma non solo), la Quaresima sarà in grado di raggiungere il suo primario obiettivo: “riscoprire la grande Veglia pasquale, che segna ogni anno la tappa più espressiva della vita battesimale ed eucaristica e della crescita nella fede del popolo di Dio” (CEI, Eucaristia, comunione e comunità, 91).
La terza, la quarta e la quinta Domenica di Quaresima formano uno stimolante itinerario battesimale che risale ai primi secoli del cristianesimo, quando di norma i Battesimi venivano amministrati nel corso della Veglia Pasquale. I catecumeni, dopo circa tre anni di ben strutturata catechesi, nelle ultime settimane della Quaresima percorrevano le tappe finali del loro cammino, ricevendo simbolicamente il Credo, il Padre nostro e il Vangelo. Ecco perché ancor oggi la liturgia di queste domeniche è caratterizzata da tre testi del Vangelo di Giovanni, riproposti secondo uno schema antichissimo: Gesù promette alla Samaritana l’acqua viva, dona la vista al Cieco nato, risuscita dalla tomba l’amico Lazzaro.

Maria e il Sabato nella Tradizione Liturgica della Quaresima
Sebbene il tempo di Quaresima sia prevalentemente incentrato sulla penitenza e la preparazione alla Pasqua, la tradizione liturgica riserva al sabato una particolare devozione mariana. Questa consuetudine, che si estende a tutto l'anno, offre uno spunto di riflessione sulla figura di Maria anche durante il periodo quaresimale, pur mantenendo il suo carattere austero.
La Figura di Maria nel Sabato Evangelico di Quaresima
In un passo del Vangelo secondo Marco, che può essere proposto in un sabato quaresimale, si legge: «In quel tempo. Il Signore Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: “Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?” Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: “Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua”» (Mc 6,1-6). Questo brano ci invita a riflettere sull'identità di Gesù attraverso lo sguardo della sua comunità di origine e sulla sua relazione con sua madre, Maria, anche in un giorno di riposo e insegnamento.
È importante notare che nel Vangelo secondo Giovanni (Gv 11,45-56) si menziona un'altra "Maria" in relazione alla risurrezione di Lazzaro: «molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui». Questa "Maria" si riferisce a Maria di Betania, sorella di Lazzaro, e non alla Beata Vergine Maria, madre di Gesù. La distinzione è fondamentale per una corretta comprensione dei testi sacri.
Il Senso della Presenza di Maria nella Quaresima
La Quaresima, tempo di preparazione alla Passione e Risurrezione di Cristo, invita i fedeli a meditare sul dolore e sul sacrificio. In questo contesto, la figura di Maria, in particolare come Mater Dolorosa, acquisisce un significato profondo. Pur non essendoci specifiche celebrazioni mariane vincolate ai sabati di Quaresima nel Rito Romano Ordinario, la meditazione sulla partecipazione di Maria al mistero pasquale del Figlio si inserisce perfettamente nel cammino penitenziale. Il suo esempio di fede, obbedienza e sofferenza è un modello per i cristiani che desiderano vivere più intensamente questo tempo liturgico.

Peculiarità del Rito Ambrosiano in Quaresima
Il Rito Ambrosiano presenta alcune particolarità significative nel tempo quaresimale. Non ha mai conosciuto il Mercoledì delle Ceneri come inizio del tempo quaresimale; in quel giorno, nelle diocesi ambrosiane, si è ancora in pieno carnevale. Il periodo conservato nelle diocesi ambrosiane è calcolato utilizzando il metodo pre-medioevale di quaranta giorni che partono dalla sesta Domenica prima di Pasqua fino al Triduo Pasquale escluso, che inizia con i vespri del Giovedì Santo. I fedeli ricevono le Ceneri il primo lunedì di Quaresima, che è il giorno proprio delle ceneri, ma per ragioni pastorali possono essere amministrate al termine della Messa della I domenica.
Un altro elemento vigiliare si ritrova nella domenica, nella lettura di annuncio della Risurrezione. I giorni feriali quaresimali hanno un forte carattere penitenziale. La quinta settimana, invece, in vista della Settimana Autentica (come viene chiamata la Settimana Santa nel Rito Ambrosiano), introduce al tema della Passione. La prima lettura dei giorni feriali, tratta sempre brani presi dai libri storici dell'Antico Testamento e presenta varie figure di giusto sofferente, come anticipazione profetica di Cristo.
Una delle particolarità del rito ambrosiano in questo tempo è quella dei cosiddetti venerdì aliturgici, cioè senza liturgia eucaristica. In questi giorni nelle chiese, sull'altare maggiore, si colloca una grande croce di legno, con il sudario bianco sul patibolo, simbolo del Calvario e segno di lutto e di abbandono. La liturgia eucaristica in Quaresima era celebrata al calar del sole; poiché di venerdì la preghiera vespertina si prolungava con una veglia composta di salmi, letture e orazioni che, di fatto, terminavano con una celebrazione eucaristica quando ormai spuntava l'aurora del sabato, il venerdì restava privo della celebrazione della Messa.
Nei Vespri della prima domenica di Quaresima si canta ancora l'Alleluia; ciò perché fino al tempo di San Carlo Borromeo la liturgia di quella domenica si svolgeva in paramenti bianchi, quasi a chiusura del tempo di Natale. I venerdì di Quaresima sono di magro, e il venerdì che segue la I Domenica di Quaresima è anche di digiuno. Sono vietate le celebrazioni di qualsiasi festa e solennità, ad eccezione delle solennità di San Giuseppe (19 marzo) e dell'Annunciazione del Signore (25 marzo), che sono celebrate anche se cadono di venerdì. Non sono celebrate le memorie dei Santi.